Regolamenti Congressi
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Verbale n. 2 del Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico
Verbale n. 2 del Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico
In data 26 marzo 2025, alle ore 18, il Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico, così composto: Andrea Marcucci, Luigi Marattin, Roberto Bellia, Piero Ruggi, Valeria Pernice, Giulio Vesperini, Emanuela Pistoia, Mauro Antonetti, Chiara Fauda Pichet, Anselmi Luca, e Ruggero Buongiorno e Lamberto Dolci, questi ultimi due quali invitati permanenti dal legale rappresentante in via transitoria del PLD, Andrea Marcucci, chiamati a deliberare sul seguente ordine del giorno:
- Approvazione del Regolamento sulle modalità di rappresentanza del partito liberaldemocratico a livello locale;
Il Presidente dà atto che il regolamento di cui al punto 1) è stato messo a disposizione di ogni componente del Comitato dalla mattina odierna mediante pubblicazione nella chat del comitato stesso, che non sono pervenute richieste di integrazione e/o modifiche, quindi con meccanismo di voto interno alla chat, ne certifica l’approvazione da parte di tutti i componenti del Comitato Congresso.
Nel contempo, su richiesta del gruppo “Nucleo Ristretto Regolamenti” e del “Gruppo di Laovoro Territorio”, il Presidente invita il comitato nazionale per il congresso a dare delega al “Gruppo di lavoro comunicazione” per il coordinamento ed organizzazione della comunicazione social dei territori, su tale proposta i componenti della commissione esprimono parere favorevole.
Della presente delibera e del regolamento approvato, che si allega, si dispone l’immediata pubblicazione sul sito del partito, alla sezione Congresso.
Letto, confermato, sottoscritto.
Il Segretario e Il Presidente
Intervento per la Costituente Liberal Democratica
Intervento per la Costituente Liberal Democratica
Roma – 8 Marzo 2025
di Christian Francia (Teramo – Abruzzo)
Con l’avvento della globalizzazione, cioè della liberalizzazione dell’economia affermatasi in particolare in Inghilterra con Margaret Thatcher e negli USA con Ronald Reagan, seguita dall’unipolarismo delle democrazie occidentali dopo il crollo del blocco sovietico, l’economia di mercato si è diffusa ovunque con una crescita costante.
All’inizio degli anni ’90 l’Italia annunciava di essere la quarta potenza mondiale come valore del Prodotto Interno Lordo. Dopo 35 anni siamo l’ottava Nazione per PIL e ci apprestiamo ad essere sorpassati da Canada e Brasile che ci tallonano da vicinissimo.
Nel frattempo, al netto dei conflitti extraeuropei, da tre anni è tornata la guerra sul suolo europeo e questo ha comportato sia effetti economici negativi e sia un nuovo avvento del muscolarismo internazionale, dove la “forza” è tornata il vero metro di giudizio diplomatico, sotto forma di arsenali militari e nucleari da sbandierare e far crepitare per imporre ragioni neoimperialistiche che affondano le radici nel disprezzo del diritto internazionale (mi riferisco alla Russia, ovviamente, ma anche USA e Cina non nascondono più le proprie mire egemoniche e annunciano le liste dei Paesi che dovranno entrare o tornare nelle loro sfere di influenza e di dominio).
Vista con l’occhio della Storia, la situazione politica non è affatto strana, perché il desiderio di conquista non si è mai sopito nel corso dei millenni e oggi riemerge affamato e spietato.
Vista con l’occhio della Filosofia, la situazione politica va reinquadrata affinché si possa trovare il bandolo della matassa e a questo scopo soccorrono Kant ed Hegel, ovvero un idealista e un realista.
Lo scacchiere politico internazionale viene solitamente diviso fra una sinistra e una destra e il potere oscilla costantemente come un pendolo fra la sinistra radicata nell’idealismo e la destra radicata nel realismo.
Kant vede la storia come il percorso di ascesa dell’umanità verso gli ideali universali della morale: la legge morale trascende la storia e chiama all’imperativo categorico di un agire teso al bene, fondato sulla razionalità e sull’universalità, in un’ottica di progresso che renda concreti gli ideali: la pace perpetua, il diritto internazionale, la federazione mondiale degli Stati.
Hegel si discosta e si pone agli antipodi con un immanentismo che fa risiedere la verità nella storia e la razionalità nel mondo reale. Le guerre non sono tragedie da evitare, bensì passaggi da attraversare perché la storia è il tribunale del mondo.
Le cosiddette Sinistre tendono ad idealizzare, a rifarsi a princìpi universali quali l’eguaglianza, la giustizia, i diritti umani, civili e politici, sforzandosi di ascendere verso una moralità condivisa, l’accoglienza dell’altro, la riduzione delle disuguaglianze, l’ambientalismo, la sostenibilità, la diffidenza verso la tirannia della sfera economica che fagocita la primazia della politica.
Le cosiddette Destre tendono ad essere realiste e a prendere atto della storia, piuttosto che a trasformarla: le diseguaglianze sono inevitabili perché figlie del libero mercato, gli Stati devono prioritariamente pensare al proprio benessere interno (per il raggiungimento del quale gli immigrati sono un ostacolo), l’ambiente e la sostenibilità devono soccombere se rappresentano inciampi per la corsa del motore economico.
L’idealità può sfociare nella sterilità dell’utopia e nella genericità dell’astratto, ma rappresenta un orizzonte di progresso per l’umanità. Il realismo viene sovente tacciato di cinismo, ma ha il vantaggio di restare con i piedi per terra.
La trascendenza si offre come guida della storia, l’immanenza come compagna di viaggio della storia che esplica e offre le proprie verità nel divenire degli avvenimenti.
A ciascuno la propria oscillazione del pendolo: condivisibile chiunque cerchi l’attuazione pratica dei propri ideali e altrettanto condivisibile chiunque si immerga nel fiume del divenire storico senza moralismi. Ma non bisogna astrarre troppo allontanandosi dalla concretezza dei fatti, né restare incollati alla freddezza del reale rinunciando ad alzare lo sguardo su orizzonti valoriali che sono patrimonio immateriale dell’umanità.
La politica diviene strabica se lascia che i due fuochi dell’ellisse della vita civile si allontanino senza dialogare e cercare una sintesi necessaria, un compromesso possibile: l’assoluto deve parlare al contingente, l’eterno guardare alla storia, la morale aprirsi al pragmatismo.
Ai valori occorre trovare gambe per camminare e farsi realtà, così come alla storia bisogna dare un orizzonte di senso che trascenda la sordità dei fatti: in questa tensione continua fra visioni, fra l’assoluto e il divenire, si deve esercitare l’arte della politica.
I Liberal-Democratici sin dal nome accolgono questo dualismo e se ne fanno orgogliosi interpreti: si può e si deve essere sia liberali e sia democratici se si vuole offrire una via d’uscita al sistema bloccato che oggi ci governa, vittima di riflessi condizionati, di uno statalismo inefficiente e inefficace, di scimmiottamenti di teorie politiche, di genuflessioni verso gli orientamenti fluttuanti delle grandi potenze internazionali.
La mediazione è un processo in fieri che non è mai definitivo, le ricette economiche sono digeribili solo se le pietanze siano a lunga cottura, il successo elettorale è figlio dell’esercizio incrollabile della pazienza, il buon governo nasce solo dalla fiducia nel compromesso, nei frutti che producono le relazioni, nell’arte del convincimento, nell’aspirazione non al meglio, bensì al meglio possibile nelle circostanze date.
Diamo fede e credito, stima e credibilità a questo progetto che oggi vede la luce, non perché non ci siano alternative, non perché destra e sinistra siano palesemente inadeguate a governare, non perché ciascuno di noi ambisca legittimamente ad un posto al sole della politica, ma perché – se il fallimento delle ricette politiche già sperimentate in Italia è inscritto nei numeri degli ultimi 40 anni – forse è il tempo di prendere in considerazione anche le ricette liberali, le quali provengono da una lunga e prestigiosa storia culturale che nel mondo ha conosciuto declinazioni di grande successo per il progresso economico e sociale che ne è derivato.
Verbale n. 1 del Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico
Verbale n. 1 del Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico
In data 14 febbraio 2025, alle ore 17, si è riunita con modalità telematica sulla piattaforma zoom, in prima seduta, il Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico, così composto: Andrea Marcucci, Luigi Marattin, Roberto Bellia, Piero Ruggi, Valeria Pernice, Giulio Vesperini, Emanuela Pistoia, Mauro Antonetti, Chiara Fauda Pichet, Anselmi Luca, e Ruggero Buongiorno e Lamberto Dolci, questi ultimi due quali invitati permanenti dal legale rappresentante in via transitoria del PLD, Andrea Marcucci, chiamati a deliberare sul seguente ordine del giorno:
1. Insediamento del comitato per il congresso del Partito Liberaldemocratico;
2. Designazione del tesoriere per il periodo di gestione transitoria del Partito Liberaldemocratico;
3. Organizzazione lavoro del comitato.
Presiede la riunione il legale rappresentante in via transitoria, Andrea Marcucci, che indicheremo nel presente verbale come Presidente, il quale constatata la presenza del numero legale, procede alla nomina del segretario per la redazione del verbale Valeria Pernice.
Si insedia il Comitato nella composizione dinanzi indicata, e si procede all’esame del punto n. 2 dell’ordine del giorno.
Il Presidente propone quale tesoriere la Dott.ssa Pamela Fatighenti, persona di grande competenza e integrità, che ha dimostrato un importante impegno nei confronti della nostra missione e dei nostri valori.
Il Comitato approva con voto unanime la proposta del Presidente, viene quindi nominata tesoriere, in via transitoria, del Partito Liberaldemocratico la Dott.ssa Pamela Fatighenti, nata a Chiusi (SI) il 17/03/81 residente a Siena via del Vecchietta 3,53100 Siena CF. FTGPML81C57C662K. Di tale nomina si dispone di dare comunicazione agli iscritti nelle forme previste dallo statuto.
Si passa alla discussione ed esame del punto n. 3 dell’odg. Il presidente lascia la parola a Luigi Marattin, il quale sottopone al comitato il seguente ordine dei lavori, e la relativa organizzazione operativa. Luigi presenta tre priorità per i prossimi 90 giorni del Partito Liberaldemocratico: organizzare il congresso nazionale, gestire la situazione dei territori con strutture provvisorie, e lavorare sulla comunicazione del partito. Propone di delegare questi compiti a tre sotto gruppi di lavoro agili, composti da persone competenti del partito, gruppo organizzazione, gruppo territorio e gruppo comunicazione. Evidenzia la necessità di sviluppare iniziative per promuovere il partito sul territorio, promuovendo incontri pubblici su alcuni temi: economia, scuola, nucleare.
Sulla proposta di Luigi Marattin intervengono Roberto Bellia, Emanuela Pistoia e Piero Ruggi, sottolineando alcuni passaggi sulla comunicazione, sull’attenzione al territorio, ai temi da sviluppare per il lavoro sul territorio. Sulla proposta di iniziative sul nucleare, interviene Antonetti, evidenziando l’opportunità, a valle delle domande e obiezioni più frequenti, di organizzare un presidio competente con diffusione tra i nostri iscritti.
Il Comitato approva la proposta della costituzione dei sottogruppi di lavoro e si aggiorna a lunedì 17/03/2025, tramite comunicazione via chat, per la decisione sulla formazione degli stessi.
In merito alla redazione dei regolamenti assegnati dallo statuto alla competenza del Comitato, il Presidente, propone di formare all’interno del comitato “un nucleo ristretto” che lavori alla stesura degli stessi.
Il Comitato approva la proposta del presidente, e si aggiorna a lunedì 17/03/2025 tramite comunicazione via chat, per la decisione sulla formazione del “nucleo ristretto”.
Letto, confermato, sottoscritto.
Il Segretario e Il Presidente