Newsletter#29 - Diamoci una mossa
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#29
Liberare l’Italia che si muove
Il PLD difende la libertà di competere, non i privilegi di pochi
Quando un Paese smette di muoversi, non è perché mancano le idee, è perché qualcuno tiene tirato il freno a mano.
In Italia, quel freno si chiama privilegio: economico, giudiziario, politico. Ed è ciò che impedisce al merito, al lavoro e all’innovazione di prendere davvero la strada del futuro.
Il Partito Liberaldemocratico ha scelto di dire basta.
Basta rendite eterne, basta monopoli difesi in nome della “tradizione”, basta burocrazia che soffoca la concorrenza.
Dai tribunali alle spiagge, dai taxi ai servizi pubblici, chiediamo più libertà di competere e regole uguali per tutti.
Perché la concorrenza non è una minaccia: è la più grande garanzia di libertà.
È così che si modernizza un Paese aprendo le gare, digitalizzando i servizi, premiando chi innova.
L’Italia non ha paura di muoversi: ha solo bisogno che qualcuno la liberi da chi vuole tenerla ferma.
All’evento di Roma del 4 novembre, (🔗 Guarda qui) con esperti, associazioni e imprese, abbiamo parlato di mobilità sostenibile, infrastrutture e concorrenza nei trasporti.
Temi diversi, ma un unico filo rosso: la libertà di chi vuole costruire un’Italia moderna, europea, aperta alle opportunità.
È da qui che parte la nostra battaglia: liberare l’Italia che si muove nelle strade, nei mercati, nelle idee.
La via liberaldemocratica è questa: non proteggere i privilegi di pochi, ma difendere le possibilità di tutti.
Una riforma per una Giustizia, trasparente, libera e indipendente
La riforma della giustizia non è un tema tecnico né un dibattito riservato agli addetti ai lavori.
È una questione di libertà concreta: la libertà di ogni cittadino di poter contare su un sistema giusto, efficiente e prevedibile.
Per troppo tempo la giustizia italiana è rimasta prigioniera di logiche corporative, ruoli sovrapposti e tempi infiniti che minano la fiducia dei cittadini.
Il sistema in cui giudici e pubblici ministeri appartengono alla stessa carriera ha generato ambiguità, conflitti d’interesse e una percezione di scarsa imparzialità.
Per questo, per noi liberaldemocratici, la separazione delle carriere rappresenta un passo avanti decisivo verso una giustizia davvero indipendente.
Significa affermare un principio semplice ma rivoluzionario: chi accusa e chi giudica devono avere percorsi, obiettivi e responsabilità differenti.
Non è una concessione a qualcuno, ma una garanzia per tutti.
La riforma costituzionale oggi in discussione prevede proprio questo: la distinzione formale tra magistrati giudicanti e requirenti, la nascita di due Consigli superiori della magistratura con funzioni separate e l’istituzione di un’alta corte disciplinare per assicurare maggiore trasparenza e responsabilità.
È un cambiamento atteso da oltre trent’anni, che può finalmente restituire credibilità e rispetto alla giustizia italiana.
Il referendum costituzionale che si prepara non è quindi un tecnicismo, ma una sfida di civiltà giuridica. Un’occasione per dire che non vogliamo più un Paese fermo per paura del cambiamento, ostaggio di corporazioni e rendite di posizione.
Come ha ricordato Luigi Marattin, la separazione delle carriere non risolverà da sola tutti i problemi della giustizia, ma può segnare una svolta: portare a termine una riforma strutturale attesa da 35 anni e aprire una stagione nuova, liberale e riformatrice.
Il Partito Liberaldemocratico si schiera con chiarezza: vogliamo una giustizia che rispetti i tempi, le persone e la verità.
Una giustizia che torni a servire i cittadini, non se stessa.
Perché senza giustizia non c’è libertà, e senza libertà l’Italia non potrà mai davvero muoversi.
Sosteniamo un’Italia dove il diritto sia strumento di equilibrio e opportunità, non di potere.
Dove il cittadino possa finalmente dire: “Posso contare sulla legge, posso contare sul giudice terzo, posso contare su un processo che non mi rubi anni della vita.”
La scelta è davanti a noi: continuare con il sistema di sempre, o aprire una stagione nuova liberale, riformatrice e coraggiosa.
Il Partito Liberaldemocratico sceglie la via della verità, della responsabilità e della competenza, le uniche che possono davvero rimettere in moto l’Italia.
La manovra? Sull’Irpef il Governo va a sbattere
ll PLD è contrario alla manovra del governo sull’Irpef.
Ma non per il comico motivo rilanciato da politici e giornali populisti, secondo il quale aiuterebbe i “ricchi”. Ma perché li aiuta troppo poco. Ovviamente, non si parla di veri ricchi, ma di quelli che solo in Italia vengono definiti tali: coloro che a fine mese guadagnano 2500 euro al mese.
Non sono i ricchi: sono quelli che noi chiamiamo i “muli da soma” di questo paese. Non hanno diritto ad agevolazioni isee, non hanno diritto a detrazioni per tipologia di lavoro, e hanno un’aliquota Irpef (il 43% + le addizionali locali) che all’estero si applica solo a quelli che guadagnano 3 o 4 volte tanto.
Noi pensiamo che siano costoro, oggi, a meritare un sollievo fiscale
Chi scrive invece, come Repubblica, che la manovra “aiuta i ricchi”, mistifica i dati: quelli dell’audizione dell’ufficio parlamentare di bilancio, che sono pubblici, dicono l’esatto opposto.
La forza delle democrazie liberali
Il Partito Liberaldemocratico resta schierato, senza ambiguità, dalla parte della libertà e della democrazia, contro ogni forma di regime autoritario o illusione populista.
In un mondo attraversato da crisi e instabilità, serve una voce chiara, coerente, capace di difendere i valori europei anche quando è più difficile farlo.
Dalle minacce di Mosca alle tensioni in Medio Oriente, la nostra linea è ferma: l’Europa e l’Italia devono restare esempi di libertà, non di cedimento.
Lo ha ricordato con lucidità Alessandra Franzi, rispondendo alle provocazioni lanciate dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova all’Italia: “A crollare è il vostro regime liberticida. L’Italia e l’Europa rimarranno esempi di libertà.” (Alessandra Franzi su Zakharova)
La Russia evidentemente non è contenta che l’Italia non si sia ancora piegata alla loro propaganda, ma devono farsene una ragione: non rinunceremo così facilmente ai valori liberali, al diritto internazionale e al raggiungimento di una pace come giusta.
Trent’anni dopo l’assassinio di Yitzhak Rabin (🔗 il ricordo del PLD), il coraggio della pace resta la sfida più difficile.
Rabin scelse la strada più rischiosa, ma anche l’unica possibile: quella del dialogo e della responsabilità.
Il suo esempio ci ricorda che l’odio chiama odio, e che solo la verità e la responsabilità possono spezzare la catena dell’estremismo.
Essere liberaldemocratici oggi significa questo: difendere la libertà anche quando costa, scegliere la verità invece delle illusioni, e credere che la forza della democrazia stia nella sua capacità di non diventare mai come ciò che combatte.
Nel mondo come in Italia, il PLD continuerà a difendere la libertà, la dignità umana e la pace, con la stessa determinazione con cui difende la concorrenza, la giustizia e la verità.
Perché la libertà non si negozia.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Riguarda la puntata del 6 novembre
“Conosciamo le neo Segretarie Regionali di Emilia Romagna, Marche e Piemonte”, con Giorgia Bellucci (Segretaria Regionale dell’ Emilia Romagna) Ada Pozzi (Segretaria Regionale delle Marche), Barbara Baino (Segretaria Regionale del Piemonte) moderati da Massimiliano Saladino (PLD Talks)
👉 Guarda la puntata su YouTube
FORUM TEMATICI: ISTITUITO UN NUOVO TAVOLO
Sono ripartiti i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Sono stati istituiti da poco quelli su Agricoltura, Sport, Turismo, Pubblica Amministrazione e Digitalizzazione.
Vuoi essere dei nostri e dare il tuo contributo per costruire un Paese migliore?
IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA
Come ha scritto la nostra responsabile Territorio Valeria Pernice, ci sono momenti in cui il lavoro fatto prende forma e si capisce che la politica può ancora essere spazio di costruzione, partecipazione e comunità.
Il nostro percorso congressuale è proprio questo: un cammino condiviso che sta attraversando tutta l’Italia, fatto di confronto, entusiasmo e responsabilità.
Dalle prime assemblee alle giornate di voto, stiamo costruendo passo dopo passo un partito vivo, aperto, capace di unire energie e competenze diverse attorno a un progetto comune.
Ogni congresso regionale è un tassello di questo mosaico, un’occasione per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
È un percorso che non si ferma, ma che cresce grazie a chi ogni giorno dedica tempo e idee alla costruzione di una casa liberaldemocratica sempre più solida, plurale e partecipata.
- Sardegna – congratulazioni a Massimiliano Zonza
DAI TERRITORI
- Milano - Il Partito Liberaldemocratico ha partecipato alla manifestazione del 3 novembre durante la quale circa duecento persone hanno chiesto la restituzione dei bambini ucraini deportati ingiustamente in Russia. (🔗 Leggi l’articolo)
- Grosseto - Il Partito Liberaldemocratico si è espresso a favore della proposta del sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, sulla fusione di cinque Comuni della zona sud della provincia per la creazione del ‘Comune della Costa d’Argento nella speranza di poter meglio affrontare le difficoltà sia economiche sia gestionali in tema di servizi alla cittadinanza . (🔗 Leggi l’articolo su Grosseto Notizie)
- Puglia - La sezione regionale del Partito Liberaldemocratico lamenta il fatto che nessun partito impegnato attualmente in campagna elettorale si preoccupa dei problemi del ceto medio, il settore più ampio e produttivo. Per questo propone due misure concrete e realizzabili: la riduzione graduale delle addizionali IRPEF regionali per i redditi tra 25.000 e 45.000 euro annui; un credito d’Imposta regionale destinato alle famiglie che non beneficiano di ISEE agevolato, per sostenere spese scolastiche, nidi, trasporti e sanità privata convenzionata. (🔗 Guarda la trasmissione)
PARLANO DI NOI
👉Le dichiarazioni di Belli Paci su Il Corriere della Sera
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Newsletter#28 - La via liberale
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#28
Dall’Europa all’Italia: la forza tranquilla del liberalismo
Quando la politica sceglie serietà, libertà e risultati, le persone lo capiscono
Dall’Argentina ai Paesi Bassi, da Bruxelles all’Italia, cresce la fiducia verso chi parla chiaro, mantiene le promesse e difende la libertà. Non è un miracolo, è la prova che la via liberale funziona. Funziona perché non promette tutto a tutti, ma chiede responsabilità, merito e serietà. Funziona perché non costruisce consenso sull’invidia o sulla paura, ma sull’orgoglio di chi vuole farcela con le proprie forze.
In Argentina e nei Paesi Bassi i populismi arretrano, e vincono i liberali che hanno avuto il coraggio di dire la verità: che non esiste crescita senza libertà economica, né giustizia senza responsabilità individuale. Mentre gli altri inseguono slogan e nemici immaginari, i liberali costruiscono risultati veri. Nei Paesi Bassi, il vento del realismo ha spazzato via la retorica dell’assistenzialismo e del sovranismo. I liberali progressisti guidati da Rob Jetten hanno fermato la corsa di Gert Wilders, l’uomo del “non un centesimo all’Italia”. È la dimostrazione che si può vincere con la verità, non con la propaganda.
Lo stesso messaggio arriva da Bruxelles, dove il Partito Liberaldemocratico ha partecipato al Congresso ALDE (la delegazione) insieme ai leader liberali europei. Un incontro concreto, non di facciata: visione comune, serietà di governo e una rotta chiara – più libertà economica, più opportunità, più Europa. Un’Europa che libera invece di ingessare, che crea invece di redistribuire, che premia il talento invece di soffocarlo nella burocrazia. L’Europa liberale non è un’idea astratta, ma un modo di governare fatto di pragmatismo, fiducia e competenza. Quando la politica smette di cercare consenso e torna a cercare soluzioni, i cittadini rispondono.
Anche in Italia qualcosa si muove. La rilevazione EMG (Masia) ci colloca all’1,3% e quella di Piepoli all’1,5%. È un segnale netto: la serietà paga. Cresce chi sceglie la via dei fatti e non delle urla, chi capisce che la politica non è marketing del consenso, ma costruzione di fiducia.
La via liberale funziona perché mette al centro la responsabilità e i risultati, non le promesse. Funziona perché non infantilizza i cittadini, ma li considera protagonisti del proprio destino. Funziona perché è l’unica che può far ripartire davvero un Paese che merita di più: più libertà, più competenza, più futuro.
👉 Elezioni nei Paesi Bassi: il commento del nostro Presidente Andrea Marcucci
👉 Elezioni in Argentina: il commento del nostro Segretario Luigi Marattin
📹 La via Liberale: mercato e merito
Dalle piazze alle proposte. L’Europa che si difende e costruisce
Dalle piazze di Torino e Roma, dove abbiamo marciato per la libertà dell’Ucraina, ai tavoli del Congresso ALDE di Bruxelles, passa un unico filo: la libertà non si difende con gli slogan, ma con la responsabilità delle scelte. Il Partito Liberaldemocratico è parte di quella Europa che non si limita a reagire, ma costruisce.
Difendere la democrazia oggi significa rimettere la politica europea al centro della realtà, dove contano le decisioni, non le dichiarazioni. Come ha ricordato Luigi Marattin, “l’Europa non può più dormire sugli allori della NATO”. È il tempo di un’Europa che agisce, che parla con voce propria e che capisce che la sicurezza e la libertà non si delegano.
Perché i nemici della democrazia non sono solo quelli che invadono. Sono anche quelli che manipolano, confondono, inquinano le menti, e che vogliono convincerci che la libertà sia un lusso o, peggio, qualcosa di superato, da affidare a sovrastrutture di controllo e di tutela. Ma una libertà che non sa difendersi è una libertà che si condanna a scomparire.
Al Congresso ALDE di Bruxelles abbiamo portato una visione chiara: un’Europa che torna a fare l’Europa, che difende la libertà con i fatti. Sostegno duraturo all’Ucraina, aiuti militari ed economici per affrontare l’inverno, uso dei fondi russi congelati per la ricostruzione, e una pace giusta e stabile, non quella della resa. Un’Europa unita per l’allargamento, capace di superare i veti dei singoli Stati, e una difesa della democrazia che passa per la sovranità tecnologica, la sicurezza digitale e la lotta contro la disinformazione.
Lo ha detto con chiarezza anche il generale Pietro Serino, già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e oggi Responsabile Difesa e Sicurezza del PLD: “C’era ancora il Governo Draghi quando proposi la ricerca tecnologica militare congiunta e finanziata con debito comune. Mi fa piacere ritrovarla oggi, ma finché non si passa dalle idee all’azione restano solo chiacchiere.” (leggi il commento completo) È questa la differenza tra politica e retorica: la prima costruisce, la seconda commenta.
Questa è l’Europa che vogliamo: libera, sicura, innovativa. Un’Europa che non delega, ma guida. Che non attende, ma agisce. Che non teme la libertà, ma la difende ogni giorno, perché sa che non è un lusso da concedere, ma una responsabilità da esercitare.
👉 La marcia per l’Ucraina in Piemonte
📹 Trump e la necessità di un’Europa adulta
A testa alta per la libertà
Ci sono momenti in cui la politica torna ad avere senso.
Quando smette di parlare di sé e torna ad ascoltare il mondo.
In questi giorni Luigi Marattin è in Medio Oriente, tra Israele e Palestina, per una missione di ascolto e di dialogo.
Ad Abu Dhabi, insieme all’ambasciatore Lorenzo Fanara e ai rappresentanti europei, ha partecipato a un confronto sul futuro degli Accordi di Abramo: un processo fragile ma concreto, che prova a costruire ponti dove per decenni sono stati scavati fossati.
È un segnale chiaro: la pace non nasce dal silenzio, ma dal dialogo tra chi ha il coraggio di respingere gli estremismi e di tendere la mano.
Da lì, il viaggio è proseguito tra Tel Aviv e Gerusalemme.
La delegazione, composta da parlamentari europei di Cipro, Francia, Lituania e Romania, ha incontrato esperti di geopolitica, sicurezza e diritto internazionale.
Ha visitato la Knesset e il Museo dell’Olocausto, dove la memoria non è solo un dovere, ma un monito a riconoscere il valore della libertà proprio quando tutto intorno sembra chiederne la resa.
Poi l’incontro più intenso: Samer Sinijlavi, politico palestinese, ex prigioniero durante la Seconda Intifada, oggi tra i principali esponenti anti-Hamas.
“Per risolvere un conflitto devi sempre metterti dalla parte del tuo nemico.
Perché se rimani solo dalla tua, non riuscirai mai a vedere ciò che serve per porre fine alla guerra.”
Sono parole che valgono più di cento convegni.
Raccontano una verità semplice e profonda: la libertà non vive di slogan, ma di conoscenza, di coraggio, di ascolto.
È questa la via liberale: capire prima di giudicare, dialogare invece di urlare, costruire invece di distruggere.
Per questo il Partito Liberaldemocratico ha aderito alla manifestazione nazionale del 30 ottobre (link),“Per la nostra libertà. A testa alta con gli ebrei”, promossa dall’associazione Sette Ottobre e sostenuta da oltre cinquanta realtà del mondo culturale, civile e religioso.
Una piazza di libertà e di civiltà, nata per reagire alla spirale di odio e di semplificazioni che, in troppi luoghi, hanno invocato la cancellazione di uno Stato e di un popolo.
Siamo stati in piazza per affermare la libertà di pensare, di parlare, di mostrare chi siamo.
Perché non esiste libertà autentica se non passa attraverso il riconoscimento e il rispetto dell’altro.
La libertà non è un totem da esibire quando fa comodo, ma un principio che si esercita ogni giorno, anche, e soprattutto, quando è scomodo.
Questa stessa idea di libertà vale anche per le università, che devono restare presìdi di pensiero critico e confronto, non arene di intimidazione.
Ciò che è accaduto a Ca’ Foscari, dove all’onorevole Emanuele Fiano è stato impedito di parlare, e a Bologna, dove il professor Cesare Faldini è stato attaccato per aver espresso un’opinione, è un campanello d’allarme.
Non è solidarietà al popolo palestinese. È squadrismo travestito da coscienza politica.
Chi decide chi può parlare e chi no, chi trasforma il dissenso in colpa, nega la libertà che dice di difendere.
Su questo stesso tema, il Segretario del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin parteciperà lunedì 3 novembre alle ore 20:30 a un incontro promosso dalla Federazione delle Associazioni Italia–Israele, dedicato al tema
“L’antisemitismo politico e il suo impatto sulle relazioni Italia–Israele.”
Nel corso dell’evento, Marattin dialogherà con Bruno Gazzo, Presidente della Federazione, in un confronto aperto sui rischi legati al riemergere dell’antisemitismo nel dibattito politico e sulle sue conseguenze per le relazioni internazionali.
L’appuntamento è pubblico e si svolgerà online; per partecipare alla discussione è possibile richiedere l’accesso alle associazioni promotrici.
👉 Il post di solidarietà ad Emanuele Fiano
👉 Per non dimenticare: i luoghi del 7 ottobre
👉 Missione in Medio Oriente del nostro segretario Luigi Marattin
Parte tutto dalla scuola
Circa un mese fa il Partito Liberaldemocratico ha lanciato la sua proposta di riforma della scuola, che abbiamo discusso in un convegno pubblico a Milano il 14 ottobre.
Abbiamo già esposto come intendiamo riformare radicalmente la formazione e il reclutamento dei docenti, nonché la struttura dei cicli scolastici.
Oggi la nostra Alexandra Casu ci spiega come intendiamo abbattere la burocrazia ministeriale e creare una vera autonomia per le scuole.

Perché ricordate: parte tutto dalla scuola.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Riguarda la puntata del 30 Ottobre
“Lobbying: trasparenza, rappresentanza, democrazia”, un incontro per capire davvero cos’è il lobbying: dalla rappresentanza degli interessi a come funziona, fino al suo ruolo nel rafforzare la qualità delle decisioni pubbliche e della democrazia.
Ne hanno discusso Federico Anghelé, (Direttore di The Good Lobby) e Elania Zito, (EU Expert & Digital Communication Strategist), moderati da Cristiano De Vergori (PLD Talks)
👉 Guarda la puntata su YouTube
FORUM TEMATICI: ISTITUITO UN NUOVO TAVOLO
Sono ripartiti i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Sono stati istituiti da poco quelli su Agricoltura, Sport, Turismo, Pubblica Amministrazione e Digitalizzazione.
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Come ha scritto la nostra responsabile Territorio Valeria Pernice, ci sono momenti in cui il lavoro fatto prende forma e si capisce che la politica può ancora essere spazio di costruzione, partecipazione e comunità.
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- Piemonte - leggi l’articolo relativo all’elezione di Barbara Baino (🔗 Leggi l’articolo)
- Liguria – congratulazioni a Marco Beltrami (🔗 Liguria Business Journal, 🔗 Città della Spezia)
- Puglia – congratulazioni a Matteo Viggiani (🔗 Stato Quotidiano, CosmoPolis Media)
- Lombardia – congratulazioni a Alberto Pilotto (🔗 Bergamo News, 🔗 MB News, 🔗 Corriere Di Como 🔗 ErbaNotizie)
- Emilia-Romagna – congratulazioni a Giorgia Bellucci (🔗 GeronimoNews)
- Marche – congratulazioni a Ada Pozzi⠀
DAI TERRITORI
- Vicenza - Domenica 2 novembre alle 18:00 in Piazza delle Erbe, Azione e Partito Liberaldemocratico promuovono il presidio “Riportiamo tutti a casa” per chiedere il rilascio dei 19.000 bambini ucraini deportati in Russia. Un’iniziativa aperta a tutte le forze politiche e ai cittadini, per affermare che la difesa dei diritti umani e dei minori è un valore che unisce. (🔗 Leggi l’articolo su ViPiù)
- Lazio - È ufficialmente nato il nuovo gruppo politico, ispirato a valori di liberalismo, responsabilità civica e concretezza amministrativa. La formazione, rivolta a chi crede in una visione moderata e riformista lontana dalle polarizzazioni estreme, nasce con una forte vocazione territoriale: tra le priorità urbanistica sostenibile, servizi sanitari locali e welfare di prossimità per il Litorale Sud del Lazio. (🔗 Leggi l’articolo)
- Piemonte - Il Partito Liberaldemocratico è intervenuto su Rai 3 nella puntata dedicata alle realtà civiche e associative del territorio. Tra i temi: il contrasto al bipopulismo e la promozione di una politica liberale, riformista e concreta. In trasmissione anche interventi di AIAF Piemonte, Codacons, Confartigianato e Fondazione Geometri di Torino. Un’occasione per portare la voce del PLD Piemonte nel dibattito pubblico regionale. (🔗 Guarda la trasmissione)
- Como - ll Partito Liberaldemocratico e Azione esprimono forte preoccupazione per la decisione dell’ASST Lariana di concedere uno spazio, all’interno dell’ospedale di Cantù, a un’associazione antiabortista. Le due forze politiche ribadiscono che la Legge 194/78 rappresenta un pilastro della libertà e della tutela dei diritti delle donne, e che gli ospedali pubblici devono restare luoghi di ascolto, supporto e libertà di scelta, non di condizionamento ideologico.. (🔗 Leggi l’articolo)
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Newsletter#27 - La politica degli slogan è finita
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#27
L’italia che non si distrae
Mentre la politica litiga sulle parole, il PLD propone riforme concrete per fisco, scuola e istituzioni.
Viviamo in un Paese dove si discute di tutto, tranne che di ciò che davvero incide sulle nostre vite. Ogni giorno, il dibattito pubblico si accende su un titolo, un video, un’invettiva. Nel frattempo, l’Italia resta ancorata a un impianto fiscale novecentesco, a una scuola rigida e scollata dalla realtà, a un welfare pensato per un Paese che non c’è più.
Nel Partito Liberaldemocratico, abbiamo deciso di cambiare canale. Di non partecipare alla gara dei proclami, ma di mettere in fila proposte serie, precise, realizzabili. È più difficile che rincorrere il consenso a colpi di bonus, certo. Ma è anche l’unica via per evitare che il Paese continui a girare a vuoto.
Dopo il solito terribile balletto di annunci e di norme che arrivano solo molto dopo, finalmente è arrivato in parlamento il disegno di Legge di Bilancio. Una manovra prudente, non per scelta del governo ma per effetto della riforma del Patto di Stabilità avvenuta l’anno scorso in Europa. Una manovra che tuttavia contiene scelte che ci lasciano estremamente perplessi (dall’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi alla batosta sui dividendi delle partecipazioni societarie, passando per il pesante aumento di tassazione sul settore bancario e l’intervento solo simbolico sull’Irpef)
Un Paese serio non tassa i premi di produttività: li supporta. Avevamo proposto l’azzeramento dell’imposta sostitutiva e l’eliminazione del tetto a 3.000 euro. Il governo, pur timidamente, ci ha ascoltato: tassazione ridotta all’1%, tetto portato a 5.000 euro. È poco? Sì. Ma è la prova che parlare di cose serie, a volte, funziona.
Poi c’è la questione delle spese inutilizzate nei ministeri. Giorgetti ha fatto una mossa di puro buonsenso: se hai speso 80, l’anno prossimo ricevi 80. Non 100. Non un centesimo di più. Una misura che il Partito Liberaldemocratico applaude, senza se e senza ma. Finalmente una logica di efficienza nella spesa pubblica. Ma ci chiediamo: chi nel suo partito avrà il coraggio di sostenerlo davvero, quando questa scelta costerà qualche poltrona o qualche bacino elettorale?
Nel frattempo, la politica italiana continua a ignorare il vero tema: il ceto medio produttivo, i muli da soma della Repubblica, continuano a essere spremuti in silenzio. Non scioperano, non urlano, non occupano i talk show. Ma senza di loro, l’Italia si ferma. A loro vanno restituite voce e dignità, non contentini. A loro vanno tagliate le tasse, non moltiplicati i premi di consolazione.
Noi non promettiamo miracoli. Proponiamo soluzioni.
Non ci interessano le leggi di bilancio in salsa Babbo Natale. Crediamo in uno Stato che fa poche cose, ma le fa bene. In un’Italia che premia il merito, non l’abilità di lamentarsi. In un sistema fiscale che non punisce chi si dà da fare, ma lo sostiene.
Perché se non si cambia strada, il futuro non sarà solo incerto. Sarà identico al passato.
E a noi, francamente, non basta.
👉 La campagna sul taglio IRPEF fino a € 60.000
👉 Le contraddizioni del governo sulla Legge di Bilancio
Facciamo le cose facili
Tra qualche settimana scatterà, puntuale come un orologio rotto, l’indignazione da talk show: “Perché la Legge di Bilancio si discute solo al Senato? Che fine ha fatto la Camera? È uno scandalo!”.
Peccato che vada avanti così da anni. Non è un’eccezione, è la prassi. E la prassi, in Italia, ha sempre ottime ragioni per restare com’è.
Viviamo in una Repubblica in cui, a turno, uno dei due rami del Parlamento non legifera affatto. Le leggi passano da una Camera all’altra come in una partita truccata: una scrive, l’altra firma. Nessun confronto vero, nessuna correzione. Un inutile doppione.
Il risultato?
- Tempi lunghi.
- Rappresentanza dimezzata.
- Deputati e senatori che possono mettere mano solo a una parte delle leggi.
E poi c’è il grottesco. Come quando il Presidente del Consiglio fa lo stesso discorso due volte, in due aule diverse, con due dibattiti identici. Una pantomima istituzionale che fa perdere tempo a tutti, tranne a chi vive di rendita dentro questo sistema.
Il Partito Liberaldemocratico non ci sta.
Mentre la politica si perde in talk show e polemiche sterili, noi lavoriamo per rendere più efficiente il Parlamento.
Abbiamo depositato una proposta chiara, firmata da Luigi Marattin: un’unica Assemblea Nazionale da 600 membri, eletti con lo stesso sistema.
La proposta, già formalmente presentata alla Camera, unifica Camera e Senato.
Elimina duplicazioni, riduce ritardi, restituisce ai cittadini un’istituzione capace di decidere davvero.
Non è una riforma astratta.
È la risposta concreta a un sistema che non funziona, che non decide, e che da decenni si rifugia nella forma per evitare la sostanza.
E non serve nemmeno sottolineare che questa proposta risolverebbe anche altri problemi, come quello delle maggioranze diverse tra Camera e Senato.
Ma guai a dirlo: qui si difende il bicameralismo come si difende un soprammobile antico. Non perché serve, ma perché “c’era già”.
Noi non ci accontentiamo della liturgia. Vogliamo che il Parlamento torni a fare il suo mestiere: legiferare, controllare, rappresentare.
Chi ha proposte migliori si faccia avanti.
Chi non ne ha, abbia almeno il coraggio di ammettere che il bicameralismo perfetto è solo una finzione utile a chi non vuole cambiare nulla.
L’Italia non ha bisogno di doppioni.
Ha bisogno di istituzioni che funzionano.
E, finalmente, di un Parlamento all’altezza del suo nome.
👉 La nostra campagna per il superamento dell’ipocrisia del bicameralismo
👉 La nostra proposta di legge Costituzionale
Giù le mani dalla ricerca scientifica
La serietà di uno Stato si misura anche da ciò a cui sceglie di dare ascolto. E di conseguenza: da ciò che decide di ignorare.
Nel tempo delle fake news, della superstizione digitalizzata e dei populismi pseudo-scientifici, il Parlamento della Repubblica italiana discute della “Macchina di Majorana”. Un aggeggio presentato come capace – udite udite – di produrre energia infinita, guarire dalle malattie e ringiovanire le persone.
No, non è una serie TV. È il Senato della Repubblica.
Quando le istituzioni si prestano a legittimare fandonie, smettono di essere neutrali. Diventano pericolose.
Perché non c’è nulla di neutro nel mettere sullo stesso piano Galileo e un santone, Einstein e un venditore di speranza in capsule.
Il Partito Liberaldemocratico ha rilanciato l’appello del professor Matteo Bassetti:
giù le mani della politica dalla scienza.
Non è solo buon senso. È difesa della salute pubblica, della cultura e della verità.
La macchina di Majorana non è una “teoria alternativa”. È un’invenzione antiscientifica che riporta la discussione pubblica ai tempi in cui si cercava la pietra filosofale.
La politica che strizza l’occhio a queste fantasie non è innocente.
Perché mentre si discute di macchine miracolose, si tagliano fondi alla ricerca, si demoliscono le università, si nominano ai vertici di commissioni scientifiche persone dichiaratamente ostili alla scienza stessa.
Questa non è pluralità. È irresponsabilità.
La scienza non è democratica, perché non è un’opinione. È falsificabile, autocritica, aperta al dubbio, ma dentro il perimetro del metodo, del rigore e del dato.
Fuori da lì non c’è libertà, c’è caos.
Non c’è confronto, c’è superstizione.
E lo Stato, se si presta a validarla, diventa complice.
Per questo il Partito Liberaldemocratico non ci sta.
Governare un Paese occidentale nel XXI secolo significa tenere la politica lontana dalle illusioni, non rincorrerle con la macchina dell’eterna giovinezza.
Si può solo fare una cosa: difendere la scienza, e difendere chi la pratica.
Anche quando non è popolare.
Soprattutto quando non è redditizio.
La politica seria non cavalca l’ignoranza.
La combatte.
Con la stessa determinazione con cui si combattono le malattie: credendo nella medicina, nei dati, nella conoscenza.
Il resto è folklore.
Ma non dovrebbe essere il compito del Senato della Repubblica celebrarlo.
👉 Il messaggio del Prof. Bassetti
Congresso ALDE
Venerdì il nostro Segretario Luigi Marattin, insieme a Elena Buratti (responsabile Affari Interni del PLD) e a una delegazione di giovani del partito – Matteo Ferrario e Stefano Seccia – ha partecipato al Congresso ALDE tenutosi a Bruxelles.
Un’occasione significativa di dialogo tra le forze liberaldemocratiche europee, per riaffermare l’impegno del PLD a favore di un’Europa più libera, moderna e competitiva, capace di affrontare le sfide economiche e istituzionali.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Se non avete seguito l’appuntamento del 22 ottobre, vi invitiamo a rivederlo QUI.
“Il report Draghi – un anno dopo”
Con Roberto Ricciuti, professore associato di politica economica all’Università di Verona
Modera Massimiliano Saladino
🎥 Tutti gli incontri sono disponibili su:
👉youtube.com/@partitoliberaldemocratico
FORUM TEMATICI: ISTITUITO UN NUOVO TAVOLO
Sono ripartiti i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Oltre a quelli già attivi, tra cui quelli dedicati ad Agricoltura, Sport e Turismo da poco attivati, è stato istituito questa settimana quello su Pubblica Amministrazione e Digitalizzazione.
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DAI TERRITORI
- Viareggio - A Viareggio la consigliera Silvia Bertolucci lascia la “Lista Civica Del Ghingaro” e aderisce al Gruppo Misto in rappresentanza del Partito Liberaldemocratico. Una mossa che segna non un semplice cambio d’etichetta, ma una rottura nei fragili equilibri della maggioranza comunale: l’azione conferma che la politica locale non vive soltanto di alleanze pre‑stampate, ma di scelte concrete. (🔗 Leggi l’articolo su VersiliaToday)
- Sardegna - In Sardegna si sperimenta una vera innovazione: non uno slogan, ma una tecnologia. Un gruppo di ingegneri ha sviluppato un sistema che sfrutta in modo intelligente la CO₂ per produrre energia elettrica. Ce ne parla Domenico Nicolai in un video che merita attenzione. Altro che diktat, divieti e regolamenti astratti: è così che si rispetta l’ambiente, liberando l’iniziativa e premiando l’ingegno, non comprimendolo con ideologie green di carta. La transizione ecologica si fa così: con soluzioni, non con prediche. (🔗 Guarda e condividi il video)
- Campania - Ci sono limiti che non si valicano. Neppure per calcolo elettorale. In Campania, una candidata sostenuta da Fratoianni e Bonelli ha condiviso un contenuto antisemita, con frasi che evocano apertamente l’“incompleta missione di Hitler”. E invece di prendere le distanze in modo netto, Bonelli si rifugia nel tecnicismo: “non l’ha scritto di suo pugno”, “era in piccolo”. Chi giustifica, minimizza o relativizza l’odio, ne diventa complice. Chi ambisce a rappresentare i cittadini in Parlamento non può nemmeno sfiorare certe parole, figuriamoci condividerle. Chi tace, acconsente. E chi giustifica, si disonora. Noi non ci giriamo dall’altra parte. (🔗 Leggi e condividi il post)
- Roma - Il Partito Liberal Democratico organizza l’incontro “La mobilità efficiente”, dedicato alle linee guida per uno sviluppo razionale e sostenibile dei trasporti. Interventi di Guido Gentile, Chicco Testa, Gianni Murano, Eugenio Miccone, Gianluca Fioravanti e Massimo Santori. Conclusioni affidate all’On. Luigi Marattin, Segretario nazionale PLD. (🔗 Il post dell’evento)
PARLANO DI NOI
- Su Il Post un articolo cita il nostro segretario Luigi Marattin analizzando la nuova finanziaria del governo Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti: austerità, imprese trattate come passerelle e poche riforme. (🔗~Leggi l’articolo~)
- L’intervento a Radio24 del nostro segretario Luigi Marattin sul tema della Manovra di Bilancio (🎤 Ascolta l’intervento)
- L’intervento del nostro segretario Luigi Marattin su La7 ad Omnibus, sempre sul tema della Manovra di Bilancio (📺 Guarda l’intervento)
- Su Formiche.net l’opinione del generale Pietro Serino: «Bene la riserva cyber, ora serve un Consiglio Nazionale per la Difesa e la Sicurezza». (🔗 Leggi l’articolo)
- Infine, l’intervento del nostro referente Scuola Patrizio Del Prete al Mercoledì dei Riformisti. (▶ Guarda su YouTube)
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Cambiamo l’Italia insieme!
Newsletter#26 - Qualcosa di grande
Newsletter
#26
L’Italia oltre la siepe
Da anni il nostro Paese sembra incapace di superare gli ostacoli. Il PLD propone un’Italia diversa.
Da anni l’Italia sembra incapace di superare gli ostacoli: vecchie abitudini, paure e ricette inefficaci.
Noi vogliamo un’Italia capace di guardare oltre la siepe: che non si fermi davanti ai limiti del passato, ma scelga di innovare, di aprirsi. Un’Italia con una scuola moderna e una visione internazionale fondata su libertà e responsabilità.
Un Paese che, invece di guardare indietro, tira dritto per costruire il futuro.
Per farlo servono idee nuove, ma anche la forza di metterle insieme. Il progetto del PLD nasce con questo obiettivo: unire le forze liberaldemocratiche per ridare all’Italia una direzione chiara.
L’unità dei Liberaldemocratici è qualcosa di grande, una sfida ambiziosa che richiede visione, coerenza e lavoro comune.
La conferenza stampa congiunta fra Partito Liberaldemocratico e Azione (📹 guarda il video) segna l’inizio di una nuova stagione politica: costruire, con largo anticipo rispetto alle elezioni del 2027, un’unica forza capace di offrire agli italiani un’alternativa credibile al populismo di destra e di sinistra.
Il PLD e Azione hanno già iniziato a lavorare insieme sulle proposte per la legge di bilancio (🔗 leggi le dieci proposte), condividendo la stessa visione: una società libera, dinamica, fondata su merito e responsabilità. Non un’alleanza di comodo, ma un percorso di lungo respiro, per dare al Paese un centro liberaldemocratico solido e coerente.
Qual è l’obiettivo? Il segretario Luigi Marattin lo dice spesso: parlare a quella parte d’Italia che non vuole scegliere tra Salvini al Ministero dell’Interno o Landini a quello del Lavoro ma che chiede serietà, competenza e stabilità (🔗 Leggi l’intervista al segretario). Una sfida difficile, ma che il PLD ha accettato perché la politica a colpi di slogan - il più delle volte sbagliati - e tifoserie da stadio, sta facendo il male dell’Italia. Insieme con Carlo Calenda, ma anche con tutti gli altri che condividono questi valori, vogliamo dare vita a un’offerta politica capace di guardare ai prossimi vent’anni, non solo alle prossime elezioni.
Se la scuola non funziona, il Paese non funziona
La scuola è il fondamento di tutto, perché il sistema educativo italiano formerà le nuove generazioni e dunque gli italiani del futuro. Una scuola che funziona formerà cittadini responsabili e una classe dirigente capace di lavorare per mettere al centro la crescita del Paese. La riforma varata dal Governo e voluta dal ministro Valditara è tutto il contrario: guarda al passato e lascia pochissimo spazio a materie che saranno fondamentali per il futuro. Ma soprattutto, non mette mano ai tantissimi problemi che il sistema scolastico italiano ha da anni.
Parte tutto dalla scuola. A Milano, con l’evento “Parte tutto dalla scuola” (👉 Leggi il report) abbiamo presentato le linee guida di una riforma profonda, che tocca ogni aspetto del sistema educativo — dalla formazione e carriera dei docenti all’autonomia scolastica, dal riordino dei cicli alla revisione dei programmi. Al centro, la valorizzazione degli insegnanti e la costruzione di un modello fondato su libertà, merito e responsabilità. Non una promessa elettorale, ma un progetto per il futuro del Paese.
👉 La nostra riforma, spiegata bene /1
👉 La nostra riforma, spiegata bene /2
Al fianco dell’Ucraina, senza esitazioni
Difendere la libertà e la democrazia significa sostenerle sempre, anche sul piano europeo. In un momento nel quale cresce anche in Italia l’ondata filorussa, è il caso di ribadirlo ancora una volta: il PLD resta al fianco dell’Ucraina e rilancia l’impegno per una difesa comune che renda più forte e sicuro tutto il continente.
Come sottolinea il responsabile difesa del PLD Pietro Serino, la scelta del Governo di usare il fondo Safe per portare le spese militari al 3,5 percento entro il 2035 per non sottrarre risorse agli altri settori di spesa come sanità, scuola, lavoro, riduzione della pressione fiscale è giusta e condivisibile, anche perché questo non vuol dire solo sicurezza ma anche lavoro e progresso tecnologico.
Serino ha tuttavia ricordato che l’Italia sarà sicura solo se lo sarà anche l’Europa: la sicurezza, dal 1949 con la nascita dell’Alleanza Atlantica, è diventata una questione continentale. L’aumento della spesa militare produrrà benefici reali se contribuirà a rafforzare il pilastro europeo della NATO, attraverso un coordinamento tra i Paesi dell’Alleanza che coinvolga il livello politico, quello tecnico-militare e quello delle acquisizioni.
L’analisi di Serino è stata pubblicata da Formiche.net (🔗 leggi l’articolo)
Castel d’Azzano, una strage che fa riflettere
A Castel d’Azzano, nel Veronese, tre fratelli hanno fatto saltare in aria la loro casa pur di non cedere allo sgombero. Un gesto tragico, nel quale hanno perso la vita tre Carabinieri in servizio.
Il PLD rinnova la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutte le Forze dell’Ordine che servono il Paese ogni giorno. Il dolore per la tragedia ci ricorda che la sicurezza non nasce solo dai controlli, ma da istituzioni forti, politiche sociali presenti e comunità solidali.
Sulla vicenda sono intervenuti Pietro Serino e Valeria Pernice, della Segreteria nazionale del PLD, sottolineando che le Forze dell’Ordine non possono continuare a supplire a istituzioni fragili o a politiche sociali inesistenti: servono più risorse, mezzi adeguati e tutele reali — per loro e per le loro famiglie.
👉 Il messaggio di cordoglio di Pietro Serino
👉 L'intervento completo di Valeria Pernice
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto aperto sui grandi temi della politica, dell’economia e dei diritti civili. Un’occasione per discutere con esperti, protagonisti della società e rappresentanti istituzionali.
📺 Riguarda la puntata del 16 Ottobre
“Un fisco da ripensare? La situazione italiana fra analisi e proposte” con Francesco Renne, commercialista, faculty CUOA Business School; Oscar Giannino, giornalista economico; Dario Stevanato, Professore ordinario di diritto tributario all'Università di Trieste. Modera Aurora Pezzuto, responsabile economia del PLD
👉 Guarda la puntata su YouTube
I prossimi appuntamenti
📅 Mercoledì 22 Ottobre, ore 18:30
“Il report Draghi - un anno dopo”, con Roberto Ricciuti (professore associato di politica economica dell’Università di Verona). Modera Massimiliano Saladino.
👉 Guarda tutte le Live su youtube.com/@partitoliberaldemocratico
FORUM TEMATICI: IN ARRIVO NUOVI TAVOLI
Ripartono i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Oltre a quelli già attivi, a breve partiranno quelli dedicati ad agricoltura, sport e turismo
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DAI TERRITORI
- Piemonte - Al via la stagione congressuale. Barbara Baino, astigiana, è stata eletta segretaria regionale PLD del Piemonte: “La nostra sfida? Una politica che ascolta i territori”, dice (🔗 Leggi su La voce di Asti)
- Sesto San Giovanni - Grande partecipazione all’evento sull’intelligenza artificiale promosso da Azione e PLD (🔗 Leggi su Sesto DailyNews)
- Sicilia - L’inchiesta del Giornale di Sicilia rivela che la regione ha speso solo 510 milioni del PNRR. Gianfranco Valenti, del PLD siciliano parla di “fallimento annunciato, frutto dell'immobilismo e dell'incapacità del governo Schifani” (🔗 Leggi la dichiarazione)
- Velletri - Domenica 19 ottobre alle ore 10 a Velletri presso il Ristorante "La Forbice” andrà in scena la Festa Liberaldemocratica. Momento di condivisione e confronto sui temi caldi per l’Italia (🔗 Leggi il post)
- Salerno - Sabato 24 ottobre a Salerno, si terrà un interessante incontro con l’autore del libro Malcomune, un racconto sui misteriosi e complessi ingranaggi della macchina amministrativa (🔗 Leggi la locandina)
PARLANO DI NOI
- Il nostro segretario Marattin commenta la manovra del governo, analizzandone i punti critici, a Il Sussidiario TV (📹 Guarda il video)
- Su Il Riformista, altri segnali incoraggianti sul fronte dei sondaggi, sia per il partito che sul nostro segretario (📊 Leggi il sondaggio)
- Le nostre proposte per la scuola hanno trovato grande eco a livello nazionale. Ad essa hanno dedicato un articolo il QN-Quotidiano Nazionale (🔗 Leggi si QN) e Il Riformista (🔗 Leggi Il Riformista)
- Il ruolo ed il posizionamento del PLD sono stati oggetto di un ampio dibattito su Il Giornale con questo articolo. Il segretario Marattin, sempre sul quotidiano ha ribadito la linea. (🔗 Leggi su Il Giornale)
- Le nostre proposte sul bilancio sono state oggetto di un servizio dell’Agenzia Vista (📹 Guarda il video). Ma ne hanno parlato anche Domani (🔗 Leggi qui) e Affari Italiani (🔗 Leggi qui)
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Newsletter#25 - La nostra legge di bilancio
Newsletter
#25
La nostra idea sulla legge di bilancio che serve all’Italia
Dieci proposte per far crescere il Paese
Il governo ha presentato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), praticamente la cornice macroeconomica entro la quale si dovrà presentare, tra pochi giorni, la Legge di Bilancio 2026.
Allora, insieme ad Azione, abbiamo deciso di presentare La nostra legge di bilancio in 10 punti (🔗 link alle proposte 📹 guarda la conferenza stampa) — un piano concreto, realistico e sostenibile, costruito per rimettere in moto il Paese. Le risorse ci sono, se si smette di disperderle in bonus temporanei e interventi micro-settoriali, e se si evita di tornare agli errori del passato, come l’anticipo dell’età pensionabile o l’ennesima rottamazione delle cartelle.
Le nostre proposte toccano produttività, giovani, sanità, difesa, impresa e lavoro. Ma soprattutto parlano a chi ogni giorno tiene in piedi l’Italia: i “muli da soma” del ceto medio, che guadagnano 2.500 euro al mese, pagano tutto e non ricevono niente. Non sono loro i privilegiati: sono il motore dimenticato del Paese.
Lo abbiamo riportato in aula alla Camera (📹 guarda il video) e lo abbiamo ricordato direttamente al Ministro dell’Economia Giorgetti, durante l’audizione sulla manovra (📹 guarda).
Ridurre le tasse sul lavoro, premiare chi produce, investire in innovazione e capitale umano: sono queste le scelte che servono per crescere, non le mance elettorali.
Il nostro segretario Marattin ne ha parlato anche nell’intervista a Zapping su Rai Radio 1 (🔊 ascolta).
L’Italia non ha bisogno di un’altra manovra di galleggiamento, ma di una manovra di crescita e responsabilità.
Noi, la nostra, l’abbiamo già scritta.
Parte tutto dalla scuola
La nostra riforma per restituire libertà e responsabilità alle scuole italiane
Negli ultimi decenni la scuola italiana ha vissuto molti cambiamenti, ma poche vere riforme di sistema. Troppo spesso è stata trattata dalla politica come un serbatoio di consenso o come strumento per tamponare emergenze sociali, invece che come il cuore di una strategia per il futuro del Paese.
È tempo di cambiare passo.
Per il Partito Liberaldemocratico, la scuola deve tornare a essere il motore dell’Italia, non un settore da amministrare ma un progetto da costruire. Serve una scuola libera, autonoma e responsabile, dove chi insegna sia messo nelle condizioni di farlo bene, con fiducia, risorse e meno burocrazia.
La nostra riforma in 7 passaggi (🔗 ascolta il riassunto delle proposte), frutto di mesi di lavoro con insegnanti, dirigenti ed esperti, tocca tutti gli ambiti che contano davvero:
- la formazione e la valorizzazione dei docenti, per premiare competenza didattica e impegno;
- l’autonomia delle scuole come comunità educante, con spazi decisionali condivisi e valorizzazione del middle management;
- la qualità dell’apprendimento, con attenzione alle competenze di base e ai nuovi linguaggi;
- l’orientamento dei ragazzi, per aiutarli a costruire un percorso consapevole;
- la semplificazione amministrativa, per restituire tempo alla didattica;
- l’equità territoriale, perché tutti i bambini e i ragazzi, ovunque, abbiano le stesse opportunità.
Ne abbiamo parlato con Patrizio Del Prete, responsabile scuola del PLD, nella live “Parte tutto dalla scuola”: un’ora di confronto per spiegare cosa non funziona oggi e come si può cambiare davvero, con equilibrio e competenza.

(📹 riguarda il video della live)
Perché il rifacimento dell’Italia non può che partire dalla sua base: la scuola. Se non si ha una scuola efficiente, moderna, inclusiva e forte, non si avrà mai una società libera, giusta e forte.
📍 Martedì 14 ottobre, ore 18.30 – Milano
Presentiamo la proposta di riforma della scuola che il PLD ha elaborato in questi mesi con decine di operatori del settore.
Vi aspettiamo.

Passo dopo passo
Oggi il sondaggio Piepoli ci registra al 2%.
Un segnale incoraggiante che conferma la crescita di una comunità politica seria, concreta e determinata.
Siamo ancora all’inizio, ma passo dopo passo stiamo costruendo un progetto liberaldemocratico che trova sempre più spazio nel dibattito pubblico e nelle scelte degli italiani.

Accordo di pace in Medio Oriente
È ufficiale: Israele e Hamas hanno accettato i primi cinque punti del piano di pace promosso dalla Casa Bianca, ponendo fine ai combattimenti e avviando il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani e di duemila detenuti palestinesi.
Un risultato che non chiude il conflitto, ma riapre la politica dopo due anni di orrore e di silenzi.
Come ha ricordato Andrea Marcucci, presidente del PLD, “il 7 ottobre 2023 fu il più grande pogrom di civili ebrei dopo la Shoah. Da allora decine di migliaia di innocenti, israeliani e palestinesi, sono stati travolti da un dolore inimmaginabile. L’accordo di oggi è l’unica via concreta per fermare la guerra e restituire umanità a entrambe le popolazioni”.
Resta ancora molto da fare: la liberazione completa degli ostaggi, il disarmo di Hamas e una ricostruzione della Striscia sotto supervisione internazionale e con il coinvolgimento diretto degli Stati arabi. Ma la direzione è quella giusta: due popoli, due Stati, pace e sicurezza reciproca.
In Medio Oriente gli accordi sono sempre fragili, e in troppi — anche qui in Europa — hanno ancora interesse a far durare la guerra.
Ma oggi, almeno per un momento, possiamo festeggiare la pace che inizia a farsi spazio tra le macerie.
Il terrorismo è dolore
Per chi vuole comprendere più a fondo le radici di questa guerra e le sue conseguenze umane, è disponibile online la registrazione integrale dell’evento “Terrorismo è dolore”, promosso dal PLD insieme a una associazione israeliana di testimonianza civile.
Un confronto di alto livello tra esperti, familiari delle vittime del 7 ottobre e studiosi di politica internazionale, per ricordare che il terrorismo non ha giustificazioni, e si combatte solo con più democrazia, più verità e più coraggio politico.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto aperto sui grandi temi della politica, dell’economia e dei diritti civili. Un’occasione per discutere con esperti, protagonisti della società e rappresentanti istituzionali.
📺 Riguarda la puntata del 9 ottobre
“Scuola”, con Patrizio Del Prete (Segreteria nazionale PLD), Adria Bartolich (PLD), Piergiorgio Sartori (dirigente scolastico). Modera Massimiliano Saladino (PLD).
👉 Guarda la puntata su YouTube
I prossimi appuntamenti
📅 Giovedì 16 ottobre, ore 18.30
Il fisco in Italia, con Dario Stevanato, Francesco Renne, Oscar Giannino. Modera Aurora Pezzuto
👉 Guarda tutte le Live su youtube.com/@partitoliberaldemocratico
DAI TERRITORI
- Grosseto - Le regioni sono utili? Se ne parla con Oscar Giannino l’11 Ottobre in Sala Pegaso, a Grosseto. 🔗Leggi su La Nazione
- Sesto San Giovanni - Pensare l’intelligenza artificiale: è uno strumento o un sostituto? Se ne parla a Sesto San Giovanni il 13 Ottobre assieme ad Alessandro De Nicola, del comitato scientifico del PLD. 🔗 Registrati all’evento
- Umbria – Il PLD Umbria in occasione dell’anniversario del 7 Ottobre, ha denunciato la pericolosa deriva ideologica che ha trasformato l’indignazione per la gestione del conflitto da parte del Governo Netanyahu in una delegittimazione dello stato di Israele, senza parimenti condanna di Hamas. Altresì segnala l’episodio grave di Perugia, dove nessun cinema ha voluto ospitare la visione di un docuflim sull’eccidio e le violenze da parte di Hamas. 🔗 leggi il comunicato e su Umbria7
- Bologna – Il PLD Bologna esprime ferma disapprovazione per la decisione del sindaco Matteo Lepore di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. “Una scelta che offende la città e divide l’opinione pubblica – si legge nella nota – verso una figura che ha più volte mostrato toni faziosi e sprezzanti, arrivando perfino a offendere Liliana Segre e a irridere chi chiedeva il rilascio degli ostaggi israeliani. Bologna merita esempi di equilibrio, non provocazioni.”
- Piemonte – Si è svolto a Rivoli il primo congresso regionale del PLD Piemonte, che ha sancito la nascita ufficiale della struttura regionale e avviato la stagione dei congressi territoriali. Un momento di confronto politico e di crescita organizzativa per consolidare la presenza liberaldemocratica sul territorio.
🔗Leggi su L’Agenda News - Veneto – Il PLD Veneto definisce la proposta del “consigliere supplente” una “ferita alla democrazia e un costo inutile per i cittadini”. “Il principio della rappresentanza non può essere snaturato da scorciatoie istituzionali – afferma la segreteria regionale –: servono serietà e responsabilità, non trovate mediatiche.”
🔗Leggi su Buonasera24
PARLANO DI NOI
- La Gazzetta del Mezzogiorno riporta le dichiarazioni di Luigi Marattin dopo la presentazione delle dieci proposte economiche di PLD e Azione: “Abbiamo lavorato bene insieme, ora bisogna costruire un progetto politico solido e competitivo per il 2027.” 🔗Leggi su La Gazzetta del Mezzogiorno
- Ampia copertura mediatica per l’evento nazionale “Il terrorismo è dolore” organizzato dal PLD a Verona: dai servizi di Telenuovo e Verona Sera ai video de Il Riformista, con le testimonianze dei dissidenti gazawi Moumen Al Natour e Mo Hamza Howidi. Su Il Tempo, l’appello per una pace reale e il racconto del coraggio civile contro Hamas. In collegamento anche Luigi Marattin, ospite a Radio Radio, che ha ribadito: “Non saremo mai dalla parte di chi sventola striscioni pro 7 ottobre.” 🔗Guarda la dichiarazione di Marattin su Il Riformista
- Il Riformista ha organizzato il 7 Ottobre alla sala Capranichetta di Romaun forum sulla situazione dell’informazione italiana dopo lo scoppio della guerra in Medioriente. Luigi Marattin è intervenuto al panel 🔗 Guarda il suo intervento al minuto 51
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#24
L’Italia a corto di ossigeno
Alleggerire il fisco e aprire i mercati: ecco le idee del PLD per dare respiro all’Italia che lavora
L’Italia gioisce giustamente per il giudizio positivo delle agenzie di rating che certificano un miglioramento delle condizioni economiche italiane, ma questo non è certo arrivato con le promesse del Governo, le cui forze peraltro sono le stesse che quando erano all’opposizione insultavano le stesse agenzie di rating con parole al limite della querela.
Se oggi possiamo giustamente festeggiare una notizia positiva, è perché il Governo ha fatto l’opposto di quanto aveva annunciato in campagna elettorale ed ha tenuto i conti sotto controllo, irrigidendo la Fornero, rinunciando ai condoni. Ma mentre la maggioranza recita una parte, la pressione fiscale reale è salita al 42,5% e il ceto medio continua a essere massacrato: chi guadagna 2.500 euro al mese paga il 43% su ogni euro in più, quando in Europa l’aliquota massima scatta a redditi tripli.
Se vogliamo dare aria nuova a un Paese che soffoca sotto tasse e vincoli, è necessario fare qualche scelta politica più coraggiosa.
La proposta del PLD su questo fronte è chiara: abbassare al 33% l’aliquota fino a 60.000 euro, finanziando la misura non con regali elettorali sulle pensioni ma scegliendo di premiare chi lavora e produce. È lo stesso spirito che abbiamo portato all’evento di Roma sulla liberalizzazione del commercio, dove abbiamo presentato a governo e categorie un pacchetto concreto: abolizione dei vincoli stagionali sui saldi, semplificazione per aperture e riconversioni, portali trasparenti per i temporary shop. Insomma, serve ossigeno per famiglie e imprese: meno fisco e più libertà economica.
Le nostre proposte sono state accolte con favore da Confimprese e rilanciate dal Corriere della Sera. Per noi la stella polare resta questa: più libertà economica, meno burocrazia, più futuro per imprese e consumatori.
👉 Le nostre proposte sul commercio e le liberalizzazioni
👉 La nostra proposta sulle tasse
🔗 Leggi l’intervista sul Corriere della Sera
Separazione delle carriere: una riforma necessaria
Nell’ottica di rendere più moderno il sistema paese, la separazione delle carriere non è uno slogan di parte ma una riforma liberale che il Paese aspetta da troppo tempo. Per questo il PLD sosterrà con convinzione il Sì al referendum confermativo. “Appoggerò con convinzione il Sì” ha dichiarato Andrea Marcucci, Presidente dell’Assemblea Nazionale PLD. Una posizione netta e trasparente, che ribadisce il nostro impegno per una giustizia più equilibrata ed efficiente.
Un piccolo passo

Oggi è il giorno in cui arriva la nostra prima rilevazione indipendente (da parte dell’istituto EMG di Fabrizio Masia) sulle intenzioni di voto e ci dà al 1,1%. Un dato che ci sprona a fare ancora meglio.
Nel frattempo però grazie a tutti quelli che stanno investendo tempo e energie in questo progetto: questo risultato è merito vostro!
Pace in Medio Oriente: sì al piano di pace, senza se e senza Hamas
Sì al piano di pace senza se e senza Hamas.
Il piano presentato dalla Casa Bianca apre finalmente uno spiraglio vero, con le prime decisive adesioni da parte degli Stati arabi e dell’intera comunità internazionale.
Hamas si dice disponibile ad attuarlo, dichiarando la volontà di rilasciare tutti gli ostaggi ma chiedendo ulteriori negoziati sul proprio ruolo nel futuro della Striscia e sulla composizione del governo di garanzia a Gaza.
Hamas resta un'organizzazione terroristica che non può avere alcun ruolo politico in una fase volta alla stabilizzazione dell’area, ed il fatto che abbia aperto al piano proposto da Trump dimostra quanto questo percorso sia ormai l'unico credibile sul tavolo.
A restare contrarie, ad oggi, due sole categorie politiche: gli estremisti di destra del governo israeliano e la sinistra italo/Albanese, che continua a usare Gaza come pretesto di propaganda ad ogni competizione elettorale (che poi - per altro - perde sistematicamente).
Il piano presentato dalla Casa Bianca apre finalmente uno spiraglio vero, con le prime decisive adesioni da parte degli Stati arabi e dell’intera comunità internazionale.
Hamas si dice disponibile ad attuarlo, dichiarando la volontà di rilasciare tutti gli ostaggi ma chiedendo ulteriori negoziati sul proprio ruolo nel futuro della Striscia e sulla composizione del governo di garanzia a Gaza.
Hamas resta un'organizzazione terroristica che non può avere alcun ruolo politico in una fase volta alla stabilizzazione dell’area, ed il fatto che abbia aperto al piano proposto da Trump dimostra quanto questo percorso sia ormai l'unico credibile sul tavolo.
A restare contrarie, ad oggi, due sole categorie politiche: gli estremisti di destra del governo israeliano e la sinistra italo/Albanese, che continua a usare Gaza come pretesto di propaganda ad ogni competizione elettorale (che poi - per altro - perde).
In Italia, invece, assistiamo a una minoranza rumorosa che usa Gaza come pretesto per violenze, antisemitismo e caos, distorcendo l’immagine del nostro Paese. Gaza non è solo un conflitto regionale: è un tassello della più ampia sfida del terrorismo internazionale e degli equilibri geopolitici.
Il PLD con Luigi Marattin ha votato a favore della Mozione del Governo sul piano Trump: altre forze politiche del nostro Parlamento non hanno fatto altrettanto, rendendosi di fatto complici di una eventuale prosecuzione del conflitto. Allo stesso tempo, il PLD ha votato a favore sulla mozione della maggioranza per il riconoscimento della Palestina senza Hamas.
🔗 Guarda la dichiarazione di voto di Marattin
Come ha ribadito il presidente del PLD Andrea Marcucci, il piano presentato ieri dalla Casa Bianca offre la concreta prospettiva di concludere una guerra sanguinaria: “è un ottimo segnale l’adesione di Arabia Saudita, Giordania ed Egitto. Tornata la pace, potrà ripartire il processo per avere due Stati che si riconoscono e si rispettano a vicenda. Con i terroristi di Hamas fuori dai giochi”.
Per cercare di comprendere meglio il quadro in cui si sono sviluppati questi eventi, il 5 ottobre a Verona il PLD promuove l’evento nazionale “Terrorismo è dolore”, una giornata di testimonianze e analisi per ribadire un principio semplice: il terrorismo è la negazione della convivenza democratica e si combatte solo con più democrazia, più responsabilità, più coraggio politico.

👉 Il programma della giornata (🔗 link)
Clicca qui per registrarti all’evento
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto aperto sui grandi temi della politica, dell’economia e dei diritti civili. Un’occasione per discutere con esperti, protagonisti della società e rappresentanti istituzionali.
📺 Riguarda la puntata del 29 settembre
“Liberalizzazione e trasporti: l’Italia col freno a mano” con Andrea Giuricin (CEO di TRA consulting e docente di economia dei trasporti UNIMIB), Aurora Pezzuto (Responsabile Economia PLD) Modera Massimiliano Saladino (PLD).
👉Guarda la puntata su YouTube
📺 Riguarda la puntata del 1 Ottobre
“Ucraina ed Europa: il futuro delle nostre libertà da difendere” con Pietro Serino (Responsabile Difesa PLD), Nona Mikhelidze (Ricercatrice Senior Istituto Affari Internazionali), Viktoriia Lapa (Ua.Mi) e il combattente Polo (associazione Stur a supporto della resistenza ucraina). Modera Antonluca Cuoco (PLD Campania)
👉Guarda la puntata su YouTube
I prossimi appuntamenti
📅 Giovedì 16 ottobre, ore 18.30
Il fisco in Italia, con Dario Stevanato, Francesco Renne, Oscar Giannino. Modera Aurora Pezzuto
👉 Guarda tutte le Live su youtube.com/@partitoliberaldemocratico
DAI TERRITORI
- Terni - Il PLD Umbria prende duramente posizione contro il linguaggio usato dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi, candidato anche alla presidenza della Regione Campania, per descrivere la situazione a Gaza e in particolare quella dei bambini: “Bandecchi è stato volutamente offensivo per ottenere risonanza mediatica nazionale su una tragedia che non può ammettere posizioni di questo tipo”. E ribadisce la posizione del PLD nazionale sulle responsabilità nel conflitto
🔗 Leggi su Terni Tomorrow - Grosseto - Le regioni sono utili? Se ne parla con Oscar Giannino l’11 Ottobre in Sala Pegaso, a Grosseto.
- Sesto San Giovanni - Pensare l’intelligenza artificiale: è uno strumento o un sostituto? Se ne parla a Sesto San Giovanni il 13 Ottobre assieme ad Alessandro De Nicola, del comitato scientifico del PLD. 🔗 Registrati all’evento
PARLANO DI NOI
- Il Riformista riferisce dell’interrogazione di Luigi Marattin al ministro dell’Università Anna Maria Bernini dopo l’aggressione di un gruppo di militanti pro-Pal al professore Rino Casella per le sue posizioni sul conflitto 🔗 Leggi su Il Riformista
- Le proposte fiscali del PLD sono oggetto di un articolo de Il Riformista che ha raccolto l’appello di Luigi Marattin per un vero taglio dell’IRPEF, che dia respiro al ceto medio italiano invece di limitarsi a un “caffè al giorno”. 🔗Leggi su Il Riformista
- Il Tempo dà conto della posizione del PLD sulla Mozione per la pace in Medioriente proposta dal Governo 🔗 Leggi su Il Tempo
- Patrizio Del Prete, responsabile scuola del PLD racconta su Il Riformista, perchè il sistema italiano di reclutamento docenti è un fallimento 🔗 Leggi su Il Riformista
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Newsletter#23 - Chi ha il coraggio di ascoltare?
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#23
La strada più difficile
Le crisi internazionali non si risolvono con gli slogan, ma con il coraggio di affrontarne la complessità
Le manifestazioni pro-Gaza di questi giorni hanno mostrato un doppio volto.
Da una parte ci sono tanti cittadini sinceramente mossi dal dolore per la tragedia umanitaria di Gaza, che scelgono di scendere in piazza per chiedere pace e giustizia. Una partecipazione che nasce da sentimenti autentici, spesso condivisi anche da chi non manifesta, e che rappresenta una delle espressioni più alte della democrazia.
Dall’altra, però, abbiamo assistito a episodi di violenza, intolleranza e strumentalizzazione politica che nulla hanno a che fare con la pace: immagini di leaders bruciate in piazza, scontri con le forze dell’ordine, blocchi di città e infrastrutture. Atti che non portano alcun contributo alla causa che dichiarano di sostenere, ma che rischiano solo di gettare discredito e paura, minando la convivenza civile e trasformando la protesta in caos.
A Napoli e Torino abbiamo visto foto della premier Meloni e del primo ministro Netanyahu date alle fiamme. A Milano e Bologna scontri e blocchi stradali che hanno paralizzato la vita dei cittadini. A Marghera la polizia è stata costretta a usare gli idranti per impedire l’assalto al porto commerciale. Scene che trasformano una manifestazione in un atto di violenza e divisione.
Il PLD non ha esitazioni: la democrazia si fonda sul diritto di manifestare, ma non può tollerare che il dissenso diventi minaccia, caos o disordine civile. La protesta pacifica è un diritto. La violenza non lo sarà mai. Lo abbiamo detto anche in Parlamento chiedendo che i nostri atenei e i nostri spazi pubblici rimangano sempre luoghi di confronto e mai di intimidazione (🔗 link). La libertà di parola e il dissenso sono linfa vitale della democrazia, ma bruciare simboli, impedire lezioni, diffondere odio antisemita o attaccare le istituzioni significa indebolire quel tessuto democratico che tutti dovremmo difendere.
Abbiamo sempre sostenuto che il riconoscimento dello Stato di Palestina senza condizioni sarebbe stato un errore politico enorme. Perché senza prima il rilascio degli ostaggi, la fine dell’operazione militare a Gaza, il disarmo di Hamas da parte dei Paesi arabi e l’estromissione dei fanatici dal governo israeliano, non ci sarà mai un negoziato vero. Solo una leadership palestinese nuova, capace di riconoscere finalmente il diritto di Israele ad esistere, potrà guidare il processo verso la creazione di uno Stato palestinese sovrano e riconosciuto a livello internazionale.
È questa la nostra linea da sempre, contro ogni slogan e semplificazione. E oggi anche la presidente Meloni, dopo mesi di esitazioni, ha dovuto riconoscere pubblicamente che questa è l’unica strada realistica (📹 guarda il video). È un segnale importante: dimostra che, quando si abbandonano slogan e scorciatoie, le scelte serie si impongono da sole. Per questo, se la mozione annunciata dalla maggioranza sarà coerente con questi principi, noi la sosterremo senza esitazioni. Perché la politica estera non può essere un derby tra curve contrapposte, ma una questione di responsabilità nazionale ed europea.
Gaza è infatti solo l’ultimo tassello di un mosaico che riguarda il terrorismo internazionale, gli equilibri geopolitici, e la narrazione di questi eventi plasma le opinioni pubbliche e la sicurezza globale. Una complessità che va compresa, non semplificata, perché non resta confinata in Medio Oriente, ma inevitabilmente entra nelle nostre piazze, nei nostri social, perfino nelle nostre università.
È per questo che il PLD ha scelto di promuovere il 5 ottobre a Verona l’evento nazionale “Il terrorismo è dolore”. Una giornata di analisi e testimonianze, dalle voci di chi ha vissuto in prima persona la tragedia del 7 ottobre, agli esperti che studiano la storia di Israele fino toccare il ruolo dell’informazione di fronte a eventi così complessi.
Un’occasione per ribadire un principio semplice ma fondamentale: il terrorismo è la negazione di ogni convivenza democratica, e si combatte solo con più democrazia, più confronto e più responsabilità politica.

👉 Il programma della giornata (🔗 link)
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In questa stessa prospettiva il 23 settembre a Londra Luigi Marattin ha dialogato con Sir Robert Neill (Conservative Party, UK) e l’eurodeputato Brando Benifei in “The Power of Strategy and Diplomacy”, moderato da Alessandra Franzi. Al centro: il Rapporto Draghi su competitività e governance UE, mercato dei capitali, innovazione e IA, difesa/NATO e il ruolo della diplomazia in un ordine mondiale che cambia.
Se a Verona ribadiremo la necessità di denunciare il terrorismo come minaccia globale, a Londra abbiamo ricordato che la risposta non può fermarsi alla condanna ma deve tradursi in diplomazia, nel coraggio di costruire ponti e strategie comuni.

Chi volesse rivedere gli interventi e seguire il dibattito nella sua interezza può trovare la registrazione integrale 👉 a questo link
Italia: vecchie logiche che soffocano futuro e crescita
Come denunciato dal PLD Campania (🔗 link), la scena delle regionali 2025 non è un bello spettacolo. Dinastie familiari a destra e a sinistra, sorelle e cognati da una parte, figli e ricatti dall’altra. Non è merito, è successione. Sembra di tornare a quando negli enti pubblici chi andava in pensione “passava il posto” al figlio, una prassi bollata come incostituzionale perché contraria ai principi di uguaglianza. Oggi, quella stessa logica clientelare riemerge nelle liste elettorali: non contano più competenze e visione, ma parentele e fedeltà di casato.
A questo si aggiunge la solita giostra di personalismi e veti incrociati, con il “reddito di cittadinanza regionale” riesumato come arma elettorale (👉 il commento del Segretario Marattin). Una scorciatoia comoda: distribuire sussidi invece di rimuovere le barriere che impediscono a cittadini e cittadine di competere ad armi pari. Non è così che si crea futuro. La risposta non può essere un assegno a vita: la risposta è valore reale, formazione, occupazione duratura.
👉 La posizione del PLD Campania sul tema reddito di cittadinanza regionale
Questa politica ridotta a patrimonio privato svuota la democrazia della sua linfa vitale: partecipazione libera, confronto vero, scelte dei cittadini. Non è un dettaglio locale, è un segnale d’allarme per tutto il Paese.
Che si tratti di politica clientelare o di burocrazia soffocante, il risultato non cambia: si chiude la porta al rinnovamento e si frena la crescita. Il Partito Liberaldemocratico crede invece in un’Italia che premia merito, responsabilità e libertà di scelta. Solo così si costruisce un futuro che non sia la fotocopia del passato.
Di come creare un’Italia che premi merito e responsabilità, non cognomi e clientele, parleremo il 1° ottobre a Roma, nel nostro evento a Montecitorio con la presenza del governo, delle principali organizzazioni di categoria e con la moderazione di Luciano Capone.

👉 Clicca qui per registrarti all’evento
PIÙ RIFORME, PIÙ LIBERTÀ
Quando si discute con chi non la pensa come noi lo si deve fare con passione ma rispetto, educazione e civiltà. Luigi Marattin è stato invitato alla festa nazionale di Forza Italia a Telese Terme, in provincia di Benevento, e ha lanciato un messaggio chiaro: i populismi di destra e di sinistra non si moderano, si combattono. 📹 Guarda il video dell’intervento
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
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DAI TERRITORI
- Taranto - Il PLD propone di trasformare il porto in un hub strategico tra Mediterraneo e Sud America, rafforzando logistica e collegamenti ferroviari. Un progetto che può generare nuove opportunità per imprese locali e lavoro qualificato. 🔗Leggi qui
- Comiso - Salvo Liuzzo (PLD Sicilia) denuncia il calo dei voli e l’inefficienza dello scalo, con ricadute negative su cittadini e imprese. Il piano di rilancio passa da rotte internazionali, tariffe calmierate e infrastrutture più moderne. 🔗Leggi su Radio RTM
- Grosseto - Il PLD ha respinto le “grandi distese” energetiche, proponendo invece soluzioni diffuse e sostenibili nelle aree rurali. Energia più vicina ai cittadini, meno dipendenza e più visione strategica per il futuro. 🔗Leggi su La Nazione
- Rimini - L’esclusione dello stand di Israele al TTG divide l’opinione pubblica. Una scelta che, secondo il PLD, non aiuta la pace ma alimenta intolleranza. 🔗Leggi su Il Resto del Carlino
- Pisa - Dopo l’aggressione subita durante una lezione, il professor Rino Casella è tornato in aula accompagnato da una “scorta simbolica” di colleghi. Il PLD esprime solidarietà e condanna un atto che sostituisce la violenza al confronto democratico. 🔗Leggi su QuiNews Pisa
- Terni - In questi giorni è partita nella città umbra lanciata da Arci la campagna di boicottaggio dei farmaci Teva, leader mondiale nei generici e delle sue controllate Cephalon, Ratiopharm e Dolon. Il PLD ribadisce il suo no al boicottaggio dei farmaci israeliani: non è una campagna contro il Governo di Israele ma contro i cittadini, giocando sulla loro salute e chiedendo loro di privarsi di alcune tipologie di farmaci salvavita prodotti esclusivamente in Israele. Inoltre, boicottare Teva significa mettere a rischio il lavoro di circa 1200 persone impiegate nelle aziende italiane che li producono.
PARLANO DI NOI
- Il Riformista ha raccolto l’appello di Luigi Marattin per un vero taglio dell’IRPEF, che dia respiro al ceto medio italiano invece di limitarsi a un “caffè al giorno”. 🔗Leggi su Il Riformista
- Il Tempo ha riportato la posizione del PLD sul voto in Parlamento a sostegno della mozione del Governo sulla Palestina. 🔗Leggi su Il Tempo
- Ancora su Il Riformista la risposta di Marattin dopo i fatti di Pisa: gli episodi violenti non sono opinioni politiche ma reati, e come tali vanno trattati. 🔗Leggi su Il Riformista
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#22
Il coraggio contro il caos
Per vivere in un tempo soffocato dalla violenza servono scelte coraggiose
Viviamo in un mondo sempre più polarizzato, dove la voce più forte non è quella delle idee ma quella della violenza. Violenza politica, che tenta di intimidire la libertà di parola; violenza cieca, quella del terrorismo internazionale; violenza di Stati autocratici che minacciano sicurezza e stabilità.
L’omicidio di Charlie Kirk, attivista MAGA americano ucciso mentre parlava agli studenti in un’università dello Utah, ci ha ricordato in modo crudele quanto sottile possa essere il confine tra il confronto politico e la sua degenerazione. Ogni volta che la politica vede il passo alla violenza, si logorano le fondamenta della convivenza civile.
È un monito che riguarda tutti noi, anche in Europa. La democrazia vive solo se le idee possono scontrarsi senza che siano le persone a soccombere, se la parola resta l’arma più forte, se il dissenso non diventa pretesto per l’odio.
👉 Il nostro intervento sul tema
E purtroppo episodi gravi si vedono anche in Italia. A Pisa, il professor Rino Casella è stato aggredito da un gruppo di studenti che lo accusavano di essere “sionista”, interrompendo la sua lezione. Un gesto gravissimo, perché quando la violenza entra nelle aule universitarie non colpisce solo una persona, ma l’intera libertà di insegnamento e di pensiero. 🔗 Il nostro messaggio di solidarietà
Su questa vicenda il nostro segretario Luigi Marattin ha interrogato il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, chiedendo quali iniziative intendano intraprendere per prevenire episodi come questo.
Le università devono essere sede primaria del libero confronto, basato sul rispetto e sulla voglia di ascoltare chi non la pensa come noi. Senza confronto vero non c’è crescita democratica, ma solo scontro sterile. E senza rispetto reciproco, ogni parola rischia di diventare miccia per altra violenza.
Lo vediamo anche nel conflitto israelo-palestinese, dove la voce del dialogo è spesso soffocata dall’odio e dalla contrapposizione cieca.
Per questo serve rimettere pesantemente in campo gli strumenti della democrazia e della diplomazia: il dialogo, il rispetto, la forza delle idee che si scontrano senza abbattere chi le porta. Sono questi gli unici antidoti contro il caos.
👉 Leggi l’intervento di Alessandra Franzi, responsabile esteri del PLD
Umberto Eco in “Sulle spalle dei giganti” (lectio magistralis, 2001, poi libro 2017) trasmetteva il messaggio “la memoria storica serve a evitare gli stessi errori, non a coltivarli”. Conoscere il passato serve a leggere il presente con lucidità, a non farsi trascinare da tifoserie o slogan. Vale anche per il Medio Oriente: qui troppo spesso assistiamo a schieramenti contrapposti che agitano bandiere ideologiche senza mai sfiorare le soluzioni concrete. Così il dibattito si trasforma in una rissa permanente, e chi dovrebbe risolvere i problemi preferisce litigare su chi abbia più torto o più ragione. 📹 La situazione mediorentale in 12 minuti
Un momento di confronto
Ma la violenza non è solo frutto di contrapposizioni: c’è quella più pericolosa, figlia di ideologie totalitarie e progetti di terrore. Per cercare di comprendere meglio il mondo che ci circonda, il 5 ottobre a Verona il PLD promuove l’evento nazionale “Il terrorismo è dolore”, una giornata di confronto per denunciare e analizzare il fenomeno del terrorismo internazionale, dall’Islam politico a Hamas. Un’occasione per riaffermare un principio semplice: il terrorismo è la negazione di ogni convivenza democratica.
Quando il futuro chiama, servono scelte
Davanti a un mondo attraversato da violenza politica, terrorismo e aggressioni degli Stati autocratici, l’Europa non può limitarsi a osservare. Serve più integrazione, più rapidità nelle decisioni e la capacità di usare il proprio peso per difendere sicurezza e prosperità. Mario Draghi lo ha detto chiaramente a Bruxelles: “L’inazione minaccia competitività e sovranità” (🔗l’intervento completo).
Restare fermi non è un’opzione e nessuno Stato nazionale può salvarsi da solo: solo un’Europa capace di muoversi compatta può proteggere i cittadini e restare protagonista sullo scenario globale. Come ha detto il Presidente Andrea Marcucci (🔗 link), ascoltare le parole di Mario Draghi è un obbligo per chiunque abbia a cuore l’Europa, casa nostra.
📹 Marattin: ecco cosa serve all’Europa
E l’Italia? Non può restare indietro. Dalla Russia alla Cina gli stati autocratici alzano la tensione e mettono in discussione l’ordine internazionale. A proposito di sicurezza nazionale, il ministro Guido Crosetto ha detto chiaramente che «le nostre Forze Armate non sono pronte». Una verità scomoda, ma necessaria: meglio riconoscerla oggi che subirne le conseguenze domani.
Senza sicurezza non c’è libertà, e senza libertà non c’è futuro. Per questo il PLD chiede al governo un rafforzamento serio di uomini, mezzi e addestramento, dentro l’Europa e dentro la NATO. Solo così l’Italia potrà essere davvero all’altezza delle sfide che ci attendono.
👉 Leggi l’intervento del Responsabile Difesa del PLD
Una nuova scuola per l’Italia

L’ultima vera riforma della scuola italiana risale al 1974. Da allora il mondo è cambiato radicalmente, ma la scuola – come il fisco o il welfare – è rimasta ferma, spesso trattata come terreno di scontro ideologico o come ammortizzatore sociale per raccogliere consenso.
Eppure è dalla scuola che parte tutto. Se si trascura la scuola, si trascura il futuro del Paese.
Troppo spesso in questi anni si è provato a riformarla con prove di forza, oppure si è scelto di non cambiare nulla per convenienza politica. Entrambe strade sbagliate.
Per questo il Partito Liberaldemocratico presenta una proposta di radicale riforma della scuola italiana: frutto di mesi di lavoro insieme a docenti, dirigenti ed esperti del settore, coordinati dal nostro responsabile scuola Patrizio Del Prete.
Durante tutto l’autunno porteremo questa proposta nelle scuole, nei luoghi di confronto, in Parlamento.
Perché il vero rifacimento dell’Italia non può che partire dalla sua base: la scuola.
👉 Leggi la proposta del PLD per la scuola italiana
DAI TERRITORI
- Trieste, Il porto come Motore di Crescita e Sviluppo: Azione e Partito Liberaldemocratico presentano il primo appuntamento del ciclo di incontri dedicati al ruolo di Trieste nell’ecosistema regionale. 👉 Trovi qui tutti i dettagli dell’evento
- Messina, otto formazioni riformiste ed europeiste, tra cui il Partito Liberaldemocratico, hanno avviato a Messina un laboratorio politico comune che, partendo dalla Sicilia, presenterà liste e programmi condivisi alle comunali 2026 come alternativa al populismo. 👉 Leggi l’articolo
- Roma, Liberalizzazione del commercio – Opportunità, Sfide, Prospettive: dibattito pubblico a Roma il 1° ottobre 2025 sulla liberalizzazione del commercio, promosso dal PLD, per analizzarne opportunità e sfide economico-sociali. 👉 Iscriviti all’evento
PARLANO DI NOI
- Il Riformista riprende la nostra posizione sul conflitto Mediorientale (leggi l’articolo)
- RadioRadio intervista al Segretario Luigi Marattin sul tema del crescente clima di intolleranza e degrado del dibattito pubblico (aggressione all’Università di Pisa, l’Intervento di Enzo Iacchetti a Carta Bianca ecc.) (ascolta l’intervista)
- IlSole24Ore l’intervento del PLD sulle questioni pensionistiche e di solidarietà intergenerazionale (leggi il post)
- Ansa l’intervento del PLD sulla Legge di Bilancio per arginare la tendenza della Lega a operare solo sulle pensioni senza mettere in campo vere misure di defiscalizzazione che rilancino la produttività del Paese (leggi l’articolo)
- Il Riformista riprende la nostra posizione sulla riforma della Scuola (leggi l’articolo)
- La riforma della scuola proposta dal PLD approda su Orizzonte Scuola (leggi l’articolo)
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#21
Italia, porte aperte al domani
Dall’economia ai banchi di scuola, nuove opportunità per il futuro del Paese
Il Mercosur antidoto contro i dazi: basta un voto
In Italia si continua a confondere la politica industriale con la distribuzione di sussidi. Noi del PLD abbiamo detto chiaramente: i fondi europei per la formazione e il lavoro non possono essere usati per coprire spese correnti o redditi assistenziali.
Sono risorse nate per creare occupazione e competenze, non per alimentare sussidi a chi non lavora. Mentre nelle Regioni si continua con queste distorsioni, il Partito Liberaldemocratico rilancia la battaglia per più mercato e più libertà economica
👉 Guarda il video di Luigi Marattin
👉 Guarda l'intervento di Oscar Giannino
Più mercato, ma anche più mercati. Contro i dazi di Trump, è necessario che l’Europa si apra a nuove aree commerciali
All’arroganza del presidente Trump non si risponde con il conservatorismo, bensì con il coraggio e guardando avanti.
Il PLD ha chiesto al governo più coraggio: la campagna “Giorgia, firma!” da noi lanciata due mesi fa è stata lanciata per fare approvare l’accordo UE–Mercosur, che aprirebbe un mercato di 300 milioni di persone alle imprese italiane.
È un’occasione per dare alle imprese italiane accesso a nuove potenziali aree commerciali, tutelando qualità e marchi. L’applicazione di altri trattati, come il Ceta, ha dimostrato che questi accordi fanno solo bene all’economia. Oggi siamo ad un passo dalla ratifica. Manca solo la firma dell’Italia.
👉 Guarda il post del PLD📌Guarda il video della campagna
Un esempio di come in Italia viene gestita l’economia sono i saldi. Mentre in diversi stati d’Europa, come ad esempio la Svizzera, questi sono consentiti tutto l’anno, in Italia le vendite promozionali non sono una scelta del negoziante, bensì un obbligo di calendario fissato dalle Regioni, con addirittura divieti di promozioni nei trenta giorni precedenti.
Si tratta di un modello anacronistico, nell’era degli acquisti online. Perché un commerciante non può decidere liberamente quando fare sconti ai suoi clienti?
Di questo e di molto altro parleremo mercoledì 1 ottobre a Roma, nel nostro evento a Montecitorio con la presenza del governo (Massimo Bitonci), delle principali organizzazioni di categoria e con la moderazione di Luciano Capone

👉 Clicca qui per registrarti all’evento
La nostra riforma per una scuola davvero al passo coi tempi
Poesie a memoria, studio della Bibbia e pochissimo spazio all’innovazione. La scuola disegnata dal ministro Valditara è un ritorno al passato. L’Italia torna indietro mentre il resto d’Europa guarda avanti.
Non è una questione di poco conto, perché dalla scuola parte tutto. Se la si trascura o la si considera poco più che un ammortizzatore sociale per prendere consenso - ad andare in rovina è il futuro del Paese.
Troppe forze politiche in questi anni o hanno provato a riformare la scuola con prove di forza o hanno semplicemente trovato interesse nel non far cambiare nulla.
Il PLD propone una riforma radicale della scuola, elaborata dopo mesi di lavoro con operatori ed esperti del settore, coordinati dal nostro responsabile scuola Patrizio Del Prete.
Luigi Marattin, segretario del PLD spiega: “La nostra proposta prevede obbligo scolastico dai 5 ai 18 anni; scuola primaria con tempo pieno e obbligo di insegnamento di due discipline in inglese da madrelingua; scuola secondaria divisa tra anni di formazione generale, anni di orientamento e anni di specializzazione; autonomia totale degli istituti (allo Stato rimane la definizione del curriculum fondamentale, il livello di finanziamento pro-capite e il sistema di valutazione); abolizione dei concorsi e delle graduatorie, e nuovo reclutamento su base locale responsabilizzando le singole scuole; riforma totale dell’abilitazione, eliminando gli inutili e costosi corsi e prevedendo laurea abilitante; introduzione di carriere per i docenti, con avanzamenti meritocratici e sviluppo professionalità; nuovi organi dirigenti delle scuole autonome. Su questi temi insisteremo per tutto l’autunno. La spiegheremo, la illustreremo, la discuteremo ovunque ci sia qualcuno disposto ad ascoltare”.
Dall’estero
I droni russi sulla Polonia e i Putiniani d’Italia
L’attacco russo con i droni in territorio polacco dimostra ancora una volta che il rischio di sconfinamento in Europa del conflitto russo-ucraino è concreto. Di fronte a questa evidenza, l’Italia riesce a spaccarsi e votare in tre modi differenti la risoluzione al Parlamento Ue per l’adesione dell’Ucraina.
Il PLD sta da una parte sola, con coerenza. Luigi Marattin segretario del PLD commenta: “La politica estera è forse l’argomento su cui più di ogni altro si dimostra l’inconsistenza del centrosinistra come opzione di governo del Paese. Sull’argomento ogni volta presentano una risoluzione diversa per ciascun partito, incompatibili l’una con l’altra. A destra il vice-segretario della seconda forza politica (avallato dal segretario) dichiara che tra Putin e Zelensky sceglie Putin. Fate pure, ayatollah del bipolarismo. Noi del Partito Liberaldemocratico pensiamo che il sistema, così, non possa reggere. E continueremo a pensarlo”
Così Valeria Pernice, responsabile territori del PLD: “La risposta, oggi più che mai, deve essere una sola: unità e fermezza. Perché difendere la pace non significa stare fermi, ma scegliere di reagire insieme, senza ambiguità, per proteggere la democrazia e la dignità dei nostri popoli”
24 anni dall’attacco alle Torri Gemelle per non dimenticare
L’11 Settembre 2001 si consumava l’attacco più drammatico del terrorismo islamico contro le democrazie liberali, un evento che ha segnato la storia recente.
Oggi, come allora, resta ferma la determinazione a difendere le società libere da ogni minaccia, custodendo quel legame indissolubile tra democrazia politica ed economia di mercato che ne costituisce la forza e l’identità. 👉 Condividi il post del PLD
La guerra in Medioriente: la posizione del PLD è sempre la stessa
Mentre si intensificano le prese di posizioni pro-Pal, provando a rovesciare la storia, la posizione del PLD rimane da sempre la stessa: condannare le azioni del Governo Netanyahu e allo stesso tempo gli atti terroristici di Hamas. Israele resta l’aggredito sin dal 1948, anche se le azioni del suo Governo non stanno facendo bene al Paese 👉 Guarda il Video di Luigi Marattin
DAI TERRITORI
- Torino - Si è svolta a Torino la conferenza stampa sul tema “L’alleanza delle democrazie, la riscossa dell’Occidente”, organizzata insieme ad Europa Radicale. L’11 settembre non è una ricorrenza qualsiasi: è il giorno in cui la libertà, la democrazia e la nostra civiltà sono state messe sotto attacco. Per questo abbiamo voluto ribadire con forza che: difendiamo la verità contro ogni propaganda, difendiamo la libertà contro ogni populismo e nazionalismo, difendiamo lo Stato di diritto contro chi sogna l’implosione della modernità. All’evento hanno partecipato anche Marco Taradash e il nostro responsabile difesa Pietro Serino
- Londra - Il PLD sbarca nel Regno Unito. Il 23 settembre ci ritroveremo nell’Auditorium del Centre Building della London School of Economics a Houghton Street per parlare di quattro temi chiave per il futuro: la ridefinizione dell’ordine globale, il ruolo strategico dell’Unione Europea, la diplomazia multilaterale, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità. Modererà Alessandra Franzi, responsabile Affari Esteri e Italiani all’estero del Partito Liberaldemocratico, interverrà fra gli altri il segretario del PLD Luigi Marattin
- Roma - Il turismo non è solo accoglienza e ospitalità: è cultura, identità e innovazione, ed è una leva fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese. Aurora Pezzuto, responsabile economico del PLD ne parlerà il 2 ottobre alla Camera dei deputati insieme ad altri esperti del settore (Qui le informazioni sull’evento)
- Velletri - Paola De Marchis, esponente del PLD è entrata ufficialmente nel consiglio comunale di Velletri al posto del dimissionario Giuliano Cugini. A lei gli auguri di buon lavoro del Partito Liberaldemocratico. (Leggi su Castelli notizie)
- Grosseto - Appuntamento del PLD sul tema delle energie alternative. Ne parliamo il 19 settembre all’Hotel Airone alla presenza di Chicco Testa (Link all’evento).
PARLANO DI NOI
- Orizzonte Scuola parla della nostra proposta di riforma, facendo riferimento all’intervento del segretario Marattin (Leggi l’articolo)
- Il Riformista parla della nostra posizione in merito al conflitto in Medio Oriente, riportando le parole del segretario Marattin (Leggi l’articolo)
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Newsletter#20 - PIL Stop: l'Italia a motore spento
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#20
Crescere davvero, la sfida italiana
Il PIL italiano è fermo da oltre vent’anni e senza riforme vere non crescono salari, pensioni e investimenti.
Negli ultimi venticinque anni l’Italia ha conosciuto un fenomeno che nessun altro grande Paese avanzato ha vissuto: una crescita piatta. A parte la caduta e il rimbalzo della pandemia, il PIL non si è mai davvero mosso. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: salari fermi, pensioni che non crescono, pochi investimenti in ricerca e innovazione, giovani che cercano altrove opportunità di vita e di lavoro.
La politica discute ogni trimestre se il segno davanti allo 0,1% sia positivo o negativo, ma la verità è che il problema è strutturale e viene da lontano. In Spagna non si approva un bilancio da tre anni e l’economia continua a crescere, in Francia il governo traballa, in Germania i dati restano fragili. Eppure nessuno di questi Paesi vive il declino cronico dell’Italia, che dura da oltre una generazione.
Per invertire questa tendenza, non servono slogan ma scelte radicali e pragmatiche. Come Partito Liberaldemocratico diciamo chiaramente che l’Italia deve finalmente fare ciò che non ha mai avuto il coraggio di fare:
1 ridurre la spesa pubblica per abbassare le tasse e liberare risorse per cittadini e imprese;
2 aprire mercati e settori protetti con liberalizzazioni e concorrenza, premiando il merito e l’innovazione;
3 ritornare al nucleare per avere in prospettiva costi energetici più bassi e competitivi.
⠀Per troppo tempo si è raccontato agli italiani che lo Stato potesse essere la stampella per tutto: sussidi, raccomandazioni, promesse. La verità è che il riscatto non passa dall’assistenzialismo, ma da un mercato aperto e competitivo, dove chi parte da zero può comunque giocarsela grazie al talento e al lavoro. Noi crediamo in un’Italia che dia opportunità vere, non elemosine.
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L’Europa che vogliamo: unita, aperta, protagonista
Negli ultimi decenni l’Europa ha costruito un senso di appartenenza che ha cambiato la vita di milioni di persone. L’Erasmus ne è l’esempio più concreto: milioni di studenti hanno potuto studiare nelle principali città del continente, scoprendo che l’Europa non è solo un’istituzione lontana ma una comunità viva di opportunità, libertà e mobilità. È un bene che anche il Regno Unito, dopo anni di isolamento, si prepara a riaprire le porte ai giovani europei (🔗 link).
Ma l’integrazione non può fermarsi alla politica estera e militare. Per essere più forte deve tradursi anche nella vita quotidiana dei cittadini. Lo abbiamo detto nella nostra proposta (🎥 link) di riconoscimento automatico dei titoli di studio in tutta l’Unione: un diploma o una laurea conseguiti in un Paese membro devono valere subito, senza ostacoli burocratici, in ogni altro Paese. Questa è l’Europa concreta che vogliamo: unita fuori, concreta dentro.
Oggi però non basta guardare al passato o a singole riforme. Mentre sui media campeggiano le immagini dei leader di Russia, Cina e India che provano a costruire un blocco alternativo all’Occidente, l’Europa appare spesso divisa, esitante, ripiegata sull’autocommiserazione. Ma la realtà è un’altra: i BRICS non sono un modello alternativo. A fronte di 86.000 dollari di reddito pro capite negli Stati Uniti e 35.000 in Europa, l’India si ferma a 2.700, la Cina a 13.000, la Russia a 15.000. La forza dell’Occidente non è in discussione, a patto che sappia restare unito.
Per questo la sfida vera non è difendersi ma avanzare. Serve un’Europa che non si limiti a reagire, ma che faccia un passo deciso verso l’unificazione politica, capace di parlare con una voce sola sul piano internazionale, di difendere i suoi interessi e di promuovere la libertà, la democrazia e il commercio aperto. Anche sugli accordi commerciali – come quello con il Mercosur – dobbiamo smettere di avere paura: la storia dimostra che aprirsi significa più export, più tutela del Made in Italy, più possibilità per i consumatori.
Il Partito Liberaldemocratico sostiene con convinzione questa visione: Stati Uniti d’Europa per affrontare le sfide globali e restare protagonisti, non spettatori.
Onore a Carlo Alberto dalla Chiesa
Il 3 settembre 1982 un commando mafioso uccideva a Palermo il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo.
Un colpo durissimo allo Stato, perché dalla Chiesa era l’uomo che aveva saputo sconfiggere il terrorismo brigatista con metodi investigativi innovativi ed efficaci. Un simbolo di coraggio e dedizione, che la mafia volle colpire proprio per spezzare la fiducia dei cittadini nella forza delle istituzioni.
La sua morte aprì una stagione di sangue che avrebbe avuto altri momenti tragici dieci anni dopo, con le stragi di Capaci e via D’Amelio. Ma il suo esempio resta vivo: un servitore dello Stato che credeva nella libertà e nella giustizia come principi fondamentali della nostra Repubblica.
Noi liberaldemocratici vogliamo onorarne la memoria e ribadire che la lotta a ogni forma di mafia, violenza e sopruso è parte della nostra identità politica.
👉 Leggi i ricordi del PLD Sicilia (🔗 link) e Terracina (🔗 link)
DAI TERRITORI
- Taranto – La sezione locale del PLD lancia il progetto “Taranto Gateway Mercosur”: un piano concreto per trasformare il porto in un hub strategico tra Italia e Sud America, con dogana digitale, logistica intelligente e formazione di livello europeo. Una visione che mette la città al centro del Mediterraneo e apre nuove prospettive di sviluppo e lavoro qualificato. 👉 Leggi di più
- Puglia – Alla vigilia dell’anno scolastico, Giuseppe De Sabato (Direzione Nazionale PLD) denuncia la mancanza di una visione per la scuola italiana: fondi PNRR spesi senza regia, docenti svalutati, nessuna strategia comune. Lancia la proposta per una scuola ripensata dalle fondamenta, con dirigenti preparati, reclutamento trasparente e vera valorizzazione del personale. 👉 Leggi l’intervento
- Marsala – “La città è al collasso”: il dirigente regionale e nazionale Gianfranco Valenti denuncia il declino economico, infrastrutturale e culturale della città. Dal PLD la proposta di un’alternativa credibile, basata su meno burocrazia, più impresa e un modello di sviluppo sostenibile. 👉Leggi su TP24
- Foggia – Dopo l’ennesimo assalto a un bancomat nel Foggiano, il PLD denuncia l’“escalation inarrestabile” della criminalità organizzata e chiede più controlli, uomini e mezzi, con un piano serio di prevenzione. “La provincia non può restare ostaggio delle bande.” 👉 Leggi su L'Immediato
- Verona – Prima cena di ritorno dalle vacanze per la comunità liberaldemocratica veronese. Un’occasione di confronto, amicizia e politica. Valeria Pernice: “Siamo solo all’inizio, ma insieme possiamo riportare liberalizzazioni, concorrenza, merito e sviluppo al centro della vita politica.” 👉 Guarda le foto della serata
- PLD Estero – Dal volontariato sconti sugli affitti: in diversi Paesi europei ed extraeuropei gli studenti che dedicano ore ad attività civiche ottengono benefici reali, dagli alloggi a prezzi calmierati ai crediti universitari. Il PLD Estero rilancia: anche in Italia serve valorizzare il volontariato come leva per inclusione sociale e diritto allo studio. 👉 Cinque semplici idee
PARLANO DI NOI
- Roberto Arditti ha intervistato Luigi Marattin in una lunga conversazione a tutto campo: politica italiana, nascita del PLD, capitalismo nazionale e ruolo dell’Italia in Europa 🎥Guarda l’intervista
- Il Sussidiario richiama le dichiarazioni di Luigi Marattin nel dibattito sulla riforma pensioni 2025, con particolare attenzione al tema dell’adeguamento all’aspettativa di vita 🔗👉 Leggi l’articolo
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