Newsletter#2 - SECONDA NEWSLETTER DEL PARTITO LIBERALDEMOCRATICO
Newsletter
#2
📩 SECONDA NEWSLETTER DEL PARTITO LIBERALDEMOCRATICO
Ciao!
è un po’ di tempo che non ci sentiamo. Tante cose stanno prendendo forma e tante cose sono in cantiere.
Stiamo continuando un passo alla volta il cammino iniziato l’8 marzo a Roma.
La newsletter è un mezzo importante e stiamo affinando la squadra affinché arrivi con cadenza periodica precisa.
Detto ciò andiamo a raccontare un po’ cos’è successo e sopratutto cosa succederà…
🤝 TESSERAMENTO
Dopo l’iniziativa in piazza in più di 50 città, continua la campagna di tesseramento in vista del congresso fondativo di Bologna del 28 e 29 giugno 2025.
Iscriviti ora al Partito Liberaldemocratico e partecipa alla costruzione del nostro progetto!
Ricevi la tua tessera iscrivendoti qui
🛠 CONTINUA LA FASE DI ORGANIZZAZIONE:
Dopo l’istituzione del Comitato Regionale per il Congresso, sono stati nominati i componenti dei comitati transitori per la rappresentanza del partito nelle province Italiane dove sono presenti gruppi organizzati di attivisti.
👉 Partecipa alla crescita del Partito nel tuo territorio! Contatta il rappresentante territoriale di riferimento.
Per maggiori informazioni scrivi al comitato Regionale che ti indicherà il referente della tua provincia
https://partitoliberaldemocratico.com/territorio/
DICONO DI NOI
Torino, militanti partito Liberaldemocratico aggrediti al corteo del 25 aprile. Pernice: “Insulti e spintoni perché avevamo bandiere Ue e Ucraina”
Ferma condanna del Partito Liberaldemocratico a quanto è avvenuto a dei nostri iscritti a Torino

NEL MENTRE, NON CI SIAMO FERMATI, QUI LE NOSTRE PRINCIPALI INIZIATIVE POLITICHE.
🟡 Stipendi troppo bassi. Produttività al palo. Imprese troppo piccole.
Più di 3,2 milioni di lavoratori beneficiano di premi di produttività, secondo contratti attivati a livello aziendale o territoriale, che sono cresciuti del 36% negli ultimi due anni.
L’importo medio è circa 1500 euro all’anno.
Per i prossimi due anni , se inferiori a 3.000 euro l’anno, questi premi sono tassati al 5%.
L’Italia merita di più.
Ecco le nostre proposte!
- Zero tasse sul salario di produttività. Portiamo la tassazione a zero quando imprese e lavoratori si mettono d’accordo per fare più e meglio, lo Stato non si metta in mezza e lasci tutto il reddito a loro.
- Tasse dimezzate per 5 anni alle microimprese che si fondono.
⠀È ora di liberare l’economia italiana.
Vuoi saperne di più? Qui il video di Luigi Marattin
🟡 Si scrive “gare, concorrenza, competitività”. Si legge “possibilità, libertà, ricchezza”!
In Italia nel 2024 le famiglie Italiane hanno risparmiato 730 milioni grazie alla promozione della concorrenza: la possibilità di scegliere il fornitore del bene o del servizio ha reso più ricche le tasche delle famiglie e delle imprese.
Il PLD è l’UNICO partito italiano che si batte per una sempre maggior possibilità di scelta, perché il mercato libero è un mercato più conveniente e più efficiente.
Per questo la nostra battaglia sarà sempre per abolire monopoli piatti e costosi.
Su tutto, dai tassisti ai balneari, dai servizi pubblici locali al commercio, fino a sanità, università e trasporti. Un’onda di libertà e di liberazione di energie represse, per dare un’opportunità a tutti e non solo a chi l’ha ereditata.
Per la sinistra, è parte dell’ austerità e del neo-liberismo cattivo.
Per la destra, è il diktat delle tecnocrazie europee e dei poteri forti.
Per NOI invece è il motore più importante della crescita, il modo più sicuro per abbassare i prezzi, l’occasione per distribuire opportunità a tutti, uno strumento di libertà e giustizia.
Condividi questo pensiero!
Qui il link al nostro appello sui social:
🟡 Il debito pubblico supera i 3000 miliardi…e nessuno dice niente! Vogliamo arrivare a 4000 prima di fare qualcosa?
E niente, il debito pubblico continua la sua inesorabile crescita…che ci vuoi fare?
Per noi si DEVE e si PUò fermare!
Qui l’ultimo post di Luigi Marattin dove inquadra il tema:
la spesa pubblica italiana è un treno impazzito: nessuno la controlla, nessuno la valuta, nessuno la gestisce come si gestiscono i propri soldi (guadagnati col sudore della fronte). Tutti la usano per fare favori e acquistare consenso politico.
Il motivo per cui le tasse in Italia sono così alte è questo, nessun altro: una buona parte della spesa è inefficiente, e non ripaga i contribuenti del sacrificio di devolvere ogni mese allo Stato parte - spesso grandissima parte - dei propri guadagni.
Non servono ricette magiche, o armi segrete: basta misurare e valutare ogni politica pubblica, riformare i processi che portano alla formazione della spesa, ridurre le stazioni appaltanti, applicare costi e fabbisogni standard ovunque, ridurre il ruolo dello Stato là dove - in una moderna economica di mercato - non è più necessario (pensiamo alla miriade di società partecipate o ai vai “fondi sovrani” che servono a socializzare le perdite e privatizzare i profitti).
Alle elezioni politiche del 2027 il Partito Liberaldemocratico proporrà di ridurre - in 5 anni - di 3 punti il rapporto tra spesa pubblica e Pil rispetto ai tendenziali di finanza pubblica, e destinarli a ridurre le tasse su chi lavora e produce (sono circa 63 miliardi di euro: si può abolire l’Irap e fare una vera riforma Irpef).

📅 I PROSSIMI APPUNTAMENTI
🟠 lunedì 5 maggio 2025 - ore 18.30
📍 Viareggio, Bistrot della Cittadella, Via Santa Maria Goretti 5
Presentazione Partito Liberaldemocratico
In compagnia del On. Luigi Marattin e On. Andrea Marcucci per la presentazione del Partito Liberaldemocratico e il suo manifesto.

🟠 mercoledì 7 maggio 2025 - ore 17:00
📍Roma, Sala del Co.De, via dei Santi, 4.
Aprire nuovi mercati al nostro export.
Ospiteremo il Professor Tommaso Monacelli (Bocconi), il Dottor Alberto Zerbinato (Vicepresidente di Anima), la Dottoressa Barbara Cimmino (Vicepresidente di Confindustria) ed il tutto sarà condotto da Luciano Capone (Il Foglio).
I dazi cambiano le regole del gioco.
È il momento di alzare lo sguardo, difendere il nostro export e conquistare nuovi mercati.
Con voci autorevoli dell’economia, dell’impresa, del giornalismo e delle istituzioni, costruiamo una strategia per l’Italia che compete nel mondo.

Qui il link per maggiori informazioni
🤝 Partecipa, condividi, restiamo connessi!
🔹 Seguici sui nostri canali social per restare aggiornato su eventi, iniziative e novità.
Qui i tre link:
Sul nostro sito abbiamo aperto un blog, dove puoi mandare tuoi articoli, commenti, riflessioni su qualsiasi argomento. Mandalo a info@partitoliberaldemocratico.com
Abbiamo inoltre deciso di mantenere in vita – quantomeno fino al congresso, che ovviamente metterà in piedi una struttura definitiva – i forum tematici che per qualche mese sono stati attivi in una delle associazioni che ha dato vita al nostro partito (Orizzonti Liberali). Per cui se vuoi iscriverti per essere coinvolto nelle attività, clicca qui
🔹 Condividi questa newsletter con chi, come te, crede in un progetto nuovo, aperto, liberaldemocratico.
Cambiamo l’Italia insieme!
Verbale n. 4 del Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico
Verbale n. 4 del Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico
Intervista | Luigi Marattin | la Repubblica | 20/04/2025
🗞️Intervista | Luigi Marattin | la Repubblica | 20/04/2025
“Più statalista della sinistra, l’esecutivo gioca a fare il grande architetto.”
Data: 20/04/2025
Testata: La Repubblica
Autore: Giuseppe Colombo

«Siamo di fronte a un’operazione statalista». A bocciare così le prescrizioni del governo sull’offerta di Unicredit per Banco Bpm è Luigi Marattin, deputato del gruppo Misto e co-fondatore del partito Liberaldemocratico.
Siamo addirittura allo statalismo?
«Direi proprio di sì. In Italia abbiamo l’unica destra che mette becco nelle normali dinamiche di mercato come se fosse la sinistra».
Per il governo, però, i poteri speciali tutelano «interessi strategici per la sicurezza nazionale». Non è un’azione legittima?
«Due banche private italiane si fondono e questo metterebbe a rischio la sicurezza nazionale?».
Nell’idea dei partiti di maggioranza, le prescrizioni sugli sportelli tutelano l’occupazione. Senza, sostengono, c’è il rischio che Unicredit diventi corsara sul territorio. È d’accordo?
«Quando si pregava Unicredit di comprare Mps a condizioni impossibili, nessuno si preoccupava che diventasse corsara. In un’economia di mercato, gli unici paletti a operazioni di questo tipo li può mettere l’Antitrust, per tutelare la concorrenza. Non il governo».
Non vede rischi?
«Vedo molti rischi: il prezzo di acquisizione, le economie di scala risultanti, il valore che si crea. Ma in un’economia di mercato sana, i rischi non li deve valutare il governo, ma gli azionisti delle due banche. Se la valutazione fosse positiva, si creerebbe un gruppo che aumenterebbe la concorrenza in Italia e probabilmente in Europa».
Le prescrizioni a Unicredit, ma anche l’offerta di Mps, di cui il Mef ha l’11,7%, per Mediobanca. Il governo mostra un certo attivismo bancario. Sbaglia?
«Mi piace pensare che la prescrizione di recidere ogni legame con la Russia (che Unicredit ha nei fatti però già reciso), il governo Meloni la rivolga anche ad un partito della sua maggioranza».
E la spinta a Mps verso Piazzetta Cuccia?
«Prima il governo esca dall’azionariato e poi Mps, divenuta totalmente privata, farà le scalate che vuole. Altrimenti i sospetti che qualcuno a Palazzo Chigi o al Mef giochi a fare il Grande architetto della finanza, con i soldi dei contribuenti, diventano troppi».
Il governo si è diviso su Unicredit. Forza Italia ha messo a verbale la sua contrarietà. È un pezzo di centrodestra con cui ambite ad allearvi?
«Se un giorno deciderà di andare oltre la ‘messa a verbale’ e troverà il coraggio di scrivere il proprio verbale liberale senza sovranisti e populisti, perché no»
Questa intervista è stata realizzata da La Repubblica
il contenuto è disponibile a questo link
Partito Liberaldemocratico

5 MAGGIO 2025 - VIAREGGIO - PRESENTAZIONE PARTITO LIBERALDEMOCRATICO
PRESENTAZIONE PARTITO LIBERALDEMOCRATICO
Ci vediamo lunedì 5 maggio dalle ore 18.30 al Bistrot della Cittadella (Via Santa Maria Goretti 5 – Cittadella del Carnevale) in compagnia del On. Luigi Marattin e On. Andrea Marcucci per la presentazione del Partito Liberaldemocratico e il suo manifesto ![]()
Vi aspettiamo!

23 APRILE 2025 - PISA - APERITIVO LIBERALDEMOCRATICO
APERITIVO LIBERALDEMOCRATICO
Ci vediamo mercoledì 23 aprile dalle ore 18 al Caffè Muristorti (lungarno Pacinotti 1) in compagnia del sen. Andrea Marcucci per un aperitivo in cui presenteremo il Partito Liberaldemocratico e il suo manifesto ![]()
Vi aspettiamo!

7 MAGGIO 2025 - ROMA - DIFENDERSI DAI DAZI
DIFENDERSI DAI DAZI
Aprire nuovi mercati al nostro export
I dazi cambiano le regole del gioco.
È il momento di alzare lo sguardo, difendere il nostro export e conquistare nuovi mercati.
Con voci autorevoli dell’economia, dell’impresa, del giornalismo e delle istituzioni, costruiamo una strategia per l’Italia che compete nel mondo.
All’evento interverranno Luigi Marattin, Barbara Cimmino (vicepresidente di Confindustria con delega all’export), Alberto Zerbinato (vicepresidente di Anima) e Tommaso Monacelli (professore di economia all’Università Bocconi).
Chi non potrà essere presente a Roma potrà seguire l’evento in diretta streaming.
Il link di collegamento verrà pubblicato sui social del partito.
7 maggio 2025, ore 17:00 | Roma, Sala del Co.De
Un evento del Partito Liberal Democratico
Il futuro si gioca adesso. E va affrontato a dovere.

"Tracciare la strada" a Genova
Abbiamo tracciato la strada!
Il 28 marzo abbiamo trascorso un pomeriggio di grande partecipazione.
È stato molto emozionante vedere più di 60 ragazzi ventenni a Genova, la città anagraficamente meno giovane d’Italia, discutere di alcuni dei grandi problemi del nostro Paese.
Non capita certo tutti i giorni!
Eppure noi del PLD ci siamo riusciti.
Sono arrivati da tutte le regioni del Nord Italia, qualcuno anche dal Lazio e da altre regioni più lontane: per non perdersi l’evento e sostenere l’iniziativa qualcuno si è fatto 4 ore di treno per arrivare a Genova.
E non per andare a comprare l’ultimo modello di iPhone.
L’evento è stato un modello di “Politics hub”: una serie di tavoli di discussione nei quali si è parlato di:
- partecipazione dei giovani alla politica,
- policy energetiche per il nostro paese,
- integrazione europea
- crisi abitativa
- innovazione collegata all’educazione e al fare impresa.
Dalle discussioni sono stati ricavati dei “position paper”, che sono stati esposti subito dopo al pubblico da una persona scelta democraticamente per ogni tavolo.
Durante l’esposizione il pubblico era più nutrito, numericamente e anagraficamente, perché subito dopo si è svolto il lancio del partito in Liguria con la presenza dell’On. Luigi Marattin e di Alessandro De Nicola. La nostra idea è quella di favorire un sano confronto/scambio intergenerazionale.
Il momento più bello della giornata è stato circa quando, durante la discussione nei tavoli di lavoro, Luigi Marattin è entrato in sala e si è seduto tra i ragazzi, partecipando alle discussioni tavolo per tavolo. In un clima molto naturale, spontaneo, seppur non preparato.
Questo evento è stato creato da ragazzi vicini al partito proprio con l’obiettivo di creare un ambiente dinamico, che porti orizzontalità in una politica che spesso è verticistica, specialmente all’interno dei partiti.
Tutti sono usciti entusiasti, sapendo che c’è un’alternativa, e che si può partecipare alla politica ed essere ascoltati senza essere “figli di” o uomini/donne con anni di carriera politica alle spalle.
Siamo sicuri che sarà possibile “Tracciare la strada” in tante altre regioni d’Italia, invitando i giovani a farlo insieme ai più esperti, e facendo valere anche tematiche locali, perché la politica nasce dai territori e dai problemi della gente comune.
Se riusciamo ad ascoltare le persone nei territori, e a risolvere i loro problemi, allora diventiamo una comunità che può risollevare le sorti di questo Paese avvitato dentro al bipolarismo di due tifoserie ultras, che dicono tutto e il contrario di tutto, senza accountability, e senza ascoltare davvero i bisogni dei cittadini.
Federico Natoli
Newsletter#1 - La nostra prima Newsletter
Newsletter
#1
📩 È ARRIVATA LA NOSTRA PRIMA NEWSLETTER!
C’è sempre un’emozione speciale nelle prime volte — e questa è una di quelle.
Questa è la nostra prima newsletter, il primo passo insieme in un percorso che è appena iniziato, ma che promette di portarci lontano. Dall’8 marzo a Roma è nato qualcosa di nuovo, grazie anche a te.
Ti diamo il benvenuto nel tuo partito!!
🎉 Dopo la presentazione del logo ufficiale e l’avvio del tesseramento, abbiamo superato le 1.600 adesioni… e ogni giorno se ne aggiungono di nuove. Un segnale forte, che ci spinge ad andare avanti con ancora più energia.
🛠 Intanto ci stiamo organizzando:
• È stato istituito il Comitato Regionale per il Congresso, che ci accompagnerà verso il nostro primo grande appuntamento nazionale,
Congresso Nazionale per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale.
📍San Lazzaro di Savena, Bologna
🗓 28-29 giugno 2025

In questo mese abbiamo fatto sentire la nostra voce su tante cose.
Tutti avrete sentito della sciagurata decisione del presidente Trump di riportare i dazi al livello dell’inizio del secolo scorso.
Qui l’intervento di Luigi Marattin che ci parla proprio di questo tema: Video
Qui alcuni video di nostri dirigenti su rinnovamento della politica, su nucleare, scuola e fisco.
Qui i nostri Roberto Bellia e Luigi Marattin hanno fatto un giro nel mercato palermitano di Ballarò, accompagnati da un dirigente locale di Confcooperative, per dare un’occhiata alla situazione e farsi spiegare le problematiche. E su alcune di queste stiamo già provando a dare una mano! Perché la politica, anche quella liberaldemocratica, o si fa in mezzo alla gente o semplicemente non si fa!
🗺 Che succede ora?
Stiamo costruendo, passo dopo passo, le basi per l’organizzazione del nostro partito (qui trovi le delibere del Comitato ed i regolamenti):
✅ È stato approvato il Regolamento per la rappresentanza locale
📝 È in fase di scrittura il Regolamento per il Congresso
👉 Scopri chi fa parte del comitato della tua regione e trova il contatto email per metterti in rete con loro, clicca qui
📅 I PROSSIMI APPUNTAMENTI
🟠 Sabato 12 aprile 2025
Giornata Nazionale del Tesseramento
Eventi in tutta Italia organizzati dai Comitati Regionali. Vuoi dare una mano? Scrivi al tuo comitato e aiutaci a renderla una giornata indimenticabile!
🟠 Lunedì 14 aprile 2025 – ore 15
📍Roma, Sala della Regina – Camera dei Deputati, Piazza Monte Citorio
🎙 Conferenza: “LA FINE DELLA GRANDE IPOCRISIA. Verso un sistema monocamerale: un’Assemblea Nazionale di 600 membri”
Un dibattito cruciale per il futuro istituzionale del Paese.
Se vuoi partecipare registrati qui
🟠 Maggio 2025 (data in definizione)
A Roma stiamo preparando un grande evento di confronto sulla questione dei dazi americani e il loro impatto su economia italiana, europea e internazionale. Ma soprattutto su come reagire in modo efficiente e soprattutto liberale!
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Avanti, insieme.
12 APRILE 2025 - BOLOGNA - LA GUERRA DEI DAZI
LA GUERRA DEI DAZI
Il futuro del “Modello Emilia-Romagna” tra Donald, Ursula e Giorgia
Ne parliamo con:
- Rocco Marcuccio, esperto di mercati internazionali di Confindustria Emilia-Romagna
- Prof. Massimiliano Marzo, docente di Economia degli Intermediari Finanziari c/o UNIBO
- Giacomo Savorini, direttore del Consorzio tutela lambrusco e del Consorzio Emilia-Romagna
Modera:
Salvatore Puzzo – Partito Liberaldemocratico
Saluto istituzionale di Adriana Locascio, presidente del Quartiere San Donato – San Vitale
Ore 9:30
Presso Sala Consiliare “Vinka Kitarovic”
Piazza Giovanni Spadolini 7

Un piano strategico di cybersecurity per l'Italia
Un piano strategico di cybersecurity per l'Italia
di Matteo Montagner (Trento)
Sicurezza informatica: da obbligo normativo a leva strategica per il Sistema Paese
Cosa succederebbe se un attacco informatico coordinato spegnesse i semafori di una grande città italiana, paralizzando il traffico urbano e i soccorsi? O se i sistemi informatici di un’intera Regione venissero messi fuori uso da un ransomware, impedendo per giorni l’erogazione di prestazioni sanitarie e certificati pubblici? O ancora, se un malware colpisse i sistemi di una utility energetica, bloccando la distribuzione di energia elettrica o gas su scala nazionale?
Non sono scenari di fantascienza, ma episodi già accaduti altrove. L’attacco informatico contro la sanità pubblica irlandese nel 2021 ha paralizzato i servizi per settimane. Il blocco del Colonial Pipeline negli Stati Uniti ha messo in crisi la logistica dei carburanti su tutta la East Coast. La minaccia cibernetica è concreta, e l’Italia è oggi altamente esposta.
La trasformazione digitale del Paese, accelerata dal PNRR e dagli investimenti europei, ha ampliato la nostra area sensibile a possibili attacchi. Le reti digitali sono il nuovo sistema nervoso della società: proteggere questi asset significa garantire continuità operativa, fiducia dei cittadini, stabilità economica, ordine pubblico e quindi in buona sostanza la democrazia.
Per affrontare questa sfida serve un salto di paradigma culturale, politico e operativo.
La Direttiva NIS2 (UE 2022/2555), che il nostro Paese è chiamato a recepire pienamente, amplia in modo significativo gli obblighi in materia di cybersecurity per le Organizzazioni pubbliche e private, estendendoli a una vasta platea di soggetti strategici, inclusi energia, trasporti, finanza, sanità, fornitori di servizi digitali e molte PMI coinvolte nelle filiere produttive. Si passa da un perimetro ristretto a un approccio sistemico, che riconosce la natura interdipendente della nostra economia e delle nostre infrastrutture.
La direttiva impone requisiti precisi: analisi dei rischi, gestione degli incidenti, sicurezza della supply chain, politiche di crittografia, formazione del personale, continuità operativa. A ciò si aggiungono altre normative europee emergenti come il Cyber Resilience Act, che rafforza la responsabilità dei produttori di software e dispositivi connessi, e il DORA – Digital Operational Resilience Act, che impone stringenti requisiti di resilienza ICT nel settore finanziario.
In questo contesto normativo in rapida evoluzione, il framework NIST (National Institute of Standards and Technology) statunitense rappresenta un punto di riferimento solido e condiviso a livello internazionale. basato su cinque funzioni chiave — Identify, Protect, Detect, Respond, Recover — il modello NIST promuove una gestione integrata, ciclica e consapevole del rischio informatico. Ed è proprio questo il cuore del cambiamento che serve anche in Italia.
Non possiamo più limitarci a una logica di mero adempimento normativo in chiave burocratica. È tempo di abbandonare una postura di inerzia reattiva a favore di un approccio proattivo, dinamico, strutturale. La sicurezza informatica deve essere integrata by design e by default nei processi aziendali, amministrativi e infrastrutturali.
Serve un nuovo paradigma nazionale che preveda:
- Stress test e assessment periodici degli asset digitali e delle infrastrutture critiche;
- Piani annuali di vulnerability assessment e penetration testing, condotti da terze parti qualificate, con report chiari e azionabili;
- Attività di red teaming e simulazioni di attacco, per misurare sul campo la reattività dei team interni e la tenuta complessiva del sistema;
- Controlli continui sulla supply chain digitale, oggi uno dei punti più esposti;
- Adozione strutturale di Security Operations Center (SOC) evoluti, capaci di rilevare e rispondere in tempo reale alle minacce.
Queste pratiche devono diventare parte integrante di una strategia di resilienza nazionale, coerente anche con gli indirizzi contenuti nel Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e nel Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, che indicano chiaramente la necessità di garantire la sicurezza, la disponibilità e l’integrità dei dati come prerequisiti per una digitalizzazione efficace.
Ma non è solo una questione di tecnologia. Al centro della resilienza cyber ci sono le persone. L’essere umano è, e resta, il primo vettore d’attacco: phishing, social engineering, furti di credenziali e attacchi mirati agiscono spesso sfruttando la disattenzione o l’inesperienza dei dipendenti. Per questo è fondamentale investire in:
- Formazione continua e capillare, sia nella PA sia nel settore privato;
- Integrazione della cybersecurity nei percorsi HR, fin dall’onboarding;
- Diffusione di una cultura della sicurezza che trasformi i comportamenti individuali e collettivi
Un’attenzione particolare va riservata al tessuto produttivo delle PMI, che spesso non dispone di risorse dedicate, ma gioca un ruolo cruciale nelle catene del valore. Occorre promuovere misure di accompagnamento, incentivi fiscali, consorzi territoriali e strumenti di condivisione che rendano accessibile a tutte le Imprese un livello adeguato di protezione.
Secondo il sondaggio Generali-Confindustria del 2024, condotto su un campione di 1.008 PMI, solo il 18% delle Aziende ha un piano di cybersecurity strutturato e aggiornato. Il 62% delle PMI ritiene il rischio cyber crescente, ma meno del 30% ha effettuato test di sicurezza o valutazioni di vulnerabilità negli ultimi 12 mesi. Eppure molte di queste Imprese sono fornitori di grandi gruppi o operano in settori strategici.
È evidente che la resilienza del sistema industriale italiano passa anche dalla protezione degli anelli più piccoli.
Per questo è il momento di proporre un Piano Nazionale per la Cybersecurity delle Imprese, analogo al modello “Industria 4.0”, con incentivi fiscali mirati, voucher tecnologici, fondi per il supporto alla remediation e linee guida tecniche per gli assessment.
Un piano che si ispiri alle esperienze più avanzate a livello internazionale (es. il Cybersecurity Incentives Program statunitense e il Cybersecurity Preparedness Grant canadese), e che contenga:
- Accesso facilitato a fondi e strumenti per la sicurezza preventiva: voucher per assessment indipendenti, strumenti open source certificati, linee guida di baseline settoriale, piattaforme condivise regionali per la risposta agli incidenti.
- Supporto tecnico alla remediation post-incidenti, anche attraverso consorzi di esperti e helpdesk nazionali pubblici-privati.
- Tre proposte di nudging operativo, per orientare il comportamento delle Organizzazioni:
- Incentivi fiscali (IRES premiale) per investimenti in cybersecurity, includendo hardware, software e formazione;
- Criteri premianti nei bandi di public procurement, affinché gli investimenti in sicurezza diventino una leva per l’accesso ai fondi pubblici;
- Adozione di criteri condivisi con il progetto europeo EU Secure, per promuovere la conformità delle PMI al Cyber Resilience Act, con audit leggeri ma efficaci, checklist comuni e strumenti digitali guidati.
La sfida è chiara: costruire un Sistema Paese cyber-resiliente, che sappia integrare la sicurezza nelle sue filiere produttive, nei suoi servizi pubblici e nel suo capitale umano.
È tempo di costruire un Piano Cyber Italia, ambizioso e inclusivo, che renda la sicurezza informatica non solo un obbligo, ma una leva strategica di sviluppo e di sovranità nazionale.
Una proposta liberale per la cybersicurezza: meno burocrazia, più libertà e competitività
In un contesto europeo che sta alzando l’asticella normativa con la Direttiva NIS2 e il Cyber Resilience Act, l’Italia ha l’opportunità di rispondere non con nuovi vincoli, ma con un piano di intervento liberale che favorisca chi investe in sicurezza, riduca la burocrazia e aumenti la competitività delle Imprese.
La proposta si fonda su tre pilastri concreti:
- Incentivo fiscale IRES premiale Le Imprese che investono in sicurezza informatica (infrastrutture, assessment, formazione, SOC, penetration test) potranno accedere a una deduzione maggiorata del costo sostenuto, analogamente a quanto già avviene per Transizione 4.0.
Non si impone un obbligo, si premia chi sceglie la strada della resilienza.
- Semplificazione burocratica e sportello unico cyber Oggi una PMI deve interfacciarsi con molteplici soggetti (AgID, ACN, Camera di Commercio, Regione, consulenti). La proposta è di introdurre uno sportello unico nazionale e digitale, che offra accesso centralizzato a:
- voucher per assessment e remediation,
- checklist guidate per la compliance NIS2 e CRA,
- piattaforme open source per test di vulnerabilità.
Meno carte, più strumenti pratici.
- Premialità nel procurement pubblico La sicurezza informatica deve diventare criterio premiato nei bandi pubblici: un’Impresa che adotta misure avanzate o ha certificazioni di sicurezza ottiene un punteggio aggiuntivo.
Cybersecurity come leva di mercato, non come tassa occulta.
Inoltre, la proposta prevede l’adozione nazionale dei criteri armonizzati del progetto europeo EU Secure, per accompagnare le PMI alla compliance del Cyber Resilience Act senza costi sproporzionati: audit leggeri, strumenti digitali, supporto tecnico.
Un piano nazionale per la cybersicurezza basato su incentivi, semplificazione e fiducia nel mercato, che taglia burocrazia inutile e trasforma la sicurezza digitale da obbligo a opportunità concreta di crescita, competitività e innovazione.
Serve una svolta radicale. Non bastano più piani timidi o raccomandazioni generiche. L’Italia ha bisogno di una scossa culturale e fiscale per affrontare la sfida della cybersicurezza.
La proposta è semplice: le Aziende che non investono in sicurezza digitale non godranno di agevolazioni fiscali. Come funziona:
- Chi investe in cybersecurity (VA/PT, SOC, formazione, crittografia, etc.) accede a un’IRES ridotta fino al 18%.
- A chi non investe in sicurezza digitale si continuerà ad applicare l’aliquota piena (24%) e subirà un malus negli appalti pubblici.
È il principio del “chi protegge, risparmia” – chi trascura, paga”. Perché la vulnerabilità digitale di un’Impresa è un rischio collettivo. Come accade con l’ambiente: chi inquina paga. Ora chi non protegge contribuisce di meno al bene comune.
In parallelo, la burocrazia va ridotta ai minimi termini, come prima indicato: uno sportello unico nazionale digitale per la compliance NIS2 e CRA, tool guidati per autovalutazione, voucher automatici per test di sicurezza e remediation.
Inoltre chi è in regola ottiene accesso preferenziale al procurement pubblico e ai fondi PNRR. Una rivoluzione meritocratica: la cybersicurezza come passaporto economico. È tempo di smettere di considerare la sicurezza informatica un costo. È un dovere civile, un vantaggio competitivo, una responsabilità verso il Paese. Lo Stato deve dirlo con chiarezza: l’era dell’indifferenza è finita.
Conclusioni
Dobbiamo avere chiaro che la sicurezza informatica non è solo un tema privato, ma un interesse pubblico primario, esattamente come la salute o l’ambiente. È un bene comune, fondamento della nostra sovranità digitale e della nostra libertà democratica.
In un mondo dove l’informazione è un fattore di potere di vitale importanza sia negli aspetti di vita privati che pubblici, proteggere i dati significa proteggere il futuro. Chi controlla i dati controlla i flussi economici, le scelte strategiche, le priorità geopolitiche.
È il momento di compiere un upgrade come Sistema Paese. Non possiamo più limitarci a rincorrere gli attacchi o a rispondere a posteriori. Dobbiamo prevenirli, anticiparli e, quando necessario, saper reagire con lucidità e coordinamento. Serve prevenzione, consapevolezza, investimento strutturale. Serve una visione politica alta, che ponga la cybersecurity al centro della competitività nazionale.
Solo così potremo garantire all’Italia un futuro digitale sicuro, libero e sostenibile.
Matteo Montagner






