Newsletter#32 - Tre crepe
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#32
Segnali di fragilità
La giustizia ferma, l’affluenza in caduta e la violenza contro le donne ancora troppo diffusa rivelano le fragilità del nostro Paese.
In un edificio che mostra le prime crepe, la stanza della giustizia è quella dove il muro cede da più tempo. Da anni se ne parla solo per convenienza, per equilibri interni alle coalizioni o per calcoli di governo, mentre nessuno si assume la responsabilità di dire chiaramente cosa serve davvero al Paese. È in questo contesto che abbiamo lanciato il comitato “Sì Giustizia”, il primo promosso direttamente da un partito: un comitato aperto, che coinvolge giuristi, radicali, riformisti, moderati e associazioni, e che mette finalmente al centro il merito del referendum sulla separazione delle carriere.
Mentre molti giocano a nascondersi, temendo le conseguenze politiche del voto, noi abbiamo scelto di metterci la faccia. La separazione delle carriere non è un totem ideologico, ma una riforma liberale che serve a rendere la giustizia più imparziale, più rapida e più credibile. Accusa e difesa devono stare su piani distinti, davanti a un giudice davvero terzo: è un principio costituzionale, non un favore a qualcuno.
Come ha ricordato Luigi Marattin, «finora tutti stanno giocando a nascondino», mentre per noi «quando le battaglie sono giuste bisogna metterci la faccia». E Andrea Marcucci lo ha detto con chiarezza: «La separazione delle carriere è una battaglia liberale, non un’arma politica». È da qui che scegliamo di partire: da una riforma che non divide il Paese ma lo rafforza, e da un impegno che non cerca convenienze ma restituisce credibilità alle istituzioni.

Un voto sempre più vuoto
Se la giustizia mostra una prima crepa del sistema, il voto di questa settimana ne rivela una seconda, forse ancora più preoccupante: l’affluenza è crollata ovunque, fino a scendere sotto il 45%. In Campania undici punti in meno, in Puglia quindici, in Veneto diciassette. Mentre una parte della politica si concentra su titoli e retroscena, ignorando il problema vero, noi abbiamo scelto di partire dai dati. Non per commentarli, ma per guardarli, come ha scritto Luigi Marattin: “Ecco i numeri, senza interpretazioni. Prima i fatti, poi le opinioni”.👉 (link)
Dietro quei numeri c’è un malessere profondo. Lo si vede nel senso di distanza che molti cittadini provano verso la politica, che non riesce più a coinvolgerli in un progetto collettivo e finisce per parlare a platee sempre più ristrette. Lo si vede negli appelli al voto che insistono sul valore della partecipazione e nelle analisi che descrivono il silenzio delle urne come un segnale culturale prima ancora che politico. In troppe realtà locali il potere cambia poco, o non cambia affatto, e questo rafforza l’idea che il voto serva a poco.
Un’astensione così profonda non è un fenomeno passeggero: è un segnale politico, sociale e culturale. In un Paese abituato a leggere le elezioni come scontri tra leader, la vera questione è che sempre meno cittadini trovano un motivo per partecipare. Per noi il punto non è un vincitore o un perdente, ma capire dove ricostruire il legame spezzato tra istituzioni e persone.
La Legge sul femminicidio non basta
La terza crepa riguarda un problema che ritorna con una regolarità che non dovrebbe più sorprenderci, e che invece continua a lasciare ferite profonde: la violenza contro le donne. La nuova legge sul femminicidio è un passo importante, ma non è sufficiente a invertire una tendenza che nasce molto prima dell’ultimo gesto di violenza. Perché non basta inasprire le pene se gli strumenti che dovrebbero proteggere non funzionano con continuità.
Lo conferma l’ennesimo caso recente, avvenuto a Verona, dove una donna che aveva denunciato, seguito le procedure e chiesto aiuto allo Stato non è stata messa in sicurezza. Un episodio che non è isolato, ma che mostra ancora una volta le falle di un sistema che spesso non intercetta il rischio e non garantisce una protezione efficace.
Su questo punto sono intervenuti anche Valeria Pernice e Patrizio Del Prete, che hanno descritto con chiarezza il cortocircuito tra ciò che la legge prevede e ciò che accade nella realtà quotidiana.
👉 Leggi gli interventi di Valeria Pernice (link) e Patrizio Del Prete (link)
Per il Partito Liberaldemocratico, affrontare il problema significa agire molto prima dell’ultimo atto: investire nell’educazione affettiva, formare forze dell’ordine capaci di leggere i segnali, far funzionare davvero strumenti come i braccialetti elettronici, sostenere i centri antiviolenza, garantire autonomia economica a chi decide di denunciare.
Uno Stato credibile si misura anche – e soprattutto – dalla capacità di tenere al sicuro chi è più vulnerabile.

📹 Un breve video per informare e
ricordare a chi è in difficoltà che esistono
strumenti immediati come il 1522*
Cominciamo a costruire, tutti insieme
L’assemblea nazionale del partito si è svolta oggi, sabato 29 novembre, a Roma.


Ascolta l’intervento del segretario Luigi Marattin (video)
Nel frattempo il Partito Liberaldemocratico e il suo segretario risultano nuovamente presenti nelle rilevazioni settimanali, questa volta con EMG. È un segnale di continuità: il lavoro che stiamo portando avanti sui territori e nelle istituzioni inizia a tradursi in una presenza politica riconoscibile e monitorata con regolarità. La costruzione di una forza credibile passa anche da questo, passo dopo passo.

Milano al centro. Un centro per Milano
Si terrà il 4 dicembre al Teatro Franco Parenti un dibattito organizzato dal PLD dal titolo: “Milano al centro. Un centro per Milano” dove politici di vari schieramenti ed esperti del settore si confronteranno sullo scandalo riguardante la vicenda urbanistica locale e sulle sue conseguenze.

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Riguarda la puntata del 27 Novembre
“Due chiacchiere su Europa e politica internazionale”
Dall’America di Trump, ai cambiamenti politici nel vecchio continente fino al rapporto tra USA, Cina e Europa. Quanto e come stanno cambiando le democrazie dei due continenti?
Con Camille Chenaux (ricercatrice in relazioni internazionali all'università di Roma Tre), Elena Buratti (responsabile Politica interna-Europa PLD), Alessandra Franzi (responsabile Esteri PLD). Modera Victor Rasetto, Segreteria nazionale PLD.
👉 Guarda la puntata su YouTube
IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA
Continuano i congressi regionali per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
- Toscana – congratulazioni a Elena Cardiello
- Friuli Venezia Giulia – congratulazioni a Alessandro Tronchin
- Basilicata – congratulazioni a Nicola Zaccara
DAI TERRITORI
- Roma - Il vice segretario regionale, Gabriele Volpi, è intervenuto alla manifestazione per ricordare l’Holodomor e riaffermare che il “PLD sta accanto all’Ucraina sempre e soprattutto oggi che la sua dignità è messa a dura prova a fronte delle irricevibili proposte ricevute per porre fine all’invasione russa.” (🔗 Vedi post su Instagram)
- Firenze - Intervento del PLD ad analoga manifestazione a Roma (🔗 Vedi post su Facebook)
- Sicilia - Il PLD regionale è intervenuto sulle nomine Sac (la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso), denunciando la vecchia pratica della spartizione partitica: “In una fase così delicata — con vicende giudiziarie ancora aperte e un clima istituzionale che richiederebbe sobrietà e prudenza — ci si sarebbe aspettati, dicono dal Pld Sicilia, l’esatto opposto: evitare ogni forma di lottizzazione, non praticarla” (🔗 Leggi su La Sicilia)
- Lamezia Terme - Il segretario nazionale del PLD Luigi Marattin ha visitato alcune realtà imprenditoriali del territorio e poi è intervenuto a margine sull’economia dell’area e nazionale: “Serve un nuovo sistema, con stipendi più alti e meno tasse”
(🔗 Leggi su Calabria 7) - Umbria - Il neo segretario Enrico Bartoccioni interviene sulla situazione economica della regione, criticando fortemente le voci entusiastiche per l’inserimento dell’Umbria nella ZES e invitando a riforme drastiche per salvare una economia in declino (🔗 Leggi su UmbriaJournal)
PARLANO DI NOI
- Nel programma “Dieci minuti con Nicola Porro”, Luigi Marattin racconta la sfida del Partito Liberaldemocratico su tasse, pensioni, spesa pubblica e ceto medio.
(📺Guarda l’intervento) - Il RIformista pubblica un’intervista a Luigi Marattin sulle proposte liberal-democratiche e sulla costruzione di un nuovo spazio politico riformista.
(🔗Leggi l’intervista completa nelle storie del PLD) - Adnkronos riprende l’analisi del PLD sugli spostamenti di voto nelle regionali di Campania, Puglia e Veneto, con i dati partito per partito. (🔗Leggi l’articolo)
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RESPONSABILITÀ DIGITALE E CIBERNETICA
RESPONSABILITÀ DIGITALE E CIBERNETICA
Il Partito Liberal Democratico propone un sistema innovativo di identificazione digitale in background con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza nello spazio online, rafforzare la fiducia degli utenti e allo stesso tempo tutelare la privacy. Oggi le piattaforme digitali rappresentano un punto di incontro fondamentale per milioni di persone, ma portano con sé rischi significativi: profili falsi, campagne di disinformazione, cyber-attacchi, abusi e l’esposizione dei minori a contenuti inappropriati. Il quadro attuale è frammentato, con cooperazioni lente e disomogenee. Da qui nasce l’esigenza di introdurre regole comuni e strumenti moderni.
Obiettivi della proposta
La proposta ha come finalità la tracciabilità degli autori di abusi online senza introdurre schedature di massa, migliorare la protezione dei minori e contrastare le campagne di disinformazione. Si punta a un sistema conforme al GDPR, applicabile sia alle piattaforme europee che extra-UE, in modo da ridurre drasticamente i falsi account e garantire tempi certi di risposta alle autorità.
Riconoscimento in background: come funziona
Il cuore della proposta è il meccanismo di riconoscimento in background. Ogni cittadino può ottenere un token digitale anonimo, certificato tramite eID, CIE o SPID, conforme al protocollo europeo eIDAS. Questo token, firmato digitalmente, permette di iscriversi a piattaforme online con nickname, dimostrando però di essere una persona reale. La piattaforma non riceve dati personali, ma solo la conferma che l’utente è autentico.
Un aspetto fondamentale è che il sistema adotta un modello di token ‘pairwise’: per ogni piattaforma viene rilasciato un token specifico, diverso dagli altri. Ciò garantisce che non vi sia tracciamento cross-piattaforma, proteggendo la privacy dell’utente e permettendo, se necessario, una revoca granulare senza compromettere l’accesso ad altri servizi.
| N. | SOGGETTO | A CHI | COSA |
| 1 | Utente | L’Utente vuole iscriversi a una piattaforma digitale (social media). | |
| 2 | Utente | Ente Certificatore | L’Utente effettua una richiesta di token anonimo ad un ente certificatore tramite CIE/eID(protocollo eIDAS).
La certificazione dovrebbe essere coordinata a livello europeo e armonizzata con Age Verification. Inoltre finché presente si può prevedere anche SPID integrato in eIDAS. |
| 3 | Ente Certificatore | Utente | L’Ente verifica che la persona sia reale, attesta inoltre la maggiore o minore età, e rilascia un token/codice anonimo firmato digitalmente.
Il token è legato all’account, ma non rivela l’identità alla piattaforma. |
| 4 | Utente | Piattaforma Digitale | L’Utente naviga online e sceglie una piattaforma a cui iscriversi. |
| 5 | Utente | Piattaforma Digitale | L’Utente può iscriversi con nickname, ma inserisce il token segnalando alla piattaforma che è un utente reale. |
| 6 | Piattaforma Digitale | La Piattaforma non acquisisce i dati dell’Utente reale, ma unicamente sa che si tratta di una persona reale. | |
| 7 | Autorità Giudiziaria | Ente Certificatore | Solo in caso di attività illecite l’Autorità Giudiziaria può chiedere a chi appartenga il token/codice. |
| 8 | Ente Certificatore | Il token/codice di accesso viene ricollegato alla persona dall’Ente Certificatore. |

Dal punto di vista dell’esperienza utente (UX) il processo rimane semplice e fluido. Durante la registrazione o l’accesso l’Utente seleziona l’opzione ‘Verifica che sono una persona reale’, si apre l’Identity Wallet (CIE/eIDAS/SPID) e viene generato un token anonimo. Il tutto avviene in pochi secondi e senza rivelare dati sensibili. Il token ha validità limitata (ad esempio un anno) e si rinnova automaticamente in background, senza interruzioni o pop-up continui. Solo in caso di utilizzo da un nuovo dispositivo si richiede una rapida conferma tramite wallet e passkey. In questo modo la sicurezza è garantita senza sacrificare la semplicità d’uso.
Benefici attesi
L’adozione del sistema comporterebbe benefici tangibili:
- Riduzione significativa di fake news, botnet e campagne di disinformazione;
- Maggiore protezione dei minori;
- Maggiore fiducia degli utenti nel digitale;
- Cooperazione più rapida e uniforme con le autorità;
- Applicazione delle regole anche ai colossi extra-UE con sanzioni per chi non collabora.
Analisi costi-benefici
L’investimento previsto per l’Italia è stimato in 60–100 milioni di euro con benefici complessivi annuali tra i 20 e i 25 miliardi. A livello europeo l’investimento si aggirerebbe sui 2–3 miliardi con benefici stimati in 200–250 miliardi all’anno. Il rapporto costi-benefici risulta quindi estremamente favorevole con un ritorno stimato di 1 a 200–300 per l’Italia e 1 a 80–100 per l’Europa.
“Eh ma basta una VPN o un IP estero e la proposta è da buttare”
In informatica non esistono sistemi “inespugnabili”: esiste la deterrenza. Pensare che basti “cammuffare l’IP” per diventare invisibili è una semplificazione fuorviante: IP ≠ identità ≠ non riconoscibilità. Le piattaforme moderne valutano molti segnali insieme, browser fingerprinting, ASN (il “tipo” di rete da cui ti colleghi, es. residenziale vs datacenter/VPN), lingua e fuso orario, oltre a meccanismi di risk scoring adattivo, per stimare l’affidabilità di una sessione anche quando l’IP cambia. Le VPN commerciali o alcuni tipi di Browser inoltre agiscono da IP noti. Il token di responsabilità opera a livello applicativo, non di rete: non serve a “bloccare tutto”, ma a introdurre attrito, alzare i costi e ridurre drasticamente la scalabilità industriale dell’abuso (più frizione, più costo, meno volume). È lo stesso principio dei sistemi antifrode efficaci: non l’illusione del controllo totale, ma una riduzione concreta e misurabile degli abusi.
Conclusione
Il sistema di riconoscimento in background rappresenta una proposta equilibrata: concilia la protezione della privacy con la necessità di responsabilità online. Ogni utente rimane libero di interagire in modo anonimo sulle piattaforme, ma in caso di abuso diventa possibile risalire all’identità reale tramite un Ente Certificatore. Grazie alla logica dei token pairwise e all’integrazione trasparente con strumenti di identità digitale già esistenti la proposta rafforza sicurezza, fiducia e sovranità digitale europea, mantenendo al centro l’esperienza dell’Utente.
Newsletter#31 - Roma, ore 10.30: si parte.
Newsletter
#31
Cominciamo a costruire, tutti insieme.
Unire sulle riforme, dire la verità, cambiare l’Italia.
Il Partito Liberaldemocratico sta costruendo passo dopo passo l’unica vera alternativa ai due poli: un’Italia che funziona, spende bene, difende l’Europa e mette le persone al centro delle istituzioni. Utopia? No, non siamo dei romantici sognatori.
Il primo esperimento del genere ha detto che uno spazio per un’alternativa vera ai bipopulismi esiste: c’è una fetta di Italia che non si riconosce in un centrodestra sovranista ed in una sinistra-centro sempre più populista, oltrechè nello statalismo che in modo diverso caratterizza sia maggioranza che opposizione. La sfida allora, è costruire un’alternativa che parta dai programmi e poi dalle persone, per costruire un’Italia competitiva e che torni a contare davvero.
Da tempo il dibattito politico italiano procede senza una direzione chiara: i due poli oscillano su tutto – Europa, giustizia, sanità, conti pubblici – alternando slogan e riposizionamenti che non offrono al Paese un progetto coerente.
È in questo vuoto che si inserisce la nostra Assemblea Nazionale: non un appuntamento formale, ma l’avvio di un lavoro politico serio per costruire la forza liberal-democratica che oggi manca. Con l’introduzione del Presidente Marcucci, la relazione del Segretario Marattin e l’intervento del senatore Calenda, l’Assemblea mette al centro un’idea semplice: responsabilità fiscale, Stato efficiente, riforme vere e un posizionamento occidentale senza ambiguità. Il centro non è la somma di sigle, ma la casa politica di chi vuole un’Italia moderna e capace di dire la verità. A Roma iniziamo a costruirla, insieme.
👉 Guarda il programma nel nostro post
La sfida per una giustizia davvero giusta
Il dibattito sulla giustizia è fermo da anni tra slogan e veti incrociati, mentre i cittadini continuano a fare i conti con tribunali lenti, procedure opache e un sistema che non tutela davvero né vittime né imputati. In questo stallo, il comitato “Giustizia Sì” nasce come un fatto politico nuovo: un comitato per il Sì al referendum costruito dal Partito Liberaldemocratico, ma capace di unire competenze e sensibilità diverse — radicali, riformisti, moderati, liberali.
La conferenza stampa alla Camera, con la guida di Giammarco Brenelli e la partecipazione di figure autorevoli del mondo giuridico e parlamentare, mostra che esiste uno spazio reale per una riforma profonda e condivisa. La nostra battaglia non è identitaria: è la richiesta di un sistema più rapido, più giusto e più vicino ai cittadini. E dimostra che, quando si costruiscono contenuti seri, le alleanze si fanno sui temi e non sulle convenienze.

👉 Guarda l'intervento di Valeria Pernice
👉 Guarda la conferenza di presentazione
Sanità: non conta quanto si spende, ma come si spende
Destra e sinistra hanno un grande cavallo di battaglia, da anni: quanti soldi mettere sulla sanità. Perchè la sanità porta voti. Nessuno che si preoccupi invece, che il denaro venga speso bene e che la sanità funzioni davvero
I numeri non mentono. Dal 2000 a oggi il Fondo sanitario nazionale è più che raddoppiato, aumentando molto più dell’inflazione, e tuttavia la qualità del servizio non è migliorata. Questo paradosso non si risolve invocando ulteriori risorse, ma affrontando il vero nodo: la frammentazione in venti sistemi sanitari regionali che generano sprechi, ritardi e disuguaglianze, come dimostra il recente caos sulle liste d’attesa.
Per questo il segretario del PLD Luigi Marattin ha chiesto al Governo di valutare una riforma del Titolo V che riporti la gestione sanitaria allo Stato, con deleghe solo eccezionali. Un’unica regia nazionale renderebbe la spesa più efficiente, garantirebbe standard uguali per tutti e permetterebbe finalmente di parlare di qualità, non soltanto di quantità. È una proposta ambiziosa, ma necessaria se vogliamo un servizio sanitario che torni a mettere il cittadino al centro.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Riguarda la puntata del 20 Novembre “Salari, produttività...il calabrone italiano che non dovrebbe volare ma che vola ancora un pò?”, con Andrea Garnero, economista del lavoro all’Ocse ed autore de ‘La questione salariale’; Emilio Rossi, Senior Advisor di Oxford Economics e Direttore Osservatorio Terziario Manageritalia. Modera Antonluca Cuoco
👉 Guarda la puntata su YouTube
IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA
Continuano i congressi regionali per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
- Lazio – congratulazioni a Giulia Candelori,
Per rafforzare la presenza delPLD tra gli italiani all’estero, abbiamo eletto anche i coordinatori per i continenti: l’Europa, per il Nord America, per il Sud America e per Africa-Asia-Oceania.
E nella UE abbiamo eletto anche i coordinatori per Belgio, Francia e Regno Unito/ Irlanda.
- Europa - congratulazioni a Luca Malosti
- Nord America - congratulazioni a Fabio Stefanini
- Africa, Asia e Oceania - congratulazioni a Natalia Conestà
- Sud America - congratulazioni a Francesco Casteller
- Belgio - congratulazioni a Luca Boccardo
- Francia - congratulazioni a Luca Marioni
- Regno Unito e Irlanda - congratulazioni a Marta Giacomini
DAI TERRITORI
- Umbria - In occasione dell’ultimo rapporto della Camera di Commercio umbra, il PLD ha denunciato la profonda crisi che sta attraversando sia il settore industriale che il terziario nella Regione. Una situazione che si inserisce nel quadro nazionale in cui gli investimenti sono insufficienti e la pressione fiscale è sempre più insostenibile/soffocante (🔗 Leggi su Umbria Journal e Leggi su Perugia Tomorrow)
- Calabria - Si è tenuta a Lamezia Terme, presso il Palazzo Greco Stella, la presentazione del libro di Luigi Marattin: “La missione possibile” alla quale sono intervenuti Antonino Costantino, Dirigente nazionale del PLD ed ex assessore al Comune di Lamezia Terme; Angelo Montalto, Segretario Regionale del PDL; Gianluca Gallo, Consigliere Regionale di Forza Italia; Ernesto Madeo, Sindaco di San Demetrio Corone e imprenditore; Annita Vitale, Segreteria cittadina di Azione per Lamezia Terme; Joseph Veneziano, Segretario per la Provincia di Cosenza del PLD. L’iniziativa del 20 novembre aveva l’obiettivo di stimolare un dialogo costruttivo su sviluppo economico, innovazione, governance e coesione sociale, elementi chiave per un rilancio duraturo della regione. (🔗 Vedi su Lametino Vedi articolo)
- Calabria - Sempre a Lamezia Terme Antonino Costantino è intervenuto in giunta comunale per denunciare il taglio di fondi da destinare alla cultura e chiedere che si spenda per far riconoscere il suo valore strategico come pilastro irrinunciabile del futuro di una comunità. Si dovrebbe invece, incrementare la lotta all’evasione fiscale e «adoperarsi per una più attenta ed efficiente riduzione della spesa improduttiva». (🔗 Leggi su Lamezia informa)
PARLANO DI NOI
- Il quotidiano La Verità intervista il segretario Luigi Marattin: si parla di manovra ma anche del centro sinistra: “La manovra non aiuta i ricchi, riformare il centrosinistra è impossibile (🔗 Leggi l'articolo)
- Rai News 24 ha chiesto al segretario Marattin di intervenire sulle parole di Mattarella e su bipolarismo e legge di bilancio (🔗 Guarda l'intervento)
- A SkyNews economia, Marattin è intervenuto ancor sulla legge di bilancio definita “prudente” e le sue proposte (🔗 Guarda l'intervento)
- Italia Oggi parla delle proposte del PLD e sottolinea come queste siano giuste per affrontare i problemi del Paese (🔗 Leggi l'articolo)
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Newsletter#30 - Non è destra. Non è sinistra.
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#30
L’Italia ha bisogno di chiarezza
In un Paese diviso e confuso, servono idee nette su economia, libertà e democrazia.
Un’Italia pienamente occidentale
L’Italia oggi è bloccata tra due poli che, al di là delle dichiarazioni di facciata, non credono davvero nei valori occidentali. La democrazia liberale, l’economia di mercato, l’alleanza atlantica, l’Europa: per loro non sono priorità, ma variabili dipendenti dal consenso del momento. Lo si vede nelle posizioni ambigue su Ucraina, Israele, NATO, concorrenza, globalizzazione, sicurezza digitale. Lo si vede nella facilità con cui entrambi gli schieramenti sacrificano i principi per un titolo in più sui social o per inseguire un pezzo di elettorato arrabbiato. Per questo il Partito Liberaldemocratico è l’unica vera alternativa: liberale, occidentale, riformatrice.
Non stiamo con il centrosinistra:
- siamo con l’Ucraina senza se e senza ma
- rifiutiamo gli slogan estremisti o anti-israeliani,
- non voteremo mai una patrimoniale
- vogliamo ridurre la spesa pubblica improduttiva per abbassare le tasse e liberare l’economia.
⠀E non stiamo con il centrodestra:
- non saremo mai con i no-vax,
- né con nostalgie tossiche come quelle della Decima MAS,
- né con chi ostacola il mercato, la concorrenza e l’integrazione europea.
- né con chi pensa che il sovranismo sia una strategia invece che un vicolo cieco.
⠀La nostra proposta è chiara: un’Italia pienamente occidentale, che sceglie la verità invece della propaganda e il merito invece del risentimento. Un’Italia che punta su meno tasse e meno sprechi, più concorrenza, ritorno al nucleare, scuola moderna, sicurezza digitale, economia aperta e competitiva. È questo che serve al Paese: non oscillare, ma scegliere. E noi abbiamo già scelto.
La favola dei “ricchi” e la realtà del ceto medio
Da giorni il dibattito fiscale italiano gira a vuoto. Istat e Banca Italia ricordano una banalità matematica: se tagli un’aliquota, chi paga di più risparmia un po’ di più. Una verità elementare che, puntualmente, viene trasformata in titolo scandalistico: “La manovra aiuta i ricchi.” La politica e una parte dei media inseguono questa narrazione senza mai dire la verità:in Italia, i famosi “due quinti più ricchi” iniziano da 1.900 euro lordi al mese.Cioè il ceto medio (leggi il post).
Cioè persone che non hanno yacht, trust o conti offshore, ma un affitto da pagare, bollette in salita, figli a scuola e un lavoro che spesso non basta. È quello che denunciamo da tempo e che la nostra responsabile economia Aurora Pezzuto (leggi il post) ha spiegato con grande chiarezza: chi guadagna 2.000 o 2.500 euro al mese spesso già in difficoltà è trattato come se fosse benestante, regge da solo quasi metà dell’IRPEF nazionale (leggi il post) . Questo è il vero scandalo italiano, non il taglio di due punti di aliquota.
Mentre qualcuno invoca una patrimoniale ignorando che una patrimoniale già esiste (si chiama IMU, e si paga pure sulla prima casa in molti comuni), i capitali possono spostarsi con un click e il ceto medio è spremuto come in nessun altro Paese occidentale, noi continuiamo a indicare la strada seria, non quella urlata: ridurre la spesa pubblica improduttiva, alleggerire il prelievo fiscale sul lavoro,costruire un sistema più equo per il ceto medio che tiene in piedi il Paese.
Non è una questione ideologica.
È una questione di realtà: senza un ceto medio forte, nessuna economia occidentale sta in piedi.
🔗 I tre step del baratro italiano
Un web libero e sicuro
Viviamo online. Parliamo, lavoriamo, facciamo acquisti, gestiamo soldi, salute, identità sempre connessi. Eppure il luogo in cui trascorriamo metà della nostra vita è ancora esposto a bot, profili falsi, truffe, campagne coordinate di odio e contenuti dannosi per i minori.
Per questo proponiamo una riforma semplice e liberale: l’accesso alle piattaforme deve passare da unriconoscimento in background, un token invisibile che certifica che sei una persona reale, senza rivelare chi sei e senza condividere dati personali con nessuno.
Sei anonimo, ma autentico. L’identità rimane protetta. Nessuno vede il tuo nome. Nessuna piattaforma può profilarti attraverso questo strumento. Solo in caso di reato, e solo su ordine dell’autorità giudiziaria, si può risalire all’identità reale dell’utente che ha abusato della rete. È un sistema semplice, che usa strumenti già esistenti come CIE, SPID, eIDas europea e che obbliga anche le piattaforme straniere a rispettare le regole del nostro spazio digitale.
L’obiettivo è netto:
• più libertà e privacy per gli utenti,
• più sicurezza per minori e famiglie,
• più responsabilità per chi usa la rete
Questa è la via liberaldemocratica alla sicurezza digitale: proteggere gli innocenti, non sorvegliare e garantire l’anonimato.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Riguarda la puntata di Martedi 12 Novembre
“Accordo sul Mercosour”, con Paolo Garzotti e Renata Bueno e la nostra responsabile Esteri PLD Alessandra Franzi
👉 Guarda la puntata su YouTube
FORUM TEMATICI: ISTITUITO UN NUOVO TAVOLO
Sono ripartiti i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Sono stati istituiti da poco quelli su Agricoltura, Sport, Turismo, Pubblica Amministrazione e Digitalizzazione.
Vuoi essere dei nostri e dare il tuo contributo per costruire un Paese migliore?
IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA
Come ha scritto la nostra responsabile Territorio Valeria Pernice, ci sono momenti in cui il lavoro fatto prende forma e si capisce che la politica può ancora essere spazio di costruzione, partecipazione e comunità.
Il nostro percorso congressuale è proprio questo: un cammino condiviso che sta attraversando tutta l’Italia, fatto di confronto, entusiasmo e responsabilità.
Dalle prime assemblee alle giornate di voto, stiamo costruendo passo dopo passo un partito vivo, aperto, capace di unire energie e competenze diverse attorno a un progetto comune.
Ogni congresso regionale è un tassello di questo mosaico, un’occasione per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
È un percorso che non si ferma, ma che cresce grazie a chi ogni giorno dedica tempo e idee alla costruzione di una casa liberaldemocratica sempre più solida, plurale e partecipata.
- Trentino - Alto Adige – congratulazioni a Giorgio Martini
- Calabria – congratulazioni a Angelo Montalto (🔗Leggi su Radio AKR e This is Acri)
- Sicilia – congratulazioni a Salvo Liuzzo (🔗Leggi su La Sicilia)
- Umbria – congratulazioni a Enrico Bartoccioni (🔗Guarda le linee programmatiche nell’intervista di Perugia Tomorrrow e 🔗 Leggi su Umbria 7)
DAI TERRITORI
- Torino - Abbiamo partecipato alla manifestazione “Torino non russa” organizzata da Pina Picierno, Gianni Vernetti, Europa Radicale, Azione, Comunità Ucraina Torino, Italia Viva e +Europa per denunciare il convegno “Russofobia e russofilia” e commemorare le vittime ucraine della guerra (🔗 Vedi i filmati e le immagini Vedi articolo)
- Pisa - A Pisa, è stato annullato invece un evento filo putiniano, dove sarebbero stati presenti due noti propagandisti filorussi, e dove avrebbero trasmesso un documentario propagandistico del canale “Russia Today”, sanzionato dall’UE, grazie all’intervento di Azione Pisa, Più Europa, PRI, grazie all’aiuto della nostra coordinatrice Toscana Elena Cardiello, e di politici illustri come Pina Picierno, sempre attiva su questo tema. (🔗 Leggi il post)
PARLANO DI NOI
- Su Media Line l’intervista al nostro segretario nazionali Luigi Marattin
- Luigi risponde sul assurdo dibattito del tema dei 1400€
- Luigi ospite a Zapping
- Intervista su Legge di Bilancio: anche il ceto medio piange, su Radio Radicale
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Newsletter#29 - Diamoci una mossa
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#29
Liberare l’Italia che si muove
Il PLD difende la libertà di competere, non i privilegi di pochi
Quando un Paese smette di muoversi, non è perché mancano le idee, è perché qualcuno tiene tirato il freno a mano.
In Italia, quel freno si chiama privilegio: economico, giudiziario, politico. Ed è ciò che impedisce al merito, al lavoro e all’innovazione di prendere davvero la strada del futuro.
Il Partito Liberaldemocratico ha scelto di dire basta.
Basta rendite eterne, basta monopoli difesi in nome della “tradizione”, basta burocrazia che soffoca la concorrenza.
Dai tribunali alle spiagge, dai taxi ai servizi pubblici, chiediamo più libertà di competere e regole uguali per tutti.
Perché la concorrenza non è una minaccia: è la più grande garanzia di libertà.
È così che si modernizza un Paese aprendo le gare, digitalizzando i servizi, premiando chi innova.
L’Italia non ha paura di muoversi: ha solo bisogno che qualcuno la liberi da chi vuole tenerla ferma.
All’evento di Roma del 4 novembre, (🔗 Guarda qui) con esperti, associazioni e imprese, abbiamo parlato di mobilità sostenibile, infrastrutture e concorrenza nei trasporti.
Temi diversi, ma un unico filo rosso: la libertà di chi vuole costruire un’Italia moderna, europea, aperta alle opportunità.
È da qui che parte la nostra battaglia: liberare l’Italia che si muove nelle strade, nei mercati, nelle idee.
La via liberaldemocratica è questa: non proteggere i privilegi di pochi, ma difendere le possibilità di tutti.
Una riforma per una Giustizia, trasparente, libera e indipendente
La riforma della giustizia non è un tema tecnico né un dibattito riservato agli addetti ai lavori.
È una questione di libertà concreta: la libertà di ogni cittadino di poter contare su un sistema giusto, efficiente e prevedibile.
Per troppo tempo la giustizia italiana è rimasta prigioniera di logiche corporative, ruoli sovrapposti e tempi infiniti che minano la fiducia dei cittadini.
Il sistema in cui giudici e pubblici ministeri appartengono alla stessa carriera ha generato ambiguità, conflitti d’interesse e una percezione di scarsa imparzialità.
Per questo, per noi liberaldemocratici, la separazione delle carriere rappresenta un passo avanti decisivo verso una giustizia davvero indipendente.
Significa affermare un principio semplice ma rivoluzionario: chi accusa e chi giudica devono avere percorsi, obiettivi e responsabilità differenti.
Non è una concessione a qualcuno, ma una garanzia per tutti.
La riforma costituzionale oggi in discussione prevede proprio questo: la distinzione formale tra magistrati giudicanti e requirenti, la nascita di due Consigli superiori della magistratura con funzioni separate e l’istituzione di un’alta corte disciplinare per assicurare maggiore trasparenza e responsabilità.
È un cambiamento atteso da oltre trent’anni, che può finalmente restituire credibilità e rispetto alla giustizia italiana.
Il referendum costituzionale che si prepara non è quindi un tecnicismo, ma una sfida di civiltà giuridica. Un’occasione per dire che non vogliamo più un Paese fermo per paura del cambiamento, ostaggio di corporazioni e rendite di posizione.
Come ha ricordato Luigi Marattin, la separazione delle carriere non risolverà da sola tutti i problemi della giustizia, ma può segnare una svolta: portare a termine una riforma strutturale attesa da 35 anni e aprire una stagione nuova, liberale e riformatrice.
Il Partito Liberaldemocratico si schiera con chiarezza: vogliamo una giustizia che rispetti i tempi, le persone e la verità.
Una giustizia che torni a servire i cittadini, non se stessa.
Perché senza giustizia non c’è libertà, e senza libertà l’Italia non potrà mai davvero muoversi.
Sosteniamo un’Italia dove il diritto sia strumento di equilibrio e opportunità, non di potere.
Dove il cittadino possa finalmente dire: “Posso contare sulla legge, posso contare sul giudice terzo, posso contare su un processo che non mi rubi anni della vita.”
La scelta è davanti a noi: continuare con il sistema di sempre, o aprire una stagione nuova liberale, riformatrice e coraggiosa.
Il Partito Liberaldemocratico sceglie la via della verità, della responsabilità e della competenza, le uniche che possono davvero rimettere in moto l’Italia.
La manovra? Sull’Irpef il Governo va a sbattere
ll PLD è contrario alla manovra del governo sull’Irpef.
Ma non per il comico motivo rilanciato da politici e giornali populisti, secondo il quale aiuterebbe i “ricchi”. Ma perché li aiuta troppo poco. Ovviamente, non si parla di veri ricchi, ma di quelli che solo in Italia vengono definiti tali: coloro che a fine mese guadagnano 2500 euro al mese.
Non sono i ricchi: sono quelli che noi chiamiamo i “muli da soma” di questo paese. Non hanno diritto ad agevolazioni isee, non hanno diritto a detrazioni per tipologia di lavoro, e hanno un’aliquota Irpef (il 43% + le addizionali locali) che all’estero si applica solo a quelli che guadagnano 3 o 4 volte tanto.
Noi pensiamo che siano costoro, oggi, a meritare un sollievo fiscale
Chi scrive invece, come Repubblica, che la manovra “aiuta i ricchi”, mistifica i dati: quelli dell’audizione dell’ufficio parlamentare di bilancio, che sono pubblici, dicono l’esatto opposto.
La forza delle democrazie liberali
Il Partito Liberaldemocratico resta schierato, senza ambiguità, dalla parte della libertà e della democrazia, contro ogni forma di regime autoritario o illusione populista.
In un mondo attraversato da crisi e instabilità, serve una voce chiara, coerente, capace di difendere i valori europei anche quando è più difficile farlo.
Dalle minacce di Mosca alle tensioni in Medio Oriente, la nostra linea è ferma: l’Europa e l’Italia devono restare esempi di libertà, non di cedimento.
Lo ha ricordato con lucidità Alessandra Franzi, rispondendo alle provocazioni lanciate dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova all’Italia: “A crollare è il vostro regime liberticida. L’Italia e l’Europa rimarranno esempi di libertà.” (Alessandra Franzi su Zakharova)
La Russia evidentemente non è contenta che l’Italia non si sia ancora piegata alla loro propaganda, ma devono farsene una ragione: non rinunceremo così facilmente ai valori liberali, al diritto internazionale e al raggiungimento di una pace come giusta.
Trent’anni dopo l’assassinio di Yitzhak Rabin (🔗 il ricordo del PLD), il coraggio della pace resta la sfida più difficile.
Rabin scelse la strada più rischiosa, ma anche l’unica possibile: quella del dialogo e della responsabilità.
Il suo esempio ci ricorda che l’odio chiama odio, e che solo la verità e la responsabilità possono spezzare la catena dell’estremismo.
Essere liberaldemocratici oggi significa questo: difendere la libertà anche quando costa, scegliere la verità invece delle illusioni, e credere che la forza della democrazia stia nella sua capacità di non diventare mai come ciò che combatte.
Nel mondo come in Italia, il PLD continuerà a difendere la libertà, la dignità umana e la pace, con la stessa determinazione con cui difende la concorrenza, la giustizia e la verità.
Perché la libertà non si negozia.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Riguarda la puntata del 6 novembre
“Conosciamo le neo Segretarie Regionali di Emilia Romagna, Marche e Piemonte”, con Giorgia Bellucci (Segretaria Regionale dell’ Emilia Romagna) Ada Pozzi (Segretaria Regionale delle Marche), Barbara Baino (Segretaria Regionale del Piemonte) moderati da Massimiliano Saladino (PLD Talks)
👉 Guarda la puntata su YouTube
FORUM TEMATICI: ISTITUITO UN NUOVO TAVOLO
Sono ripartiti i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Sono stati istituiti da poco quelli su Agricoltura, Sport, Turismo, Pubblica Amministrazione e Digitalizzazione.
Vuoi essere dei nostri e dare il tuo contributo per costruire un Paese migliore?
IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA
Come ha scritto la nostra responsabile Territorio Valeria Pernice, ci sono momenti in cui il lavoro fatto prende forma e si capisce che la politica può ancora essere spazio di costruzione, partecipazione e comunità.
Il nostro percorso congressuale è proprio questo: un cammino condiviso che sta attraversando tutta l’Italia, fatto di confronto, entusiasmo e responsabilità.
Dalle prime assemblee alle giornate di voto, stiamo costruendo passo dopo passo un partito vivo, aperto, capace di unire energie e competenze diverse attorno a un progetto comune.
Ogni congresso regionale è un tassello di questo mosaico, un’occasione per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
È un percorso che non si ferma, ma che cresce grazie a chi ogni giorno dedica tempo e idee alla costruzione di una casa liberaldemocratica sempre più solida, plurale e partecipata.
- Sardegna – congratulazioni a Massimiliano Zonza
DAI TERRITORI
- Milano - Il Partito Liberaldemocratico ha partecipato alla manifestazione del 3 novembre durante la quale circa duecento persone hanno chiesto la restituzione dei bambini ucraini deportati ingiustamente in Russia. (🔗 Leggi l’articolo)
- Grosseto - Il Partito Liberaldemocratico si è espresso a favore della proposta del sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, sulla fusione di cinque Comuni della zona sud della provincia per la creazione del ‘Comune della Costa d’Argento nella speranza di poter meglio affrontare le difficoltà sia economiche sia gestionali in tema di servizi alla cittadinanza . (🔗 Leggi l’articolo su Grosseto Notizie)
- Puglia - La sezione regionale del Partito Liberaldemocratico lamenta il fatto che nessun partito impegnato attualmente in campagna elettorale si preoccupa dei problemi del ceto medio, il settore più ampio e produttivo. Per questo propone due misure concrete e realizzabili: la riduzione graduale delle addizionali IRPEF regionali per i redditi tra 25.000 e 45.000 euro annui; un credito d’Imposta regionale destinato alle famiglie che non beneficiano di ISEE agevolato, per sostenere spese scolastiche, nidi, trasporti e sanità privata convenzionata. (🔗 Guarda la trasmissione)
PARLANO DI NOI
👉Le dichiarazioni di Belli Paci su Il Corriere della Sera
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Newsletter#28 - La via liberale
Newsletter
#28
Dall’Europa all’Italia: la forza tranquilla del liberalismo
Quando la politica sceglie serietà, libertà e risultati, le persone lo capiscono
Dall’Argentina ai Paesi Bassi, da Bruxelles all’Italia, cresce la fiducia verso chi parla chiaro, mantiene le promesse e difende la libertà. Non è un miracolo, è la prova che la via liberale funziona. Funziona perché non promette tutto a tutti, ma chiede responsabilità, merito e serietà. Funziona perché non costruisce consenso sull’invidia o sulla paura, ma sull’orgoglio di chi vuole farcela con le proprie forze.
In Argentina e nei Paesi Bassi i populismi arretrano, e vincono i liberali che hanno avuto il coraggio di dire la verità: che non esiste crescita senza libertà economica, né giustizia senza responsabilità individuale. Mentre gli altri inseguono slogan e nemici immaginari, i liberali costruiscono risultati veri. Nei Paesi Bassi, il vento del realismo ha spazzato via la retorica dell’assistenzialismo e del sovranismo. I liberali progressisti guidati da Rob Jetten hanno fermato la corsa di Gert Wilders, l’uomo del “non un centesimo all’Italia”. È la dimostrazione che si può vincere con la verità, non con la propaganda.
Lo stesso messaggio arriva da Bruxelles, dove il Partito Liberaldemocratico ha partecipato al Congresso ALDE (la delegazione) insieme ai leader liberali europei. Un incontro concreto, non di facciata: visione comune, serietà di governo e una rotta chiara – più libertà economica, più opportunità, più Europa. Un’Europa che libera invece di ingessare, che crea invece di redistribuire, che premia il talento invece di soffocarlo nella burocrazia. L’Europa liberale non è un’idea astratta, ma un modo di governare fatto di pragmatismo, fiducia e competenza. Quando la politica smette di cercare consenso e torna a cercare soluzioni, i cittadini rispondono.
Anche in Italia qualcosa si muove. La rilevazione EMG (Masia) ci colloca all’1,3% e quella di Piepoli all’1,5%. È un segnale netto: la serietà paga. Cresce chi sceglie la via dei fatti e non delle urla, chi capisce che la politica non è marketing del consenso, ma costruzione di fiducia.
La via liberale funziona perché mette al centro la responsabilità e i risultati, non le promesse. Funziona perché non infantilizza i cittadini, ma li considera protagonisti del proprio destino. Funziona perché è l’unica che può far ripartire davvero un Paese che merita di più: più libertà, più competenza, più futuro.
👉 Elezioni nei Paesi Bassi: il commento del nostro Presidente Andrea Marcucci
👉 Elezioni in Argentina: il commento del nostro Segretario Luigi Marattin
📹 La via Liberale: mercato e merito
Dalle piazze alle proposte. L’Europa che si difende e costruisce
Dalle piazze di Torino e Roma, dove abbiamo marciato per la libertà dell’Ucraina, ai tavoli del Congresso ALDE di Bruxelles, passa un unico filo: la libertà non si difende con gli slogan, ma con la responsabilità delle scelte. Il Partito Liberaldemocratico è parte di quella Europa che non si limita a reagire, ma costruisce.
Difendere la democrazia oggi significa rimettere la politica europea al centro della realtà, dove contano le decisioni, non le dichiarazioni. Come ha ricordato Luigi Marattin, “l’Europa non può più dormire sugli allori della NATO”. È il tempo di un’Europa che agisce, che parla con voce propria e che capisce che la sicurezza e la libertà non si delegano.
Perché i nemici della democrazia non sono solo quelli che invadono. Sono anche quelli che manipolano, confondono, inquinano le menti, e che vogliono convincerci che la libertà sia un lusso o, peggio, qualcosa di superato, da affidare a sovrastrutture di controllo e di tutela. Ma una libertà che non sa difendersi è una libertà che si condanna a scomparire.
Al Congresso ALDE di Bruxelles abbiamo portato una visione chiara: un’Europa che torna a fare l’Europa, che difende la libertà con i fatti. Sostegno duraturo all’Ucraina, aiuti militari ed economici per affrontare l’inverno, uso dei fondi russi congelati per la ricostruzione, e una pace giusta e stabile, non quella della resa. Un’Europa unita per l’allargamento, capace di superare i veti dei singoli Stati, e una difesa della democrazia che passa per la sovranità tecnologica, la sicurezza digitale e la lotta contro la disinformazione.
Lo ha detto con chiarezza anche il generale Pietro Serino, già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e oggi Responsabile Difesa e Sicurezza del PLD: “C’era ancora il Governo Draghi quando proposi la ricerca tecnologica militare congiunta e finanziata con debito comune. Mi fa piacere ritrovarla oggi, ma finché non si passa dalle idee all’azione restano solo chiacchiere.” (leggi il commento completo) È questa la differenza tra politica e retorica: la prima costruisce, la seconda commenta.
Questa è l’Europa che vogliamo: libera, sicura, innovativa. Un’Europa che non delega, ma guida. Che non attende, ma agisce. Che non teme la libertà, ma la difende ogni giorno, perché sa che non è un lusso da concedere, ma una responsabilità da esercitare.
👉 La marcia per l’Ucraina in Piemonte
📹 Trump e la necessità di un’Europa adulta
A testa alta per la libertà
Ci sono momenti in cui la politica torna ad avere senso.
Quando smette di parlare di sé e torna ad ascoltare il mondo.
In questi giorni Luigi Marattin è in Medio Oriente, tra Israele e Palestina, per una missione di ascolto e di dialogo.
Ad Abu Dhabi, insieme all’ambasciatore Lorenzo Fanara e ai rappresentanti europei, ha partecipato a un confronto sul futuro degli Accordi di Abramo: un processo fragile ma concreto, che prova a costruire ponti dove per decenni sono stati scavati fossati.
È un segnale chiaro: la pace non nasce dal silenzio, ma dal dialogo tra chi ha il coraggio di respingere gli estremismi e di tendere la mano.
Da lì, il viaggio è proseguito tra Tel Aviv e Gerusalemme.
La delegazione, composta da parlamentari europei di Cipro, Francia, Lituania e Romania, ha incontrato esperti di geopolitica, sicurezza e diritto internazionale.
Ha visitato la Knesset e il Museo dell’Olocausto, dove la memoria non è solo un dovere, ma un monito a riconoscere il valore della libertà proprio quando tutto intorno sembra chiederne la resa.
Poi l’incontro più intenso: Samer Sinijlavi, politico palestinese, ex prigioniero durante la Seconda Intifada, oggi tra i principali esponenti anti-Hamas.
“Per risolvere un conflitto devi sempre metterti dalla parte del tuo nemico.
Perché se rimani solo dalla tua, non riuscirai mai a vedere ciò che serve per porre fine alla guerra.”
Sono parole che valgono più di cento convegni.
Raccontano una verità semplice e profonda: la libertà non vive di slogan, ma di conoscenza, di coraggio, di ascolto.
È questa la via liberale: capire prima di giudicare, dialogare invece di urlare, costruire invece di distruggere.
Per questo il Partito Liberaldemocratico ha aderito alla manifestazione nazionale del 30 ottobre (link),“Per la nostra libertà. A testa alta con gli ebrei”, promossa dall’associazione Sette Ottobre e sostenuta da oltre cinquanta realtà del mondo culturale, civile e religioso.
Una piazza di libertà e di civiltà, nata per reagire alla spirale di odio e di semplificazioni che, in troppi luoghi, hanno invocato la cancellazione di uno Stato e di un popolo.
Siamo stati in piazza per affermare la libertà di pensare, di parlare, di mostrare chi siamo.
Perché non esiste libertà autentica se non passa attraverso il riconoscimento e il rispetto dell’altro.
La libertà non è un totem da esibire quando fa comodo, ma un principio che si esercita ogni giorno, anche, e soprattutto, quando è scomodo.
Questa stessa idea di libertà vale anche per le università, che devono restare presìdi di pensiero critico e confronto, non arene di intimidazione.
Ciò che è accaduto a Ca’ Foscari, dove all’onorevole Emanuele Fiano è stato impedito di parlare, e a Bologna, dove il professor Cesare Faldini è stato attaccato per aver espresso un’opinione, è un campanello d’allarme.
Non è solidarietà al popolo palestinese. È squadrismo travestito da coscienza politica.
Chi decide chi può parlare e chi no, chi trasforma il dissenso in colpa, nega la libertà che dice di difendere.
Su questo stesso tema, il Segretario del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin parteciperà lunedì 3 novembre alle ore 20:30 a un incontro promosso dalla Federazione delle Associazioni Italia–Israele, dedicato al tema
“L’antisemitismo politico e il suo impatto sulle relazioni Italia–Israele.”
Nel corso dell’evento, Marattin dialogherà con Bruno Gazzo, Presidente della Federazione, in un confronto aperto sui rischi legati al riemergere dell’antisemitismo nel dibattito politico e sulle sue conseguenze per le relazioni internazionali.
L’appuntamento è pubblico e si svolgerà online; per partecipare alla discussione è possibile richiedere l’accesso alle associazioni promotrici.
👉 Il post di solidarietà ad Emanuele Fiano
👉 Per non dimenticare: i luoghi del 7 ottobre
👉 Missione in Medio Oriente del nostro segretario Luigi Marattin
Parte tutto dalla scuola
Circa un mese fa il Partito Liberaldemocratico ha lanciato la sua proposta di riforma della scuola, che abbiamo discusso in un convegno pubblico a Milano il 14 ottobre.
Abbiamo già esposto come intendiamo riformare radicalmente la formazione e il reclutamento dei docenti, nonché la struttura dei cicli scolastici.
Oggi la nostra Alexandra Casu ci spiega come intendiamo abbattere la burocrazia ministeriale e creare una vera autonomia per le scuole.

Perché ricordate: parte tutto dalla scuola.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Riguarda la puntata del 30 Ottobre
“Lobbying: trasparenza, rappresentanza, democrazia”, un incontro per capire davvero cos’è il lobbying: dalla rappresentanza degli interessi a come funziona, fino al suo ruolo nel rafforzare la qualità delle decisioni pubbliche e della democrazia.
Ne hanno discusso Federico Anghelé, (Direttore di The Good Lobby) e Elania Zito, (EU Expert & Digital Communication Strategist), moderati da Cristiano De Vergori (PLD Talks)
👉 Guarda la puntata su YouTube
FORUM TEMATICI: ISTITUITO UN NUOVO TAVOLO
Sono ripartiti i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Sono stati istituiti da poco quelli su Agricoltura, Sport, Turismo, Pubblica Amministrazione e Digitalizzazione.
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Come ha scritto la nostra responsabile Territorio Valeria Pernice, ci sono momenti in cui il lavoro fatto prende forma e si capisce che la politica può ancora essere spazio di costruzione, partecipazione e comunità.
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Dalle prime assemblee alle giornate di voto, stiamo costruendo passo dopo passo un partito vivo, aperto, capace di unire energie e competenze diverse attorno a un progetto comune.
Ogni congresso regionale è un tassello di questo mosaico, un’occasione per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
È un percorso che non si ferma, ma che cresce grazie a chi ogni giorno dedica tempo e idee alla costruzione di una casa liberaldemocratica sempre più solida, plurale e partecipata.
- Piemonte - leggi l’articolo relativo all’elezione di Barbara Baino (🔗 Leggi l’articolo)
- Liguria – congratulazioni a Marco Beltrami (🔗 Liguria Business Journal, 🔗 Città della Spezia)
- Puglia – congratulazioni a Matteo Viggiani (🔗 Stato Quotidiano, CosmoPolis Media)
- Lombardia – congratulazioni a Alberto Pilotto (🔗 Bergamo News, 🔗 MB News, 🔗 Corriere Di Como 🔗 ErbaNotizie)
- Emilia-Romagna – congratulazioni a Giorgia Bellucci (🔗 GeronimoNews)
- Marche – congratulazioni a Ada Pozzi⠀
DAI TERRITORI
- Vicenza - Domenica 2 novembre alle 18:00 in Piazza delle Erbe, Azione e Partito Liberaldemocratico promuovono il presidio “Riportiamo tutti a casa” per chiedere il rilascio dei 19.000 bambini ucraini deportati in Russia. Un’iniziativa aperta a tutte le forze politiche e ai cittadini, per affermare che la difesa dei diritti umani e dei minori è un valore che unisce. (🔗 Leggi l’articolo su ViPiù)
- Lazio - È ufficialmente nato il nuovo gruppo politico, ispirato a valori di liberalismo, responsabilità civica e concretezza amministrativa. La formazione, rivolta a chi crede in una visione moderata e riformista lontana dalle polarizzazioni estreme, nasce con una forte vocazione territoriale: tra le priorità urbanistica sostenibile, servizi sanitari locali e welfare di prossimità per il Litorale Sud del Lazio. (🔗 Leggi l’articolo)
- Piemonte - Il Partito Liberaldemocratico è intervenuto su Rai 3 nella puntata dedicata alle realtà civiche e associative del territorio. Tra i temi: il contrasto al bipopulismo e la promozione di una politica liberale, riformista e concreta. In trasmissione anche interventi di AIAF Piemonte, Codacons, Confartigianato e Fondazione Geometri di Torino. Un’occasione per portare la voce del PLD Piemonte nel dibattito pubblico regionale. (🔗 Guarda la trasmissione)
- Como - ll Partito Liberaldemocratico e Azione esprimono forte preoccupazione per la decisione dell’ASST Lariana di concedere uno spazio, all’interno dell’ospedale di Cantù, a un’associazione antiabortista. Le due forze politiche ribadiscono che la Legge 194/78 rappresenta un pilastro della libertà e della tutela dei diritti delle donne, e che gli ospedali pubblici devono restare luoghi di ascolto, supporto e libertà di scelta, non di condizionamento ideologico.. (🔗 Leggi l’articolo)
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