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#27

L’italia che non si distrae


Mentre la politica litiga sulle parole, il PLD propone riforme concrete per fisco, scuola e istituzioni.

Viviamo in un Paese dove si discute di tutto, tranne che di ciò che davvero incide sulle nostre vite. Ogni giorno, il dibattito pubblico si accende su un titolo, un video, un’invettiva. Nel frattempo, l’Italia resta ancorata a un impianto fiscale novecentesco, a una scuola rigida e scollata dalla realtà, a un welfare pensato per un Paese che non c’è più.

Nel Partito Liberaldemocratico, abbiamo deciso di cambiare canale. Di non partecipare alla gara dei proclami, ma di mettere in fila proposte serie, precise, realizzabili. È più difficile che rincorrere il consenso a colpi di bonus, certo. Ma è anche l’unica via per evitare che il Paese continui a girare a vuoto.

Dopo il solito terribile balletto di annunci e di norme che arrivano solo molto dopo, finalmente è arrivato in parlamento il disegno di Legge di Bilancio. Una manovra prudente, non per scelta del governo ma per effetto della riforma del Patto di Stabilità avvenuta l’anno scorso in Europa. Una manovra che tuttavia contiene scelte che ci lasciano estremamente perplessi (dall’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi alla batosta sui dividendi delle partecipazioni societarie, passando per il pesante aumento di tassazione sul settore bancario e l’intervento solo simbolico sull’Irpef)

Un Paese serio non tassa i premi di produttività: li supporta. Avevamo proposto l’azzeramento dell’imposta sostitutiva e l’eliminazione del tetto a 3.000 euro. Il governo, pur timidamente, ci ha ascoltato: tassazione ridotta all’1%, tetto portato a 5.000 euro. È poco? Sì. Ma è la prova che parlare di cose serie, a volte, funziona.

Poi c’è la questione delle spese inutilizzate nei ministeri. Giorgetti ha fatto una mossa di puro buonsenso: se hai speso 80, l’anno prossimo ricevi 80. Non 100. Non un centesimo di più. Una misura che il Partito Liberaldemocratico applaude, senza se e senza ma. Finalmente una logica di efficienza nella spesa pubblica. Ma ci chiediamo: chi nel suo partito avrà il coraggio di sostenerlo davvero, quando questa scelta costerà qualche poltrona o qualche bacino elettorale?

Nel frattempo, la politica italiana continua a ignorare il vero tema: il ceto medio produttivo, i muli da soma della Repubblica, continuano a essere spremuti in silenzio. Non scioperano, non urlano, non occupano i talk show. Ma senza di loro, l’Italia si ferma. A loro vanno restituite voce e dignità, non contentini. A loro vanno tagliate le tasse, non moltiplicati i premi di consolazione.

Noi non promettiamo miracoli. Proponiamo soluzioni.
Non ci interessano le leggi di bilancio in salsa Babbo Natale. Crediamo in uno Stato che fa poche cose, ma le fa bene. In un’Italia che premia il merito, non l’abilità di lamentarsi. In un sistema fiscale che non punisce chi si dà da fare, ma lo sostiene.

Perché se non si cambia strada, il futuro non sarà solo incerto. Sarà identico al passato.
E a noi, francamente, non basta.

👉 Basta soldi sulle pensioni

👉 La campagna sul taglio IRPEF fino a € 60.000

👉 Le contraddizioni del governo sulla Legge di Bilancio

 


 

Facciamo le cose facili

Tra qualche settimana scatterà, puntuale come un orologio rotto, l’indignazione da talk show: “Perché la Legge di Bilancio si discute solo al Senato? Che fine ha fatto la Camera? È uno scandalo!”.
Peccato che vada avanti così da anni. Non è un’eccezione, è la prassi. E la prassi, in Italia, ha sempre ottime ragioni per restare com’è.

Viviamo in una Repubblica in cui, a turno, uno dei due rami del Parlamento non legifera affatto. Le leggi passano da una Camera all’altra come in una partita truccata: una scrive, l’altra firma. Nessun confronto vero, nessuna correzione. Un inutile doppione.

Il risultato?

  • Tempi lunghi.
  • Rappresentanza dimezzata.
  • Deputati e senatori che possono mettere mano solo a una parte delle leggi.

E poi c’è il grottesco. Come quando il Presidente del Consiglio fa lo stesso discorso due volte, in due aule diverse, con due dibattiti identici. Una pantomima istituzionale che fa perdere tempo a tutti, tranne a chi vive di rendita dentro questo sistema.

Il Partito Liberaldemocratico non ci sta.

Mentre la politica si perde in talk show e polemiche sterili, noi lavoriamo per rendere più efficiente il Parlamento.

Abbiamo depositato una proposta chiara, firmata da Luigi Marattin: un’unica Assemblea Nazionale da 600 membri, eletti con lo stesso sistema.
La proposta, già formalmente presentata alla Camera, unifica Camera e Senato.
Elimina duplicazioni, riduce ritardi, restituisce ai cittadini un’istituzione capace di decidere davvero.

Non è una riforma astratta.
È la risposta concreta a un sistema che non funziona, che non decide, e che da decenni si rifugia nella forma per evitare la sostanza.

E non serve nemmeno sottolineare che questa proposta risolverebbe anche altri problemi, come quello delle maggioranze diverse tra Camera e Senato.
Ma guai a dirlo: qui si difende il bicameralismo come si difende un soprammobile antico. Non perché serve, ma perché “c’era già”.

Noi non ci accontentiamo della liturgia. Vogliamo che il Parlamento torni a fare il suo mestiere: legiferare, controllare, rappresentare.

Chi ha proposte migliori si faccia avanti.
Chi non ne ha, abbia almeno il coraggio di ammettere che il bicameralismo perfetto è solo una finzione utile a chi non vuole cambiare nulla.

L’Italia non ha bisogno di doppioni.
Ha bisogno di istituzioni che funzionano.
E, finalmente, di un Parlamento all’altezza del suo nome.

👉 La nostra campagna per il superamento dell’ipocrisia del bicameralismo 

👉 La nostra proposta di legge Costituzionale

 


 

Giù le mani dalla ricerca scientifica

La serietà di uno Stato si misura anche da ciò a cui sceglie di dare ascolto. E di conseguenza: da ciò che decide di ignorare.

Nel tempo delle fake news, della superstizione digitalizzata e dei populismi pseudo-scientifici, il Parlamento della Repubblica italiana discute della “Macchina di Majorana”. Un aggeggio presentato come capace – udite udite – di produrre energia infinita, guarire dalle malattie e ringiovanire le persone.
No, non è una serie TV. È il Senato della Repubblica.

Quando le istituzioni si prestano a legittimare fandonie, smettono di essere neutrali. Diventano pericolose.
Perché non c’è nulla di neutro nel mettere sullo stesso piano Galileo e un santone, Einstein e un venditore di speranza in capsule.

Il Partito Liberaldemocratico ha rilanciato l’appello del professor Matteo Bassetti:
giù le mani della politica dalla scienza.
Non è solo buon senso. È difesa della salute pubblica, della cultura e della verità.

La macchina di Majorana non è una “teoria alternativa”. È un’invenzione antiscientifica che riporta la discussione pubblica ai tempi in cui si cercava la pietra filosofale.
La politica che strizza l’occhio a queste fantasie non è innocente.
Perché mentre si discute di macchine miracolose, si tagliano fondi alla ricerca, si demoliscono le università, si nominano ai vertici di commissioni scientifiche persone dichiaratamente ostili alla scienza stessa.

Questa non è pluralità. È irresponsabilità.

La scienza non è democratica, perché non è un’opinione. È falsificabile, autocritica, aperta al dubbio, ma dentro il perimetro del metodo, del rigore e del dato.
Fuori da lì non c’è libertà, c’è caos.
Non c’è confronto, c’è superstizione.
E lo Stato, se si presta a validarla, diventa complice.

Per questo il Partito Liberaldemocratico non ci sta.
Governare un Paese occidentale nel XXI secolo significa tenere la politica lontana dalle illusioni, non rincorrerle con la macchina dell’eterna giovinezza.


Si può solo fare una cosa: difendere la scienza, e difendere chi la pratica.
Anche quando non è popolare.
Soprattutto quando non è redditizio.

La politica seria non cavalca l’ignoranza.
La combatte.
Con la stessa determinazione con cui si combattono le malattie: credendo nella medicina, nei dati, nella conoscenza.
Il resto è folklore.
Ma non dovrebbe essere il compito del Senato della Repubblica celebrarlo.

👉 Il messaggio del Prof. Bassetti

 


 

Congresso ALDE

Venerdì il nostro Segretario Luigi Marattin, insieme a Elena Buratti (responsabile Affari Interni del PLD) e a una delegazione di giovani del partito – Matteo Ferrario e Stefano Seccia – ha partecipato al Congresso ALDE tenutosi a Bruxelles.

Un’occasione significativa di dialogo tra le forze liberaldemocratiche europee, per riaffermare l’impegno del PLD a favore di un’Europa più libera, moderna e competitiva, capace di affrontare le sfide economiche e istituzionali.

 


 

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.

📺 Se non avete seguito l’appuntamento del 22 ottobre, vi invitiamo a rivederlo QUI.

Il report Draghi – un anno dopo
Con Roberto Ricciuti, professore associato di politica economica all’Università di Verona
Modera Massimiliano Saladino

🎥 Tutti gli incontri sono disponibili su:
👉youtube.com/@partitoliberaldemocratico

 


 

FORUM TEMATICI: ISTITUITO UN NUOVO TAVOLO

Sono ripartiti i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Oltre a quelli già attivi, tra cui quelli dedicati ad Agricoltura, Sport e Turismo da poco attivati, è stato istituito questa settimana quello su Pubblica Amministrazione e Digitalizzazione.

Vuoi essere dei nostri e dare il tuo contributo per costruire un Paese migliore?

Puoi iscriverti - clicca qui

 


 

DAI TERRITORI

  • Viareggio - A Viareggio la consigliera Silvia Bertolucci lascia la “Lista Civica Del Ghingaro” e aderisce al Gruppo Misto in rappresentanza del Partito Liberaldemocratico. Una mossa che segna non un semplice cambio d’etichetta, ma una rottura nei fragili equilibri della maggioranza comunale: l’azione conferma che la politica locale non vive soltanto di alleanze pre‑stampate, ma di scelte concrete. (🔗 Leggi l’articolo su VersiliaToday)
  • Sardegna - In Sardegna si sperimenta una vera innovazione: non uno slogan, ma una tecnologia. Un gruppo di ingegneri ha sviluppato un sistema che sfrutta in modo intelligente la CO₂ per produrre energia elettrica. Ce ne parla Domenico Nicolai in un video che merita attenzione. Altro che diktat, divieti e regolamenti astratti: è così che si rispetta l’ambiente, liberando l’iniziativa e premiando l’ingegno, non comprimendolo con ideologie green di carta. La transizione ecologica si fa così: con soluzioni, non con prediche. (🔗 Guarda e condividi il video)
  • Campania - Ci sono limiti che non si valicano. Neppure per calcolo elettorale. In Campania, una candidata sostenuta da Fratoianni e Bonelli ha condiviso un contenuto antisemita, con frasi che evocano apertamente l’“incompleta missione di Hitler”. E invece di prendere le distanze in modo netto, Bonelli si rifugia nel tecnicismo: “non l’ha scritto di suo pugno”, “era in piccolo”. Chi giustifica, minimizza o relativizza l’odio, ne diventa complice. Chi ambisce a rappresentare i cittadini in Parlamento non può nemmeno sfiorare certe parole, figuriamoci condividerle. Chi tace, acconsente. E chi giustifica, si disonora. Noi non ci giriamo dall’altra parte. (🔗 Leggi e condividi il post)
  • Roma - Il Partito Liberal Democratico organizza l’incontro “La mobilità efficiente”, dedicato alle linee guida per uno sviluppo razionale e sostenibile dei trasporti. Interventi di Guido Gentile, Chicco Testa, Gianni Murano, Eugenio Miccone, Gianluca Fioravanti e Massimo Santori. Conclusioni affidate all’On. Luigi Marattin, Segretario nazionale PLD. (🔗 Il post dell’evento)

 


 

PARLANO DI NOI

  • Su Il Post un articolo cita il nostro segretario Luigi Marattin analizzando la nuova finanziaria del governo Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti: austerità, imprese trattate come passerelle e poche riforme. (🔗~Leggi l’articolo~)
  • L’intervento a Radio24 del nostro segretario Luigi Marattin sul tema della Manovra di Bilancio (🎤 Ascolta l’intervento)
  • L’intervento del nostro segretario Luigi Marattin su La7 ad Omnibus, sempre sul tema della Manovra di Bilancio (📺 Guarda l’intervento)
  • Su Formiche.net l’opinione del generale Pietro Serino: «Bene la riserva cyber, ora serve un Consiglio Nazionale per la Difesa e la Sicurezza». (🔗 Leggi l’articolo)
  • Infine, l’intervento del nostro referente Scuola Patrizio Del Prete al Mercoledì dei Riformisti. (▶ Guarda su YouTube)

 


 

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