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#32

Segnali di fragilità


La giustizia ferma, l’affluenza in caduta e la violenza contro le donne ancora troppo diffusa rivelano le fragilità del nostro Paese.

In un edificio che mostra le prime crepe, la stanza della giustizia è quella dove il muro cede da più tempo. Da anni se ne parla solo per convenienza, per equilibri interni alle coalizioni o per calcoli di governo, mentre nessuno si assume la responsabilità di dire chiaramente cosa serve davvero al Paese. È in questo contesto che abbiamo lanciato il comitato “Sì Giustizia”, il primo promosso direttamente da un partito: un comitato aperto, che coinvolge giuristi, radicali, riformisti, moderati e associazioni, e che mette finalmente al centro il merito del referendum sulla separazione delle carriere.

Mentre molti giocano a nascondersi, temendo le conseguenze politiche del voto, noi abbiamo scelto di metterci la faccia. La separazione delle carriere non è un totem ideologico, ma una riforma liberale che serve a rendere la giustizia più imparziale, più rapida e più credibile. Accusa e difesa devono stare su piani distinti, davanti a un giudice davvero terzo: è un principio costituzionale, non un favore a qualcuno.

Come ha ricordato Luigi Marattin, «finora tutti stanno giocando a nascondino», mentre per noi «quando le battaglie sono giuste bisogna metterci la faccia». E Andrea Marcucci lo ha detto con chiarezza: «La separazione delle carriere è una battaglia liberale, non un’arma politica». È da qui che scegliamo di partire: da una riforma che non divide il Paese ma lo rafforza, e da un impegno che non cerca convenienze ma restituisce credibilità alle istituzioni.

 

 


 

Un voto sempre più vuoto

Se la giustizia mostra una prima crepa del sistema, il voto di questa settimana ne rivela una seconda, forse ancora più preoccupante: l’affluenza è crollata ovunque, fino a scendere sotto il 45%. In Campania undici punti in meno, in Puglia quindici, in Veneto diciassette. Mentre una parte della politica si concentra su titoli e retroscena, ignorando il problema vero, noi abbiamo scelto di partire dai dati. Non per commentarli, ma per guardarli, come ha scritto Luigi Marattin: “Ecco i numeri, senza interpretazioni. Prima i fatti, poi le opinioni”.👉  (link)

Dietro quei numeri c’è un malessere profondo. Lo si vede nel senso di distanza che molti cittadini provano verso la politica, che non riesce più a coinvolgerli in un progetto collettivo e finisce per parlare a platee sempre più ristrette. Lo si vede negli appelli al voto che insistono sul valore della partecipazione e nelle analisi che descrivono il silenzio delle urne come un segnale culturale prima ancora che politico. In troppe realtà locali il potere cambia poco, o non cambia affatto, e questo rafforza l’idea che il voto serva a poco.

Un’astensione così profonda non è un fenomeno passeggero: è un segnale politico, sociale e culturale. In un Paese abituato a leggere le elezioni come scontri tra leader, la vera questione è che sempre meno cittadini trovano un motivo per partecipare. Per noi il punto non è un vincitore o un perdente, ma capire dove ricostruire il legame spezzato tra istituzioni e persone.

La Legge sul femminicidio non basta

La terza crepa riguarda un problema che ritorna con una regolarità che non dovrebbe più sorprenderci, e che invece continua a lasciare ferite profonde: la violenza contro le donne. La nuova legge sul femminicidio è un passo importante, ma non è sufficiente a invertire una tendenza che nasce molto prima dell’ultimo gesto di violenza. Perché non basta inasprire le pene se gli strumenti che dovrebbero proteggere non funzionano con continuità.

Lo conferma l’ennesimo caso recente, avvenuto a Verona, dove una donna che aveva denunciato, seguito le procedure e chiesto aiuto allo Stato non è stata messa in sicurezza. Un episodio che non è isolato, ma che mostra ancora una volta le falle di un sistema che spesso non intercetta il rischio e non garantisce una protezione efficace.

Su questo punto sono intervenuti anche Valeria Pernice e Patrizio Del Prete, che hanno descritto con chiarezza il cortocircuito tra ciò che la legge prevede e ciò che accade nella realtà quotidiana.

👉 Leggi gli interventi di Valeria Pernice (link) e Patrizio Del Prete (link)

Per il Partito Liberaldemocratico, affrontare il problema significa agire molto prima dell’ultimo atto: investire nell’educazione affettiva, formare forze dell’ordine capaci di leggere i segnali, far funzionare davvero strumenti come i braccialetti elettronici, sostenere i centri antiviolenza, garantire autonomia economica a chi decide di denunciare.

Uno Stato credibile si misura anche – e soprattutto – dalla capacità di tenere al sicuro chi è più vulnerabile.

 

📹 Un breve video per informare e
ricordare a chi è in difficoltà che esistono
strumenti immediati come il
1522*

 


 

Cominciamo a costruire, tutti insieme

L’assemblea nazionale del partito si è svolta oggi, sabato 29 novembre, a Roma.

Ascolta l’intervento del segretario Luigi Marattin (video)

Nel frattempo il Partito Liberaldemocratico e il suo segretario risultano nuovamente presenti nelle rilevazioni settimanali, questa volta con EMG. È un segnale di continuità: il lavoro che stiamo portando avanti sui territori e nelle istituzioni inizia a tradursi in una presenza politica riconoscibile e monitorata con regolarità. La costruzione di una forza credibile passa anche da questo, passo dopo passo.

 


 

Milano al centro. Un centro per Milano

Si terrà il 4 dicembre al Teatro Franco Parenti un dibattito organizzato dal PLD dal titolo: “Milano al centro. Un centro per Milano” dove politici di vari schieramenti ed esperti del settore si confronteranno sullo scandalo riguardante la vicenda urbanistica locale e sulle sue conseguenze.

👉  per iscriversi clicca qui 

 


 

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.

📺 Riguarda la puntata del 27 Novembre
“Due chiacchiere su Europa e politica internazionale”
Dall’America di Trump, ai cambiamenti politici nel vecchio continente fino al rapporto tra USA, Cina e Europa. Quanto e come stanno cambiando le democrazie dei due continenti?
Con Camille Chenaux (ricercatrice in relazioni internazionali all'università di Roma Tre), Elena Buratti (responsabile Politica interna-Europa PLD), Alessandra Franzi (responsabile Esteri PLD). Modera Victor Rasetto, Segreteria nazionale PLD.

👉 Guarda la puntata su YouTube

 


 

IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA

Continuano i congressi regionali per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.

 


 

DAI TERRITORI

  • Roma - Il vice segretario regionale, Gabriele Volpi, è intervenuto alla manifestazione per ricordare l’Holodomor e riaffermare che il “PLD sta accanto all’Ucraina sempre e soprattutto oggi che la sua dignità è messa a dura prova a fronte delle irricevibili proposte ricevute per porre fine all’invasione russa.”  (🔗 Vedi post su Instagram)
  • Firenze - Intervento del PLD ad analoga manifestazione a Roma (🔗 Vedi post su Facebook)
  • Sicilia - Il PLD regionale è intervenuto sulle nomine Sac (la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso), denunciando la vecchia pratica della spartizione partitica: “In una fase così delicata — con vicende giudiziarie ancora aperte e un clima istituzionale che richiederebbe sobrietà e prudenza — ci si sarebbe aspettati, dicono dal Pld Sicilia, l’esatto opposto: evitare ogni forma di lottizzazione, non praticarla” (🔗 Leggi su La Sicilia) 
  • Lamezia Terme - Il segretario nazionale del PLD Luigi Marattin ha visitato alcune realtà imprenditoriali del territorio e poi è intervenuto a margine sull’economia dell’area e nazionale: “Serve un nuovo sistema, con stipendi più alti e meno tasse”
    (🔗 Leggi su Calabria 7)
  • Umbria - Il neo segretario Enrico Bartoccioni interviene sulla situazione economica della regione, criticando fortemente le voci entusiastiche per l’inserimento dell’Umbria nella ZES e invitando a riforme drastiche per salvare una economia in declino (🔗 Leggi su UmbriaJournal)

 


 

PARLANO DI NOI

  • Nel programma “Dieci minuti con Nicola Porro”, Luigi Marattin racconta la sfida del Partito Liberaldemocratico su tasse, pensioni, spesa pubblica e ceto medio.
    (📺Guarda l’intervento)
  • Il RIformista pubblica un’intervista a Luigi Marattin sulle proposte liberal-democratiche e sulla costruzione di un nuovo spazio politico riformista.
    (🔗Leggi l’intervista completa nelle storie del PLD)
  • Adnkronos riprende l’analisi del PLD sugli spostamenti di voto nelle regionali di Campania, Puglia e Veneto, con i dati partito per partito. (🔗Leggi l’articolo)

 


 

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