Trentino - Manifesto dei Valori e degli Indirizzi di Sviluppo
Manifesto dei Valori e degli Indirizzi di Sviluppo
IL CONTESTO
Prendiamo atto che la società vive un momento di trasformazione radicale in un continuo crescendo e pertanto in questo momento storico riconosciamo che siamo di fronte a nuove sfide, tra le quali il cambiamento climatico, le migrazioni di massa, il trend demografico in continua decrescita, le preoccupazioni circa il grado di disuguaglianza nel reddito e nella ricchezza, l’universo della comunicazione di internet, dei social, degli algoritmi, dell’Intelligenza Artificiale ed altri aspetti esplicitamente e implicitamente correlati e, dulcis in fundo, la crisi internazionale che ci coinvolge come Europa e come democrazie dell’Occidente in generale.
ESSERE “LIBERALDEMOCRATICI”
Essere “liberaldemocratici” significa dare un contributo perché la persona sia al centro della comunità, perché conta la sua libertà, la sua capacità di costruire un progetto per la vita, cosicchè le Istituzioni pongano le condizioni e siano garanti affinchè tale libertà si possa esprimere e, nella visione collettiva, rappresenta il patrimonio più grande dell’umanità.
Il pensiero liberaldemocratico pone come focus baricentrico la libertà e i diritti dell’essere umano, accetta e affronta le sfide del processo incrementale in atto dello sviluppo della scienza e della tecnologia con lo spirito dei Valori Liberali per una Società Aperta e con il senso del processo del sano pragmatismo per transitare dalla idealità alla governabilità.
LA NOSTRA VISIONE
La libertà di ogni essere umano è un principio essenziale per il raggiungimento del progresso umano e di un mondo migliore. Come movimento globale il liberalismo crede fortemente nella ragione umana come fondamento del progresso verso quel mondo migliore. Il liberalismo è dedicato alla difesa della libertà e del diritto inalienabili di tutte le persone ad una vita in cui ognuno possa determinare come desidera vivere.
Un insieme completo di diritti, libertà e responsabilità consente il pluralismo delle idee, nonché la diversità delle proprie origini, che nutre questa ricchezza di differenze senza distinzione di genere, razza, età, orientamento sessuale, credenze religiose, disabilità, o qualsiasi altra condizione personale o sociale.
Una società liberale si basa non solo sui diritti umani, ma sui rapporti umani.
Nessuna società può essere libera senza libertà di espressione, riunione ed associazione. Vogliamo istituzioni democratiche, responsabili e capaci, che forniscano uguali diritti e libertà universali. A queste condizioni la creatività umana può prosperare ed alimentare il progresso umano verso una società globale pacifica, prospera ed aperta. In termini economici, sociali ed ambientali, questa società globale deve essere sostenibile sia nel presente che nel breve, medio e lungo termine. Ciò richiede una gestione integrata e sostenibile delle risorse naturali e degli ecosistemi.
LA NOSTRA SFIDA E LA NOSTRA RISPOSTA
La capacità e l’efficacia delle Istituzioni del mondo liberale di affrontare le sfide del cambiamento climatico, della tendenza demografica, del progresso tecnologico e digitale, dalla dimensione locale alla dimensione mondiale e dell’aumento del fenomeno migratorio sono le grandi sfide già in essere caratterizzate da una dinamica in progressivo cambiamento. La crescente eterogeneità di molte società è causa di insicurezza per molte persone, esacerbando il loro attaccamento a ciò che percepiscono come la loro identità fondamentale ed alimentando sospetto ed ostilità verso coloro che sentono come diverse da loro stessi. Queste tendenze rappresentano una sfida per il liberalismo,
promuovendo norme discriminatorie ed istituzioni antiliberali, minacciando di dividere nazioni ed il mondo in fazioni in guerra e fermando il progresso umano.
La miglior risposta della liberaldemocrazia a queste sfide è promuovere l’uguaglianza di opportunità per tutti, rafforzare le istituzioni liberali e lo stato di diritto in tutto il mondo, promuovere l’educazione generale, civica e del benessere individuale e collettivo, la sanità, il libero ed equo commercio, le opportunità sostenibili per ogni essere umano. Noi liberaldemocratici crediamo nel progresso umano basato su nuove conoscenze acquisite ed applicate il più possibile localmente, attraverso discussioni, cooperazione e l’apprendimento nei luoghi democratici dell’istruzione e della ricerca, dell’economia di mercato e della società civile.
La forza del liberalismo è sempre stata la sua innata flessibilità nell’adattarsi ai cambiamenti di contesto e così affrontare nuove sfide emergenti. Il liberalismo si basa sull’ingegnosità e sulla creatività umane, anziché aggrapparsi solamente alla saggezza ricevuta dal passato. Con questo spirito le principali sfide per i liberali sono quelle di rendere il progresso al servizio dell’essere umano, il più dinamico possibile, assicurandosi che diventi più equo e sostenibile in modo che non solo le generazioni attuali, ma anche quelle future possano trarre pieno vantaggio da esso e progettare il proprio rispettivo futuro.
I liberali riconoscono che i diritti umani sono individuali, non collettivi. Data la naturale diversità delle aspirazioni umane, delle indoli e dei talenti, nonché delle credenze religiose e delle opinioni, la ricerca della felicità è, e resta, una preoccupazione fondamentalmente individuale. Si tratta della libertà che si può usare per vivere una vita alla quale si dà valore, senza limitare la libertà degli altri. Questo non vuol dire che il liberalismo sia semplice individualismo. Anche la comunità è importante. Il liberalismo riguarda la libertà – la libertà dell’individuo – ma anche la liberalità – la generosità dello spirito verso l’Altro, non solo i nostri amici più cari ed i familiari, ma tutta la famiglia umana.
PARTECIPAZIONE E RESPONSABILITA’
Come recita una nota canzone (La Libertà, di Giorgi Gaber) la libertà non è stare sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, LIBERTA’ è PARTECIPAZIONE”.
La Partecipazione è strettamente collegata con la Responsabilità ed entrambe mettono al centro il ruolo dell’individuo ed i riferimenti valoriali per l’esercizio della politica, in un contesto governato dai principi inderogabili della Democrazia, nel quale per essere liberi occorre poter scegliere.
LE ISTITUZIONI
La dimensione liberal democratica vuole considerare le Istituzioni come principio e base per uno sviluppo delle libertà delle donne e degli uomini.
La riduzione della burocrazia e la semplificazione dell’impianto legislativo locale devono essere il punto centrale nel nostro tempo, così come la qualità dell’Amministrazione.
Si deve realizzare una Pubblica Amministrazione creativa ed affidabile che sappia andare oltre le funzioni classiche di autorizzazione e controllo, per collaborare con cittadini e Imprese alla risoluzione dei problemi e al raggiungimento dei migliori risultati nei tempi più brevi.
L’AUTONOMIA DEL TRENTINO ALTO ADIGE
L’Autonomia della Regione Trentino – Alto Adige / Sudtirol e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, rappresenta la storia e la cultura di questa terra, ne racchiude i valori e ne rappresenta una dimensione trasversale.
In questo tempo, attraversato da grandi sfide, l’Autonomia va ricompresa, rinnovata, reinterpretata al fine di generare uno spirito di autogoverno critico, costruttivo e creativo generato dalla partecipazione, capacità e competenze della popolazione interessata. E soprattutto è importante rigenerare l’intero sistema perché possa essere realmente al servizio della persona e della sua libertà in una direzione governata dal benessere della collettività.
Serve recuperare e rilanciare il ruolo della regione T.A/A attribuendo alcune funzioni di comune interesse delle Provincie autonome di Trento e Bolzano, sinergie finalizzate a valorizzare l’autonomia speciale che le contraddistingue.
Di fronte al restringimento degli spazi di manovra istituzionale, finanziaria e politica della Provincia va lanciata una grande azione collettiva di tutte le forze che intendono mantenere e valorizzare lʼAutonomia, contrastando ogni tendenza politica e/o culturale a rifugiarsi in un atteggiamento autarchico.
E’ perciò necessaria una rifondazione dellʼAutonomia, non limitata al breve periodo bensì capace di proiettare lo sguardo nel medio e lungo termine. Bisogna quindi misurarsi con un programma per un Trentino che si proietti verso il futuro con una serie di scelte strategiche e riforme strutturali.
Due devono essere i concetti guida: competitività e solidarietà. Apparentemente contradditori fra loro questi due principi devono essere fatti convivere sia per dare a ciascun cittadino eguali possibilità di diventare diversi sia per tutelare la nostra Autonomia e specificità storico/politica/istituzionale. La competitività è un obiettivo che deve valere in tutti i campi, economico (ovviamente), ma anche istituzionale, formativo, ambientale, ecc. La solidarietà invece fa parte dei valori più profondi del Trentino, una solidarietà che deve servire a dare il senso di una comunità integrata, mettendo ciascuno nelle condizioni di poter competere al meglio delle sue possibilità o essere difeso dagli eventuali eccessi e distorsioni della competizione stessa.
Deve esser una solidarietà rivolta sia allʼinterno che allʼesterno dei nostri confini.
In un progetto di rifondazione strategica vanno individuati i filoni prioritari di intervento e di azione politica.
Nellʼavviare questo percorso va ricordato che lʼAutonomia, con i suoi valori e principi, è lʼidentità stessa del Trentino.
Ciò deve includere il senso di responsabilità verso sé e verso gli altri: le altre regioni e la Nazione italiana, così come le regioni e le nazioni che compongono lʼUnione Europea.
Solo questo riconoscimento di un legame di condivisione e solidarietà reciproca può tradursi nellʼappartenenza a unʼidentità più ampia, fatta di relazioni sociali, economiche, culturali, frutto di storia, valori e principi comuni che possono costituire elemento fondante di una vera Cittadinanza europea.
L’ECONOMIA E L’IMPRESA
Libertà di Impresa come principio di libertà della persona. Combattere i monopoli pubblici e privati. Ridurre la Burocrazia, che significa anche delegificare. Puntare alla qualità dell’economia in una visione complessiva dello Sviluppo Sostenibile caratterizzato non solo dagli obiettivi di business, ma anche dagli obiettivi inerenti il valore del benessere per l’individuo e per la collettività e dagli obiettivi della sostenibilità per non precludere alle prossime generazioni la possibilità di progettare il loro rispettivo futuro.
L’innovazione parte sempre dalla creatività della persona, ma deve svilupparsi anche attraverso i processi di cooperazione a livello interdisciplinare e interculturale con il coinvolgimento attivo e sinergico delle nuove attese dell’umanità, del mondo della ricerca e del mondo dell’Impresa. Anche qui offrire le condizioni perché questo avvenga è un principio che può favorire un nuovo sviluppo attento alla sostenibilità, all’ambiente e soprattutto alla qualità del benessere della vita sia a livello della dimensione individuale che collettiva.
Impresa
LʼImpresa, con il lavoro che la riempie di contenuti, rappresenta sicuramente il motore dello sviluppo, anche dello sviluppo di un territorio. Fare Impresa oggi però richiede di confrontarsi con lʼaccelerazione esponenziale del processo di globalizzazione che mette in concorrenza ogni singolo territorio sulla capacità di attirare investimenti e sviluppo più efficacemente degli altri suoi concorrenti. Si tratta quindi di applicare efficacemente il cosiddetto marketing territoriale anche in funzione della necessità di produrre a livello locale i fattori di ricchezza con cui alimentare le politiche sociali legate al territorio.
Realizzare un ambiente favorevole allʼImpresa diventa, quindi, un elemento centrale dellʼazione politica dei territori in termini di competitività per ottenere le risorse necessarie alla coesione sociale e contrastare i processi di emigrazione in particolare di quella giovanile.
Va tenuto presente, inoltre, che il Trentino ha solo il 18% del proprio territorio sul fondovalle e il 20% al di sopra dei 2000 metri. Quindi la scarsità di territorio disponibile rende al margine più onerosi gli investimenti in capitale fisso.
E, per di più, lʼarticolazione orografica incide fortemente sulla formazione dei costi di trasporto, determinanti sui tempi di percorrenza. Pertanto è importante intervenire in via prioritaria sui seguenti aspetti fondamentali:
• la programmazione strategica per il recupero e la promozione delle vocazioni del territorio;
• lʼinfrastruttura burocratica;
• la banda larga;
• la formazione, lʼeducazione e la ricerca;
• una fiscalità premiale per le piccole e piccolissime Imprese che si fondono per superare i 50 dipendenti.
Programmazione strategica significa anzitutto definizione delle priorità di medio lungo termine, mettendo a frutto le importanti e qualificanti risorse del territorio: in particolare l’industria il turismo e lʼagricoltura .
Occorre, quindi, intervenire secondo le seguenti linee guida:
• unʼofferta di grandissima efficienza e maggior semplicità delle procedure burocratiche. Ciò va perseguito con diversi interventi: un forte investimento sulla formazione e motivazione del capitale umano presente nelle Pubbliche Amministrazioni;
• semplificazione legislativa e razionalizzazione istituzionale per eliminare sovrapposizioni di competenze e momenti di coordinamento e controllo che incidono in maniera insostenibile sulla formazione del costo dei prodotti e della loro prevedibilità. Data la disponibilità di competenze e di risorse bisogna creare in Trentino una burocrazia efficiente ed efficace. Un investitore deve essere spinto ad allocare qui le proprie risorse per la presenza di unʼefficiente infrastruttura burocratica, capace nel medio termine di generare risparmi e opportunità che coprano ampiamente i maggiori costi dʼinvestimento fisso;
• la banda larga – diffusa ovunque – permetterebbe di abbattere i tempi dʼinoltro e feedback delle pratiche burocratiche, che possono essere gestite da remoto dal proprio posto di lavoro. Gli uffici della Provincia Autonoma di Trento (PAT) devono diventare luoghi dʼerogazione dei servizi integrati per tutti i cittadini e le Imprese in modo tale da consentire anche la riduzione del pendolarismo professionale e burocratico, dando il massimo sviluppo all’erogazione di servizi on line;
• investire nel capitale umano per creare risorse determinanti per lo sviluppo come puntare sull’apprendimento delle lingue quali lʼinglese e il tedesco, nonché sullʼuso di strumenti informatici a partire già dalla scuola materna. La formazione deve essere permanente per chi è già al lavoro e per chi lo cerca.
La globalizzazione in corso impone non solo alle Imprese. ma anche ai sistemi territoriali di adottare strategie “integrate” e legate alle specializzazioni produttive per sostenere la competitività della propria economia. Per fare questo serve puntare, appunto, sulla specializzazione produttiva, sulle filiere, sull’innovazione.
Eʼ fondamentale, allora, aprirsi verso l’esterno, internazionalizzarsi, e puntare sulle “filiere di specializzazione naturale”:
• quella delle costruzioni deve scommettere sulla rigenerazione imprenditoriale puntando sulle tecnologie ambientali, il risparmio energetico, la domotica intervenendo
sullʼimponente stock di strutture edilizie da riqualificare; • quella agroalimentare, oggi ampiamente internazionalizzata – da un lato – attraverso le Aziende (in particolare cooperative) di maggiori dimensioni e sufficientemente legata al territorio e alla proposta turistica – dall’altro lato – nella componente più privata;
• quella turistica, lʼeconomia più territoriale e non delocalizzabile del Trentino.
L’abbinamento di agricoltura e turismo può rappresentare per il Trentino il tessuto connettivo per uno sviluppo duraturo dellʼeconomia e un potente volano per internazionalizzare le nostre produzioni e/o i servizi ai frequentatori del nostro territorio.
Industria
L’Industria trentina svolge un ruolo fondamentale per la comunità. I dati sul valore aggiunto lo confermano, mostrando come il comparto industriale e dei servizi avanzati rappresenti il 36,3% del valore aggiunto complessivo prodotto in Trentino. Nel dettaglio si vede come l’Industria in senso stretto rappresenti il 20,3%, seguita dai trasporti (7,5%) e dai servizi avanzati per le Imprese (8,8%). Questo significa che il comparto industriale contribuisce in maniera importante al gettito delle casse provinciali e ciò si trasforma in servizi e infrastrutture che innalzano la qualità della vita dei cittadini;
un valore aggiunto che è cresciuto in Trentino in maniera più forte rispetto alla media nazionale. A trainarne la crescita è stato il settore industriale che ha registrato un aumento del +89% del valore aggiunto, rispetto al +70% nazionale, rispetto ad altri settori come quello del turismo, che hanno segnato un calo nominale (ISTAT 2022).
Anche dal punto di vista occupazionale l’Industria trentina rappresenta il principale datore di lavoro, con oltre il 40% degli occupati nei settori manifatturiero, dei trasporti e dei servizi per le Imprese (CCIAA 2024).
Un territorio per essere considerato attrattivo per le Imprese deve creare quell’humus che permetta loro di poter crescere in maniera naturale, potendo mettere in pratica la propria capacità imprenditoriale per cogliere le opportunità del mercato. In questo senso giocano un ruolo fondamentale alcuni elementi imprescindibili.
Il comparto manifatturiero rappresenta il settore a maggior produttività e con migliori margini di crescita grazie all’elevato know-how presente nelle Imprese e alla capacità innovativa e di internazionalizzazione. Per poter aumentare la produttività i driver sono diversi e senza dubbio la presenza di aree industriali e produttive che rispondano alle esigenze delle Imprese presenti e future è un fattore strategico. Parallelamente la realizzazione e il rafforzamento di poli di innovazione all’avanguardia che connettano ricerca scientifica e Imprese su settori strategici è una strada che dobbiamo necessariamente percorrere per aumentare la competitività e attrattività del nostro territorio.
Per rafforzare le aree industriali è necessario offrire servizi moderni in linea con le esigenze delle Imprese in termini produttivi e logistici, creando linee guida per piani regolatori coerenti con la presenza industriale sul territorio, creando sinergia con la comunità.
In questo senso bisogna favorire il recupero e l’ottimizzazione delle aree industriali dismesse, incentivando pratiche di ristrutturazione e riadattamento di strutture già esistenti. Per farlo è necessario perseguire una razionalizzazione e una maggiore flessibilità nelle procedure decisionali di gestione degli edifici di proprietà pubblica o para-pubblica per rispondere alle esigenze di sviluppo e investimento delle Aziende sul territorio.
Per fare questo è inoltre necessario collegare meglio le diverse aree del territorio, sia i comuni di maggiori dimensioni che le valli interne, attraverso una rete di trasporto efficiente ed essenziale per ridurre le disuguaglianze, favorire lo sviluppo economico e sociale in Trentino e rafforzare la coesione territoriale.
Un sistema di mobilità efficiente e ben collegato con l’esterno è inoltre fondamentale per permettere alle Imprese di essere più competitive a livello internazionale e giocare un ruolo nelle nuove catene di fornitura locali e globali.
Agricoltura
LʼAgricoltura di montagna del Trentino riveste un triplice fondamentale ruolo con lʼobiettivo di:
• generare produzioni di qualità ad alto valore aggiunto;
• presidiare il territorio salvaguardandone l’integrità ambientale e paesaggistica;
• integrarsi in modo sistematico con la proposta turistica.
Si dovrà, inoltre, incrementare lʼAgricoltura biologica in tutte le produzioni agricole, dalla vitivinicoltura alla frutticoltura. Da produzione di nicchia lʼAgricoltura biologica deve crescere e conquistare ulteriore spazio, lo richiede il consumatore e lo esige il mercato.
Il rapporto con la ricerca e lo sviluppo tecnologico è cruciale.
Quello agricolo è un settore in costante evoluzione e aggiornamento, sempre più popolato da giovani preparati, formati in scuole tecniche e centri universitari e para-universitari, che utilizzano tecnologie avanzate e sistemi informatici nella gestione delle loro Aziende.
Turismo
Il Turismo deve divenire sempre più la leva per lʼattivazione delle risorse del territorio nellʼassoluto rispetto dellʼecosistema, puntando sulla qualità come segno distintivo e integrato in un sistema che deve essere inteso nel suo complesso.
Affinché il Turismo possa avere un ruolo determinante per la crescita del “sistema Trentino” è necessario predisporre una politica di sviluppo turistico basata su:
• qualità dellʼofferta e dei servizi;
• valorizzazione dellʼambiente;
• autenticità della proposta;
• incentivi pubblici finalizzati alle infrastrutture e a progetti di sistema, in particolare nel settore della mobilità alternativa/integrativa;
• crescita dellʼofferta basata anche su un rafforzamento della proposta formativa per accrescere le competenze manageriali nella gestione aziendale e le competenze specialistiche nella progettazione integrata delle infrastrutture funzionali al turismo.
Cooperazione
Oggi la Cooperazione costituisce una delle realtà produttive, commerciali, finanziarie più importanti del Trentino e la sua struttura sociale le conferisce una notevole valenza politica: i suoi successi come le sue debolezze si traducono inevitabilmente in successi/insuccessi del Trentino;
In un momento critico come quello attuale, quindi, la Cooperazione è chiamata a giocare ancor più un ruolo importante, in alleanza e condivisione con le altre realtà economiche e finanziarie del territorio. Infatti la dinamica dei mercati e la competizione che sarà sempre più accesa fra i territori chiederà a tutte le forze presenti nella nostra realtà sociale ed economica di fare squadra.
Il mondo della Cooperazione, economica e sociale, sarà parte importante di questo gioco di gruppo. Il mondo del credito cooperativo, le cooperative di consumo – famiglie cooperative – le cooperative di produzione e lavoro e le cooperative sociali dovranno esercitare insieme un duplice ruolo: da un lato per essere unʼinfrastruttura di servizio e supporto allo sviluppo e dallʼaltro una rete dʼinclusione per evitare che, in un momento di forte crisi, ci possano essere sacche pesanti di emarginazione sia economica che sociale. Infatti lo strumento cooperativo si è rivelato sempre decisivo per mantenere livelli elevati di coesione e inclusione delle persone. In futuro ve ne sarà oltre modo bisogno.
La politica di promozione e valorizzazione dei prodotti del territorio – in particolare guardando al vino e a tutta la frutta – potranno contare sulla rete cooperativa già esistente, la quale però dovrà essere sempre più market-oriented – sia in termini di qualità che di prezzo – per consentire il raggiungimento di due finalità strategiche:
• offrire agli agricoltori lʼopportunità di crescere e garantire lʼimportante presidio del territorio;
• promuovere il brand “Trentino” in Italia ed allʼestero attraverso unʼattenzione stretta alla qualità dei prodotti ed allʼintegrazione con la promozione turistica.
Anche per la Cooperazione la dimensione internazionale deve diventare obiettivo strategico attraverso il varo di alleanze con i sistemi cooperativi di altri territori al fine di ottenere una sempre maggiore penetrazione nei mercati esteri.
SANITA’ E SERVIZI ALLA PERSONA
Il concetto cardine deve essere quello di garantire anche nelle strutture periferiche di valle prestazioni specialistiche di qualità con il miglior utilizzo delle tecnologie informatiche in modo da
evitare ai cittadini lʼobbligo di trasferimenti verso il capoluogo per avere una prestazione allʼaltezza delle aspettative.
In termini di proposta:
• si deve realizzare piena collaborazione fra pubblico e privato nellʼerogazione dei servizi sanitari prestata da strutture private accreditate;
• le strutture private possono garantire le prestazioni, in particolar modo specialistiche ambulatoriali, nelle zone a maggior densità abitativa (come il capoluogo);
• va ulteriormente valorizzata lʼattività svolta dalle strutture accreditate nel campo della riabilitazione e della lungodegenza;
• per quanto riguarda la medicina territoriale si deve incentivare il “lavoro di gruppo” dei Medici di base, favorendo anche unʼattività specialistica di professionisti allʼinterno di poliambulatori dotati di strumenti diagnostici idonei per dare risposte alla maggior parte delle esigenze degli assistiti senza dover ricorrere agli Ospedali, da riservare solo alle patologie più gravi che richiedano inderogabilmente un ricovero.
Rispetto alla crisi del welfare state di questi decenni è richiesto un approccio nuovo che valorizzi realmente il ruolo delle persone e delle Associazioni del “privato sociale” per definire risposte che tengano maggiormente conto dei bisogni.
Occorre fare ogni sforzo per aumentare lʼassistenza domiciliare anche per gli anziani che vivono soli, realizzando unʼadeguata integrazione fra lʼassistenza pubblica a carico dei servizi socio-assistenziali e iniziative di volontariato e di privato sociale: anche per il finanziamento di tali attività un ruolo importante potrebbe essere svolto dal mondo della Cooperazione.
URBANISTICA
La riqualificazione dei centri urbani ed il consumo di territorio meritano un’attenzione particolare. Le case non abitate o abbandonate a fronte di necessità abitative che richiedono la costruzione di nuovi edifici e conseguente consumo di territorio è un fenomeno non più tollerabile.
Promuovere i programmi di recupero delle aree industriali abbandonate. E’ necessario contenere il consumo di territorio promuovendo il recupero a fini abitativi dei centri storici, anche tramite piani di comparto che consentano il raggiungimento di standard abitativi adeguati ai criteri e alle esigenze di oggi, superando lʼattuale normativa talvolta eccessivamente vincolistica e conservativa.
In termini di sicurezza del territorio bisogna avviare un esteso controllo della resistenza antisismica di edifici e infrastrutture private e pubbliche e dare attuazione ai progetti per migliorare la sicurezza idraulica del fiume Adige e dei suoi affluenti.
LA FORMAZIONE E LA COMPETENZA
Università
LʼUniversità è un elemento imprescindibile per promuovere e sostenere uno sviluppo pieno delle potenzialità del Trentino. Dalla sua fondazione tutti ne riconoscono il ruolo centrale per il processo di modernizzazione, emancipazione, dinamismo e crescita (culturale, civile, sociale, economica) della comunità trentina.
Se si è consapevoli che formazione e ricerca sono gli elementi fondamentali per lo sviluppo, a tutti i livelli, del Trentino, è necessario elaborare strategie di programmazione e dʼinvestimento di medio-lungo termine. Lʼobiettivo finale al quale puntare è fare dellʼAteneo Trentino un centro di ricerca e formazione di livello autenticamente europeo, capace di relazionarsi e competere nel mercato del sapere continentale secondo i più elevati standard di qualità per scongiurare nel medio periodo un possibile processo dʼinvoluzione e marginalizzazione.
Lʼapertura allʼesterno è la più efficace strategia per compensare la dimensione ridotta dellʼAteneo
Trentino e del territorio in cui è inserito, e per assicurare, in un rapporto di confronto virtuoso e sana competizione, unʼalta qualità delle sue attività. Prioritario è naturalmente il rapporto con le Università vicine o posizionate in un contesto macro-regionale (ad es. lungo lʼasse Verona-Bolzano-Innsbruck).
Scuola
La Scuola e la Formazione Professionale sono due pilastri fondamentali per lo sviluppo e la crescita di un contesto territoriale. Il sistema scolastico e formativo trentino è oggi senz’altro tra i migliori del Paese; lo dicono tutti gli indicatori internazionali, a partire dal PISA (Program for International Student Assessment) promosso dall’OCSE.
Tuttavia appare chiaro che anche la Scuola Trentina deve essere sempre attiva per mantenere il passo di una realtà internazionale in costante e rapidissima evoluzione. Materie, programmi, metodi di lavoro, criteri di valutazione invecchiano rapidamente e richiedono quindi un costante lavoro di monitoraggio e adeguamento per poter garantire ai nostri ragazzi una preparazione aggiornata e realmente spendibile sul mercato del lavoro.
La struttura fortemente interconnessa dei sistemi economici riduce ogni Paese a mercato locale, delineando ogni giorno di più la dimensione internazionale come il vero tavolo di confronto in termini di competizione e di selezione sia delle Imprese che dei territori – locali e nazionali – che le ospitano.
Di conseguenza sempre più attrezzate devono essere anche le risorse umane impiegate nelle Imprese, soprattutto considerando che ne formano il capitale vero e non sostituibile.
ATTIVITA’ CULTURALI
In chiave futura è necessario rafforzare una rete di connessioni locali e nazionali nell’ottica di una visione in chiave europea dellʼintero comparto culturale trentino; esso va identificato sempre più come una risorsa e un investimento fondamentali per lo sviluppo e la crescita della società attraverso la valorizzazione dell’attuale sistema culturale costituito in primo luogo dalle strutture di assoluto valore quali: Mart, Castello del Buonconsiglio, Muse e il Centro Servizi Culturali Santa Chiara.
Tuttavia occorre elaborare una nuova visione strategica dellʼorganizzazione delle piccole e medie entità culturali diffuse capillarmente su tutto il territorio trentino: queste realtà costituiscono infatti l’identità più profonda delle comunità locali e rappresentano allo stesso tempo la biodiversità culturale nei nostri territori montani. Esse fungono da substrato fertile in cui in particolare la famiglia, i giovani e le fasce deboli della popolazione trovano spazi sempre più efficaci di socialità e di condivisione.
LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Nei prossimi decenni lʼumanità dovrà governare la transizione da un modello non più sostenibile a uno più equilibrato, basato su un uso attento di risorse rinnovabili per garantire vita e qualità ambientale. Questo riequilibrio ambientale è una sfida che coinvolge lʼumanità nel suo complesso e ciascuno di noi, passando dagli Stati nazionali ai Territori. Nessun territorio può pensare di vincere autonomamente, ma quelli che per primi adotteranno modelli di sviluppo ecocompatibili potranno contare su risultati e conoscenze in grado di generare importanti vantaggi competitivi.
IL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
In primo luogo è necessario che i sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) siano sicuri e rispettino la legge, i diritti e i valori fondamentali dell’ordinamento italiano ed europeo.
L’IA è l’uso della tecnologia digitale per creare sistemi in grado di svolgere compiti che comunemente richiedono l’intervento umano.
L’IA è una tecnologia già presente da tempo, ma il progredire esponenziale della potenza degli apparati hardware, la sempre maggiore capacità di elaborazione dei computer, la disponibilità di grandi quantità di dati e nuovi software sempre più performanti hanno condotto a notevoli progressi in un breve lasso di tempo.
E’ necessario porre particolare attenzione all’uso pericoloso e distorto dell’IA in campi quali la manipolazione cognitivo-comportamentale, il riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro e nelle istituzioni educative e il riconoscimento facciale.
Gli obiettivi non sono solo quelli di migliorare la governance e l’applicazione efficace dell’IA nel rispetto dei diritti fondamentali e della sicurezza, ma anche di promuovere investimenti e innovazione per l’implementazione delle applicazioni di IA evidenziando da un lato i notevoli vantaggi sociali ed economici che l’IA può apportare in un’ampia gamma di settori e dall’altro la necessità di proteggere la privacy e garantire sicurezza e protezione per i cittadini. Il risultato a cui tendere deve essere quello di migliorare attivamente l’ambiente digitale a beneficio di tutti i cittadini in condizioni facili e sicure nel rispetto della persona e delle sue libertà fondamentali.
LA MOBILITA’ E LA SUA EVOLUZIONE
Uno degli obiettivi primari dei Governi e delle Amministrazioni Territoriali è quello di diminuire il congestionamento su molte strade interne ed esterne ai maggiori centri abitati, risparmiando energia, salvaguardando la qualità dellʼaria così come la salute e la sicurezza dei cittadini. A questo fine si deve creare unʼofferta pubblica appetibile e attuare provvedimenti tesi a disincentivare lʼutilizzo dei veicoli privati.
Il completamento della Valdastico potrebbe rappresentare anche per il nostro territorio unʼimportante occasione di sviluppo, di riordino infrastrutturale. Tali condizioni (oltre alla scelta della località dʼinnesto) sono rappresentate dalla necessità di favorire lʼutilizzo di questo eventuale nuovo collegamento con il nord-est con un sistema di tariffe che renda il nuovo tracciato competitivo rispetto alla SS 47, specialmente per il traffico merci. Allo stesso tempo andranno adottate le misure indispensabili per rendere sostenibile un prevedibile aumento del traffico sullʼAutostrada del Brennero, sviluppando al massimo anche lʼutilizzo dellʼintermodalità con la ferrovia.
IL TRENTINO COME SISTEMA-PAESE IN MINIATURA
Il Trentino ha tutto per essere competitivo: autonomia politica, qualità della vita, capitale umano diffuso e un tessuto produttivo resiliente, ma deve smettere di pensarsi come periferia e iniziare a ragionare come sistema-paese in miniatura, capace di generare sviluppo, attrarre investimenti e trattenere i suoi giovani.
Servono scelte coraggiose, investimenti mirati e una visione condivisa: il Trentino come Azienda Pubblica del futuro, che non produce solo servizi, ma valore pubblico, benessere e innovazione, dove la montagna non è un limite, ma una leva competitiva.
Insieme, per la Libertà - l’inizio di un cammino nuovo
L’8 marzo 2025 segna l’inizio di un cammino nuovo per i liberaldemocratici.
In un evento storico presenteremo il nuovo partito, il suo nome, il simbolo, il manifesto e i temi cardine su cui costruiremo il nostro impegno politico. Sarà un’occasione per condividere la nostra visione, le nostre idee e il percorso che intendiamo intraprendere per dare voce a chi crede in una politica libera, innovativa e coraggiosa.
Numerosi ospiti dal mondo politico, istituzionale e culturale arricchiranno il dibattito portando contributi e prospettive sul futuro della democrazia liberale in Italia e in Europa.
Discuteremo di tante tematiche con un approccio pragmatico e lontano da populismi e sovranismi. Illustreremo inoltre il metodo con cui intendiamo affrontare le grandi sfide del nostro tempo mettendo al centro competenza, partecipazione e responsabilità.
Sarà un momento di svolta. Unisciti a noi per scrivere insieme una nuova pagina della politica italiana.
📅 8 marzo 2025
📍 Sala Fellini, Centro Congressi – Roma
L’inizio di un cammino nuovo parte da qui. Partecipa.

