Trentino - Manifesto dei Valori e degli Indirizzi di Sviluppo
Manifesto dei Valori e degli Indirizzi di Sviluppo
IL CONTESTO
Prendiamo atto che la società vive un momento di trasformazione radicale in un continuo crescendo e pertanto in questo momento storico riconosciamo che siamo di fronte a nuove sfide, tra le quali il cambiamento climatico, le migrazioni di massa, il trend demografico in continua decrescita, le preoccupazioni circa il grado di disuguaglianza nel reddito e nella ricchezza, l’universo della comunicazione di internet, dei social, degli algoritmi, dell’Intelligenza Artificiale ed altri aspetti esplicitamente e implicitamente correlati e, dulcis in fundo, la crisi internazionale che ci coinvolge come Europa e come democrazie dell’Occidente in generale.
ESSERE “LIBERALDEMOCRATICI”
Essere “liberaldemocratici” significa dare un contributo perché la persona sia al centro della comunità, perché conta la sua libertà, la sua capacità di costruire un progetto per la vita, cosicchè le Istituzioni pongano le condizioni e siano garanti affinchè tale libertà si possa esprimere e, nella visione collettiva, rappresenta il patrimonio più grande dell’umanità.
Il pensiero liberaldemocratico pone come focus baricentrico la libertà e i diritti dell’essere umano, accetta e affronta le sfide del processo incrementale in atto dello sviluppo della scienza e della tecnologia con lo spirito dei Valori Liberali per una Società Aperta e con il senso del processo del sano pragmatismo per transitare dalla idealità alla governabilità.
LA NOSTRA VISIONE
La libertà di ogni essere umano è un principio essenziale per il raggiungimento del progresso umano e di un mondo migliore. Come movimento globale il liberalismo crede fortemente nella ragione umana come fondamento del progresso verso quel mondo migliore. Il liberalismo è dedicato alla difesa della libertà e del diritto inalienabili di tutte le persone ad una vita in cui ognuno possa determinare come desidera vivere.
Un insieme completo di diritti, libertà e responsabilità consente il pluralismo delle idee, nonché la diversità delle proprie origini, che nutre questa ricchezza di differenze senza distinzione di genere, razza, età, orientamento sessuale, credenze religiose, disabilità, o qualsiasi altra condizione personale o sociale.
Una società liberale si basa non solo sui diritti umani, ma sui rapporti umani.
Nessuna società può essere libera senza libertà di espressione, riunione ed associazione. Vogliamo istituzioni democratiche, responsabili e capaci, che forniscano uguali diritti e libertà universali. A queste condizioni la creatività umana può prosperare ed alimentare il progresso umano verso una società globale pacifica, prospera ed aperta. In termini economici, sociali ed ambientali, questa società globale deve essere sostenibile sia nel presente che nel breve, medio e lungo termine. Ciò richiede una gestione integrata e sostenibile delle risorse naturali e degli ecosistemi.
LA NOSTRA SFIDA E LA NOSTRA RISPOSTA
La capacità e l’efficacia delle Istituzioni del mondo liberale di affrontare le sfide del cambiamento climatico, della tendenza demografica, del progresso tecnologico e digitale, dalla dimensione locale alla dimensione mondiale e dell’aumento del fenomeno migratorio sono le grandi sfide già in essere caratterizzate da una dinamica in progressivo cambiamento. La crescente eterogeneità di molte società è causa di insicurezza per molte persone, esacerbando il loro attaccamento a ciò che percepiscono come la loro identità fondamentale ed alimentando sospetto ed ostilità verso coloro che sentono come diverse da loro stessi. Queste tendenze rappresentano una sfida per il liberalismo,
promuovendo norme discriminatorie ed istituzioni antiliberali, minacciando di dividere nazioni ed il mondo in fazioni in guerra e fermando il progresso umano.
La miglior risposta della liberaldemocrazia a queste sfide è promuovere l’uguaglianza di opportunità per tutti, rafforzare le istituzioni liberali e lo stato di diritto in tutto il mondo, promuovere l’educazione generale, civica e del benessere individuale e collettivo, la sanità, il libero ed equo commercio, le opportunità sostenibili per ogni essere umano. Noi liberaldemocratici crediamo nel progresso umano basato su nuove conoscenze acquisite ed applicate il più possibile localmente, attraverso discussioni, cooperazione e l’apprendimento nei luoghi democratici dell’istruzione e della ricerca, dell’economia di mercato e della società civile.
La forza del liberalismo è sempre stata la sua innata flessibilità nell’adattarsi ai cambiamenti di contesto e così affrontare nuove sfide emergenti. Il liberalismo si basa sull’ingegnosità e sulla creatività umane, anziché aggrapparsi solamente alla saggezza ricevuta dal passato. Con questo spirito le principali sfide per i liberali sono quelle di rendere il progresso al servizio dell’essere umano, il più dinamico possibile, assicurandosi che diventi più equo e sostenibile in modo che non solo le generazioni attuali, ma anche quelle future possano trarre pieno vantaggio da esso e progettare il proprio rispettivo futuro.
I liberali riconoscono che i diritti umani sono individuali, non collettivi. Data la naturale diversità delle aspirazioni umane, delle indoli e dei talenti, nonché delle credenze religiose e delle opinioni, la ricerca della felicità è, e resta, una preoccupazione fondamentalmente individuale. Si tratta della libertà che si può usare per vivere una vita alla quale si dà valore, senza limitare la libertà degli altri. Questo non vuol dire che il liberalismo sia semplice individualismo. Anche la comunità è importante. Il liberalismo riguarda la libertà – la libertà dell’individuo – ma anche la liberalità – la generosità dello spirito verso l’Altro, non solo i nostri amici più cari ed i familiari, ma tutta la famiglia umana.
PARTECIPAZIONE E RESPONSABILITA’
Come recita una nota canzone (La Libertà, di Giorgi Gaber) la libertà non è stare sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, LIBERTA’ è PARTECIPAZIONE”.
La Partecipazione è strettamente collegata con la Responsabilità ed entrambe mettono al centro il ruolo dell’individuo ed i riferimenti valoriali per l’esercizio della politica, in un contesto governato dai principi inderogabili della Democrazia, nel quale per essere liberi occorre poter scegliere.
LE ISTITUZIONI
La dimensione liberal democratica vuole considerare le Istituzioni come principio e base per uno sviluppo delle libertà delle donne e degli uomini.
La riduzione della burocrazia e la semplificazione dell’impianto legislativo locale devono essere il punto centrale nel nostro tempo, così come la qualità dell’Amministrazione.
Si deve realizzare una Pubblica Amministrazione creativa ed affidabile che sappia andare oltre le funzioni classiche di autorizzazione e controllo, per collaborare con cittadini e Imprese alla risoluzione dei problemi e al raggiungimento dei migliori risultati nei tempi più brevi.
L’AUTONOMIA DEL TRENTINO ALTO ADIGE
L’Autonomia della Regione Trentino – Alto Adige / Sudtirol e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, rappresenta la storia e la cultura di questa terra, ne racchiude i valori e ne rappresenta una dimensione trasversale.
In questo tempo, attraversato da grandi sfide, l’Autonomia va ricompresa, rinnovata, reinterpretata al fine di generare uno spirito di autogoverno critico, costruttivo e creativo generato dalla partecipazione, capacità e competenze della popolazione interessata. E soprattutto è importante rigenerare l’intero sistema perché possa essere realmente al servizio della persona e della sua libertà in una direzione governata dal benessere della collettività.
Serve recuperare e rilanciare il ruolo della regione T.A/A attribuendo alcune funzioni di comune interesse delle Provincie autonome di Trento e Bolzano, sinergie finalizzate a valorizzare l’autonomia speciale che le contraddistingue.
Di fronte al restringimento degli spazi di manovra istituzionale, finanziaria e politica della Provincia va lanciata una grande azione collettiva di tutte le forze che intendono mantenere e valorizzare lʼAutonomia, contrastando ogni tendenza politica e/o culturale a rifugiarsi in un atteggiamento autarchico.
E’ perciò necessaria una rifondazione dellʼAutonomia, non limitata al breve periodo bensì capace di proiettare lo sguardo nel medio e lungo termine. Bisogna quindi misurarsi con un programma per un Trentino che si proietti verso il futuro con una serie di scelte strategiche e riforme strutturali.
Due devono essere i concetti guida: competitività e solidarietà. Apparentemente contradditori fra loro questi due principi devono essere fatti convivere sia per dare a ciascun cittadino eguali possibilità di diventare diversi sia per tutelare la nostra Autonomia e specificità storico/politica/istituzionale. La competitività è un obiettivo che deve valere in tutti i campi, economico (ovviamente), ma anche istituzionale, formativo, ambientale, ecc. La solidarietà invece fa parte dei valori più profondi del Trentino, una solidarietà che deve servire a dare il senso di una comunità integrata, mettendo ciascuno nelle condizioni di poter competere al meglio delle sue possibilità o essere difeso dagli eventuali eccessi e distorsioni della competizione stessa.
Deve esser una solidarietà rivolta sia allʼinterno che allʼesterno dei nostri confini.
In un progetto di rifondazione strategica vanno individuati i filoni prioritari di intervento e di azione politica.
Nellʼavviare questo percorso va ricordato che lʼAutonomia, con i suoi valori e principi, è lʼidentità stessa del Trentino.
Ciò deve includere il senso di responsabilità verso sé e verso gli altri: le altre regioni e la Nazione italiana, così come le regioni e le nazioni che compongono lʼUnione Europea.
Solo questo riconoscimento di un legame di condivisione e solidarietà reciproca può tradursi nellʼappartenenza a unʼidentità più ampia, fatta di relazioni sociali, economiche, culturali, frutto di storia, valori e principi comuni che possono costituire elemento fondante di una vera Cittadinanza europea.
L’ECONOMIA E L’IMPRESA
Libertà di Impresa come principio di libertà della persona. Combattere i monopoli pubblici e privati. Ridurre la Burocrazia, che significa anche delegificare. Puntare alla qualità dell’economia in una visione complessiva dello Sviluppo Sostenibile caratterizzato non solo dagli obiettivi di business, ma anche dagli obiettivi inerenti il valore del benessere per l’individuo e per la collettività e dagli obiettivi della sostenibilità per non precludere alle prossime generazioni la possibilità di progettare il loro rispettivo futuro.
L’innovazione parte sempre dalla creatività della persona, ma deve svilupparsi anche attraverso i processi di cooperazione a livello interdisciplinare e interculturale con il coinvolgimento attivo e sinergico delle nuove attese dell’umanità, del mondo della ricerca e del mondo dell’Impresa. Anche qui offrire le condizioni perché questo avvenga è un principio che può favorire un nuovo sviluppo attento alla sostenibilità, all’ambiente e soprattutto alla qualità del benessere della vita sia a livello della dimensione individuale che collettiva.
Impresa
LʼImpresa, con il lavoro che la riempie di contenuti, rappresenta sicuramente il motore dello sviluppo, anche dello sviluppo di un territorio. Fare Impresa oggi però richiede di confrontarsi con lʼaccelerazione esponenziale del processo di globalizzazione che mette in concorrenza ogni singolo territorio sulla capacità di attirare investimenti e sviluppo più efficacemente degli altri suoi concorrenti. Si tratta quindi di applicare efficacemente il cosiddetto marketing territoriale anche in funzione della necessità di produrre a livello locale i fattori di ricchezza con cui alimentare le politiche sociali legate al territorio.
Realizzare un ambiente favorevole allʼImpresa diventa, quindi, un elemento centrale dellʼazione politica dei territori in termini di competitività per ottenere le risorse necessarie alla coesione sociale e contrastare i processi di emigrazione in particolare di quella giovanile.
Va tenuto presente, inoltre, che il Trentino ha solo il 18% del proprio territorio sul fondovalle e il 20% al di sopra dei 2000 metri. Quindi la scarsità di territorio disponibile rende al margine più onerosi gli investimenti in capitale fisso.
E, per di più, lʼarticolazione orografica incide fortemente sulla formazione dei costi di trasporto, determinanti sui tempi di percorrenza. Pertanto è importante intervenire in via prioritaria sui seguenti aspetti fondamentali:
• la programmazione strategica per il recupero e la promozione delle vocazioni del territorio;
• lʼinfrastruttura burocratica;
• la banda larga;
• la formazione, lʼeducazione e la ricerca;
• una fiscalità premiale per le piccole e piccolissime Imprese che si fondono per superare i 50 dipendenti.
Programmazione strategica significa anzitutto definizione delle priorità di medio lungo termine, mettendo a frutto le importanti e qualificanti risorse del territorio: in particolare l’industria il turismo e lʼagricoltura .
Occorre, quindi, intervenire secondo le seguenti linee guida:
• unʼofferta di grandissima efficienza e maggior semplicità delle procedure burocratiche. Ciò va perseguito con diversi interventi: un forte investimento sulla formazione e motivazione del capitale umano presente nelle Pubbliche Amministrazioni;
• semplificazione legislativa e razionalizzazione istituzionale per eliminare sovrapposizioni di competenze e momenti di coordinamento e controllo che incidono in maniera insostenibile sulla formazione del costo dei prodotti e della loro prevedibilità. Data la disponibilità di competenze e di risorse bisogna creare in Trentino una burocrazia efficiente ed efficace. Un investitore deve essere spinto ad allocare qui le proprie risorse per la presenza di unʼefficiente infrastruttura burocratica, capace nel medio termine di generare risparmi e opportunità che coprano ampiamente i maggiori costi dʼinvestimento fisso;
• la banda larga – diffusa ovunque – permetterebbe di abbattere i tempi dʼinoltro e feedback delle pratiche burocratiche, che possono essere gestite da remoto dal proprio posto di lavoro. Gli uffici della Provincia Autonoma di Trento (PAT) devono diventare luoghi dʼerogazione dei servizi integrati per tutti i cittadini e le Imprese in modo tale da consentire anche la riduzione del pendolarismo professionale e burocratico, dando il massimo sviluppo all’erogazione di servizi on line;
• investire nel capitale umano per creare risorse determinanti per lo sviluppo come puntare sull’apprendimento delle lingue quali lʼinglese e il tedesco, nonché sullʼuso di strumenti informatici a partire già dalla scuola materna. La formazione deve essere permanente per chi è già al lavoro e per chi lo cerca.
La globalizzazione in corso impone non solo alle Imprese. ma anche ai sistemi territoriali di adottare strategie “integrate” e legate alle specializzazioni produttive per sostenere la competitività della propria economia. Per fare questo serve puntare, appunto, sulla specializzazione produttiva, sulle filiere, sull’innovazione.
Eʼ fondamentale, allora, aprirsi verso l’esterno, internazionalizzarsi, e puntare sulle “filiere di specializzazione naturale”:
• quella delle costruzioni deve scommettere sulla rigenerazione imprenditoriale puntando sulle tecnologie ambientali, il risparmio energetico, la domotica intervenendo
sullʼimponente stock di strutture edilizie da riqualificare; • quella agroalimentare, oggi ampiamente internazionalizzata – da un lato – attraverso le Aziende (in particolare cooperative) di maggiori dimensioni e sufficientemente legata al territorio e alla proposta turistica – dall’altro lato – nella componente più privata;
• quella turistica, lʼeconomia più territoriale e non delocalizzabile del Trentino.
L’abbinamento di agricoltura e turismo può rappresentare per il Trentino il tessuto connettivo per uno sviluppo duraturo dellʼeconomia e un potente volano per internazionalizzare le nostre produzioni e/o i servizi ai frequentatori del nostro territorio.
Industria
L’Industria trentina svolge un ruolo fondamentale per la comunità. I dati sul valore aggiunto lo confermano, mostrando come il comparto industriale e dei servizi avanzati rappresenti il 36,3% del valore aggiunto complessivo prodotto in Trentino. Nel dettaglio si vede come l’Industria in senso stretto rappresenti il 20,3%, seguita dai trasporti (7,5%) e dai servizi avanzati per le Imprese (8,8%). Questo significa che il comparto industriale contribuisce in maniera importante al gettito delle casse provinciali e ciò si trasforma in servizi e infrastrutture che innalzano la qualità della vita dei cittadini;
un valore aggiunto che è cresciuto in Trentino in maniera più forte rispetto alla media nazionale. A trainarne la crescita è stato il settore industriale che ha registrato un aumento del +89% del valore aggiunto, rispetto al +70% nazionale, rispetto ad altri settori come quello del turismo, che hanno segnato un calo nominale (ISTAT 2022).
Anche dal punto di vista occupazionale l’Industria trentina rappresenta il principale datore di lavoro, con oltre il 40% degli occupati nei settori manifatturiero, dei trasporti e dei servizi per le Imprese (CCIAA 2024).
Un territorio per essere considerato attrattivo per le Imprese deve creare quell’humus che permetta loro di poter crescere in maniera naturale, potendo mettere in pratica la propria capacità imprenditoriale per cogliere le opportunità del mercato. In questo senso giocano un ruolo fondamentale alcuni elementi imprescindibili.
Il comparto manifatturiero rappresenta il settore a maggior produttività e con migliori margini di crescita grazie all’elevato know-how presente nelle Imprese e alla capacità innovativa e di internazionalizzazione. Per poter aumentare la produttività i driver sono diversi e senza dubbio la presenza di aree industriali e produttive che rispondano alle esigenze delle Imprese presenti e future è un fattore strategico. Parallelamente la realizzazione e il rafforzamento di poli di innovazione all’avanguardia che connettano ricerca scientifica e Imprese su settori strategici è una strada che dobbiamo necessariamente percorrere per aumentare la competitività e attrattività del nostro territorio.
Per rafforzare le aree industriali è necessario offrire servizi moderni in linea con le esigenze delle Imprese in termini produttivi e logistici, creando linee guida per piani regolatori coerenti con la presenza industriale sul territorio, creando sinergia con la comunità.
In questo senso bisogna favorire il recupero e l’ottimizzazione delle aree industriali dismesse, incentivando pratiche di ristrutturazione e riadattamento di strutture già esistenti. Per farlo è necessario perseguire una razionalizzazione e una maggiore flessibilità nelle procedure decisionali di gestione degli edifici di proprietà pubblica o para-pubblica per rispondere alle esigenze di sviluppo e investimento delle Aziende sul territorio.
Per fare questo è inoltre necessario collegare meglio le diverse aree del territorio, sia i comuni di maggiori dimensioni che le valli interne, attraverso una rete di trasporto efficiente ed essenziale per ridurre le disuguaglianze, favorire lo sviluppo economico e sociale in Trentino e rafforzare la coesione territoriale.
Un sistema di mobilità efficiente e ben collegato con l’esterno è inoltre fondamentale per permettere alle Imprese di essere più competitive a livello internazionale e giocare un ruolo nelle nuove catene di fornitura locali e globali.
Agricoltura
LʼAgricoltura di montagna del Trentino riveste un triplice fondamentale ruolo con lʼobiettivo di:
• generare produzioni di qualità ad alto valore aggiunto;
• presidiare il territorio salvaguardandone l’integrità ambientale e paesaggistica;
• integrarsi in modo sistematico con la proposta turistica.
Si dovrà, inoltre, incrementare lʼAgricoltura biologica in tutte le produzioni agricole, dalla vitivinicoltura alla frutticoltura. Da produzione di nicchia lʼAgricoltura biologica deve crescere e conquistare ulteriore spazio, lo richiede il consumatore e lo esige il mercato.
Il rapporto con la ricerca e lo sviluppo tecnologico è cruciale.
Quello agricolo è un settore in costante evoluzione e aggiornamento, sempre più popolato da giovani preparati, formati in scuole tecniche e centri universitari e para-universitari, che utilizzano tecnologie avanzate e sistemi informatici nella gestione delle loro Aziende.
Turismo
Il Turismo deve divenire sempre più la leva per lʼattivazione delle risorse del territorio nellʼassoluto rispetto dellʼecosistema, puntando sulla qualità come segno distintivo e integrato in un sistema che deve essere inteso nel suo complesso.
Affinché il Turismo possa avere un ruolo determinante per la crescita del “sistema Trentino” è necessario predisporre una politica di sviluppo turistico basata su:
• qualità dellʼofferta e dei servizi;
• valorizzazione dellʼambiente;
• autenticità della proposta;
• incentivi pubblici finalizzati alle infrastrutture e a progetti di sistema, in particolare nel settore della mobilità alternativa/integrativa;
• crescita dellʼofferta basata anche su un rafforzamento della proposta formativa per accrescere le competenze manageriali nella gestione aziendale e le competenze specialistiche nella progettazione integrata delle infrastrutture funzionali al turismo.
Cooperazione
Oggi la Cooperazione costituisce una delle realtà produttive, commerciali, finanziarie più importanti del Trentino e la sua struttura sociale le conferisce una notevole valenza politica: i suoi successi come le sue debolezze si traducono inevitabilmente in successi/insuccessi del Trentino;
In un momento critico come quello attuale, quindi, la Cooperazione è chiamata a giocare ancor più un ruolo importante, in alleanza e condivisione con le altre realtà economiche e finanziarie del territorio. Infatti la dinamica dei mercati e la competizione che sarà sempre più accesa fra i territori chiederà a tutte le forze presenti nella nostra realtà sociale ed economica di fare squadra.
Il mondo della Cooperazione, economica e sociale, sarà parte importante di questo gioco di gruppo. Il mondo del credito cooperativo, le cooperative di consumo – famiglie cooperative – le cooperative di produzione e lavoro e le cooperative sociali dovranno esercitare insieme un duplice ruolo: da un lato per essere unʼinfrastruttura di servizio e supporto allo sviluppo e dallʼaltro una rete dʼinclusione per evitare che, in un momento di forte crisi, ci possano essere sacche pesanti di emarginazione sia economica che sociale. Infatti lo strumento cooperativo si è rivelato sempre decisivo per mantenere livelli elevati di coesione e inclusione delle persone. In futuro ve ne sarà oltre modo bisogno.
La politica di promozione e valorizzazione dei prodotti del territorio – in particolare guardando al vino e a tutta la frutta – potranno contare sulla rete cooperativa già esistente, la quale però dovrà essere sempre più market-oriented – sia in termini di qualità che di prezzo – per consentire il raggiungimento di due finalità strategiche:
• offrire agli agricoltori lʼopportunità di crescere e garantire lʼimportante presidio del territorio;
• promuovere il brand “Trentino” in Italia ed allʼestero attraverso unʼattenzione stretta alla qualità dei prodotti ed allʼintegrazione con la promozione turistica.
Anche per la Cooperazione la dimensione internazionale deve diventare obiettivo strategico attraverso il varo di alleanze con i sistemi cooperativi di altri territori al fine di ottenere una sempre maggiore penetrazione nei mercati esteri.
SANITA’ E SERVIZI ALLA PERSONA
Il concetto cardine deve essere quello di garantire anche nelle strutture periferiche di valle prestazioni specialistiche di qualità con il miglior utilizzo delle tecnologie informatiche in modo da
evitare ai cittadini lʼobbligo di trasferimenti verso il capoluogo per avere una prestazione allʼaltezza delle aspettative.
In termini di proposta:
• si deve realizzare piena collaborazione fra pubblico e privato nellʼerogazione dei servizi sanitari prestata da strutture private accreditate;
• le strutture private possono garantire le prestazioni, in particolar modo specialistiche ambulatoriali, nelle zone a maggior densità abitativa (come il capoluogo);
• va ulteriormente valorizzata lʼattività svolta dalle strutture accreditate nel campo della riabilitazione e della lungodegenza;
• per quanto riguarda la medicina territoriale si deve incentivare il “lavoro di gruppo” dei Medici di base, favorendo anche unʼattività specialistica di professionisti allʼinterno di poliambulatori dotati di strumenti diagnostici idonei per dare risposte alla maggior parte delle esigenze degli assistiti senza dover ricorrere agli Ospedali, da riservare solo alle patologie più gravi che richiedano inderogabilmente un ricovero.
Rispetto alla crisi del welfare state di questi decenni è richiesto un approccio nuovo che valorizzi realmente il ruolo delle persone e delle Associazioni del “privato sociale” per definire risposte che tengano maggiormente conto dei bisogni.
Occorre fare ogni sforzo per aumentare lʼassistenza domiciliare anche per gli anziani che vivono soli, realizzando unʼadeguata integrazione fra lʼassistenza pubblica a carico dei servizi socio-assistenziali e iniziative di volontariato e di privato sociale: anche per il finanziamento di tali attività un ruolo importante potrebbe essere svolto dal mondo della Cooperazione.
URBANISTICA
La riqualificazione dei centri urbani ed il consumo di territorio meritano un’attenzione particolare. Le case non abitate o abbandonate a fronte di necessità abitative che richiedono la costruzione di nuovi edifici e conseguente consumo di territorio è un fenomeno non più tollerabile.
Promuovere i programmi di recupero delle aree industriali abbandonate. E’ necessario contenere il consumo di territorio promuovendo il recupero a fini abitativi dei centri storici, anche tramite piani di comparto che consentano il raggiungimento di standard abitativi adeguati ai criteri e alle esigenze di oggi, superando lʼattuale normativa talvolta eccessivamente vincolistica e conservativa.
In termini di sicurezza del territorio bisogna avviare un esteso controllo della resistenza antisismica di edifici e infrastrutture private e pubbliche e dare attuazione ai progetti per migliorare la sicurezza idraulica del fiume Adige e dei suoi affluenti.
LA FORMAZIONE E LA COMPETENZA
Università
LʼUniversità è un elemento imprescindibile per promuovere e sostenere uno sviluppo pieno delle potenzialità del Trentino. Dalla sua fondazione tutti ne riconoscono il ruolo centrale per il processo di modernizzazione, emancipazione, dinamismo e crescita (culturale, civile, sociale, economica) della comunità trentina.
Se si è consapevoli che formazione e ricerca sono gli elementi fondamentali per lo sviluppo, a tutti i livelli, del Trentino, è necessario elaborare strategie di programmazione e dʼinvestimento di medio-lungo termine. Lʼobiettivo finale al quale puntare è fare dellʼAteneo Trentino un centro di ricerca e formazione di livello autenticamente europeo, capace di relazionarsi e competere nel mercato del sapere continentale secondo i più elevati standard di qualità per scongiurare nel medio periodo un possibile processo dʼinvoluzione e marginalizzazione.
Lʼapertura allʼesterno è la più efficace strategia per compensare la dimensione ridotta dellʼAteneo
Trentino e del territorio in cui è inserito, e per assicurare, in un rapporto di confronto virtuoso e sana competizione, unʼalta qualità delle sue attività. Prioritario è naturalmente il rapporto con le Università vicine o posizionate in un contesto macro-regionale (ad es. lungo lʼasse Verona-Bolzano-Innsbruck).
Scuola
La Scuola e la Formazione Professionale sono due pilastri fondamentali per lo sviluppo e la crescita di un contesto territoriale. Il sistema scolastico e formativo trentino è oggi senz’altro tra i migliori del Paese; lo dicono tutti gli indicatori internazionali, a partire dal PISA (Program for International Student Assessment) promosso dall’OCSE.
Tuttavia appare chiaro che anche la Scuola Trentina deve essere sempre attiva per mantenere il passo di una realtà internazionale in costante e rapidissima evoluzione. Materie, programmi, metodi di lavoro, criteri di valutazione invecchiano rapidamente e richiedono quindi un costante lavoro di monitoraggio e adeguamento per poter garantire ai nostri ragazzi una preparazione aggiornata e realmente spendibile sul mercato del lavoro.
La struttura fortemente interconnessa dei sistemi economici riduce ogni Paese a mercato locale, delineando ogni giorno di più la dimensione internazionale come il vero tavolo di confronto in termini di competizione e di selezione sia delle Imprese che dei territori – locali e nazionali – che le ospitano.
Di conseguenza sempre più attrezzate devono essere anche le risorse umane impiegate nelle Imprese, soprattutto considerando che ne formano il capitale vero e non sostituibile.
ATTIVITA’ CULTURALI
In chiave futura è necessario rafforzare una rete di connessioni locali e nazionali nell’ottica di una visione in chiave europea dellʼintero comparto culturale trentino; esso va identificato sempre più come una risorsa e un investimento fondamentali per lo sviluppo e la crescita della società attraverso la valorizzazione dell’attuale sistema culturale costituito in primo luogo dalle strutture di assoluto valore quali: Mart, Castello del Buonconsiglio, Muse e il Centro Servizi Culturali Santa Chiara.
Tuttavia occorre elaborare una nuova visione strategica dellʼorganizzazione delle piccole e medie entità culturali diffuse capillarmente su tutto il territorio trentino: queste realtà costituiscono infatti l’identità più profonda delle comunità locali e rappresentano allo stesso tempo la biodiversità culturale nei nostri territori montani. Esse fungono da substrato fertile in cui in particolare la famiglia, i giovani e le fasce deboli della popolazione trovano spazi sempre più efficaci di socialità e di condivisione.
LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Nei prossimi decenni lʼumanità dovrà governare la transizione da un modello non più sostenibile a uno più equilibrato, basato su un uso attento di risorse rinnovabili per garantire vita e qualità ambientale. Questo riequilibrio ambientale è una sfida che coinvolge lʼumanità nel suo complesso e ciascuno di noi, passando dagli Stati nazionali ai Territori. Nessun territorio può pensare di vincere autonomamente, ma quelli che per primi adotteranno modelli di sviluppo ecocompatibili potranno contare su risultati e conoscenze in grado di generare importanti vantaggi competitivi.
IL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
In primo luogo è necessario che i sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) siano sicuri e rispettino la legge, i diritti e i valori fondamentali dell’ordinamento italiano ed europeo.
L’IA è l’uso della tecnologia digitale per creare sistemi in grado di svolgere compiti che comunemente richiedono l’intervento umano.
L’IA è una tecnologia già presente da tempo, ma il progredire esponenziale della potenza degli apparati hardware, la sempre maggiore capacità di elaborazione dei computer, la disponibilità di grandi quantità di dati e nuovi software sempre più performanti hanno condotto a notevoli progressi in un breve lasso di tempo.
E’ necessario porre particolare attenzione all’uso pericoloso e distorto dell’IA in campi quali la manipolazione cognitivo-comportamentale, il riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro e nelle istituzioni educative e il riconoscimento facciale.
Gli obiettivi non sono solo quelli di migliorare la governance e l’applicazione efficace dell’IA nel rispetto dei diritti fondamentali e della sicurezza, ma anche di promuovere investimenti e innovazione per l’implementazione delle applicazioni di IA evidenziando da un lato i notevoli vantaggi sociali ed economici che l’IA può apportare in un’ampia gamma di settori e dall’altro la necessità di proteggere la privacy e garantire sicurezza e protezione per i cittadini. Il risultato a cui tendere deve essere quello di migliorare attivamente l’ambiente digitale a beneficio di tutti i cittadini in condizioni facili e sicure nel rispetto della persona e delle sue libertà fondamentali.
LA MOBILITA’ E LA SUA EVOLUZIONE
Uno degli obiettivi primari dei Governi e delle Amministrazioni Territoriali è quello di diminuire il congestionamento su molte strade interne ed esterne ai maggiori centri abitati, risparmiando energia, salvaguardando la qualità dellʼaria così come la salute e la sicurezza dei cittadini. A questo fine si deve creare unʼofferta pubblica appetibile e attuare provvedimenti tesi a disincentivare lʼutilizzo dei veicoli privati.
Il completamento della Valdastico potrebbe rappresentare anche per il nostro territorio unʼimportante occasione di sviluppo, di riordino infrastrutturale. Tali condizioni (oltre alla scelta della località dʼinnesto) sono rappresentate dalla necessità di favorire lʼutilizzo di questo eventuale nuovo collegamento con il nord-est con un sistema di tariffe che renda il nuovo tracciato competitivo rispetto alla SS 47, specialmente per il traffico merci. Allo stesso tempo andranno adottate le misure indispensabili per rendere sostenibile un prevedibile aumento del traffico sullʼAutostrada del Brennero, sviluppando al massimo anche lʼutilizzo dellʼintermodalità con la ferrovia.
IL TRENTINO COME SISTEMA-PAESE IN MINIATURA
Il Trentino ha tutto per essere competitivo: autonomia politica, qualità della vita, capitale umano diffuso e un tessuto produttivo resiliente, ma deve smettere di pensarsi come periferia e iniziare a ragionare come sistema-paese in miniatura, capace di generare sviluppo, attrarre investimenti e trattenere i suoi giovani.
Servono scelte coraggiose, investimenti mirati e una visione condivisa: il Trentino come Azienda Pubblica del futuro, che non produce solo servizi, ma valore pubblico, benessere e innovazione, dove la montagna non è un limite, ma una leva competitiva.
Newsletter#27 - La politica degli slogan è finita
Newsletter
#27
L’italia che non si distrae
Mentre la politica litiga sulle parole, il PLD propone riforme concrete per fisco, scuola e istituzioni.
Viviamo in un Paese dove si discute di tutto, tranne che di ciò che davvero incide sulle nostre vite. Ogni giorno, il dibattito pubblico si accende su un titolo, un video, un’invettiva. Nel frattempo, l’Italia resta ancorata a un impianto fiscale novecentesco, a una scuola rigida e scollata dalla realtà, a un welfare pensato per un Paese che non c’è più.
Nel Partito Liberaldemocratico, abbiamo deciso di cambiare canale. Di non partecipare alla gara dei proclami, ma di mettere in fila proposte serie, precise, realizzabili. È più difficile che rincorrere il consenso a colpi di bonus, certo. Ma è anche l’unica via per evitare che il Paese continui a girare a vuoto.
Dopo il solito terribile balletto di annunci e di norme che arrivano solo molto dopo, finalmente è arrivato in parlamento il disegno di Legge di Bilancio. Una manovra prudente, non per scelta del governo ma per effetto della riforma del Patto di Stabilità avvenuta l’anno scorso in Europa. Una manovra che tuttavia contiene scelte che ci lasciano estremamente perplessi (dall’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi alla batosta sui dividendi delle partecipazioni societarie, passando per il pesante aumento di tassazione sul settore bancario e l’intervento solo simbolico sull’Irpef)
Un Paese serio non tassa i premi di produttività: li supporta. Avevamo proposto l’azzeramento dell’imposta sostitutiva e l’eliminazione del tetto a 3.000 euro. Il governo, pur timidamente, ci ha ascoltato: tassazione ridotta all’1%, tetto portato a 5.000 euro. È poco? Sì. Ma è la prova che parlare di cose serie, a volte, funziona.
Poi c’è la questione delle spese inutilizzate nei ministeri. Giorgetti ha fatto una mossa di puro buonsenso: se hai speso 80, l’anno prossimo ricevi 80. Non 100. Non un centesimo di più. Una misura che il Partito Liberaldemocratico applaude, senza se e senza ma. Finalmente una logica di efficienza nella spesa pubblica. Ma ci chiediamo: chi nel suo partito avrà il coraggio di sostenerlo davvero, quando questa scelta costerà qualche poltrona o qualche bacino elettorale?
Nel frattempo, la politica italiana continua a ignorare il vero tema: il ceto medio produttivo, i muli da soma della Repubblica, continuano a essere spremuti in silenzio. Non scioperano, non urlano, non occupano i talk show. Ma senza di loro, l’Italia si ferma. A loro vanno restituite voce e dignità, non contentini. A loro vanno tagliate le tasse, non moltiplicati i premi di consolazione.
Noi non promettiamo miracoli. Proponiamo soluzioni.
Non ci interessano le leggi di bilancio in salsa Babbo Natale. Crediamo in uno Stato che fa poche cose, ma le fa bene. In un’Italia che premia il merito, non l’abilità di lamentarsi. In un sistema fiscale che non punisce chi si dà da fare, ma lo sostiene.
Perché se non si cambia strada, il futuro non sarà solo incerto. Sarà identico al passato.
E a noi, francamente, non basta.
👉 La campagna sul taglio IRPEF fino a € 60.000
👉 Le contraddizioni del governo sulla Legge di Bilancio
Facciamo le cose facili
Tra qualche settimana scatterà, puntuale come un orologio rotto, l’indignazione da talk show: “Perché la Legge di Bilancio si discute solo al Senato? Che fine ha fatto la Camera? È uno scandalo!”.
Peccato che vada avanti così da anni. Non è un’eccezione, è la prassi. E la prassi, in Italia, ha sempre ottime ragioni per restare com’è.
Viviamo in una Repubblica in cui, a turno, uno dei due rami del Parlamento non legifera affatto. Le leggi passano da una Camera all’altra come in una partita truccata: una scrive, l’altra firma. Nessun confronto vero, nessuna correzione. Un inutile doppione.
Il risultato?
- Tempi lunghi.
- Rappresentanza dimezzata.
- Deputati e senatori che possono mettere mano solo a una parte delle leggi.
E poi c’è il grottesco. Come quando il Presidente del Consiglio fa lo stesso discorso due volte, in due aule diverse, con due dibattiti identici. Una pantomima istituzionale che fa perdere tempo a tutti, tranne a chi vive di rendita dentro questo sistema.
Il Partito Liberaldemocratico non ci sta.
Mentre la politica si perde in talk show e polemiche sterili, noi lavoriamo per rendere più efficiente il Parlamento.
Abbiamo depositato una proposta chiara, firmata da Luigi Marattin: un’unica Assemblea Nazionale da 600 membri, eletti con lo stesso sistema.
La proposta, già formalmente presentata alla Camera, unifica Camera e Senato.
Elimina duplicazioni, riduce ritardi, restituisce ai cittadini un’istituzione capace di decidere davvero.
Non è una riforma astratta.
È la risposta concreta a un sistema che non funziona, che non decide, e che da decenni si rifugia nella forma per evitare la sostanza.
E non serve nemmeno sottolineare che questa proposta risolverebbe anche altri problemi, come quello delle maggioranze diverse tra Camera e Senato.
Ma guai a dirlo: qui si difende il bicameralismo come si difende un soprammobile antico. Non perché serve, ma perché “c’era già”.
Noi non ci accontentiamo della liturgia. Vogliamo che il Parlamento torni a fare il suo mestiere: legiferare, controllare, rappresentare.
Chi ha proposte migliori si faccia avanti.
Chi non ne ha, abbia almeno il coraggio di ammettere che il bicameralismo perfetto è solo una finzione utile a chi non vuole cambiare nulla.
L’Italia non ha bisogno di doppioni.
Ha bisogno di istituzioni che funzionano.
E, finalmente, di un Parlamento all’altezza del suo nome.
👉 La nostra campagna per il superamento dell’ipocrisia del bicameralismo
👉 La nostra proposta di legge Costituzionale
Giù le mani dalla ricerca scientifica
La serietà di uno Stato si misura anche da ciò a cui sceglie di dare ascolto. E di conseguenza: da ciò che decide di ignorare.
Nel tempo delle fake news, della superstizione digitalizzata e dei populismi pseudo-scientifici, il Parlamento della Repubblica italiana discute della “Macchina di Majorana”. Un aggeggio presentato come capace – udite udite – di produrre energia infinita, guarire dalle malattie e ringiovanire le persone.
No, non è una serie TV. È il Senato della Repubblica.
Quando le istituzioni si prestano a legittimare fandonie, smettono di essere neutrali. Diventano pericolose.
Perché non c’è nulla di neutro nel mettere sullo stesso piano Galileo e un santone, Einstein e un venditore di speranza in capsule.
Il Partito Liberaldemocratico ha rilanciato l’appello del professor Matteo Bassetti:
giù le mani della politica dalla scienza.
Non è solo buon senso. È difesa della salute pubblica, della cultura e della verità.
La macchina di Majorana non è una “teoria alternativa”. È un’invenzione antiscientifica che riporta la discussione pubblica ai tempi in cui si cercava la pietra filosofale.
La politica che strizza l’occhio a queste fantasie non è innocente.
Perché mentre si discute di macchine miracolose, si tagliano fondi alla ricerca, si demoliscono le università, si nominano ai vertici di commissioni scientifiche persone dichiaratamente ostili alla scienza stessa.
Questa non è pluralità. È irresponsabilità.
La scienza non è democratica, perché non è un’opinione. È falsificabile, autocritica, aperta al dubbio, ma dentro il perimetro del metodo, del rigore e del dato.
Fuori da lì non c’è libertà, c’è caos.
Non c’è confronto, c’è superstizione.
E lo Stato, se si presta a validarla, diventa complice.
Per questo il Partito Liberaldemocratico non ci sta.
Governare un Paese occidentale nel XXI secolo significa tenere la politica lontana dalle illusioni, non rincorrerle con la macchina dell’eterna giovinezza.
Si può solo fare una cosa: difendere la scienza, e difendere chi la pratica.
Anche quando non è popolare.
Soprattutto quando non è redditizio.
La politica seria non cavalca l’ignoranza.
La combatte.
Con la stessa determinazione con cui si combattono le malattie: credendo nella medicina, nei dati, nella conoscenza.
Il resto è folklore.
Ma non dovrebbe essere il compito del Senato della Repubblica celebrarlo.
👉 Il messaggio del Prof. Bassetti
Congresso ALDE
Venerdì il nostro Segretario Luigi Marattin, insieme a Elena Buratti (responsabile Affari Interni del PLD) e a una delegazione di giovani del partito – Matteo Ferrario e Stefano Seccia – ha partecipato al Congresso ALDE tenutosi a Bruxelles.
Un’occasione significativa di dialogo tra le forze liberaldemocratiche europee, per riaffermare l’impegno del PLD a favore di un’Europa più libera, moderna e competitiva, capace di affrontare le sfide economiche e istituzionali.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Se non avete seguito l’appuntamento del 22 ottobre, vi invitiamo a rivederlo QUI.
“Il report Draghi – un anno dopo”
Con Roberto Ricciuti, professore associato di politica economica all’Università di Verona
Modera Massimiliano Saladino
🎥 Tutti gli incontri sono disponibili su:
👉youtube.com/@partitoliberaldemocratico
FORUM TEMATICI: ISTITUITO UN NUOVO TAVOLO
Sono ripartiti i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Oltre a quelli già attivi, tra cui quelli dedicati ad Agricoltura, Sport e Turismo da poco attivati, è stato istituito questa settimana quello su Pubblica Amministrazione e Digitalizzazione.
Vuoi essere dei nostri e dare il tuo contributo per costruire un Paese migliore?
DAI TERRITORI
- Viareggio - A Viareggio la consigliera Silvia Bertolucci lascia la “Lista Civica Del Ghingaro” e aderisce al Gruppo Misto in rappresentanza del Partito Liberaldemocratico. Una mossa che segna non un semplice cambio d’etichetta, ma una rottura nei fragili equilibri della maggioranza comunale: l’azione conferma che la politica locale non vive soltanto di alleanze pre‑stampate, ma di scelte concrete. (🔗 Leggi l’articolo su VersiliaToday)
- Sardegna - In Sardegna si sperimenta una vera innovazione: non uno slogan, ma una tecnologia. Un gruppo di ingegneri ha sviluppato un sistema che sfrutta in modo intelligente la CO₂ per produrre energia elettrica. Ce ne parla Domenico Nicolai in un video che merita attenzione. Altro che diktat, divieti e regolamenti astratti: è così che si rispetta l’ambiente, liberando l’iniziativa e premiando l’ingegno, non comprimendolo con ideologie green di carta. La transizione ecologica si fa così: con soluzioni, non con prediche. (🔗 Guarda e condividi il video)
- Campania - Ci sono limiti che non si valicano. Neppure per calcolo elettorale. In Campania, una candidata sostenuta da Fratoianni e Bonelli ha condiviso un contenuto antisemita, con frasi che evocano apertamente l’“incompleta missione di Hitler”. E invece di prendere le distanze in modo netto, Bonelli si rifugia nel tecnicismo: “non l’ha scritto di suo pugno”, “era in piccolo”. Chi giustifica, minimizza o relativizza l’odio, ne diventa complice. Chi ambisce a rappresentare i cittadini in Parlamento non può nemmeno sfiorare certe parole, figuriamoci condividerle. Chi tace, acconsente. E chi giustifica, si disonora. Noi non ci giriamo dall’altra parte. (🔗 Leggi e condividi il post)
- Roma - Il Partito Liberal Democratico organizza l’incontro “La mobilità efficiente”, dedicato alle linee guida per uno sviluppo razionale e sostenibile dei trasporti. Interventi di Guido Gentile, Chicco Testa, Gianni Murano, Eugenio Miccone, Gianluca Fioravanti e Massimo Santori. Conclusioni affidate all’On. Luigi Marattin, Segretario nazionale PLD. (🔗 Il post dell’evento)
PARLANO DI NOI
- Su Il Post un articolo cita il nostro segretario Luigi Marattin analizzando la nuova finanziaria del governo Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti: austerità, imprese trattate come passerelle e poche riforme. (🔗~Leggi l’articolo~)
- L’intervento a Radio24 del nostro segretario Luigi Marattin sul tema della Manovra di Bilancio (🎤 Ascolta l’intervento)
- L’intervento del nostro segretario Luigi Marattin su La7 ad Omnibus, sempre sul tema della Manovra di Bilancio (📺 Guarda l’intervento)
- Su Formiche.net l’opinione del generale Pietro Serino: «Bene la riserva cyber, ora serve un Consiglio Nazionale per la Difesa e la Sicurezza». (🔗 Leggi l’articolo)
- Infine, l’intervento del nostro referente Scuola Patrizio Del Prete al Mercoledì dei Riformisti. (▶ Guarda su YouTube)
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Delibera n. 8 della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico
Delibera n. 8 della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico
Data: 20 Ottobre 2025
Ora: 19.00
Oggetto: Istituzione del gruppo di lavoro Digitalizzazione Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 9, comma 7, dello Statuto, e nomina del rispettivo coordinatore
In data 20 ottobre 2025, alle ore 19:00, si è riunita in modalità telematica la Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico per discutere i seguenti punti all’ordine del giorno:
- Relazione del Segretario Nazionale sulla situazione politica nazionale e internazionale
2. Approvazione Regolamento Direzione Nazionale;
3. Approvazione Regolamento Collegio Probiviri;
4. Istituzione del gruppo di lavoro Digitalizzazione Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 9, comma 7, dello Statuto, e nomina del rispettivo coordinatore
5. Discussione proposta sulla Responsabilità digitale e cibernetica
6. Discussione e deliberazione sulla posizione del Partito in merito al DDL per l’istituzione del reato di femminicidio;
7. Varie ed eventuali.
Componenti presenti:
Luigi Marattin (Segretario Nazionale), Aiuto Daniela, Ancona Franco, Antonetti Mauro, Bardone Gianluca,, Bianchi Annalia, Cardiello Elena, Caruso Riccardo, Casu Alexandra Lucia, Cecchinato Piero, Ciarimboli Enrico, Colecchia Giulio, Cucci Monica, De Carolis Alessandro, De Marchis Maria Paola, De Nardis Giovanni, , Ferlito Alfio, Francia Cristian, Godina Walter, Grossi Walter, Guadagni Antonella, Guazzo Concetta, Lazzari Enrico, Montagner Matteo, Musso Raul, , Ottaviano William Roberto, Pontani Francesca, , Vogliotti Gabriella, Zaccara Nicola, Scopelliti Francesca, Ferri Riccardo, Mainardi Michela
Componenti assenti:
Antonino Costantino, Di Placido Luigi, Facchetti Giuseppe, De Fazio Gabriele, De Sabato Giuseppe, Fasolo Marco ,Bongiorno Ruggero, Fasolo Marco, Faggio Elisa, Ferrario Matteo, Giaccari Piero,, Malosti Luca, Montalto Angelo, Musi Adriano, Neglia Dario, Nicolai Domenico, Pezzini Alessandro, Turco Franco, Vesperini Giulio, Zilio Giammaria
Elenco presenti di diritto, senza diritto di voto:
Francesco Hellmann (tesoriere), Andrea Marcucci (Presidente Assemblea Nazionale), Alessandra Franzi (Responsabile per gli Iscritti residenti all’Estero),
Elenco presenti invitati dal segretario:
Sul punto n. 4 – . Istituzione del gruppo di lavoro Digitalizzazione Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 9, comma 7, dello Statuto, e nomina del rispettivo coordinatore
Il Segretario nazionale, Luigi Marattin, propone alla Direzione l’ istituzione del gruppo di lavoro Digitalizzazione Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 9, comma 7, dello Statuto, e nomina del rispettivo coordinatore.
Il Segretario Nazionale propone la nomina di Mattia Fantinati come coordinatore del gruppo di lavoro.
Esito della votazione:
La Direzione Nazionale udita la proposta del Segretario nazionale e preso atto della competenza e del profilo del candidato;
ha approvato la proposta all’unanimità e:
DELIBERA
La presente delibera entra in vigore con effetto immediato.
Letto, approvato e sottoscritto.
Il Segretario nazionale
Luigi Marattin
Delibera n. 7 della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico
Delibera n. 7 della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico
Data: 20 Ottobre 2025
Ora: 19.00
Oggetto: Discussione e deliberazione sulla posizione del Partito in merito al DDL per l’istituzione del reato di femminicidio
In data 20 ottobre 2025, alle ore 19:00, si è riunita in modalità telematica la Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico per discutere i seguenti punti all’ordine del giorno:
- Relazione del Segretario Nazionale sulla situazione politica nazionale e internazionale
2. Approvazione Regolamento Direzione Nazionale;
3. Approvazione Regolamento Collegio Probiviri;
4. Istituzione del gruppo di lavoro Digitalizzazione Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 9, comma 7, dello Statuto, e nomina del rispettivo coordinatore
5. Discussione proposta sulla Responsabilità digitale e cibernetica
6. Discussione e deliberazione sulla posizione del Partito in merito al DDL per l’istituzione del reato di femminicidio;
7. Varie ed eventuali.
Componenti presenti:
Luigi Marattin (Segretario Nazionale), Aiuto Daniela, Ancona Franco, Antonetti Mauro, Bardone Gianluca,, Bianchi Annalia, Cardiello Elena, Caruso Riccardo, Casu Alexandra Lucia, Cecchinato Piero, Ciarimboli Enrico, Colecchia Giulio, Cucci Monica, De Carolis Alessandro, De Marchis Maria Paola, De Nardis Giovanni, , Ferlito Alfio, Francia Cristian, Godina Walter, Grossi Walter, Guadagni Antonella, Guazzo Concetta, Lazzari Enrico, Montagner Matteo, Musso Raul, , Ottaviano William Roberto, Pontani Francesca, , Vogliotti Gabriella, Zaccara Nicola, Scopelliti Francesca, Ferri Riccardo, Mainardi Michela
Componenti assenti:
Antonino Costantino, Di Placido Luigi, Facchetti Giuseppe, De Fazio Gabriele, De Sabato Giuseppe, Fasolo Marco ,Bongiorno Ruggero, Fasolo Marco, Faggio Elisa, Ferrario Matteo, Giaccari Piero,, Malosti Luca, Montalto Angelo, Musi Adriano, Neglia Dario, Nicolai Domenico, Pezzini Alessandro, Turco Franco, Vesperini Giulio, Zilio Giammaria
Elenco presenti di diritto, senza diritto di voto:
Francesco Hellmann (tesoriere), Andrea Marcucci (Presidente Assemblea Nazionale), Alessandra Franzi (Responsabile per gli Iscritti residenti all’Estero),
Elenco presenti invitati dal segretario:
Il Segretario nazionale, Luigi Marattin, propone alla Direzione la discussione Discussione e deliberazione sulla posizione del Partito in merito al DDL per l’istituzione del reato di femminicidio.
A seguito di richiesta del Segretario, si è proceduto con votazione palese.
Esito della votazione:
A favore: 18
Contrari: 9
Per l’Astensione: 3
Astenuti dal voto: 1
La Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico,
- Preso atto dell’esito della votazione
DELIBERA
Di essere favorevole alla proposta di istituzione del reato di femminicidio
La presente delibera entra in vigore con effetto immediato.
Letto, approvato e sottoscritto.
Il Segretario nazionale
Luigi Marattin
Delibera n. 6 della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico
Delibera n. 6 della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico
Data: 20 Ottobre 2025
Ora: 19.00
Oggetto: Approvazione Regolamento Collegio Probiviri
In data 20 ottobre 2025, alle ore 19:00, si è riunita in modalità telematica la Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico per discutere i seguenti punti all’ordine del giorno:
- Relazione del Segretario Nazionale sulla situazione politica nazionale e internazionale
2. Approvazione Regolamento Direzione Nazionale;
3. Approvazione Regolamento Collegio Probiviri;
4. Istituzione del gruppo di lavoro Digitalizzazione Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 9, comma 7, dello Statuto, e nomina del rispettivo coordinatore
5. Discussione proposta sulla Responsabilità digitale e cibernetica
6. Discussione e deliberazione sulla posizione del Partito in merito al DDL per l’istituzione del reato di femminicidio;
7. Varie ed eventuali.
Componenti presenti:
Luigi Marattin (Segretario Nazionale), Aiuto Daniela, Ancona Franco, Antonetti Mauro, Bardone Gianluca,, Bianchi Annalia, Cardiello Elena, Caruso Riccardo, Casu Alexandra Lucia, Cecchinato Piero, Ciarimboli Enrico, Colecchia Giulio, Cucci Monica, De Carolis Alessandro, De Marchis Maria Paola, De Nardis Giovanni, , Ferlito Alfio, Francia Cristian, Godina Walter, Grossi Walter, Guadagni Antonella, Guazzo Concetta, Lazzari Enrico, Montagner Matteo, Musso Raul, , Ottaviano William Roberto, Pontani Francesca, , Vogliotti Gabriella, Zaccara Nicola, Scopelliti Francesca, Ferri Riccardo, Mainardi Michela
Componenti assenti:
Antonino Costantino, Di Placido Luigi, Facchetti Giuseppe, De Fazio Gabriele, De Sabato Giuseppe, Fasolo Marco ,Bongiorno Ruggero, Fasolo Marco, Faggio Elisa, Ferrario Matteo, Giaccari Piero,, Malosti Luca, Montalto Angelo, Musi Adriano, Neglia Dario, Nicolai Domenico, Pezzini Alessandro, Turco Franco, Vesperini Giulio, Zilio Giammaria
Elenco presenti di diritto, senza diritto di voto:
Francesco Hellmann (tesoriere), Andrea Marcucci (Presidente Assemblea Nazionale), Alessandra Franzi (Responsabile per gli Iscritti residenti all’Estero),
Elenco presenti invitati dal segretario:
Sul punto n. 3 – Approvazione Regolamento Collegio Probiviri
Il Segretario nazionale, Luigi Marattin, propone alla Direzione Approvazione Regolamento Collegio Probiviri;
A seguito di richiesta del Segretario, si è proceduto con votazione palese.
Esito della votazione:
Unanimità favorevole
La Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico,
- Preso atto dell’esito della votazione all’unanimità
DELIBERA
Di approvare il Regolamento Collegio Probiviri
La presente delibera entra in vigore con effetto immediato.
Letto, approvato e sottoscritto.
Il Segretario nazionale
Luigi Marattin
Delibera n. 5 della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico
Delibera n. 5 della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico
Data: 20 Ottobre 2025
Ora: 19.00
Oggetto: Approvazione Regolamento Direzione Nazionale
In data 20 ottobre 2025, alle ore 19:00, si è riunita in modalità telematica la Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico per discutere i seguenti punti all’ordine del giorno:
- Relazione del Segretario Nazionale sulla situazione politica nazionale e internazionale
2. Approvazione Regolamento Direzione Nazionale;
3. Approvazione Regolamento Collegio Probiviri;
4. Istituzione del gruppo di lavoro Digitalizzazione Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 9, comma 7, dello Statuto, e nomina del rispettivo coordinatore
5. Discussione proposta sulla Responsabilità digitale e cibernetica
6. Discussione e deliberazione sulla posizione del Partito in merito al DDL per l’istituzione del reato di femminicidio;
7. Varie ed eventuali.
Componenti presenti:
Luigi Marattin (Segretario Nazionale), Aiuto Daniela, Ancona Franco, Antonetti Mauro, Bardone Gianluca,, Bianchi Annalia, Cardiello Elena, Caruso Riccardo, Casu Alexandra Lucia, Cecchinato Piero, Ciarimboli Enrico, Colecchia Giulio, Cucci Monica, De Carolis Alessandro, De Marchis Maria Paola, De Nardis Giovanni, , Ferlito Alfio, Francia Cristian, Godina Walter, Grossi Walter, Guadagni Antonella, Guazzo Concetta, Lazzari Enrico, Montagner Matteo, Musso Raul, , Ottaviano William Roberto, Pontani Francesca, , Vogliotti Gabriella, Zaccara Nicola, Scopelliti Francesca, Ferri Riccardo, Mainardi Michela
Componenti assenti:
Antonino Costantino, Di Placido Luigi, Facchetti Giuseppe, De Fazio Gabriele, De Sabato Giuseppe, Fasolo Marco ,Bongiorno Ruggero, Fasolo Marco, Faggio Elisa, Ferrario Matteo, Giaccari Piero,, Malosti Luca, Montalto Angelo, Musi Adriano, Neglia Dario, Nicolai Domenico, Pezzini Alessandro, Turco Franco, Vesperini Giulio, Zilio Giammaria
Elenco presenti di diritto, senza diritto di voto:
Francesco Hellmann (tesoriere), Andrea Marcucci (Presidente Assemblea Nazionale), Alessandra Franzi (Responsabile per gli Iscritti residenti all’Estero),
Elenco presenti invitati dal segretario:
Sul punto n. 2 – Approvazione Regolamento Direzione Nazionale
Il Segretario nazionale, Luigi Marattin, propone alla Direzione Approvazione Regolamento Direzione Nazionale;
A seguito di richiesta del Segretario, si è proceduto con votazione palese.
Esito della votazione:
Unanimità favorevole
La Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico,
- Preso atto dell’esito della votazione all’unanimità
DELIBERA
Di approvare il Regolamento Direzione Nazionale
La presente delibera entra in vigore con effetto immediato.
Letto, approvato e sottoscritto.
Il Segretario nazionale
Luigi Marattin
Regolamento interno relativo al funzionamento e all’organizzazione della Direzione Nazionale
Regolamento interno relativo al funzionamento e all’organizzazione della Direzione Nazionale
Oggetto: Regolamento interno relativo al funzionamento e all’organizzazione della Direzione Nazionale
Regolamento sul funzionamento e l’organizzazione della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico
Articolo 1. Oggetto
- Ai sensi dell’art.9, comma 9, dello Statuto, il presente Regolamento disciplina il funzionamento e l’organizzazione della Direzione Nazionale (d’ora in poi “Direzione”) del Partito Liberaldemocratico (d’ora in poi “Partito”), in conformità alle previsioni dello Statuto stesso.
Articolo 2. Convocazione delle riunioni
- La Direzione si riunisce, di norma, una volta al mese. Almeno, due riunioni all’anno si svolgono in presenza. La convocazione delle riunioni è disciplinata dall’articolo 9, comma 8 dello Statuto.
- Entro e non oltre le 48 ore successive alla convocazione della Direzione, effettuata dal Segretario di propria iniziativa, l’ordine del giorno può essere integrato su richiesta motivata di almeno un quarto dei componenti con diritto di voto della Direzione stessa. L’integrazione deve essere comunicata a tutti i restanti componenti dell’organo collegiale entro le successive 24 ore.
- Nei casi di richiesta motivata di un quarto dei suoi componenti con diritto di voto, il Segretario convoca la Direzione entro i 10 giorni successivi al ricevimento della richiesta. In questi casi, l’integrazione dell’ordine del giorno, secondo le modalità e nei termini previsti dal comma 2 che precede, può essere disposta dal Segretario di propria iniziativa o su richiesta motivata di un altro quarto dei componenti della Direzione con diritto di voto.
- Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 che precedono non si applicano quando la Direzione viene convocata per i casi di comprovata estrema urgenza, ai sensi dell’ultimo periodo dell’articolo 9, comma 8 dello Statuto.
- Mozioni relative ai punti iscritti all’ordine del giorno possono essere presentate con l’adesione di almeno sette componenti della Direzione con diritto di voto.
Articolo 3. Organizzazione dei lavori della Direzione
- In qualità di presidente dell’organo collegiale, il Segretario assicura l’efficace svolgimento dei lavori della Direzione e favorisce un’ampia partecipazione al dibattito.
- All’inizio di ciascuna riunione, il Segretario individua la persona delegata ad accertare l’identità e la legittimazione degli intervenuti; raccogliere le richieste di interventi per ciascun punto all’ordine del giorno e annotarle nell’ordine nel quale sono state presentate; verbalizzare le delibere assunte dalla Direzione.*
Articolo 4. Sostituzione dei componenti della Direzione cessati anticipatamente dal loro incarico.
- Il componente della Direzione cessa anticipatamente dal suo incarico in caso di dimissioni o nei casi per i quali l’articolo 6 dello Statuto prevede la perdita della qualifica di iscritto.
- Nei casi di cui al comma 1 che precede, si provvede alla sostituzione del componente della Direzione con le modalità previste dall’articolo 8, comma 12, lettera b) dello Statuto.
Articolo 5. Entrata in vigore del regolamento e sue successive variazioni
- Il presente Regolamento entra in vigore a decorrere dal momento della pubblicazione sul sito del Partito.
- La Direzione può modificare il presente Regolamento con le maggioranze previste per le proprie deliberazioni.
————————
1: Bozza predisposta dalla commissione di lavoro nominata dalla direzione nella riunione del 29 luglio 2025 e costituita da Elena Cardiello, Riccardo Caruso, Giulio Colecchia, Angelo Montalto e Giulio Vesperini
Newsletter#26 - Qualcosa di grande
Newsletter
#26
L’Italia oltre la siepe
Da anni il nostro Paese sembra incapace di superare gli ostacoli. Il PLD propone un’Italia diversa.
Da anni l’Italia sembra incapace di superare gli ostacoli: vecchie abitudini, paure e ricette inefficaci.
Noi vogliamo un’Italia capace di guardare oltre la siepe: che non si fermi davanti ai limiti del passato, ma scelga di innovare, di aprirsi. Un’Italia con una scuola moderna e una visione internazionale fondata su libertà e responsabilità.
Un Paese che, invece di guardare indietro, tira dritto per costruire il futuro.
Per farlo servono idee nuove, ma anche la forza di metterle insieme. Il progetto del PLD nasce con questo obiettivo: unire le forze liberaldemocratiche per ridare all’Italia una direzione chiara.
L’unità dei Liberaldemocratici è qualcosa di grande, una sfida ambiziosa che richiede visione, coerenza e lavoro comune.
La conferenza stampa congiunta fra Partito Liberaldemocratico e Azione (📹 guarda il video) segna l’inizio di una nuova stagione politica: costruire, con largo anticipo rispetto alle elezioni del 2027, un’unica forza capace di offrire agli italiani un’alternativa credibile al populismo di destra e di sinistra.
Il PLD e Azione hanno già iniziato a lavorare insieme sulle proposte per la legge di bilancio (🔗 leggi le dieci proposte), condividendo la stessa visione: una società libera, dinamica, fondata su merito e responsabilità. Non un’alleanza di comodo, ma un percorso di lungo respiro, per dare al Paese un centro liberaldemocratico solido e coerente.
Qual è l’obiettivo? Il segretario Luigi Marattin lo dice spesso: parlare a quella parte d’Italia che non vuole scegliere tra Salvini al Ministero dell’Interno o Landini a quello del Lavoro ma che chiede serietà, competenza e stabilità (🔗 Leggi l’intervista al segretario). Una sfida difficile, ma che il PLD ha accettato perché la politica a colpi di slogan - il più delle volte sbagliati - e tifoserie da stadio, sta facendo il male dell’Italia. Insieme con Carlo Calenda, ma anche con tutti gli altri che condividono questi valori, vogliamo dare vita a un’offerta politica capace di guardare ai prossimi vent’anni, non solo alle prossime elezioni.
Se la scuola non funziona, il Paese non funziona
La scuola è il fondamento di tutto, perché il sistema educativo italiano formerà le nuove generazioni e dunque gli italiani del futuro. Una scuola che funziona formerà cittadini responsabili e una classe dirigente capace di lavorare per mettere al centro la crescita del Paese. La riforma varata dal Governo e voluta dal ministro Valditara è tutto il contrario: guarda al passato e lascia pochissimo spazio a materie che saranno fondamentali per il futuro. Ma soprattutto, non mette mano ai tantissimi problemi che il sistema scolastico italiano ha da anni.
Parte tutto dalla scuola. A Milano, con l’evento “Parte tutto dalla scuola” (👉 Leggi il report) abbiamo presentato le linee guida di una riforma profonda, che tocca ogni aspetto del sistema educativo — dalla formazione e carriera dei docenti all’autonomia scolastica, dal riordino dei cicli alla revisione dei programmi. Al centro, la valorizzazione degli insegnanti e la costruzione di un modello fondato su libertà, merito e responsabilità. Non una promessa elettorale, ma un progetto per il futuro del Paese.
👉 La nostra riforma, spiegata bene /1
👉 La nostra riforma, spiegata bene /2
Al fianco dell’Ucraina, senza esitazioni
Difendere la libertà e la democrazia significa sostenerle sempre, anche sul piano europeo. In un momento nel quale cresce anche in Italia l’ondata filorussa, è il caso di ribadirlo ancora una volta: il PLD resta al fianco dell’Ucraina e rilancia l’impegno per una difesa comune che renda più forte e sicuro tutto il continente.
Come sottolinea il responsabile difesa del PLD Pietro Serino, la scelta del Governo di usare il fondo Safe per portare le spese militari al 3,5 percento entro il 2035 per non sottrarre risorse agli altri settori di spesa come sanità, scuola, lavoro, riduzione della pressione fiscale è giusta e condivisibile, anche perché questo non vuol dire solo sicurezza ma anche lavoro e progresso tecnologico.
Serino ha tuttavia ricordato che l’Italia sarà sicura solo se lo sarà anche l’Europa: la sicurezza, dal 1949 con la nascita dell’Alleanza Atlantica, è diventata una questione continentale. L’aumento della spesa militare produrrà benefici reali se contribuirà a rafforzare il pilastro europeo della NATO, attraverso un coordinamento tra i Paesi dell’Alleanza che coinvolga il livello politico, quello tecnico-militare e quello delle acquisizioni.
L’analisi di Serino è stata pubblicata da Formiche.net (🔗 leggi l’articolo)
Castel d’Azzano, una strage che fa riflettere
A Castel d’Azzano, nel Veronese, tre fratelli hanno fatto saltare in aria la loro casa pur di non cedere allo sgombero. Un gesto tragico, nel quale hanno perso la vita tre Carabinieri in servizio.
Il PLD rinnova la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutte le Forze dell’Ordine che servono il Paese ogni giorno. Il dolore per la tragedia ci ricorda che la sicurezza non nasce solo dai controlli, ma da istituzioni forti, politiche sociali presenti e comunità solidali.
Sulla vicenda sono intervenuti Pietro Serino e Valeria Pernice, della Segreteria nazionale del PLD, sottolineando che le Forze dell’Ordine non possono continuare a supplire a istituzioni fragili o a politiche sociali inesistenti: servono più risorse, mezzi adeguati e tutele reali — per loro e per le loro famiglie.
👉 Il messaggio di cordoglio di Pietro Serino
👉 L'intervento completo di Valeria Pernice
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto aperto sui grandi temi della politica, dell’economia e dei diritti civili. Un’occasione per discutere con esperti, protagonisti della società e rappresentanti istituzionali.
📺 Riguarda la puntata del 16 Ottobre
“Un fisco da ripensare? La situazione italiana fra analisi e proposte” con Francesco Renne, commercialista, faculty CUOA Business School; Oscar Giannino, giornalista economico; Dario Stevanato, Professore ordinario di diritto tributario all'Università di Trieste. Modera Aurora Pezzuto, responsabile economia del PLD
👉 Guarda la puntata su YouTube
I prossimi appuntamenti
📅 Mercoledì 22 Ottobre, ore 18:30
“Il report Draghi - un anno dopo”, con Roberto Ricciuti (professore associato di politica economica dell’Università di Verona). Modera Massimiliano Saladino.
👉 Guarda tutte le Live su youtube.com/@partitoliberaldemocratico
FORUM TEMATICI: IN ARRIVO NUOVI TAVOLI
Ripartono i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Oltre a quelli già attivi, a breve partiranno quelli dedicati ad agricoltura, sport e turismo
Vuoi essere dei nostri e dare il tuo contributo per costruire un Paese migliore?
DAI TERRITORI
- Piemonte - Al via la stagione congressuale. Barbara Baino, astigiana, è stata eletta segretaria regionale PLD del Piemonte: “La nostra sfida? Una politica che ascolta i territori”, dice (🔗 Leggi su La voce di Asti)
- Sesto San Giovanni - Grande partecipazione all’evento sull’intelligenza artificiale promosso da Azione e PLD (🔗 Leggi su Sesto DailyNews)
- Sicilia - L’inchiesta del Giornale di Sicilia rivela che la regione ha speso solo 510 milioni del PNRR. Gianfranco Valenti, del PLD siciliano parla di “fallimento annunciato, frutto dell'immobilismo e dell'incapacità del governo Schifani” (🔗 Leggi la dichiarazione)
- Velletri - Domenica 19 ottobre alle ore 10 a Velletri presso il Ristorante "La Forbice” andrà in scena la Festa Liberaldemocratica. Momento di condivisione e confronto sui temi caldi per l’Italia (🔗 Leggi il post)
- Salerno - Sabato 24 ottobre a Salerno, si terrà un interessante incontro con l’autore del libro Malcomune, un racconto sui misteriosi e complessi ingranaggi della macchina amministrativa (🔗 Leggi la locandina)
PARLANO DI NOI
- Il nostro segretario Marattin commenta la manovra del governo, analizzandone i punti critici, a Il Sussidiario TV (📹 Guarda il video)
- Su Il Riformista, altri segnali incoraggianti sul fronte dei sondaggi, sia per il partito che sul nostro segretario (📊 Leggi il sondaggio)
- Le nostre proposte per la scuola hanno trovato grande eco a livello nazionale. Ad essa hanno dedicato un articolo il QN-Quotidiano Nazionale (🔗 Leggi si QN) e Il Riformista (🔗 Leggi Il Riformista)
- Il ruolo ed il posizionamento del PLD sono stati oggetto di un ampio dibattito su Il Giornale con questo articolo. Il segretario Marattin, sempre sul quotidiano ha ribadito la linea. (🔗 Leggi su Il Giornale)
- Le nostre proposte sul bilancio sono state oggetto di un servizio dell’Agenzia Vista (📹 Guarda il video). Ma ne hanno parlato anche Domani (🔗 Leggi qui) e Affari Italiani (🔗 Leggi qui)
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RINNOVO “COLLEGIO” ARERA (Autorità Energia)
NOTA
RINNOVO “COLLEGIO” ARERA (Autorità Energia)
POLITICHE DI TUTELA DEI MERCATI
NOTA
RINNOVO “COLLEGIO” ARERA (Autorità Energia)
POLITICHE DI TUTELA DEI MERCATI
di Mauro Antonetti
Premessa
La ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) per disposizione di legge costitutiva è una Autorità indipendente che dovrebbe garantire con la sua attività, interloquendo e interagendo con il Parlamento, Governo ed altre Istituzioni mercati competitivi e la qualità di servizi e la correttezza dei rapporti commerciali. Questa capacità richiederebbe la costituzione del collegio con figure competenti e con una sostanziale “autonomia” (che derivi dalle precedenti esperienze, dalla effettiva conoscenza delle materie trattate e dalla concreta esclusione, anche con la presenza di adeguati vincoli normativi, che il futuro professionale ed economico dei componenti del collegio possa essere condizionato da operatori del settore che viene regolato. In realtà le ultime formazioni del collegio sono state deludenti per una sostanziale carenza sia dei profili “professionali” che per essere stati tendenzialmente “estratti” da ambienti spesso “partitici” non qualificati.
Il deficit, ormai consolidato, nella composizione e nei comportamenti dei collegi si è anche recentemente rilevato palesemente quando l’ARERA non ha reagito nel caso in cui il governo è’ intervenuto “prolungando”, in modo improprio, sia le concessioni dei distributori, che le concessioni idroelettriche.
Al riguardo intervenne correttamente il nostro Segretario Marattin con la denuncia: 1. dell’omissione del metodo generale di esecuzione delle gare;
- di aver consentito agli operatori di gravare sulle tariffe future dovute dai clienti finali gli oneri che i distributori avevano sopportato come corrispettivo del prolungamento delle concessioni) , escludendo, pertanto il mercato da ogni beneficio.
Un altro caso si è verificato quando le tariffe (e i margini) di Terna si sono rivelati abnormi, come livello eccessivamente elevato (al riguardo, la “garanzia” risulta particolarmente robusta poiché la “copertura” è costituita dalle bollette dei clienti finali).
In effetti, dal punto di vista della conservazione dei mercati, alla trasparenza e delle norme principali relative alla qualità del servizio e alla correttezza delle transazioni a tutela dei clienti finali un collegio soddisfacente è stato, dopo il primo meritevole(fondante), è stato il secondo collegio, quello presieduto da Alessandro Ortis (non a caso di matrice liberale). Il successivo collegio è stato meno incisivo e l’attuale è assolutamente deficitario. In realtà è fondamentale che vengano ristabiliti criteri di competenza, di indipendenza e di trasparenza al fine di restituire all’ARERA le abilità e le capacità necessarie.
Decreto del Governo.
La maggioranza di Governo (e alcune opposizioni) hanno difficoltà a concludere le negoziazioni relative alla costituzione del “collegio”.
- Il Governo, non in grado di affrontare la tematica in modo politicamente adeguato e in difficoltà a gestire i rapporti interni alla maggioranza (e con alcune opposizioni) ha approvato un decreto per una ulteriore proroga potenzialmente estesa al 31 dicembre 2025.
- I poteri dell’ARERA risultano, tra l’altro, ulteriormente diminuiti nel transitorio con obblighi periodici di rendicontazione in sede
Conclusioni
La proroga del mantenimento in esercizio di ARERA va considerata un espediente del Governo (e di una convergente parte delle opposizioni) per superare una fase difficile di trattative inadeguate.
Il punto di vista liberaldemocratico dovrebbe trattare il tema come un tratto fondamentale nel limitare, specie in settori in cui i mercati sono fortemente asimmetrici (con forti rischi di monopoli, specie in concessione, monopoli ed oligopoli) la concentrazione di potere di tipo privato e, ancor più di tipo pubblico. La istituzione e il mantenimento di Autorità indipendenti e competenti va affrontato seriamente eventualmente adottando ulteriori norme adeguate e , comunque applicando nel modo più rigoroso la ricerca di figure indipendenti e competenti che possano conservare, nel tempo, anche a valle del proprio ruolo il necessario distacco,
La questione è, pertanto, di sistema e, oltre varie possibili iniziative:
- Le opportune iniziative di Segreteria (attiva opportunamente sul tema dei mercati) anche nella fase più immediata (in Azione esiste una competenza da maneggiare in modo attento)
- Attivazione del tema nella sede della Direzione Nazionale e della Assemblea Nazionale
- Attivazione anche di iniziative di maggior ampiezza e articolazione nelle sedi ulteriori: gruppi di lavoro dedicati e Comitato Tecnico e Scientifico.
Mauro Antonetti
12.10.2025
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I contenuti e le opinioni espressi nei post della sezione Blog sono responsabilità esclusiva degli autori e non riflettono necessariamente la linea politica o le posizioni ufficiali del Partito Liberaldemocratico.
Newsletter#25 - La nostra legge di bilancio
Newsletter
#25
La nostra idea sulla legge di bilancio che serve all’Italia
Dieci proposte per far crescere il Paese
Il governo ha presentato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), praticamente la cornice macroeconomica entro la quale si dovrà presentare, tra pochi giorni, la Legge di Bilancio 2026.
Allora, insieme ad Azione, abbiamo deciso di presentare La nostra legge di bilancio in 10 punti (🔗 link alle proposte 📹 guarda la conferenza stampa) — un piano concreto, realistico e sostenibile, costruito per rimettere in moto il Paese. Le risorse ci sono, se si smette di disperderle in bonus temporanei e interventi micro-settoriali, e se si evita di tornare agli errori del passato, come l’anticipo dell’età pensionabile o l’ennesima rottamazione delle cartelle.
Le nostre proposte toccano produttività, giovani, sanità, difesa, impresa e lavoro. Ma soprattutto parlano a chi ogni giorno tiene in piedi l’Italia: i “muli da soma” del ceto medio, che guadagnano 2.500 euro al mese, pagano tutto e non ricevono niente. Non sono loro i privilegiati: sono il motore dimenticato del Paese.
Lo abbiamo riportato in aula alla Camera (📹 guarda il video) e lo abbiamo ricordato direttamente al Ministro dell’Economia Giorgetti, durante l’audizione sulla manovra (📹 guarda).
Ridurre le tasse sul lavoro, premiare chi produce, investire in innovazione e capitale umano: sono queste le scelte che servono per crescere, non le mance elettorali.
Il nostro segretario Marattin ne ha parlato anche nell’intervista a Zapping su Rai Radio 1 (🔊 ascolta).
L’Italia non ha bisogno di un’altra manovra di galleggiamento, ma di una manovra di crescita e responsabilità.
Noi, la nostra, l’abbiamo già scritta.
Parte tutto dalla scuola
La nostra riforma per restituire libertà e responsabilità alle scuole italiane
Negli ultimi decenni la scuola italiana ha vissuto molti cambiamenti, ma poche vere riforme di sistema. Troppo spesso è stata trattata dalla politica come un serbatoio di consenso o come strumento per tamponare emergenze sociali, invece che come il cuore di una strategia per il futuro del Paese.
È tempo di cambiare passo.
Per il Partito Liberaldemocratico, la scuola deve tornare a essere il motore dell’Italia, non un settore da amministrare ma un progetto da costruire. Serve una scuola libera, autonoma e responsabile, dove chi insegna sia messo nelle condizioni di farlo bene, con fiducia, risorse e meno burocrazia.
La nostra riforma in 7 passaggi (🔗 ascolta il riassunto delle proposte), frutto di mesi di lavoro con insegnanti, dirigenti ed esperti, tocca tutti gli ambiti che contano davvero:
- la formazione e la valorizzazione dei docenti, per premiare competenza didattica e impegno;
- l’autonomia delle scuole come comunità educante, con spazi decisionali condivisi e valorizzazione del middle management;
- la qualità dell’apprendimento, con attenzione alle competenze di base e ai nuovi linguaggi;
- l’orientamento dei ragazzi, per aiutarli a costruire un percorso consapevole;
- la semplificazione amministrativa, per restituire tempo alla didattica;
- l’equità territoriale, perché tutti i bambini e i ragazzi, ovunque, abbiano le stesse opportunità.
Ne abbiamo parlato con Patrizio Del Prete, responsabile scuola del PLD, nella live “Parte tutto dalla scuola”: un’ora di confronto per spiegare cosa non funziona oggi e come si può cambiare davvero, con equilibrio e competenza.

(📹 riguarda il video della live)
Perché il rifacimento dell’Italia non può che partire dalla sua base: la scuola. Se non si ha una scuola efficiente, moderna, inclusiva e forte, non si avrà mai una società libera, giusta e forte.
📍 Martedì 14 ottobre, ore 18.30 – Milano
Presentiamo la proposta di riforma della scuola che il PLD ha elaborato in questi mesi con decine di operatori del settore.
Vi aspettiamo.

Passo dopo passo
Oggi il sondaggio Piepoli ci registra al 2%.
Un segnale incoraggiante che conferma la crescita di una comunità politica seria, concreta e determinata.
Siamo ancora all’inizio, ma passo dopo passo stiamo costruendo un progetto liberaldemocratico che trova sempre più spazio nel dibattito pubblico e nelle scelte degli italiani.

Accordo di pace in Medio Oriente
È ufficiale: Israele e Hamas hanno accettato i primi cinque punti del piano di pace promosso dalla Casa Bianca, ponendo fine ai combattimenti e avviando il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani e di duemila detenuti palestinesi.
Un risultato che non chiude il conflitto, ma riapre la politica dopo due anni di orrore e di silenzi.
Come ha ricordato Andrea Marcucci, presidente del PLD, “il 7 ottobre 2023 fu il più grande pogrom di civili ebrei dopo la Shoah. Da allora decine di migliaia di innocenti, israeliani e palestinesi, sono stati travolti da un dolore inimmaginabile. L’accordo di oggi è l’unica via concreta per fermare la guerra e restituire umanità a entrambe le popolazioni”.
Resta ancora molto da fare: la liberazione completa degli ostaggi, il disarmo di Hamas e una ricostruzione della Striscia sotto supervisione internazionale e con il coinvolgimento diretto degli Stati arabi. Ma la direzione è quella giusta: due popoli, due Stati, pace e sicurezza reciproca.
In Medio Oriente gli accordi sono sempre fragili, e in troppi — anche qui in Europa — hanno ancora interesse a far durare la guerra.
Ma oggi, almeno per un momento, possiamo festeggiare la pace che inizia a farsi spazio tra le macerie.
Il terrorismo è dolore
Per chi vuole comprendere più a fondo le radici di questa guerra e le sue conseguenze umane, è disponibile online la registrazione integrale dell’evento “Terrorismo è dolore”, promosso dal PLD insieme a una associazione israeliana di testimonianza civile.
Un confronto di alto livello tra esperti, familiari delle vittime del 7 ottobre e studiosi di politica internazionale, per ricordare che il terrorismo non ha giustificazioni, e si combatte solo con più democrazia, più verità e più coraggio politico.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto aperto sui grandi temi della politica, dell’economia e dei diritti civili. Un’occasione per discutere con esperti, protagonisti della società e rappresentanti istituzionali.
📺 Riguarda la puntata del 9 ottobre
“Scuola”, con Patrizio Del Prete (Segreteria nazionale PLD), Adria Bartolich (PLD), Piergiorgio Sartori (dirigente scolastico). Modera Massimiliano Saladino (PLD).
👉 Guarda la puntata su YouTube
I prossimi appuntamenti
📅 Giovedì 16 ottobre, ore 18.30
Il fisco in Italia, con Dario Stevanato, Francesco Renne, Oscar Giannino. Modera Aurora Pezzuto
👉 Guarda tutte le Live su youtube.com/@partitoliberaldemocratico
DAI TERRITORI
- Grosseto - Le regioni sono utili? Se ne parla con Oscar Giannino l’11 Ottobre in Sala Pegaso, a Grosseto. 🔗Leggi su La Nazione
- Sesto San Giovanni - Pensare l’intelligenza artificiale: è uno strumento o un sostituto? Se ne parla a Sesto San Giovanni il 13 Ottobre assieme ad Alessandro De Nicola, del comitato scientifico del PLD. 🔗 Registrati all’evento
- Umbria – Il PLD Umbria in occasione dell’anniversario del 7 Ottobre, ha denunciato la pericolosa deriva ideologica che ha trasformato l’indignazione per la gestione del conflitto da parte del Governo Netanyahu in una delegittimazione dello stato di Israele, senza parimenti condanna di Hamas. Altresì segnala l’episodio grave di Perugia, dove nessun cinema ha voluto ospitare la visione di un docuflim sull’eccidio e le violenze da parte di Hamas. 🔗 leggi il comunicato e su Umbria7
- Bologna – Il PLD Bologna esprime ferma disapprovazione per la decisione del sindaco Matteo Lepore di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. “Una scelta che offende la città e divide l’opinione pubblica – si legge nella nota – verso una figura che ha più volte mostrato toni faziosi e sprezzanti, arrivando perfino a offendere Liliana Segre e a irridere chi chiedeva il rilascio degli ostaggi israeliani. Bologna merita esempi di equilibrio, non provocazioni.”
- Piemonte – Si è svolto a Rivoli il primo congresso regionale del PLD Piemonte, che ha sancito la nascita ufficiale della struttura regionale e avviato la stagione dei congressi territoriali. Un momento di confronto politico e di crescita organizzativa per consolidare la presenza liberaldemocratica sul territorio.
🔗Leggi su L’Agenda News - Veneto – Il PLD Veneto definisce la proposta del “consigliere supplente” una “ferita alla democrazia e un costo inutile per i cittadini”. “Il principio della rappresentanza non può essere snaturato da scorciatoie istituzionali – afferma la segreteria regionale –: servono serietà e responsabilità, non trovate mediatiche.”
🔗Leggi su Buonasera24
PARLANO DI NOI
- La Gazzetta del Mezzogiorno riporta le dichiarazioni di Luigi Marattin dopo la presentazione delle dieci proposte economiche di PLD e Azione: “Abbiamo lavorato bene insieme, ora bisogna costruire un progetto politico solido e competitivo per il 2027.” 🔗Leggi su La Gazzetta del Mezzogiorno
- Ampia copertura mediatica per l’evento nazionale “Il terrorismo è dolore” organizzato dal PLD a Verona: dai servizi di Telenuovo e Verona Sera ai video de Il Riformista, con le testimonianze dei dissidenti gazawi Moumen Al Natour e Mo Hamza Howidi. Su Il Tempo, l’appello per una pace reale e il racconto del coraggio civile contro Hamas. In collegamento anche Luigi Marattin, ospite a Radio Radio, che ha ribadito: “Non saremo mai dalla parte di chi sventola striscioni pro 7 ottobre.” 🔗Guarda la dichiarazione di Marattin su Il Riformista
- Il Riformista ha organizzato il 7 Ottobre alla sala Capranichetta di Romaun forum sulla situazione dell’informazione italiana dopo lo scoppio della guerra in Medioriente. Luigi Marattin è intervenuto al panel 🔗 Guarda il suo intervento al minuto 51
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