Newsletter#19 - C'è un'Italia bellissima
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#19
Costruire, non inseguire
Alternativa liberale in Italia, riforme per il ceto medio, soft power per la pace: il PLD indica la rotta
C’è un’Italia bellissima che si è stufata di una politica che campa di talk show, risse e slogan vuoti. Noi non ci stiamo. Serve un’alternativa seria, liberale, europeista. Un progetto lontano dai populisti e dai sovranisti, sia nella sostanza sia nella forma. Un progetto futuribile: pragmatico, per un’Italia che vuole tornare a crescere davvero. Con Azione e con tutti i soggetti politici che hanno lo stesso obiettivo il dialogo non è solo possibile: è doveroso. Perché il fronte liberal-democratico in Italia non ha un problema di domanda: milioni di cittadini chiedono serietà e riforme. Il problema è l’offerta: una politica che finora non è stata capace di organizzarsi all’altezza delle aspettative.
👉L’intervento del segretario Marattin su Agenzia Stampa Italia
L’Italia non può continuare a fare le stesse cose e aspettarsi risultati diversi. È il momento di cambiare ricetta: non ideologia, ma pragmatismo. Basta pezze e bonus, serve una strategia. Perché?
- Il ceto medio è schiacciato: ridurre l’Irpef dal 35% al 33% tra i 30 e i 60mila euro significa ridare ossigeno a chi tiene in piedi il Paese.
- Pace fiscale vera: non condoni una tantum, ma rottamazione ordinata e rateizzabile delle cartelle, per recuperare entrate senza strozzare imprese e famiglie. Allo stesso tempo ogni azione di questo tipo deve essere accompagnata da azioni che rendano la riscossione una cosa seria, e non poco più di una barzelletta come avviene ora (circa 1 euro su 10 viene davvero incassato).
- Valorizzare il lavoro: detassare straordinari, premi e rinnovi contrattuali.
Accanto a queste riforme, le nostre battaglie storiche: difesa europea comune, riconoscimento immediato dei titoli di studio in tutta l’UE, turismo di qualità oltre il vecchio “sole e spiaggia”, sanità basata sulla scienza e non sui santoni, scuola e innovazione come leva della crescita.
E sul piano internazionale, la lezione è chiara: il fanatismo si combatte con la forza, senza esitazioni. Ma la forza da sola non basta. Bisogna limitare e isolare le frange più estremiste anche dentro le democrazie. È qui che entra in gioco il nostro soft power per la pace: la capacità dell’Europa e dell’Italia di essere ponte e non muro, di ridurre l’influenza dell’odio con regole, diplomazia e valori condivisi. Perché solo così la sicurezza diventa duratura.
Un chiarimento necessario sulla Toscana: è la terza volta in pochi giorni che il presidente Giani rivendica un presunto appoggio del PLD, nonostante tre smentite nette. Lo ribadiamo: il Partito Liberaldemocratico non parteciperà, né direttamente né indirettamente, alle elezioni regionali di questo autunno. In nessuna regione italiana.
👉Qui la nostra posizione ufficiale sulla Toscana
Il PLD indica la rotta: riforme concrete per il ceto medio, soft power per la pace e un’alternativa pragmatica per far ripartire l’Italia.
Legge di Bilancio: opposizione nel merito
Ad essere detassati non dovrebbero essere gli straordinari o il lavoro festivo: misure marginali, buone per un titolo in prima pagina e qualche talk show. Non cambiano davvero la vita dei lavoratori, servono solo a dire “abbiamo fatto qualcosa”. Il PLD è chiaro: detassare la contrattazione decentrata e gli accordi di produttività, con aliquota zero e per sempre. Quando imprese e lavoratori trovano l’intesa per crescere, lo Stato deve saper arretrare, non mettere le mani in tasca a chi produce.
La flat tax resta invece la bacchetta magica agitata da anni: promessa e ripromessa, mai arrivata oltre i comizi. Una formula buona per illudere, non per riformare.
E intanto il governo si prepara a spendere 3 miliardi per bloccare l’aumento dell’età pensionabile. Tre miliardi che non generano un euro di crescita, non creano un posto di lavoro, non migliorano la produttività.
Con la stessa cifra si potrebbe tagliare quasi un punto di Irpef al ceto medio, quel segmento politico più numeroso che oggi tiene in piedi il Paese ma che viene sistematicamente trascurato. Invece lo si usa come merce di scambio: si baratta il ritorno elettorale immediato con il futuro e la competitività dell’Italia.
La scelta è chiara: o si continuano a distribuire illusioni a debito, o si decide finalmente di ridurre le tasse a chi lavora e produce. Questa sì sarebbe una riforma vera.
👉La posizione del PLD👉Il post di Marattin👉L’articolo ANSA
Difendere la libertà, costruire la pace
In Ucraina la verità è chiara. Putin non vuole la pace, vuole il controllo politico di Kyiv. La resistenza ucraina è anche la nostra, perché senza la libertà di Kyiv non c’è la libertà dell’Europa. Il PLD è stato accanto al popolo ucraino in molte città italiane, con una presenza concreta e non di facciata. Chiediamo cessate il fuoco e diplomazia, ma non a costo della resa. Perché la pace, se fondata sulla sopraffazione, non è pace: è solo un altro nome per la sconfitta.
👉 Leggi qui il nostro posizionamento politico
👉Guarda il post riassuntivo della partecipazione del PLD alle manifestazioni pro-Ucraina
In Medio Oriente la verità è altrettanto scomoda. Israele va difesa, il suo Governo condannato. I Palestinesi vanno difesi, Hamas cancellato. Non è equilibrismo politico: è la realtà. Il fanatismo si combatte con la forza, ma anche impedendo che attecchisca nelle nostre democrazie, alimentato da propaganda e silenzi complici. Allo stesso tempo, ovviamente, non si può non condannare l’uccisione di civili e in particolare di giornalisti, come recentemente avvenuto. Una delle ragioni, forse la principale, per cui a guerra fa schifo, è che in ogni guerra ci sono sempre tante vittime civili e innocenti. Ed è per questo che le guerre vanno evitate: e oggi in Medio Oriente evitare le guerre significa cancellare Hamas, come ormai hanno capito anche gli stessi Stati arabi.
Lo ha ricordato Serino: Giustizia, Ragionevolezza e Diritto dovrebbero guidare le scelte, e invece sono stati travolti in un abisso di violenza che ha sepolto l’Umanità. Per uscirne serve il coraggio di una politica che torni a usare diplomazia, cultura e regole condivise. È il nostro soft power per la pace, la capacità di costruire ponti dove altri alzano muri.
L’Italia non può più restare a metà strada. Deve usare tutti gli strumenti a disposizione e sostenere la via indicata dalla Lega Araba, che almeno ha avuto il coraggio di pronunciare parole di ragionevolezza. Perché la pace non è un annuncio, è un cammino che richiede scelte nette.
👉 Leggi il post completo di Pietro Serino
Scuola: i numeri smontano le dichiarazioni del Ministro
Il Ministro Giuseppe Valditara ha dichiarato che l’Italia spende in istruzione più degli altri Paesi europei. Ma i dati ufficiali della Commissione europea, nel rapporto Investing in Education 2025, dicono l’esatto contrario.
- Quota della spesa pubblica destinata all’istruzione: Italia 7,3% – media UE 9,6%
- Spesa per istruzione rispetto al PIL: Italia 3,9% – media UE 4,7%
Risultato: anche nel 2023 l’Italia è tra i Paesi che dedicano la quota più bassa di PIL all’istruzione, superando solo Irlanda e Romania.
La proposta del PLD
Per il Partito Liberaldemocratico non basta spendere di più, serve spendere meglio. La priorità è:
- Ottimizzare la spesa in base ai reali bisogni delle singole scuola
- Garantire una vera autonomia finanziaria agli istituti scolastici
⠀Perché investire nell’istruzione significa investire nel futuro del Paese, non nelle polemiche da talk show.
👉 Leggi il post su questo tema
DAI TERRITORI
- Al fianco della comunità ebraica siciliana il PLD contro pregiudizio e ignoranza: “Nessuno dovrebbe mai sentirsi giudicato per origine o credo.” Con queste parole il PLD Sicilia ribadisce il proprio sostegno alla comunità ebraica, ricordando che la Sicilia è intreccio di culture e religioni che vanno difese e valorizzate. Un messaggio chiaro: mai abbassare la guardia contro ignoranza e pregiudizio. Agli amici della comunità ebraica siciliana il PLD dice con forza: non siete soli. 👉Leggi il post del PLD Sicilia
- Il PLD in piazza per ribadire la nostra vicinanza al popolo Ucraino e per ribadire “Forza Ucraina libera e indipendente!” 👉 Il post della campagna e le piazze: Roma, Torino, Verona, Pisa e le piazze della Campania 👉 Vedi il post
PARLANO DI NOI
- Luigi Marattin interviene su La stampa sul tema Terzo Polo 🔗 Leggi l’articolo
- Marattin al Meeting di Rimini, un appello a Meloni 🔗 Leggi la nota stampa
- Il tema esteri su Affaritaliani 🔗 Leggi l’articolo
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Newsletter#18 - Il nostro manifesto europeo
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#18
Unita fuori, concreta dentro
L’Europa che vogliamo non si limita a difendersi, ma costruisce libertà
Vedere i leader europei compatti al fianco del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di fronte a Donald Trump è stato un segnale politico di grande rilevanza. La presenza di Ursula von der Leyen, Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friedrich Merz, Keir Starmer, Alexander Stubb e del segretario generale della Nato Mark Rutte ha trasmesso un messaggio chiaro: l’Europa c’è e non intende né piegarsi ai disegni di Mosca né accettare una pace che metta in discussione la sovranità ucraina. Una posizione che difficilmente potrà essere ignorata nel prossimo incontro previsto tra i due leader.
Come ribadito da Alessandra Franzi (🔗 Link), responsabile esteri del PLD, ora è il momento di dimostrare che i valori fondanti delle nostre democrazie liberali non sono slogan, ma identità viva. Il responsabile difesa del PLD Pietro Serino, ha rimarcato che l’Europa dovrà avere un ruolo chiave nella protezione dell’Ucraina: truppe europee dovranno essere presenti sul terreno, con il supporto strategico degli USA (🔗 Leggi qui l’intervento di Serino). E se l’Europa vuole contare davvero deve pesare sul palcoscenico globale, e questo significa rafforzare la propria autonomia, a partire dalla difesa comune, come prevede il piano ReArm Europe da 800 miliardi.
Titoli di studio validi in tutta l’Unione Europea
Ma l’integrazione europea non può fermarsi alla politica estera e militare. Per essere più forte deve tradursi anche nella vita quotidiana dei cittadini. Va in questa direzione la proposta di Elena Buratti (🎥 Guarda il video), responsabile Affari Interni del PLD: un titolo di studio conseguito in un Paese membro deve valere subito e senza ostacoli in tutta l’Unione. Questa è l’Europa che immaginiamo: unita fuori, concreta dentro.
Turismo, nuovo modello cercasi contro la crisi
A Ferragosto la Riviera romagnola è apparsa insolitamente vuota, con oltre 150 hotel liberi a Rimini e un calo di presenze che segnala la crisi del nostro modello turistico. Non bastano più sole e spiaggia: i turisti cercano esperienze e qualità, mentre il ceto medio rinuncia alle vacanze per mancanza di risorse. Servono meno burocrazia, concessioni trasparenti e una promozione unitaria: solo così la Riviera e l’Italia potranno tornare competitive e trasformare la crisi in occasione di rilancio.
🔗 Guarda il nostro post sull'Emilia-Romagna
Vaccini: no alla pseudoscienza, sì alla vita
Come chiesto dal PLD (🔗 Leggi il post) il Governo ha dovuto sciogliere in fretta la nuova commissione vaccini dopo le polemiche sull’ingresso di medici no-vax e sostenitori dell’omeopatia: una scelta incompatibile con la serietà che la salute pubblica richiede. Non si governa cedendo alle pseudoscienze, ma difendendo la verità dimostrata sul campo: i vaccini salvano vite.
Boicottaggio dei farmaci israeliani? Ci rimette la salute di tutti
Sempre relativamente al tema della salute, il PLD dice no ai boicottaggi in atto dei farmaci israeliani Teva e condanna con fermezza episodi come quello accaduto nei giorni scorsi alla Casa della Salute di Pratovecchio-Stia, dove due dipendenti si sono filmate mentre buttavano farmaci dell’azienda israeliana. Hanno sprecato beni primari, pagati con i soldi di tutti, durante l’orario di lavoro e in una struttura pubblica, trattando come spazzatura medicinali che per molti pazienti sono salvavita. Non è libertà di espressione, ma fanatismo, odio seminato nelle corsie, travestito da coscienza civile, è un attacco al diritto alla salute che ha come unico risultato quello di mettere a rischio i pazienti più fragili, che di quei farmaci hanno bisogno. Oltretutto boicottando un’azienda leader nei farmaci generici, che quindi costano anche meno. (🔗 Qui l’articolo su Il Riformista)
E ora, come denunciato da Pamela Fatighenti della Segreteria nazionale del Partito Liberaldemocratico, l’amministrazione comunale di San Gimignano arriva a vietare la vendita di medicinali israeliani nella farmacia comunale. (🔗 Leggi su Il Riformista) E anche a Perugia la sindaca vorrebbe fare lo stesso (🔗 Leggi su Perugia Tomorrow) Si tratta di una decisione che sfiora l’indecenza e che rischia di trasformare un diritto fondamentale come la salute in terreno di scontro ideologico. Ogni cittadino deve essere libero di scegliere se acquistare o meno un prodotto, ma nessuna amministrazione può fare propaganda sulla pelle dei malati.
Il PLD ribadisce con forza: la salute non si boicotta, la cura non si getta nel cestino, i pazienti non possono essere ostaggi della propaganda. Per questo il Partito Liberaldemocratico auspica che le autorità sanitarie e istituzionali intervengano con i provvedimenti opportuni: chi tradisce la missione del camice non è degno di indossarlo, e chi amministra una comunità non può permettersi di trasformare un diritto fondamentale come la salute in un terreno di scontro ideologico.
DAI TERRITORI
- Puglia - Escludere Israele dalla prossima Fiera del Levante non aiuta la pace e non colpisce un governo, ma cittadini e imprese. Così si alimenta l’antisemitismo e si tradisce lo spirito stesso della Fiera: il dialogo tra i popoli Il PLD Nazionale si schiera al fianco di quello locale e regionale contro la decisione del sindaco di Bari Vito Leccese 🔗 Guarda il post su Facebook
- Sicilia - IL PLD siciliano sottolinea la difficile situazione per le donne che vogliono ricorrere all’interruzione di gravidanza: con oltre l’81% dei ginecologi obiettori di coscienza e punte del 100 % in alcune realtà come Messina, la regione vede compromesso il diritto all’autodeterminazione: un diritto sancito dalla legge 194 diventa un privilegio per pochissime. IL PLD si batte per una sanità laica pubblica, efficiente e accessibile. 🔗 Guarda il post su Facebook
- Liguria: a 7 anni dalla tragedia del Ponte Morandi, il tema sicurezza delle infrastrutture è ancora irrisolto. Nel ricordare le vittime innocenti dell’incuria, il PLD ligure sottolinea che la sicurezza non è negoziabile.Perché il progresso non si misura solo in opere costruite, ma nella certezza che siano sicure per chi le vive. 🔗 Guarda il post su Facebook
- Manifestazioni pro-Ucraina in tutta Italia, il PLD c’è: Il Partito Liberaldemocratico aderisce alle manifestazioni in tutta Italia nella giornata dell’indipendenza dell’Ucraina il 24 Agosto. Gli appuntamenti a Roma in Largo Ricci (🔗 Link), a Torino in piazza Carignano, a Milano in Cascina Cuccagna, ad Ancona in piazza Roma, a Napoli in piazza Municipio, a Verona in piazza Bra.
PARLANO DI NOI
- Il segretario del PLD Luigi Marattin commenta negativamente l’accordo fra PD e M5S per le prossime regionali in Toscana: “Un patto che rappresenta “tutto il peggior armamentario populista e demagogico, più arretrato persino delle posizioni di Rifondazione Comunista del 1994” 🔗 Leggi su Il Riformista
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Newsletter#17 - Cosa può fare un partito in 30 giorni?
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#17
Dal dire al fare: il nostro primo mese.
Sanità e scuola al centro dell’agenda del PLD
A poco più di un mese dalla nascita del Partito Liberaldemocratico abbiamo lanciato due campagne forti e concrete: l’approvazione immediata dell’accordo UE–Mercosur, per far crescere le nostre imprese e contrastare il protezionismo di Trump (Guarda il post su Facebook e il passaggio di Marattin a La7), e un piano in cinque punti per affrontare la piaga degli stipendi bassi e restituire dignità alle famiglie italiane.
Nel frattempo abbiamo interrogato il Governo affinché il Fascicolo Sanitario Elettronico diventi davvero uno strumento di semplificazione e aiuto per i cittadini, per una sanità più digitale e moderna, abbiamo sfidato il populismo ambientalista dicendo con forza – in primis tramite il nostro consigliere comunale a Taranto – che l’Ilva non può essere chiusa e ci siamo espressi nettamente a favore del disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere nella giustizia, riforma storica appena approvata.
Il nostro partito a Bologna è riuscito a far cancellare un evento di propaganda filorussa, riaffermando il nostro impegno contro ogni forma di disinformazione che mina la coesione sociale.
A livello organizzativo ogni membro della Segreteria Nazionale ha ricevuto una delega tematica (link); abbiamo riunito per la prima volta la Consulta degli amministratori locali e la Direzione nazionale, il nostro principale organo decisionale. Insomma, oltre alle riunioni settimanali della segreteria, lavoriamo con passione e concretezza.
E oltre a tutto questo, abbiamo già avviato due cantieri strategici – scuola e sanità – che sono e resteranno al centro della nostra agenda politica. Nei prossimi paragrafi racconteremo come intendiamo trasformare queste priorità in risultati concreti per i cittadini.
E tu, cosa aspetti a darci una mano? Pensi davvero che questo bipolarismo da televendita e da curve ultra possano ancora servire?
Sanità: qualità ed equità per tutti
Come sa bene chi ha vissuto in regioni diverse, in Italia non esiste un solo servizio sanitario: ogni territorio offre prestazioni e qualità differenti. Veneto e Campania, ad esempio, spendono quasi la stessa cifra per la sanità ospedaliera (1.060 Euro per abitante), ma i Livelli Essenziali di Assistenza misurano una distanza netta: 94 punti contro 72. Ovviamente un dato fuori contesto non è sufficiente per analizzare le differenze tra le regioni, ma è chiaro che spesso il problema non è quanto si spende, ma come si spende.
La sanità deve funzionare ovunque, con equità e qualità, indipendentemente da dove si nasce o si vive.
Se anche tu vuoi contribuire a questa battaglia per un sistema sanitario più giusto, partecipa alle nostre iniziative e porta le tue idee: contatta i referenti regionali per unirti al gruppo di lavoro (link).
🔗 Guarda il post su Facebook e leggi la nostra posizione sul tema mRNA negli Stati Uniti
La nostra sfida per una nuova scuola
A settembre presenteremo una proposta di riforma radicale, capace di scuotere un sistema che per troppo tempo ha trasformato gli studenti in semplici “macchine di valutazione”.
Vogliamo una scuola che ascolti, motivi e prepari al domani: aperta, inclusiva e capace di valorizzare ogni talento.
Alle studentesse e agli studenti auguriamo buona estate con questo video, ma tenetevi pronti: a settembre saremo di nuovo al vostro fianco per costruire insieme una scuola che non isola, ma apre al mondo.
🔗 La nostra proposta sui dirigenti scolastici
DAI TERRITORI
- Verona - Nel 2024 oltre 1.200 under 35 hanno lasciato Verona; dal 2011 le partenze superano di tre volte i rientri. Il PLD Verona propone di valorizzare le professionalità, rafforzare il welfare aziendale e adottare misure per trattenere i talenti.Verona: giovani in fuga, servono risposte. 🔗 Leggi il comunicato completo sul sito e sulla pagina Facebook
- Sicilia - Il coordinatore regionale del Partito Liberaldemocratico, Salvo Liuzzo, accoglie positivamente l’adozione del progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto di Messina da parte del Cipess, definendolo un passo storico. Tuttavia, mette in guardia dal rischio che l’opera resti una “cattedrale nel deserto” senza un piano integrato di sviluppo infrastrutturale. 🔗 Leggi su Palermo Today
- Lombardia - Mentre si susseguono le analisi sul “Modello Milano” (Qui il contributo di Sergio Scalpelli link), il PLD Lombardia segnala quanto è difficile immaginare una città moderna con una legge urbanistica del 1942 🔗 Scopri di più
PARLANO DI NOI
- Il Governo ha deciso di destinare 43 milioni di euro dal fondo per le vittime di mafia, usura e femminicidio alla sicurezza delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: una scelta che ha subito acceso le critiche delle opposizioni. Il nostro segretario Luigi Marattin si unisce alle voci di dissenso, contestando la sottrazione di risorse fondamentali alle categorie più fragili per finanziare un evento sportivo. 🔗 Leggi l’articolo su Metropolitan Magazine
- Il segretario Luigi Marattin sul Riformista, contro l’Italia dei “No” a tutto 🔗 Leggi l’articolo
- Lorenzo "Jovanotti" Cherubini ha pubblicato un post con la frase «La storia ci insegna che non c’è fine all’orrore. La vita ci insegna che vale solo l’amore», accompagnato dalla bandiera della pace, in riferimento al conflitto in Medio Oriente. Questo messaggio è stato subito criticato perché considerato ambiguo e poco schierato a favore della causa palestinese. A sua difesa Luigi Marattin, sul Corriere Fiorentino. 🔗 Leggi l’articolo
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GIOVANI IN FUGA DA VERONA
Laureati in partenza, ideologia in passerella: Verona perde il futuro
di Valeria Pernice e Patrizio Del Prete – Segreteria Nazionale Partito Liberaldemocratico
di Massimiliano Saladino – Coordinatore provinciale Partito Liberaldemocratico Verona
Nel 2024 Verona ha toccato un nuovo record negativo: 1.206 giovani tra i 18 e i 34 anni si sono cancellati dall’anagrafe per trasferirsi all’estero. Un numero mai così alto, in netta crescita rispetto agli 865 del 2023 e ben oltre la media degli ultimi dieci anni, ferma tra i 600 e i 700. Dal 2011, oltre 9.000 giovani veronesi hanno lasciato il territorio, mentre solo 2.932 sono rientrati. Un saldo profondamente negativo, che dovrebbe accendere l’allarme in tutte le sedi istituzionali.
E invece, il silenzio è assordante.
Tacciono il Comune di Verona e l’Amministrazione provinciale così come la Camera di Commercio e le Associazioni imprenditoriali.
Eppure sappiamo tutti, e ce lo confermano le varie ricerche in materia, compresa quella recente di Fondazione Nord Est, che sono molteplici i fattori che spingono sempre di più i giovani a lasciare il territorio veronese, alcuni principalmente di livello nazionale, altri più locale.
Ci sono i salari bassi, un mercato del lavoro locale che offre più occasioni di trovare occupazione per le basse qualifiche che per quelle più alte, una mancata valorizzazione della professionalità per migliorare la propria posizione.
Le nostre proposte sulla contrattazione aziendale e sul welfare aziendale sono una prima risposta a livello nazionale. Così come, sempre a livello nazionale, Il Partito Liberaldemocratico sostiene da tempo la proposta di introdurre un credito d’imposta triennale per i giovani che decidono di rientrare in Italia dopo un’esperienza all’estero, a patto che investano nella creazione d’impresa o vengano assunti da aziende ad alto contenuto tecnologico. Un’idea semplice, che potrebbe essere adottata anche su scala locale, integrandola con incentivi comunali e strumenti territoriali.
Tuttavia, anche a Verona si può fare di più.
Ad esempio, avviare seriamente la discussione sull’area della Marangona che non può essere limitata solo alla questione, pur importante, del consumo di suolo. E, soprattutto, non può essere lasciata solo in mano al consiglio di amministrazione del Consorzio Zai.
Ma è soprattutto sulle altre cause dell’esodo di giovani che si può e si deve intervenire a livello locale. Tutte le indagini ci dicono che c’è un problema che riguarda la casa, i trasporti, la sanità, gli eventi culturali. In una parola, la qualità della vita sul nostro territorio sulla quale le attese sono molto alte.
Lo stesso sforzo di realizzare studentati per chi frequenta la nostra università può rivelarsi inefficace se poi, una volta laureati, i giovani se ne vanno.
Insomma, ciò che manca è una strategia strutturale di sviluppo.
Verona non ha messo in campo alcuna politica che punti a costruire sinergie tra istituzioni locali, università, rappresentanze di categoria, ordini professionali e mondo imprenditoriale. Non esiste un tavolo permanente di confronto, né una cabina di regia per l’attrazione di nuovi capitali e nuove imprese. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i giovani più preparati se ne vanno, e chi resta fatica a intravedere opportunità.
In questa direzione è insostituibile il ruolo dell’Amministrazione comunale del capoluogo che, pur non avendo tutte le competenze in materia, può e deve svolgere un ruolo forte di riferimento e sollecitazione.
Non possiamo permetterci che Verona diventi solo una città da visitare.
Deve tornare a essere una città dove si sceglie di vivere, lavorare, costruire.
Dove i giovani non siano costretti a partire per cercare dignità e ambizione altrove.
È ora di far seguire i fatti alle parole: i numeri non sono una moda passeggera, ma una chiamata politica a cui non si può più rispondere con slogan, passerelle e retorica.

Newsletter#16 - L’Europa messa all’angolo
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#16
Dazi, guerre, propaganda: serve un'Europa più forte
Dall’accordo col Mercosur alla crisi in Medio Oriente, il PLD rilancia la sua visione
L’Italia è un Paese profondamente integrato nei mercati globali, che vive di export ed è inevitabilmente esposto alle grandi frizioni geopolitiche: guerre, dazi, transizione energetica, cambiamento climatico. In un contesto così complesso, servirebbe una politica estera lucida, coerente, capace di distinguere la propaganda dalla realtà.
Invece l’Europa resta troppo debole per contare davvero. La mancanza di una difesa comune, l’assenza di una politica estera unitaria e la paralisi decisionale determinata dal diritto di veto bloccano ogni risposta efficace. I dazi imposti da Trump lo dimostrano: l’Italia subisce, e l’Unione si limita a esprimere preoccupazione. Lo stesso vale per il conflitto israelo-palestinese: l’irrilevanza diplomatica dell’Europa è sotto gli occhi di tutti.
Per questo il Partito Liberaldemocratico rilancia una proposta chiara: costruire una vera Europa federale, con istituzioni forti, una politica economica comune, un presidente eletto direttamente dai cittadini e un processo decisionale a maggioranza, che superi l’inerzia dei veti incrociati. Non è solo una visione: è una necessità.
Da soli non si va da nessuna parte: soltanto dentro un’Europa più forte l’Italia può crescere. Ma serve un’Europa che sui temi centrali parli con una sola voce, senza ambiguità e senza condizionamenti.
Se non ora, quando?
Nuovi mercati antidoto alla politica dei dazi
Continua la campagna del PLD “Giorgia, firma!”
Serve un’Europa forte, senza esitazioni, anche di fronte ai dazi imposti dagli Usa. Una guerra commerciale non fa bene a nessuno, meno che mai ad un’Europa che viaggia a velocità diverse.
All’arroganza del presidente Trump non si risponde con il conservatorismo, bensì con il coraggio e guardando avanti. Di fronte al rischio di un crollo dell’economia, l’unica risposta sensata è l’apertura intelligente dei mercati.
Il PLD ha chiesto al governo più coraggio: la campagna “Giorgia, firma!” è stata lanciata per fare approvare l’accordo UE–Mercosur, che aprirebbe un mercato di 300 milioni di persone alle imprese italiane. È un’occasione per dare alle imprese italiane accesso a nuove potenziali aree commerciali, tutelando qualità e marchi. L’applicazione di altri trattati, come il Ceta, ha dimostrato che questi accordi fanno solo bene all’economia.
📌 Guarda il video della campagna
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Giorgia, che stai aspettando?_✍ 👉 #GiorgiaFirma #Mercosur
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Israele-Palestina: nessuna ambiguità, nessuna propaganda
No a tifoserie ideologiche, sì ai due stati: ma senza Hamas
Sulla questione Israelo-palestinese, il punto di vista del PLD è sempre stato equilibrato e coerente, condannando sia Hamas sia le derive illiberali di Netanyahu e dicendo NO alle tifoserie ideologiche.
Il PLD è favorevole alla soluzione “due popoli, due stati” solo se prima la Palestina è stata liberata da Hamas. In questo senso, la nostra posizione è perfettamente sovrapponibile a quella espressa nel documento di portata epocale firmato dall’ONU dai 22 stati della Lega Araba: Hamas deve deporre le armi e rilasciare gli ostaggi, Israele deve cessare il fuoco.
Eppure, di questa storica presa di posizione, sui giornali si parla poco. Hanno molto più spazio posizioni propagandistiche come l’episodio dell’Arena di Verona, dove un attivista ha messo in scena un blitz pro-Pal alla fine del primo atto
La posizione del PLD su questo è chiara: certi atteggiamenti deformano i conflitti. La Politica estera si fa con verità e visione, non con slogan che parlano alla pancia della gente.
🔗 Guarda l’intervento di Luigi Marattin a Coffe Break
🔗 Guarda l’intervento della nostra responsabile Esteri Alessandra Franzi
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto aperto sui grandi temi della politica, dell’economia e dei diritti civili. Un’occasione per discutere con esperti, protagonisti della società e rappresentanti istituzionali.
📺 Riguarda la puntata del 31 Luglio
“L’eco della guerra: quando la disinformazione alimenta l’odio”, con Pietro Serino (già Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, responsabile difesa sicurezza del PLD); Federica Iaria (vice presidente associazione Italia-Israele scaligero estense); Antonluca Cuoco (collaboratore La Ragione)
👉 Guarda la puntata su YouTube
📺 Riguarda la puntata del 17 Luglio
Giovani e mercato del lavoro in Italia con Aurora Pezzuto (responsabile economia PLD), Matteo Montagner (manager ed imprenditore IT), Massimo Taddei (direttore del quotidiano online Economika). Modera Massimiliano Saladino (assemblea nazionale PLD)
👉 Guarda la puntata su YouTube
DAI TERRITORI
- Chieti. Alessandro Carbone, del PLD Chieti, accusa l’amministrazione “La città cade a pezzi mentre il vostro unico pensiero è spartirvi le poltrone”🔗 Leggi su Chieti Today. Sempre nella città abruzzese, Il PLD insieme a Students for Liberty, ha organizzato un convegno sulla “guerra ibrida” della Russia e la difesa comune europea, presente Pietro Serino, responsabile difesa sicurezza del PLD e Aurora Pezzuto, responsabile economia del PLD
- Foggia. IL PLD foggiano, con una nota a firma del referente provinciale Matteo Viggiani chiede le dimissioni della vicesindaca Lucia Aprile, per una presunta incompatibilità relativa ad un appalto e alla gestione del verde pubblico: “Da chi predicava trasparenza, ora solo ambiguità”- 🔗 Leggi su Immediato. e anche su Statoquotidiano
- Genova. Il Partito Liberaldemocratico di Genova entra nella discussione sul forno elettrico dell’area siderurgica di Cornigliano e chiede una strategia che coniughi sostenibilità e valorizzazione del territorio e delle sue potenzialità economiche. 🔗 Leggi su Genova24.
- Lecco. IL PLD lecchese si dice favorevole alla prosecuzione del progetto di accoglienza e integrazione strutturata Sai, ma chiede di mettere da parte le ideologie e fornire risposte concrete: “Dare continuità a queste iniziative significa, in primo luogo, riconoscere la complessità dei processi migratori e lavorare per offrire risposte più umane, intelligenti, competenti e durature rispetto alla solita logica emergenziale”. 🔗 Leggi su Lecco Notizie.
- Taranto. Dal PLD nazionale sostegno al sindaco Bitetti, figura che ha sempre dimostrato apertura al dialogo con tutte le componenti politiche e sociali della città. Si alla democrazia, no ad ogni forma di estremismo 🔗 Leggi il comunicato del PLD Sempre a Taranto, salutiamo la nascita del coordinamento cittadino del PLD. Nella città jonica il partito esprime un consigliere comunale 🔗 Leggi su Cronache Tarantine
- Terni. Il PLD Umbria ha preso posizione sulla diatriba relativa ai tempi di costruzione degli ospedali di Terni e Narni-Amelia, con una posizione chiara: nessuna guerra di priorità, piuttosto si mettano sul piatto coperture reali per procedere con entrambi. Sì ad una clinica privata, se complementare al servizio pubblico. 🔗 Leggi su Terni Tomorrow
PARLANO DI NOI
- Il segretario del PLD Luigi Marattin è intervenuto a Morning News su Canale 5 spiegando come mai l’Italia non riesce a crescere: “Non è un problema di talenti, è un problema del sistema, che non è fatto per incentivare un giovane che vuole rischiare, è fatto per incentivare un anziano che vive di rendita”. 🔗 Guarda il video
- Sempre Marattin su La Gazzetta del Mezzogiorno parla di dazi e delle relazioni tra USA e UE 🔗 Leggi l’articolo
- Valeria Pernice, responsabile territori del PLD ha riportato la posizione del partito su Il Riformista in merito al blitz pro-Pal andato in scena a Verona: “Il gesto ha trasformato un contesto artistico in uno spazio di propaganda e tifoseria politica”. 🔗 Leggi l'articolo
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