Newsletter#41 - Il punto è un altro

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#41

La linea sottile tra dire tutto e fare qualcosa


Abbiamo scelto di mettere la competenza al servizio della politica

L’Italia non è un Paese povero di idee economiche, ma di scelte coerenti. Da anni sappiamo che la crescita è frenata da una pressione fiscale elevata sul lavoro e sulle imprese e da una spesa pubblica sempre più sbilanciata. Eppure, a ogni legge di bilancio, la risposta è quasi sempre la stessa: rinviare, aggiungere eccezioni, distribuire risorse per tenere insieme il consenso.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Mentre il Paese non cresce, si continua a destinare una quota crescente di risorse a pensionamenti anticipati e spesa improduttiva, lasciando il ceto medio e i giovani schiacciati da aliquote elevate e poche opportunità. Chi guadagna stipendi ordinari si trova tassato come se fosse un privilegiato, mentre chi produce e investe riceve promesse invece che riforme strutturali.

Noi proponiamo un cambio di priorità netto: fermare l’espansione della spesa pensionistica e usare le risorse disponibili per ridurre le tasse sul lavoro e sull’impresa, semplificare il sistema fiscale e sostenere la produzione. Non è una scelta “contro” qualcuno, ma una scelta per la crescita e per il futuro del Paese.

Continuare a evitare queste decisioni significa accettare un lento declino. Mettere ordine nelle priorità, invece, è l’unico modo per rimettere in moto salari, investimenti e mobilità sociale.

📹 Video: perché continuare a spendere sulle pensioni blocca crescita, salari e futuro dei giovani (link)

 


 

Referendum, un approccio diverso

Manca poco al voto del 22 e 23 marzo, e sul tema della giustizia il Paese si trova davanti a una scelta che da troppo tempo viene rimandata. Il referendum sulla separazione delle carriere non nasce da uno scontro ideologico, ma dal riconoscimento di un dato semplice: se ne discute da decenni senza mai decidere davvero.

Nel frattempo, il dibattito pubblico si è progressivamente impoverito. Al posto del confronto nel merito, si sono affermate narrazioni apocalittiche, slogan e paure agitate per evitare di entrare nel cuore delle riforme. È un copione già visto: quando una decisione è scomoda, la si trasforma in uno scontro identitario per non assumerne la responsabilità.

📌 La risposta di Barbera a Barbero (link)

📹 Video: un debunking della propaganda di ANM (link)

Il Partito Liberaldemocratico sta proponendo un approccio diverso. Grazie al lavoro di moltissimi volontari e cittadini attivi nei territori, sta costruendo occasioni di confronto pubblico tra posizioni opposte, mettendo al centro i dati, le esperienze comparate e il merito delle riforme. La separazione delle carriere viene così presentata per quello che è: una scelta di equilibrio istituzionale, non una resa dei conti. Proprio perché la giustizia è una cosa troppo seria per essere ridotta a tifoseria.

Se in economia scegliere significa dire come usare risorse scarse, in giustizia scegliere significa accettare che le riforme non si giudicano dalle paure che evocano, ma dagli effetti che producono. Il referendum è questo: un’occasione per decidere, finalmente, invece di continuare a rinviare dietro il rumore dello scontro.

🔍Approfondisci: referendum giustizia – separazione delle carriere (link)

 


 

Competere: formarsi per reggere le scelte

Decidere non è solo una questione di volontà politica. È una questione di competenze. Senza strumenti culturali solidi, conoscenza delle istituzioni e capacità di analisi, anche le priorità più giuste rischiano di restare sulla carta o di piegarsi alla pressione del consenso immediato.

Da questa consapevolezza nasce Competere, la Scuola di Formazione Politica del Partito Liberaldemocratico. Un percorso pensato per chi vuole partecipare davvero alla vita politica, a livello locale e nazionale, e contribuire alla costruzione di una nuova classe dirigente liberale, competente e responsabile.

La Scuola prenderà avvio a febbraio e si svilupperà fino a giugno 2026, con un percorso di circa 110 ore, prevalentemente online, affiancato da alcuni momenti in presenza. Il programma copre diritto e amministrazione pubblica, economia, scienza politica, cultura politica e comunicazione, con un’attenzione particolare al lavoro su casi concreti, simulazioni e situazioni reali. Non solo teoria, ma metodo e pratica.

Competere è aperta a tutti, senza limiti di età o di provenienza professionale, e prevede un percorso personalizzato sulla base delle competenze iniziali. Al termine, una valutazione finale e un attestato che costituirà titolo preferenziale per l’assunzione di ruoli di responsabilità nel partito e nelle istituzioni.

Se vogliamo che le scelte di cui parliamo – in economia, nella giustizia, nello Stato – non restino annunci, dobbiamo investire sulle persone. È questo il senso della Scuola: non uno slogan in più, ma uno strumento concreto per rendere possibile ciò che oggi chiediamo alla politica.

Presenta la tua domanda qui entro il 4 Febbraio

 


 

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PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.

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DAI TERRITORI

  • Abruzzo - Su Il Riformista viene presentato il progetto politico promosso dal PLD a Chieti: una proposta liberaldemocratica che punta a superare la logica bipolare e a fare della città un polo di innovazione tecnologica e di ricerca. (🔗 Leggi su Il Riformista)
  • Liguria Il PLD di La Spezia propone l’avvio di un patto sociale per la sicurezza, per affrontare il tema in modo strutturale e non emergenziale, coinvolgendo istituzioni, cittadini e realtà locali. (🔗 Leggi su Città della Spezia)⠀
  • Piemonte A Torino il Comitato Giustizia Sì organizza un incontro pubblico dedicato al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, per discutere nel merito la riforma della giustizia e favorire un confronto informato. (🔗 Leggi su Torino Oggi
  • Lombardia A Chiari, in provincia di Brescia, si è svolto un incontro pubblico con Chicco Testa, Marco Bonometti e Oscar Giannino su economia ed energia, promosso in un’ottica di confronto aperto e approfondimento sui temi dello sviluppo.
    (🔗 Leggi su La Voce del Popolo
  • Veneto - In un intervento su Il Riformista, il PLD Veneto richiama le sfide decisive che attendono la regione: dalla formazione delle nuove competenze alla transizione energetica, sottolineando la necessità di una politica capace di governare il cambiamento. (🔗 Leggi su Il Riformista)
    Nel frattempo a Verona nasce ufficialmente il Comitato Giustizia Sì a sostegno del referendum sulla giustizia, con l’obiettivo di promuovere informazione e partecipazione sui contenuti della riforma. (🔗 Leggi su Il Nuovo Giornale Web)
  • Campania Il PLD è impegnato nella campagna referendaria anche a Salerno, dove il Comitato Giustizia Sì organizza un incontro pubblico il 31 gennaio per discutere i contenuti della riforma. (🔗 Leggi su InfoCilento)
  • Estero - Anche i liberaldemocratici europei si schierano a favore del al referendum costituzionale sulla giustizia, rafforzando il respiro internazionale della campagna referendaria. (🔗 Leggi su Aise)

 


 

PARLANO DI NOI

  • Su Il Riformista, Luigi Marattin interviene nel dibattito sul referendum sulla giustizia rispondendo alle critiche di Pif, chiarendo perché la riforma della separazione delle carriere non nasce da sfiducia nella magistratura, ma dall’esigenza di rendere il sistema più equilibrato, credibile ed efficace. (🔗 Leggi l’articolo)

 


 

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Newsletter#40 - Nasce Competere - Scuola di Formazione Politica

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#40

Nasce Competere - Scuola di Formazione Politica


Care iscritte, cari iscritti,

il Partito Liberaldemocratico nasce con un’ambizione chiara: contribuire a rinnovare la politica italiana con idee solide, competenze reali e una classe dirigente all’altezza delle sfide del nostro tempo.
Per questo siamo felici di annunciarvi il lancio della Scuola di Formazione Politica del PLD, che abbiamo scelto di chiamare “Competere”, dal latino andare insieme.

La Scuola nasce con un obiettivo preciso: fornire agli iscritti gli strumenti culturali, tecnici e politici necessari per partecipare attivamente alla vita del partito, a livello locale e nazionale, e per costruire nel tempo una nuova classe dirigente liberale, competente e responsabile. È un investimento sul futuro del PLD, ma anche sulla qualità della nostra democrazia.

La prima edizione di Competere si svolgerà da febbraio a giugno 2026. Il percorso sarà prevalentemente online, per consentire la più ampia partecipazione possibile e contenere i costi, con tre momenti in presenza: un evento di apertura, uno intermedio e uno conclusivo.

La Scuola è aperta a tutti, senza limiti di età o di provenienza professionale. È pensata per chi sente l’esigenza di formarsi, crescere e mettersi in gioco, indipendentemente dal ruolo che ricopre oggi o da quello che immagina per il futuro.

Il percorso formativo sarà personalizzato: partendo da una valutazione iniziale, a ciascun partecipante verranno assegnati i moduli più adatti al proprio profilo, alle competenze già maturate e agli obiettivi individuali. Al termine del percorso è prevista una valutazione finale e il rilascio di un attestato di partecipazione, che costituirà titolo preferenziale per l’assunzione di ruoli di responsabilità nel partito e nelle istituzioni.

Il programma è articolato in cinque grandi aree:

  • diritto e amministrazione pubblica,
  • economia,
  • scienza politica e sociologia,
  • cultura politica, organizzazione e comunicazione,
  • moduli esperienziali in presenza, basati su simulazioni di situazioni reali, campagne elettorali, dibattiti e incontri con personalità istituzionali.

Il corpo docente della Scuola di Formazione Politica “Competere” è stato selezionato dalla Direzione della Scuola ed è composto da accademici di chiara fama, provenienti da università e istituzioni accademiche di riconosciuto prestigio – tra cui, a titolo esemplificativo, l’Università Bocconi, l’Università La Sapienza e altre realtà di eccellenza – nonché da practitioners, esperti, professionisti e intellettuali di comprovata esperienza e riconosciuta autorevolezza nei rispettivi ambiti.

L’obiettivo è garantire una formazione di alto livello, capace di coniugare solidità teorica, rigore scientifico e conoscenza pratica dei processi politici, istituzionali ed economici.

La durata complessiva del percorso sarà di circa 110 ore, distribuite su sei mesi, con lezioni settimanali e attività applicative. Particolare attenzione sarà data al confronto, alla discussione e all’analisi di casi concreti, perché la formazione politica non può essere solo teorica.

Per rendere la Scuola sostenibile, è prevista una quota di compartecipazione di 100 euro per gli iscritti e 150€ per i non iscritti al partito, al netto delle spese di viaggio e alloggio per gli eventi in presenza.

“Competere” non è solo una scuola: è uno spazio di crescita comune, di confronto serio, di costruzione di una cultura politica liberaldemocratica riconoscibile e coerente. Vogliamo che diventi uno strumento stabile del nostro partito, capace di rafforzarne l’identità e l’efficacia nel tempo.

AMMISSIONE

Maggiori informazioni sulla Scuola di Formazione Politica saranno rese disponibili sul sito nazionale del Partito Liberaldemocratico. Le domande di ammissione dovranno essere presentate online entro il giorno 04 Febbraio 2026 ore 23:59, tramite un apposito link che verrà reso disponibile sul sito nazionale e comunicato agli iscritti e dovranno essere formalizzate al Dipartimento di Formazione Politica attraverso la compilazione di un questionario di assessment. Le candidature saranno esaminate dalla Direzione della Scuola che procederà alla selezione dei candidati sulla base dei criteri stabiliti.

I posti disponibili sono pari a 130.

Nel processo di selezione verrà garantito il rispetto dei principi previsti dallo Statuto nazionale, con particolare riferimento alla parità di genere (almeno un terzo per ciascun genere) e alla valorizzazione degli under 35 (almeno un quinto dei partecipanti), ferma restando la valutazione complessiva del profilo del candidato e della sua motivazione a partecipare al percorso formativo.

Vi invitiamo a considerare questa opportunità come un passo concreto per andare insieme, con maggiore consapevolezza e preparazione, verso le sfide che ci attendono.

Presenta la tua domanda qui

Qui la pagina di presentazione sul nostro sito

Un caro saluto,

Luigi Marattin - Segretario Nazionale del Partito Liberaldemocratico

Victor Rasetto - Responsabile al Tesseramento e Formazione Politica del Partito Liberaldemocratico


Newsletter#39 - La politica del “subito”

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#39

Elogio della lentezza


Riformare, scegliere e governare sul serio richiede tempo

C’è una strana ossessione che attraversa la politica italiana: l’idea che tutto debba accadere subito. Le riforme vengono raccontate come eventi, non come processi. Si promettono svolte in pochi giorni, risultati immediati, cambiamenti “epocali” a costo zero e in tempo reale. È un linguaggio che funziona bene nei talk show, molto meno nella realtà.

La verità, meno seducente ma più onesta, è che le trasformazioni che servono a un Paese non hanno tempi televisivi. Richiedono anni, non settimane. Richiedono continuità, non annunci. E soprattutto richiedono la disponibilità a dire cose impopolari: che non esistono scorciatoie, che nessuno “sistema tutto” in dieci giorni, che le riforme serie non sono mai indolori né immediate.

È anche per questo che l’etichetta di “moderati” ci sta stretta. Nei toni, certo: il rispetto delle persone non è negoziabile. Ma nella sostanza, per rimettere l’Italia su un percorso diverso dal declino, serve tutt’altro che moderazione. Servono riforme profonde, capaci di cambiare davvero il funzionamento delle istituzioni nel tempo.

 


 

La giustizia non si riforma in dieci giorni

La giustizia è forse il campo in cui questa distanza tra racconto e realtà emerge con più chiarezza. È da decenni che si parla di processi troppo lunghi, di squilibri, di opacità. Eppure ogni volta si ricomincia da capo, come se bastasse una dichiarazione o una riforma cosmetica. Intervenire davvero significa cambiare regole che producono effetti nel tempo: separare i ruoli tra chi accusa e chi giudica, riformare il funzionamento del CSM, spezzare meccanismi che hanno alimentato poteri organizzati e rendite interne.

In tre minuti: smontiamo le bugie del NO (video

Non è una soluzione istantanea, ma è una riforma che lavora nel tempo. La politica dell’immediato rifugge tutto questo. Preferisce il “subito” perché non richiede responsabilità nel lungo periodo. Ma governare sul serio è un’altra cosa: significa accettare che i risultati arrivino dopo, spiegare perché vale la pena aspettarli, e avere il coraggio di iniziare riforme che daranno frutti non domani mattina, ma domani davvero.

Non si tratta di sperimentazioni azzardate o di salti nel buio: il sorteggio è già oggi utilizzato in numerosi ambiti delicati dello Stato, senza che nessuno lo consideri un attentato alla democrazia.

🔍Approfondisci: dove il sorteggio è già previsto e perché non è un’anomalia (link)

Anche perché il problema non è astratto: mentre i cittadini aspettano anni per una sentenza, le carriere dei magistrati continuano a essere influenzate da meccanismi opachi e correntizi.

👉 Perché il sorteggio nel CSM rompe davvero il sistema delle correnti (video)

 


 

Il tempo delle scelte

Lo stesso scarto tra racconto e realtà si ritrova anche fuori dai confini nazionali. La politica estera è spesso il primo luogo in cui le ambiguità diventano visibili, perché non consente di rimandare indefinitamente le scelte. A un certo punto, bisogna decidere da che parte stare. E quella decisione, nel tempo, pesa.

Negli ultimi mesi questo è apparso con una certa evidenza. Sul sostegno all’Ucraina, sulla repressione in Iran, sulle grandi crisi internazionali, il Partito Liberaldemocratico ha mantenuto una linea costante. Non particolarmente rumorosa, ma riconoscibile. Non perché fosse la più semplice, ma perché era quella che non richiedeva aggiustamenti continui. La coerenza, in politica estera, è una forma di investimento a lungo termine.

Il confronto con il resto del sistema politico italiano è istruttivo. In Parlamento, sulle stesse questioni, si moltiplicano risoluzioni divergenti, compromessi temporanei, unità costruite per necessità più che per convinzione. Coalizioni che riescono a stare insieme solo nel brevissimo periodo finiscono per parlare con più voci su temi che ne richiederebbero una sola.

🔗 Politica estera e coalizioni incoerenti: lo strano caso dell’Italia (link)

In un contesto internazionale che non concede pause né scorciatoie, la serietà di una forza politica si misura nella durata delle sue scelte, non nella loro intensità momentanea. Anche qui, come sulla giustizia, il tempo non è un dettaglio: è il criterio con cui distinguere ciò che regge da ciò che si dissolve.

👉 Il PLD nelle piazze per l’Iran libero (link)

 


 

Quando la politica diventa sopravvivenza

Il problema, a questo punto, non è più una singola riforma o una singola scelta. È il funzionamento complessivo del sistema politico italiano, sempre più costruito intorno al brevissimo periodo. Coalizioni che tengono insieme posizioni incompatibili, unità di facciata che durano lo spazio di una votazione, programmi pensati per evitare di perdere oggi più che per governare domani.

È in questo contesto che prende forma il bipolarismo così come lo conosciamo: non come confronto tra visioni alternative, ma come meccanismo di sopravvivenza reciproca, in cui le differenze vengono rimosse o rinviate, salvo poi riemergere puntualmente sui temi decisivi. Politica estera, giustizia, Europa: ogni volta, la stessa difficoltà a tenere una linea nel tempo.

👉 Una generazione senza casa politica: perché tanti elettori sono “prigionieri politici” (link)

Il Partito Liberaldemocratico nasce anche da qui. Dall’idea che la serietà di una proposta politica non si misuri dalla velocità con cui promette risultati, ma dalla capacità di sostenere nel tempo riforme tutt’altro che semplici. Non moderazione nei contenuti, ma chiarezza sui tempi. Non scorciatoie, ma percorsi dichiarati fin dall’inizio.

In un sistema che premia l’annuncio e penalizza la responsabilità, questa è forse la scelta meno comoda. Ma è l’unica che consenta alla politica di tornare a fare ciò che dovrebbe: decidere oggi pensando a ciò che resterà domani.

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PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

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DAI TERRITORI

  • Puglia. Nel flashmob tenutosi a Bari a sostegno dell’Iran libero, il PLD non è stato inserito nell’elenco degli interventi previsti. “L’esclusione di forze politiche firmatarie dal diritto di parola rappresenta una contraddizione evidente, che indebolisce il messaggio stesso della mobilitazione” ha dichiarato il Segretario Regionale Matteo Viggiani.  (🔗 Leggi su Giornale di Puglia)

    È nato a Bari il Comitato Sì per la Giustizia al quale hanno aderito: BariEcoCity, Istituto Liberale area Puglia, Movimento Indipendenza, Libero Sindacato Meridionale e circa 30 cittadini. (🔗 Leggi su Bari Today). 

    È nato a Manduria il Patto federativo tra la nuova sezione locale del PLD e l’Alleanza Civica Popolare composta dai movimenti Manduria Migliore, Federcivica e Puglia Popolare con lo scopo di creare una forza centrista in alternativa alla logica bipolare. (🔗 Leggi su RTMWeb)

  • Umbria Nasce il “fronte liberale per il “Sì” composto da Azione, Europa Radicale, ORA!, i Civici X l’Umbria e il Partito Liberaldemocratico, con lo scopo di sostenere  la campagna referendaria del 22 e 23 marzo per la riforma della giustizia. Il referendum dovrebbe essere l’occasione per discutere nel merito di temi come la specializzazione delle funzioni, la riduzione dei conflitti di interesse e il rafforzamento delle garanzie processuali, evitando letture esclusivamente di schieramento. (🔗 Leggi su Umbria Tag24 )
     
  • Umbria. Sempre il PLD Umbria aderisce al flashmob organizzato da Radicali Perugia sabato 24 a sostegno della popolazione iraniana  (🔗 Leggi il post )
     
  • Frattamaggiore (NA) La Lista civica libertà popolari, protagonista delle elezioni amministrative del 2020, ha aderito al PLD con il quale condivide un’identità politica ispirata ai valori democratici, liberali e centristi. (🔗 Leggi su ErgoTV)
     
  • Toscana È stato presentato a Lucca il Comitato “Giustizia Sì”(🔗 Leggi su La Nazione). 

    Inoltre a Pisa il PLD supporta l’appello al Comune lanciato da genitori e studenti per contrastare l’escalation di insicurezza che negli ultimi mesi ha caratterizzato il centro città. (🔗Leggi suVTrend.it)

  • Macerata. Riccardo Cogliandro, rappresentante del PLD, in contrasto con la Lega, ha espresso ottimismo per l’accordo fra la UE e Mercosur perché creerà la più grande zona di libero scambio (🔗 Leggi su Cronache Maceratesi)

 


 

PARLANO DI NOI

  • Ospite del Giornale Radio  il segretario Luigi Marattin parla di Trump e dei suoi metodi: “La reazione europea a Trump non possono essere controdazi, perchè è un gioco pericoloso Serve qualcosa che fa più male a lui: gli Eurobond”, sottolinea (🔗 Ascolta l'intervento)
  • Al Giornale di Vicenza, Marattin ed Elena Bonetti di Azione illustrano le ragioni del Si al Referendum giustizia (🔗 Leggi l'articolo)

 


 

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Newsletter#38 - Una cura contro lo status quo

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#38

Supererò le correnti corporazionali


Il mondo cambia rapidamente, ma in Italia una cosa sembra immobile: il sistema delle rendite. Non è il conflitto tra categorie il vero problema strutturale del Paese, bensì la protezione sistematica di rendite economiche, corporative e istituzionali che soffocano concorrenza, innovazione e responsabilità. Le categorie diventano un problema quando vengono trasformate in corporazioni chiuse, difese dalla politica e ostili al mercato.

Lo vediamo nel settore dei taxi, dove scioperi e intimidazioni vengono usati per preservare posizioni acquisite a danno dei cittadini. Lo vediamo in un’agricoltura iper-sussidiata che rifiuta l’apertura dei mercati. Lo vediamo quando l’affidamento in-house diventa la norma e la spesa pubblica uno strumento di consenso anziché di efficienza. Ma questa logica non si ferma all’economia. Entra nelle istituzioni e ne altera il funzionamento. Anche nella giustizia esistono rendite di potere, che hanno preso la forma delle correnti e di un Consiglio Superiore della Magistratura sempre più politicizzato. Rompere queste rendite non significa indebolire la magistratura: significa restituirle terzietà, credibilità e indipendenza, rafforzando lo Stato di diritto. 

Per questo il Partito Liberaldemocratico sostiene il referendum sulla separazione delle carriere: una riforma di merito, non ideologica, che va nella direzione di istituzioni più responsabili e di una giustizia finalmente libera da logiche corporative.Difendere la concorrenza e lo Stato di diritto è spesso impopolare. Ma è l’unica strada per un’Italia più giusta, più libera e più moderna.

Per approfondire:

  • Perché votare SÌ sulla separazione delle carriere (🔗 leggi per approfondire), 
  • Il dibattito sul rapporto tra politica e magistratura (🔗 leggi l’analisi)
  • La posizione del PLD sul referendum e sul voto degli italiani all’estero (🔗 leggi qui).

 


 

Politica estera: scegliere significa responsabilità

In politica estera non esistono scorciatoie morali né neutralismi innocenti. Anche qui scegliere significa assumersi responsabilità, non voltarsi dall’altra parte perché qualcosa è “scomodo” o non produce consenso facile. La liberazione dei nostri connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò (👉 il nostro post a riguardo) dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela è una notizia importante: due italiani, uno cooperante e l’altro imprenditore, detenuti senza accuse formali, sono finalmente tornati in libertà grazie all’impegno diplomatico e alla cooperazione internazionale. 

Questa vicenda ci ricorda che mettere al centro libertà, diritti umani e Stato di diritto non è un esercizio retorico, ma una scelta precisa di valori e di politica estera. 

Allo stesso tempo, ciò che accade in Iran non può essere ignorato o minimizzato perché non produce vantaggi geopolitici immediati. Da fine dicembre 2025 vaste proteste popolari hanno attraversato il Paese, partendo da motivazioni economiche e degenerando presto in richieste di riforme profonde al regime teocratico. Le autorità hanno risposto con una repressione severa, blackout delle comunicazioni e violenza su larga scala contro manifestanti pacifici. 

Chi scende in piazza per chiedere democrazia e laicità è spesso lasciato solo sulla scena internazionale. Non scegliere di sostenere questi movimenti significa, di fatto, lasciare campo libero ai regimi autoritari. Il Partito Liberaldemocratico sceglie di stare dalla parte dei popoli e delle opposizioni democratiche, anche quando questo significa rompere silenzi e ambiguità. Per noi la politica estera è una questione di principi, non di tornaconto immediato. Decidere oggi come comunità politica significa dare voce a chi lotta per diritti fondamentali, e non voltarsi dall’altra parte quando i valori che sosteniamo vengono messi in discussione.

 


 

UE–Mercosur: apertura contro l’immobilismo

Dopo trentacinque anni di negoziati, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur segna un passaggio politico ed economico di grande rilievo contro protezionismi e paure strumentali. Nasce un’area economica che coinvolge circa 700 milioni di persone, aprendo nuove opportunità per le imprese europee e italiane, a partire dal nostro agroalimentare, dall’industria manifatturiera e dai servizi. È una scelta che rafforza l’integrazione economica e la competitività in un mondo sempre più frammentato. Nonostante ulteriori concessioni a uno dei settori più sussidiati, l’agricoltura, l’intesa è finalmente arrivata al via libera.

 Ancora una volta, però, c’è chi prova a bloccarla in nome di un presunto interesse nazionale, che in realtà coincide con la difesa di rendite consolidate e di modelli chiusi alla concorrenza. Il Partito Liberaldemocratico rivendica la coerenza di una battaglia portata avanti da mesi: sostenere il libero scambio significa scegliere crescita, innovazione e apertura, non proteggere l’immobilismo che frena il Paese. Anche qui la scelta è chiara.
Apertura dei mercati, concorrenza e sviluppo contro il protezionismo mascherato da prudenza. È così che si costruisce un’Italia più forte in Europa e nel mondo.

👉 Posizione PLD Mercosur

 


 

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

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📺 Riuarda la puntata del 12 gennaio “Iran Today” su YouTube

📺 Riguarda la puntata del 7 gennaio “Venezuela Libre: Novità americane, rischi e prospettive”

📺 Riguarda tutte le nostre live su temi come Nucleare, Difesa Europea, Giovani, Economia e molto altro cliccando qui.

 


 

DAI TERRITORI

  • Rimini: A Rimini in centinaia in piazza per la libertà del popolo iraniano: ‘No alla dittatura’ (🔗 PLD Rimini - Presidio Iran). 
  • Napoli: a Napoli in Piazza dei Martiri, per sostenere un Iran libero dalla teocrazia e dalla dittatura (🔗 PLD Napoli - Presidio Iran).
  • Bari: il PLD Bari convoca una contromanifestazione ‘No solidarietà a Maduro’ (🔗 PLD Bari - Contro Maduro).
  • Cuneo: Il PLD Cuneo risponde al Senatore Bergesio sul Mercosur (🔗 PLD Cuneo-Mercosur).
  • Acqui Terme: interrogazione parlamentare di Maratti sulla sospensione delle cure termali (🔗 PLD  Alessandria - Terme di Acqui).
  • Umbria: Le forze liberali fanno rete, si è costituito un coordinamento per il Sì al referendum giustizia. Il PLD Umbria ne è promotore: con noi ci sono Azione, Civici x Umbria, Ora Umbra ed Europa Radicale. (🔗 PLD Umbria: il post).

 


 

PARLANO DI NOI

  • Separazione delle carriere, le domande poste dal fronte del ‘No’ all’esame degli esperti (🔗 Leggi)
  • Contrasto all’antisemitismo in Italia. Le proposte del Partito Liberaldemocratico (🔗 Leggi)
  • Il 2026 dei sondaggi inizia bene. Un’altra crescita della nostra avventura. Avanti, insieme. (🔗 Leggi)

 


 

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#PLDTalks – Iran Today

L’Iran non è solo una teocrazia in crisi: è l’attore che sta ridisegnando gli equilibri di potere dal Mediterraneo al Golfo Persico. Ignorare ciò che accade a Teheran significa non capire nulla delle dinamiche energetiche, della sicurezza europea e del futuro degli accordi di Abramo.
Nei #PLDTalks di questa settimana analizziamo la realtà interna all’Iran e le sue proiezioni di potenza. Non faremo accademia: analizzeremo rischi e opportunità strategiche per l’Occidente.
🎤 Ospiti e interventi

Ecco chi partecipa alla diretta:

  • Ashkan Rostami – Consiglio di Transizione dell’Iran e fondatore dell’Institute for a New Middle East
  • Mariano Giustino – Corrispondente di Radio Radicale, una delle voci più lucide sul campo
  • Alessandra Franzi –  Responsabile Esteri PLD
Modera Federica Iaria – Vicepresidente AIISE (Associazione Italia-Israele Scaligero Estense)


🎙️ #PLDTalks – Iran Today

📅 Data Live: 12/01/2026

🕒 Ora: 18:00

📍 Dove vederla: YouTube


📢 Partecipa alle prossime #PLDTalks

Le #PLDTalks sono uno spazio aperto al dialogo, al confronto e alle idee.

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Newsletter#37 - Altro che elementare, Watson

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#37

Le differenze che fanno la differenza


In Venezuela e in Iran emerge quanto sia difficile leggere il mondo di oggi, ma ci possiamo provare

“Libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione”, cantava Gaber. Ed in effetti è così: libertà non è uno slogan e nemmeno un riflesso ideologico.Nel mondo reale esistono popoli che scelgono democrazia e Stato di diritto e una politica responsabile deve saper distinguere, capire e prendere posizione, senza scorciatoie né ipocrisie.

La politica contemporanea tende a reagire agli eventi globali con riflessi automatici: analogie pigre, slogan morali, neutralismi che evitano di scegliere. È il modo più semplice per non assumersi responsabilità. Ma nel mondo reale i contesti non sono intercambiabili e le differenze contano.

Ormai da troppo tempo siamo abituati a vedere la politica come una guerra di slogan - spesso sbagliati- ma è proprio questo che il Partito Liberaldemocratico contesta. Noi rifiutiamo le semplificazioni, quelle che portano la massa a pensare che distinguere significhi giustificare tutto. Distinguere per noi vuol dire riconoscere quando esistono opposizioni democratiche legittime, quando un popolo ha già scelto libertà e Stato di diritto, e quando invece si scaricano sul presente errori e fallimenti del passato per non decidere nulla oggi. Venezuela ed Iran sono esempi perfetti di questa visione.

Il Partito Liberaldemocratico rivendica questa postura: guardare i fatti, non le etichette; valutare i contesti, non le tifoserie; stare dalla parte della libertà quando è reale, concreta e pagata a caro prezzo. Senza scorciatoie ideologiche, senza pacifismi automatici, senza doppi standard

 


 

Venezuela: il futuro e le differenze

Il blitz che ha portato alla cattura di Maduro in Venezuela è la perfetta rappresentazione di quanto le differenze contino. Paragonare oggi il Venezuela all’Iraq è una semplificazione che tradisce una difficoltà più profonda: leggere il mondo come se fossimo ancora in una fase storica ordinaria, stabile, prevedibile. Non lo siamo. Il contesto internazionale è mutato, le dinamiche di potere sono più frammentate e le categorie del passato non bastano più.

Distinguere per noi vuol dire riconoscere quando esistono opposizioni democratiche private della vittoria legittima alle elezioni. Una vittoria riconosciuta a livello internazionale ed è per questo che oggi l’opposizione a Maduro rivendica l’esercizio di un mandato legittimo. Cosa che invece non avvenne in Iraq, dove nel 2003 ci fu un intervento militare che durò a lungo, dietro al quale però non c’era alcuna idea per rendere il Paese democratico.

Le piazze che invece oggi scendono in campo a sostegno di Maduro hanno fatto una scelta ben precisa: stare dalla parte dei dittatori, chi ha oppresso e affamato il popolo, aprendo le porte del Paese a criminalità e corruzione.

Anche per questo motivo, la cattura di Maduro non basta, non è sufficiente per parlare di vero ritorno alla democrazia.

Il Partito Liberaldemocratico si augura che quanto sta accadendo rappresenti l’occasione per restituire al popolo venezuelano la democrazia che gli è stata sottratta. Perché sostenere l’autodeterminazione, quando è reale e fondata su un mandato democratico, significa stare dalla parte della libertà senza scorciatoie ideologiche.

👉 Guarda il nostro post

👉 Leggi l'intervento di Marattin su Il Foglio

Il primo effetto di questo blitz è stata la liberazione di Biagio Pilieri e Luigi Gasperin, due degli italiani da tempo sequestrati in Venezuela. Non possiamo che gioire, ovviamente. Ma anche qui non basta, ci sono altri italiani ancora in carcere senza motivo, che aspettano di poter riabbracciare la famiglia

👉 Guarda il nostro post su Pilieri

👉 Guarda il nostro post su Gasperin

 


 

Ratificare il Mercosur, non c’è più tempo

La questione del Venezuela ne rilancia un’altra: quella del Mercosur. Noi del PLD siamo stati i soli a spingere perché la presidente del Consiglio Meloni lo ratificasse.

Ora, con il primo via libera degli ambasciatori a Bruxelles (e con le parole in conferenza stampa della premier Meloni), possiamo finalmente dire che c’è il via ufficiale all’accordo di libero scambio. La ratifica del trattato porterà solo benefici all’economia europea ed italiana.

Lo confermano gli effetti di un altro trattato simile, il Ceta, che ha fatto volare il nostro export: Questa firma, riafferma la forza dell'Ue come attore politico e rilanciare le nostre imprese. Ora va esteso al Venezuela libero.

👉 Guarda il nostro post

 


 

Iran, la libertà che non è mainstream

In Iran la protesta non è mediatica né spendibile politicamente, non porta voti. È portata avanti da commercianti, studenti, cittadini comuni che chiedono libertà, laicità, democrazia ed economia di mercato, pagando un prezzo altissimo. 

L’assenza di grandi mobilitazioni occidentali dice molto più delle proteste stesse: la libertà, quando non serve contro l’Occidente, spesso viene ignorata.  L’Iran non è Gaza, non c’è un nemico contro cui scagliarsi, quindi nessun corteo, nessuna mobilitazione, nessun boicottaggio. Il PLD ha scelto invece, anche in questo caso, di celebrare la libertà.

👉 Guarda il nostro post

👉 Guarda il post sui giovani iraniani

 


 

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.

📺 Guarda la prossima puntata del 12 gennaio “Iran Today” su YouTube 

Lunedì 12 Gennaio appuntamento con PLD Talks dedicato all'Iran: "Iran Today" con Ashkan Rostami, membro del consiglio di transizione dell'Iran e del partito costituzionale iraniano, fondatore dell'Institute per a New Middle East; Mariano Giustino, corrispondente di Radio Radicale dal Medioriente e Alessandra Franzi, Responsabile esteri del PLD. Modera Federica Iaria, vicepresidente Aisee.

📺 Riguarda la puntata del 7 gennaio “Venezuela Libre: Novità americane, rischi e prospettive”

Abbiamo parlato di attualità e delle notizie che arrivano dal Venezuela e dall’America: quali rischi e che prospettive, in primis per il popolo venezuelano che merita libertà e democrazia, dopo anni di feroce regime. Ne abbiamo parlato con: Maria Claudia Lopez - Coalizione Democratica Venezuelana e ”ambasciatrice” in Italia del Nobel Maria Corina Machado. Carmine Pinto - professore di Storia contemporanea presso la Università di Salerno. Luigi Marattin - deputato e segretario nazionale PLD. Alessandra Franzi - responsabile esteri PLD. Moderati da Antonluca Cuoco, membro della assemblea nazionale PLD.

📺 Riguarda tutte le nostre live su temi come Nucleare, Difesa Europea, Giovani, Economia e molto altro cliccando qui.

 


 

REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Anche sul fronte interno vale la stessa regola: capire prima di schierarsi.
Con il Comitato Giustizia SÌ, promosso dal Partito Liberaldemocratico e aperto anche ai non iscritti, è iniziato un percorso nazionale di informazione sul referendum di marzo 2026 sulla separazione delle carriere dei magistrati. Niente propaganda da curva, niente letture di parte: solo spiegazioni puntuali della riforma, delle sue ragioni e delle obiezioni del fronte del No, per permettere ai cittadini una scelta davvero consapevole. Dopo l’incontro di avvio a Roma, il confronto proseguirà nelle prossime settimane anche a livello locale.

Per approfondire: perché votare SÌ sulla separazione delle carriere (🔗 leggi per approfondire), il dibattito sul rapporto tra politica e magistratura (🔗 leggi l’analisi), e la posizione del PLD sul referendum e sul voto degli italiani all’estero (🔗 leggi qui).

 


 

DAI TERRITORI

  • Verona. Si è svolto un flashmob in città a sostegno dell’Iran libero, presente la nostra Valeria Pernice. (🔗 Leggi su L’Arena). Ne ha parlato anche Telenuovo (Guarda il video). 
  • Torino. Anche la città di Torino ha ospitato un identico flash mob in piazza Carignano (🔗 Leggi su Il Torinese)
  • Identica iniziativa si svolgerà nel pomeriggio di sabato 10 Gennaio a Milano in piazza della Scala, a partire dalle 15
  • Salerno. Il segretario locale  Pasquale Lauri sul legame fra Cilento e Venezuela (🔗 Leggi su Salerno Today)
  • Rimini. Soddisfazione del segretario del PLD locale Andrea Ferrando per la cattura di Maduro (🔗 Leggi su Geronimo News)
  • Como. “La libertà di divertirsi non può e non deve mai essere separata dal diritto alla sicurezza. Non possiamo permettere che una serata di svago si trasformi in un incubo a causa di mancanze strutturali o controlli insufficienti”. Così il PLD di Como dopo la tragedia di Crans Montana (🔗 Leggi su Il Post). Sulla vicenda interviene anche il PLD Lombardia.  (🔗 Leggi qui)
  • Bergamo. Dal PLD locale una nuova visione per il trasporto pubblico nella pianura bergamasca. (🔗 Leggi su Bergamo News)
  • Campania. Il grave problema dei trasporti nella Regione in un post del PLD locale, con l’invito al nuovo presidente Fico ad intervenire. (🔗 Leggi)
  • Lazio. Solidarietà del PLD alla consigliera Ludovici, che ha subito l’incendio dell’auto come atto intimidatorio. Ma il fatto riaccende la questione sicurezza. (🔗 Leggi su Il Clandestino)
  • Puglia IL PLD barese contro la sospensione della dotazione di taser alla polizia locale, rilanciando la questione sicurezza. (🔗 Leggi su Il Giornale di Puglia). A Mesagne, il PLD locale chiede una nuova visione di sviluppo per il Paese (🔗Leggi su Quimesagne)

 


 

PARLANO DI NOI

  • Il Corriere della Sera ospita le dichiarazioni del segretario Luigi Marattin sulla situazione in Venezuela (🔗 Leggi)
  • Su La Ragione un articolo del nostro segretario Luigi Marattin in merito al perchè è necessario superare il bipolarismo (🔗 Leggi)

 


 

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Newsletter#36 - Aperto il tesseramento 2026

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#36

L’anno che verrà


Un nuovo anno, la stessa voglia di costruire insieme

Il tesseramento 2026 del Partito Liberaldemocratico è aperto. Rinnovare o sottoscrivere la tessera significa scegliere di far parte di una comunità politica viva, unita dalla volontà di costruire una vera casa liberaldemocratica per chi crede nella libertà, nella democrazia e nella responsabilità delle scelte.

Aderire al Partito Liberaldemocratico non è un gesto simbolico, ma un modo concreto per partecipare a un progetto che cresce grazie alle persone che lo sostengono. Il nostro obiettivo è trasformare le tante energie civiche e politiche presenti nel Paese in una forza comune, riconoscibile e coerente, capace di incidere nel dibattito pubblico e nelle decisioni che contano.

Ogni tessera contribuisce a rafforzare una comunità che lavora per un’Italia più aperta, più giusta e più moderna, senza scorciatoie e senza promesse irrealistiche. È uno spazio in cui idee, competenze e impegno trovano un luogo per diventare proposta politica.

Per chi non ha ancora compiuto 25 anni è disponibile il tesseramento Under 25, pensato per favorire la partecipazione delle nuove generazioni e il loro protagonismo nella vita del partito.

Il 2026 inizia da qui: dall’impegno di chi sceglie di costruire.

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La Russia non sta vincendo la guerra, ma l’Italia sta perdendo tempo

Mentre una parte della politica continua a vendere l’illusione di una pace immediata e indolore, la realtà — anche quella economica — presenta il conto.

In questo video (link), Pietro Serino ricostruisce i fatti e smonta la propaganda con i dati: sostenere la resistenza ucraina non è solo una scelta morale, ma una necessità strategica per la sicurezza e la stabilità economica dell’Europa, e quindi anche dell’Italia. Ignorarlo significa rinviare le decisioni, aumentando i costi che prima o poi ricadranno su cittadini e imprese.

Il Partito Liberaldemocratico sceglie di non semplificare ciò che è complesso e di non promettere soluzioni facili. Preferisce dire la verità, basata sui fatti, anche quando è scomoda. Perché governare la realtà è sempre meglio che inseguire illusioni.

📹 Guarda l’intervento di Pietro Serino

 


 

In Venezuela c’è profumo di libertà

L’operazione compiuta in Venezuela dalle truppe americane ha consentito al Paese di ristabilire la democrazia: Nicolàs Maduro e la moglie sono stati arrestati.

L’uomo che in questi anni ha ridotto in povertà il Venezuela e che aveva ribaltato il risultato delle ultime elezioni democratiche, impedendo a chi le aveva vinte, ovvero Corina Machado, di diventare presidente ha concluso la sua parabola.

Nel Paese sudamericano c’è finalmente, dopo tanto tempo, profumo di libertà. Non ancora di democrazia, perchè il difficile viene adesso: rimettere Corina Machado dove le spetta, ovvero alla presidenza della Repubblica. Ma intanto si è conclusa l’era dell’ultimo dittatore del Sudamerica

📹 Guarda il nostro post

 


 

Politiche sbagliate e dove trovarle

Molte delle critiche rivolte in questi giorni alla manovra di bilancio non reggono alla prova dei fatti.
Non è vero che si taglia la sanità: le risorse aumentano.
Non è vero che si fanno regali alle banche: il gettito fiscale cresce.
Non è nemmeno corretto parlare di una manovra “restrittiva” per scelta ideologica: il quadro è quello imposto dalle nuove regole europee, e sarebbe stato sostanzialmente lo stesso con qualunque maggioranza al governo.

Questo però non rende la manovra una buona manovra.

Il problema sta nelle scelte fatte — o evitate. Troppi interventi rispondono a logiche populiste: misure simboliche, costose e poco efficaci, che non affrontano i nodi strutturali del Paese. Dalla norma sull’oro all’anticipo pensionistico, fino alla Tobin tax, si continuano a disperdere risorse senza incidere su crescita, lavoro e produttività.

La strada liberaldemocratica è un’altra: meno propaganda, più realtà. Ridurre il carico fiscale sul lavoro e sul ceto medio, incentivare davvero la contrattazione, tagliare la spesa improduttiva, riformare scuola e mercato, liberare energie invece di comprimerle.

È su queste scelte che si misura la serietà di una politica economica.

 


 

Il nodo delle nostre istituzioni

La Legge di Bilancio appena approvata non è solo il risultato di scelte politiche discutibili: è anche il sintomo di un problema più profondo, che riguarda il funzionamento stesso delle nostre istituzioni.

Oggi viviamo formalmente in una Repubblica parlamentare, ma nella pratica la gran parte delle leggi nasce dal Governo. Il Parlamento, troppo spesso, non discute davvero: ratifica. I numeri parlano chiaro. La stragrande maggioranza dei decreti e dei disegni di legge viene esaminata da una sola Camera, mentre l’altra resta di fatto esclusa. Il bicameralismo “perfetto” è diventato una finzione procedurale che non migliora le decisioni, ma le rallenta e le svuota di senso.

Non a caso, l’attività parlamentare si concentra sempre più su mozioni e ordini del giorno: atti che non producono effetti giuridici né politici concreti. Carta che si accumula, senza incidere sulla vita dei cittadini.

Il Partito Liberaldemocratico propone di affrontare questo nodo alla radice. Superare il bicameralismo simmetrico, fondendo Camera e Senato in un’unica Assemblea nazionale, restituire agli elettori la scelta diretta dei propri rappresentanti, liberare il sistema politico dalle gabbie delle coalizioni obbligate.

Non è una questione tecnica. È una condizione necessaria per tornare ad avere istituzioni che decidono, rispondono e funzionano. Perché senza istituzioni efficienti, anche le migliori politiche restano sulla carta.

 


 

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
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DAI TERRITORI

  • Puglia: il Partito Liberaldemocratico lancia un appello per una Costituente del Centro pugliese: un Tavolo stabile, aperto e inclusivo per unire forze liberali, riformiste e centriste e dare rappresentanza a un’area oggi frammentata, rafforzando una proposta di governo seria, europea e credibile. 🔗 Leggi l’articolo
  • Torino: il PLD della Provincia di Torino prende una posizione netta sul caso Askatasuna: legalità, rispetto delle Istituzioni e rifiuto di ogni ambiguità. Con chi rifiuta le regole della convivenza civile non sono possibili compromessi. 🔗 Leggi il comunicato

 


 

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