Newsletter#39 - La politica del “subito”
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#39
Elogio della lentezza
Riformare, scegliere e governare sul serio richiede tempo
C’è una strana ossessione che attraversa la politica italiana: l’idea che tutto debba accadere subito. Le riforme vengono raccontate come eventi, non come processi. Si promettono svolte in pochi giorni, risultati immediati, cambiamenti “epocali” a costo zero e in tempo reale. È un linguaggio che funziona bene nei talk show, molto meno nella realtà.
La verità, meno seducente ma più onesta, è che le trasformazioni che servono a un Paese non hanno tempi televisivi. Richiedono anni, non settimane. Richiedono continuità, non annunci. E soprattutto richiedono la disponibilità a dire cose impopolari: che non esistono scorciatoie, che nessuno “sistema tutto” in dieci giorni, che le riforme serie non sono mai indolori né immediate.
È anche per questo che l’etichetta di “moderati” ci sta stretta. Nei toni, certo: il rispetto delle persone non è negoziabile. Ma nella sostanza, per rimettere l’Italia su un percorso diverso dal declino, serve tutt’altro che moderazione. Servono riforme profonde, capaci di cambiare davvero il funzionamento delle istituzioni nel tempo.
La giustizia non si riforma in dieci giorni
La giustizia è forse il campo in cui questa distanza tra racconto e realtà emerge con più chiarezza. È da decenni che si parla di processi troppo lunghi, di squilibri, di opacità. Eppure ogni volta si ricomincia da capo, come se bastasse una dichiarazione o una riforma cosmetica. Intervenire davvero significa cambiare regole che producono effetti nel tempo: separare i ruoli tra chi accusa e chi giudica, riformare il funzionamento del CSM, spezzare meccanismi che hanno alimentato poteri organizzati e rendite interne.
⌚ In tre minuti: smontiamo le bugie del NO (video)
Non è una soluzione istantanea, ma è una riforma che lavora nel tempo. La politica dell’immediato rifugge tutto questo. Preferisce il “subito” perché non richiede responsabilità nel lungo periodo. Ma governare sul serio è un’altra cosa: significa accettare che i risultati arrivino dopo, spiegare perché vale la pena aspettarli, e avere il coraggio di iniziare riforme che daranno frutti non domani mattina, ma domani davvero.
Non si tratta di sperimentazioni azzardate o di salti nel buio: il sorteggio è già oggi utilizzato in numerosi ambiti delicati dello Stato, senza che nessuno lo consideri un attentato alla democrazia.
🔍Approfondisci: dove il sorteggio è già previsto e perché non è un’anomalia (link)
Anche perché il problema non è astratto: mentre i cittadini aspettano anni per una sentenza, le carriere dei magistrati continuano a essere influenzate da meccanismi opachi e correntizi.
👉 Perché il sorteggio nel CSM rompe davvero il sistema delle correnti (video)
Il tempo delle scelte
Lo stesso scarto tra racconto e realtà si ritrova anche fuori dai confini nazionali. La politica estera è spesso il primo luogo in cui le ambiguità diventano visibili, perché non consente di rimandare indefinitamente le scelte. A un certo punto, bisogna decidere da che parte stare. E quella decisione, nel tempo, pesa.
Negli ultimi mesi questo è apparso con una certa evidenza. Sul sostegno all’Ucraina, sulla repressione in Iran, sulle grandi crisi internazionali, il Partito Liberaldemocratico ha mantenuto una linea costante. Non particolarmente rumorosa, ma riconoscibile. Non perché fosse la più semplice, ma perché era quella che non richiedeva aggiustamenti continui. La coerenza, in politica estera, è una forma di investimento a lungo termine.
Il confronto con il resto del sistema politico italiano è istruttivo. In Parlamento, sulle stesse questioni, si moltiplicano risoluzioni divergenti, compromessi temporanei, unità costruite per necessità più che per convinzione. Coalizioni che riescono a stare insieme solo nel brevissimo periodo finiscono per parlare con più voci su temi che ne richiederebbero una sola.
🔗 Politica estera e coalizioni incoerenti: lo strano caso dell’Italia (link)
In un contesto internazionale che non concede pause né scorciatoie, la serietà di una forza politica si misura nella durata delle sue scelte, non nella loro intensità momentanea. Anche qui, come sulla giustizia, il tempo non è un dettaglio: è il criterio con cui distinguere ciò che regge da ciò che si dissolve.
👉 Il PLD nelle piazze per l’Iran libero (link)
Quando la politica diventa sopravvivenza
Il problema, a questo punto, non è più una singola riforma o una singola scelta. È il funzionamento complessivo del sistema politico italiano, sempre più costruito intorno al brevissimo periodo. Coalizioni che tengono insieme posizioni incompatibili, unità di facciata che durano lo spazio di una votazione, programmi pensati per evitare di perdere oggi più che per governare domani.
È in questo contesto che prende forma il bipolarismo così come lo conosciamo: non come confronto tra visioni alternative, ma come meccanismo di sopravvivenza reciproca, in cui le differenze vengono rimosse o rinviate, salvo poi riemergere puntualmente sui temi decisivi. Politica estera, giustizia, Europa: ogni volta, la stessa difficoltà a tenere una linea nel tempo.
👉 Una generazione senza casa politica: perché tanti elettori sono “prigionieri politici” (link)
Il Partito Liberaldemocratico nasce anche da qui. Dall’idea che la serietà di una proposta politica non si misuri dalla velocità con cui promette risultati, ma dalla capacità di sostenere nel tempo riforme tutt’altro che semplici. Non moderazione nei contenuti, ma chiarezza sui tempi. Non scorciatoie, ma percorsi dichiarati fin dall’inizio.
In un sistema che premia l’annuncio e penalizza la responsabilità, questa è forse la scelta meno comoda. Ma è l’unica che consenta alla politica di tornare a fare ciò che dovrebbe: decidere oggi pensando a ciò che resterà domani.
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PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
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DAI TERRITORI
- Puglia. Nel flashmob tenutosi a Bari a sostegno dell’Iran libero, il PLD non è stato inserito nell’elenco degli interventi previsti. “L’esclusione di forze politiche firmatarie dal diritto di parola rappresenta una contraddizione evidente, che indebolisce il messaggio stesso della mobilitazione” ha dichiarato il Segretario Regionale Matteo Viggiani. (🔗 Leggi su Giornale di Puglia)
È nato a Bari il Comitato Sì per la Giustizia al quale hanno aderito: BariEcoCity, Istituto Liberale area Puglia, Movimento Indipendenza, Libero Sindacato Meridionale e circa 30 cittadini. (🔗 Leggi su Bari Today).
È nato a Manduria il Patto federativo tra la nuova sezione locale del PLD e l’Alleanza Civica Popolare composta dai movimenti Manduria Migliore, Federcivica e Puglia Popolare con lo scopo di creare una forza centrista in alternativa alla logica bipolare. (🔗 Leggi su RTMWeb)
- Umbria Nasce il “fronte liberale per il “Sì” composto da Azione, Europa Radicale, ORA!, i Civici X l’Umbria e il Partito Liberaldemocratico, con lo scopo di sostenere la campagna referendaria del 22 e 23 marzo per la riforma della giustizia. Il referendum dovrebbe essere l’occasione per discutere nel merito di temi come la specializzazione delle funzioni, la riduzione dei conflitti di interesse e il rafforzamento delle garanzie processuali, evitando letture esclusivamente di schieramento. (🔗 Leggi su Umbria Tag24 )
- Umbria. Sempre il PLD Umbria aderisce al flashmob organizzato da Radicali Perugia sabato 24 a sostegno della popolazione iraniana (🔗 Leggi il post )
- Frattamaggiore (NA) La Lista civica libertà popolari, protagonista delle elezioni amministrative del 2020, ha aderito al PLD con il quale condivide un’identità politica ispirata ai valori democratici, liberali e centristi. (🔗 Leggi su ErgoTV)
- Toscana È stato presentato a Lucca il Comitato “Giustizia Sì”(🔗 Leggi su La Nazione).
Inoltre a Pisa il PLD supporta l’appello al Comune lanciato da genitori e studenti per contrastare l’escalation di insicurezza che negli ultimi mesi ha caratterizzato il centro città. (🔗Leggi suVTrend.it)
- Macerata. Riccardo Cogliandro, rappresentante del PLD, in contrasto con la Lega, ha espresso ottimismo per l’accordo fra la UE e Mercosur perché creerà la più grande zona di libero scambio (🔗 Leggi su Cronache Maceratesi)
PARLANO DI NOI
- Ospite del Giornale Radio il segretario Luigi Marattin parla di Trump e dei suoi metodi: “La reazione europea a Trump non possono essere controdazi, perchè è un gioco pericoloso Serve qualcosa che fa più male a lui: gli Eurobond”, sottolinea (🔗 Ascolta l'intervento)
- Al Giornale di Vicenza, Marattin ed Elena Bonetti di Azione illustrano le ragioni del Si al Referendum giustizia (🔗 Leggi l'articolo)
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Newsletter#38 - Una cura contro lo status quo
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#38
Supererò le correnti corporazionali
Il mondo cambia rapidamente, ma in Italia una cosa sembra immobile: il sistema delle rendite. Non è il conflitto tra categorie il vero problema strutturale del Paese, bensì la protezione sistematica di rendite economiche, corporative e istituzionali che soffocano concorrenza, innovazione e responsabilità. Le categorie diventano un problema quando vengono trasformate in corporazioni chiuse, difese dalla politica e ostili al mercato.
Lo vediamo nel settore dei taxi, dove scioperi e intimidazioni vengono usati per preservare posizioni acquisite a danno dei cittadini. Lo vediamo in un’agricoltura iper-sussidiata che rifiuta l’apertura dei mercati. Lo vediamo quando l’affidamento in-house diventa la norma e la spesa pubblica uno strumento di consenso anziché di efficienza. Ma questa logica non si ferma all’economia. Entra nelle istituzioni e ne altera il funzionamento. Anche nella giustizia esistono rendite di potere, che hanno preso la forma delle correnti e di un Consiglio Superiore della Magistratura sempre più politicizzato. Rompere queste rendite non significa indebolire la magistratura: significa restituirle terzietà, credibilità e indipendenza, rafforzando lo Stato di diritto.
Per questo il Partito Liberaldemocratico sostiene il referendum sulla separazione delle carriere: una riforma di merito, non ideologica, che va nella direzione di istituzioni più responsabili e di una giustizia finalmente libera da logiche corporative.Difendere la concorrenza e lo Stato di diritto è spesso impopolare. Ma è l’unica strada per un’Italia più giusta, più libera e più moderna.
Per approfondire:
- Perché votare SÌ sulla separazione delle carriere (🔗 leggi per approfondire),
- Il dibattito sul rapporto tra politica e magistratura (🔗 leggi l’analisi)
- La posizione del PLD sul referendum e sul voto degli italiani all’estero (🔗 leggi qui).
Politica estera: scegliere significa responsabilità
In politica estera non esistono scorciatoie morali né neutralismi innocenti. Anche qui scegliere significa assumersi responsabilità, non voltarsi dall’altra parte perché qualcosa è “scomodo” o non produce consenso facile. La liberazione dei nostri connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò (👉 il nostro post a riguardo) dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela è una notizia importante: due italiani, uno cooperante e l’altro imprenditore, detenuti senza accuse formali, sono finalmente tornati in libertà grazie all’impegno diplomatico e alla cooperazione internazionale.
Questa vicenda ci ricorda che mettere al centro libertà, diritti umani e Stato di diritto non è un esercizio retorico, ma una scelta precisa di valori e di politica estera.
Allo stesso tempo, ciò che accade in Iran non può essere ignorato o minimizzato perché non produce vantaggi geopolitici immediati. Da fine dicembre 2025 vaste proteste popolari hanno attraversato il Paese, partendo da motivazioni economiche e degenerando presto in richieste di riforme profonde al regime teocratico. Le autorità hanno risposto con una repressione severa, blackout delle comunicazioni e violenza su larga scala contro manifestanti pacifici.
Chi scende in piazza per chiedere democrazia e laicità è spesso lasciato solo sulla scena internazionale. Non scegliere di sostenere questi movimenti significa, di fatto, lasciare campo libero ai regimi autoritari. Il Partito Liberaldemocratico sceglie di stare dalla parte dei popoli e delle opposizioni democratiche, anche quando questo significa rompere silenzi e ambiguità. Per noi la politica estera è una questione di principi, non di tornaconto immediato. Decidere oggi come comunità politica significa dare voce a chi lotta per diritti fondamentali, e non voltarsi dall’altra parte quando i valori che sosteniamo vengono messi in discussione.
UE–Mercosur: apertura contro l’immobilismo
Dopo trentacinque anni di negoziati, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur segna un passaggio politico ed economico di grande rilievo contro protezionismi e paure strumentali. Nasce un’area economica che coinvolge circa 700 milioni di persone, aprendo nuove opportunità per le imprese europee e italiane, a partire dal nostro agroalimentare, dall’industria manifatturiera e dai servizi. È una scelta che rafforza l’integrazione economica e la competitività in un mondo sempre più frammentato. Nonostante ulteriori concessioni a uno dei settori più sussidiati, l’agricoltura, l’intesa è finalmente arrivata al via libera.
Ancora una volta, però, c’è chi prova a bloccarla in nome di un presunto interesse nazionale, che in realtà coincide con la difesa di rendite consolidate e di modelli chiusi alla concorrenza. Il Partito Liberaldemocratico rivendica la coerenza di una battaglia portata avanti da mesi: sostenere il libero scambio significa scegliere crescita, innovazione e apertura, non proteggere l’immobilismo che frena il Paese. Anche qui la scelta è chiara.
Apertura dei mercati, concorrenza e sviluppo contro il protezionismo mascherato da prudenza. È così che si costruisce un’Italia più forte in Europa e nel mondo.
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DAI TERRITORI
- Rimini: A Rimini in centinaia in piazza per la libertà del popolo iraniano: ‘No alla dittatura’ (🔗 PLD Rimini - Presidio Iran).
- Napoli: a Napoli in Piazza dei Martiri, per sostenere un Iran libero dalla teocrazia e dalla dittatura (🔗 PLD Napoli - Presidio Iran).
- Bari: il PLD Bari convoca una contromanifestazione ‘No solidarietà a Maduro’ (🔗 PLD Bari - Contro Maduro).
- Cuneo: Il PLD Cuneo risponde al Senatore Bergesio sul Mercosur (🔗 PLD Cuneo-Mercosur).
- Acqui Terme: interrogazione parlamentare di Maratti sulla sospensione delle cure termali (🔗 PLD Alessandria - Terme di Acqui).
- Umbria: Le forze liberali fanno rete, si è costituito un coordinamento per il Sì al referendum giustizia. Il PLD Umbria ne è promotore: con noi ci sono Azione, Civici x Umbria, Ora Umbra ed Europa Radicale. (🔗 PLD Umbria: il post).
PARLANO DI NOI
- Separazione delle carriere, le domande poste dal fronte del ‘No’ all’esame degli esperti (🔗 Leggi)
- Contrasto all’antisemitismo in Italia. Le proposte del Partito Liberaldemocratico (🔗 Leggi)
- Il 2026 dei sondaggi inizia bene. Un’altra crescita della nostra avventura. Avanti, insieme. (🔗 Leggi)
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Newsletter#37 - Altro che elementare, Watson
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#37
Le differenze che fanno la differenza
In Venezuela e in Iran emerge quanto sia difficile leggere il mondo di oggi, ma ci possiamo provare
“Libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione”, cantava Gaber. Ed in effetti è così: libertà non è uno slogan e nemmeno un riflesso ideologico.Nel mondo reale esistono popoli che scelgono democrazia e Stato di diritto e una politica responsabile deve saper distinguere, capire e prendere posizione, senza scorciatoie né ipocrisie.
La politica contemporanea tende a reagire agli eventi globali con riflessi automatici: analogie pigre, slogan morali, neutralismi che evitano di scegliere. È il modo più semplice per non assumersi responsabilità. Ma nel mondo reale i contesti non sono intercambiabili e le differenze contano.
Ormai da troppo tempo siamo abituati a vedere la politica come una guerra di slogan - spesso sbagliati- ma è proprio questo che il Partito Liberaldemocratico contesta. Noi rifiutiamo le semplificazioni, quelle che portano la massa a pensare che distinguere significhi giustificare tutto. Distinguere per noi vuol dire riconoscere quando esistono opposizioni democratiche legittime, quando un popolo ha già scelto libertà e Stato di diritto, e quando invece si scaricano sul presente errori e fallimenti del passato per non decidere nulla oggi. Venezuela ed Iran sono esempi perfetti di questa visione.
Il Partito Liberaldemocratico rivendica questa postura: guardare i fatti, non le etichette; valutare i contesti, non le tifoserie; stare dalla parte della libertà quando è reale, concreta e pagata a caro prezzo. Senza scorciatoie ideologiche, senza pacifismi automatici, senza doppi standard
Venezuela: il futuro e le differenze
Il blitz che ha portato alla cattura di Maduro in Venezuela è la perfetta rappresentazione di quanto le differenze contino. Paragonare oggi il Venezuela all’Iraq è una semplificazione che tradisce una difficoltà più profonda: leggere il mondo come se fossimo ancora in una fase storica ordinaria, stabile, prevedibile. Non lo siamo. Il contesto internazionale è mutato, le dinamiche di potere sono più frammentate e le categorie del passato non bastano più.
Distinguere per noi vuol dire riconoscere quando esistono opposizioni democratiche private della vittoria legittima alle elezioni. Una vittoria riconosciuta a livello internazionale ed è per questo che oggi l’opposizione a Maduro rivendica l’esercizio di un mandato legittimo. Cosa che invece non avvenne in Iraq, dove nel 2003 ci fu un intervento militare che durò a lungo, dietro al quale però non c’era alcuna idea per rendere il Paese democratico.
Le piazze che invece oggi scendono in campo a sostegno di Maduro hanno fatto una scelta ben precisa: stare dalla parte dei dittatori, chi ha oppresso e affamato il popolo, aprendo le porte del Paese a criminalità e corruzione.
Anche per questo motivo, la cattura di Maduro non basta, non è sufficiente per parlare di vero ritorno alla democrazia.
Il Partito Liberaldemocratico si augura che quanto sta accadendo rappresenti l’occasione per restituire al popolo venezuelano la democrazia che gli è stata sottratta. Perché sostenere l’autodeterminazione, quando è reale e fondata su un mandato democratico, significa stare dalla parte della libertà senza scorciatoie ideologiche.
👉 Leggi l'intervento di Marattin su Il Foglio
Il primo effetto di questo blitz è stata la liberazione di Biagio Pilieri e Luigi Gasperin, due degli italiani da tempo sequestrati in Venezuela. Non possiamo che gioire, ovviamente. Ma anche qui non basta, ci sono altri italiani ancora in carcere senza motivo, che aspettano di poter riabbracciare la famiglia
👉 Guarda il nostro post su Pilieri
👉 Guarda il nostro post su Gasperin
Ratificare il Mercosur, non c’è più tempo
La questione del Venezuela ne rilancia un’altra: quella del Mercosur. Noi del PLD siamo stati i soli a spingere perché la presidente del Consiglio Meloni lo ratificasse.
Ora, con il primo via libera degli ambasciatori a Bruxelles (e con le parole in conferenza stampa della premier Meloni), possiamo finalmente dire che c’è il via ufficiale all’accordo di libero scambio. La ratifica del trattato porterà solo benefici all’economia europea ed italiana.
Lo confermano gli effetti di un altro trattato simile, il Ceta, che ha fatto volare il nostro export: Questa firma, riafferma la forza dell'Ue come attore politico e rilanciare le nostre imprese. Ora va esteso al Venezuela libero.
Iran, la libertà che non è mainstream
In Iran la protesta non è mediatica né spendibile politicamente, non porta voti. È portata avanti da commercianti, studenti, cittadini comuni che chiedono libertà, laicità, democrazia ed economia di mercato, pagando un prezzo altissimo.
L’assenza di grandi mobilitazioni occidentali dice molto più delle proteste stesse: la libertà, quando non serve contro l’Occidente, spesso viene ignorata. L’Iran non è Gaza, non c’è un nemico contro cui scagliarsi, quindi nessun corteo, nessuna mobilitazione, nessun boicottaggio. Il PLD ha scelto invece, anche in questo caso, di celebrare la libertà.
👉 Guarda il post sui giovani iraniani
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Lunedì 12 Gennaio appuntamento con PLD Talks dedicato all'Iran: "Iran Today" con Ashkan Rostami, membro del consiglio di transizione dell'Iran e del partito costituzionale iraniano, fondatore dell'Institute per a New Middle East; Mariano Giustino, corrispondente di Radio Radicale dal Medioriente e Alessandra Franzi, Responsabile esteri del PLD. Modera Federica Iaria, vicepresidente Aisee.
📺 Riguarda la puntata del 7 gennaio “Venezuela Libre: Novità americane, rischi e prospettive”
Abbiamo parlato di attualità e delle notizie che arrivano dal Venezuela e dall’America: quali rischi e che prospettive, in primis per il popolo venezuelano che merita libertà e democrazia, dopo anni di feroce regime. Ne abbiamo parlato con: Maria Claudia Lopez - Coalizione Democratica Venezuelana e ”ambasciatrice” in Italia del Nobel Maria Corina Machado. Carmine Pinto - professore di Storia contemporanea presso la Università di Salerno. Luigi Marattin - deputato e segretario nazionale PLD. Alessandra Franzi - responsabile esteri PLD. Moderati da Antonluca Cuoco, membro della assemblea nazionale PLD.
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REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
Anche sul fronte interno vale la stessa regola: capire prima di schierarsi.
Con il Comitato Giustizia SÌ, promosso dal Partito Liberaldemocratico e aperto anche ai non iscritti, è iniziato un percorso nazionale di informazione sul referendum di marzo 2026 sulla separazione delle carriere dei magistrati. Niente propaganda da curva, niente letture di parte: solo spiegazioni puntuali della riforma, delle sue ragioni e delle obiezioni del fronte del No, per permettere ai cittadini una scelta davvero consapevole. Dopo l’incontro di avvio a Roma, il confronto proseguirà nelle prossime settimane anche a livello locale.
Per approfondire: perché votare SÌ sulla separazione delle carriere (🔗 leggi per approfondire), il dibattito sul rapporto tra politica e magistratura (🔗 leggi l’analisi), e la posizione del PLD sul referendum e sul voto degli italiani all’estero (🔗 leggi qui).
DAI TERRITORI
- Verona. Si è svolto un flashmob in città a sostegno dell’Iran libero, presente la nostra Valeria Pernice. (🔗 Leggi su L’Arena). Ne ha parlato anche Telenuovo (Guarda il video).
- Torino. Anche la città di Torino ha ospitato un identico flash mob in piazza Carignano (🔗 Leggi su Il Torinese)
- Identica iniziativa si svolgerà nel pomeriggio di sabato 10 Gennaio a Milano in piazza della Scala, a partire dalle 15
- Salerno. Il segretario locale Pasquale Lauri sul legame fra Cilento e Venezuela (🔗 Leggi su Salerno Today)
- Rimini. Soddisfazione del segretario del PLD locale Andrea Ferrando per la cattura di Maduro (🔗 Leggi su Geronimo News)
- Como. “La libertà di divertirsi non può e non deve mai essere separata dal diritto alla sicurezza. Non possiamo permettere che una serata di svago si trasformi in un incubo a causa di mancanze strutturali o controlli insufficienti”. Così il PLD di Como dopo la tragedia di Crans Montana (🔗 Leggi su Il Post). Sulla vicenda interviene anche il PLD Lombardia. (🔗 Leggi qui)
- Bergamo. Dal PLD locale una nuova visione per il trasporto pubblico nella pianura bergamasca. (🔗 Leggi su Bergamo News)
- Campania. Il grave problema dei trasporti nella Regione in un post del PLD locale, con l’invito al nuovo presidente Fico ad intervenire. (🔗 Leggi)
- Lazio. Solidarietà del PLD alla consigliera Ludovici, che ha subito l’incendio dell’auto come atto intimidatorio. Ma il fatto riaccende la questione sicurezza. (🔗 Leggi su Il Clandestino)
- Puglia IL PLD barese contro la sospensione della dotazione di taser alla polizia locale, rilanciando la questione sicurezza. (🔗 Leggi su Il Giornale di Puglia). A Mesagne, il PLD locale chiede una nuova visione di sviluppo per il Paese (🔗Leggi su Quimesagne)
PARLANO DI NOI
- Il Corriere della Sera ospita le dichiarazioni del segretario Luigi Marattin sulla situazione in Venezuela (🔗 Leggi)
- Su La Ragione un articolo del nostro segretario Luigi Marattin in merito al perchè è necessario superare il bipolarismo (🔗 Leggi)
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Newsletter#36 - Aperto il tesseramento 2026
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#36
L’anno che verrà
Un nuovo anno, la stessa voglia di costruire insieme
Il tesseramento 2026 del Partito Liberaldemocratico è aperto. Rinnovare o sottoscrivere la tessera significa scegliere di far parte di una comunità politica viva, unita dalla volontà di costruire una vera casa liberaldemocratica per chi crede nella libertà, nella democrazia e nella responsabilità delle scelte.
Aderire al Partito Liberaldemocratico non è un gesto simbolico, ma un modo concreto per partecipare a un progetto che cresce grazie alle persone che lo sostengono. Il nostro obiettivo è trasformare le tante energie civiche e politiche presenti nel Paese in una forza comune, riconoscibile e coerente, capace di incidere nel dibattito pubblico e nelle decisioni che contano.
Ogni tessera contribuisce a rafforzare una comunità che lavora per un’Italia più aperta, più giusta e più moderna, senza scorciatoie e senza promesse irrealistiche. È uno spazio in cui idee, competenze e impegno trovano un luogo per diventare proposta politica.
Per chi non ha ancora compiuto 25 anni è disponibile il tesseramento Under 25, pensato per favorire la partecipazione delle nuove generazioni e il loro protagonismo nella vita del partito.
Il 2026 inizia da qui: dall’impegno di chi sceglie di costruire.
CLICCA QUI PER RINNOVARE LA TESSERA
La Russia non sta vincendo la guerra, ma l’Italia sta perdendo tempo
Mentre una parte della politica continua a vendere l’illusione di una pace immediata e indolore, la realtà — anche quella economica — presenta il conto.
In questo video (link), Pietro Serino ricostruisce i fatti e smonta la propaganda con i dati: sostenere la resistenza ucraina non è solo una scelta morale, ma una necessità strategica per la sicurezza e la stabilità economica dell’Europa, e quindi anche dell’Italia. Ignorarlo significa rinviare le decisioni, aumentando i costi che prima o poi ricadranno su cittadini e imprese.
Il Partito Liberaldemocratico sceglie di non semplificare ciò che è complesso e di non promettere soluzioni facili. Preferisce dire la verità, basata sui fatti, anche quando è scomoda. Perché governare la realtà è sempre meglio che inseguire illusioni.
📹 Guarda l’intervento di Pietro Serino
In Venezuela c’è profumo di libertà
L’operazione compiuta in Venezuela dalle truppe americane ha consentito al Paese di ristabilire la democrazia: Nicolàs Maduro e la moglie sono stati arrestati.
L’uomo che in questi anni ha ridotto in povertà il Venezuela e che aveva ribaltato il risultato delle ultime elezioni democratiche, impedendo a chi le aveva vinte, ovvero Corina Machado, di diventare presidente ha concluso la sua parabola.
Nel Paese sudamericano c’è finalmente, dopo tanto tempo, profumo di libertà. Non ancora di democrazia, perchè il difficile viene adesso: rimettere Corina Machado dove le spetta, ovvero alla presidenza della Repubblica. Ma intanto si è conclusa l’era dell’ultimo dittatore del Sudamerica
Politiche sbagliate e dove trovarle
Molte delle critiche rivolte in questi giorni alla manovra di bilancio non reggono alla prova dei fatti.
Non è vero che si taglia la sanità: le risorse aumentano.
Non è vero che si fanno regali alle banche: il gettito fiscale cresce.
Non è nemmeno corretto parlare di una manovra “restrittiva” per scelta ideologica: il quadro è quello imposto dalle nuove regole europee, e sarebbe stato sostanzialmente lo stesso con qualunque maggioranza al governo.
Questo però non rende la manovra una buona manovra.
Il problema sta nelle scelte fatte — o evitate. Troppi interventi rispondono a logiche populiste: misure simboliche, costose e poco efficaci, che non affrontano i nodi strutturali del Paese. Dalla norma sull’oro all’anticipo pensionistico, fino alla Tobin tax, si continuano a disperdere risorse senza incidere su crescita, lavoro e produttività.
La strada liberaldemocratica è un’altra: meno propaganda, più realtà. Ridurre il carico fiscale sul lavoro e sul ceto medio, incentivare davvero la contrattazione, tagliare la spesa improduttiva, riformare scuola e mercato, liberare energie invece di comprimerle.
È su queste scelte che si misura la serietà di una politica economica.
Il nodo delle nostre istituzioni
La Legge di Bilancio appena approvata non è solo il risultato di scelte politiche discutibili: è anche il sintomo di un problema più profondo, che riguarda il funzionamento stesso delle nostre istituzioni.
Oggi viviamo formalmente in una Repubblica parlamentare, ma nella pratica la gran parte delle leggi nasce dal Governo. Il Parlamento, troppo spesso, non discute davvero: ratifica. I numeri parlano chiaro. La stragrande maggioranza dei decreti e dei disegni di legge viene esaminata da una sola Camera, mentre l’altra resta di fatto esclusa. Il bicameralismo “perfetto” è diventato una finzione procedurale che non migliora le decisioni, ma le rallenta e le svuota di senso.
Non a caso, l’attività parlamentare si concentra sempre più su mozioni e ordini del giorno: atti che non producono effetti giuridici né politici concreti. Carta che si accumula, senza incidere sulla vita dei cittadini.
Il Partito Liberaldemocratico propone di affrontare questo nodo alla radice. Superare il bicameralismo simmetrico, fondendo Camera e Senato in un’unica Assemblea nazionale, restituire agli elettori la scelta diretta dei propri rappresentanti, liberare il sistema politico dalle gabbie delle coalizioni obbligate.
Non è una questione tecnica. È una condizione necessaria per tornare ad avere istituzioni che decidono, rispondono e funzionano. Perché senza istituzioni efficienti, anche le migliori politiche restano sulla carta.
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DAI TERRITORI
- Puglia: il Partito Liberaldemocratico lancia un appello per una Costituente del Centro pugliese: un Tavolo stabile, aperto e inclusivo per unire forze liberali, riformiste e centriste e dare rappresentanza a un’area oggi frammentata, rafforzando una proposta di governo seria, europea e credibile. 🔗 Leggi l’articolo
- Torino: il PLD della Provincia di Torino prende una posizione netta sul caso Askatasuna: legalità, rispetto delle Istituzioni e rifiuto di ogni ambiguità. Con chi rifiuta le regole della convivenza civile non sono possibili compromessi. 🔗 Leggi il comunicato
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Newsletter#35 - Metti la cera, togli la cera
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#35
La realtà presenta il conto
È arrivata la legge di bilancio, ma il governo continua a fare e disfare invece di prendere delle decisioni
La realtà non ha senso dell’umorismo: presenta il conto e non accetta scuse.
La politica italiana, invece, continua a fare cabaret: promette, rinvia e si applaude da sola. Cittadine e cittadini chiedono scelte chiare su lavoro, crescita, apertura e futuro. In cambio ricevono rinvii, ritocchi cosmetici e una produzione seriale di narrazioni consolatorie. È una politica che non decide, ma tranquillizza, che non governa, ma racconta.
Noi del Partito Liberaldemocratico abbiamo scelto consapevolmente una strada diversa e certamente più impervia: guardare i dati. È una strada in salita, scomoda, che non regala applausi immediati. Ma continuare a replicare gli schemi del passato, come mostrano anche i recenti balletti della manovra, ci ha già portati esattamente dove siamo oggi: un Paese più debole, che cresce poco o non cresce affatto, e che ha progressivamente ipotecato il destino di chi lavora e produce, sempre meno e con sempre meno prospettive.
I dati, in Italia, hanno una pessima reputazione perché interrompono le favole a metà frase. Eppure è proprio questa strada, fatta di responsabilità, coerenza e una visione fondata sui numeri, che riteniamo l’unica capace di realizzare davvero le cose, non solo di prometterle, rinviarle o mascherarle con l’ennesima coreografia di bilancio.
La manovra economica è il momento in cui la politica smette di raccontarsi e mostra che cosa sceglie davvero. Anche quest’anno lo schema è prevedibile. Si dichiara di voler aiutare giovani, famiglie e lavoro, ma le risorse continuano a finire dove finiscono da decenni: su un sistema pensionistico già tra i più costosi al mondo, destinato ad assorbire una quota crescente di spesa pubblica nel prossimo decennio. È il classico investimento annunciato sul futuro che si traduce, puntualmente, in una tutela rafforzata del passato.
Un punto viene finalmente ammesso: così non è sostenibile. La riduzione graduale della spesa previdenziale va nella direzione giusta perché prende atto di un fatto elementare. Senza correzioni strutturali, il costo ricade sempre sugli stessi. Chi lavora oggi. Chi lavorerà domani. Chi finanzia il sistema senza alcuna garanzia di benefici futuri comparabili. Il problema è che il coraggio, quando si parla di pensioni, ha sempre una data di scadenza molto ravvicinata.
La dinamica è ormai rituale. Si annuncia la riforma, si promette gradualità, si riconosce che il sistema non regge. Poi scatta il riflesso condizionato: eccezioni, finestre, deroghe, tutte pensate per disinnescare il conflitto politico immediato. È qui che la scena diventa quella di Karate Kid. Nel film, il maestro fa lucidare l’auto all’allievo ripetendo ossessivamente “metti la cera, togli la cera”, assicurandogli che quel gesto apparentemente inutile servirà a imparare a difendersi. Solo che, nella versione italiana delle pensioni, il colpo di scena finale non arriva mai. Non c’è la tecnica che si consolida, non c’è l’apprendimento, non c’è il cambiamento. C’è solo la ripetizione meccanica del gesto, un eterno fare e disfare. Un passo avanti e uno indietro, mentre il tempo passa e il problema viene sistematicamente scaricato su chi lavora.
Il messaggio implicito è sempre lo stesso: nessuno perde davvero, tutto resta in equilibrio. È un’illusione. Ogni rinvio sulle pensioni ha un costo preciso e misurabile. Meno risorse per ridurre le tasse sul lavoro, meno investimenti, meno spazio per politiche capaci di rendere il Paese più dinamico. La politica evita lo scontro oggi e prepara un conto più salato per domani, confidando che a pagarlo siano sempre gli stessi.
👉 Aiutaci a far circolare un commento serio su pensioni e manovra
👉 Marattin: non mollare sulle pensioni
👉 Pensioni: fatti oltre le parole
Nel frattempo, le risorse che potrebbero ridurre davvero le tasse su lavoro e ceto medio vengono rinviate ancora una volta. Ed è qui che il PLD, anche in Parlamento, ha scelto di essere esplicito. Luigi Marattin lo ha detto senza giri di parole: intervenire sull’IRPEF in modo marginale, temporaneo o simbolico non cambia nulla. Se non si riduce strutturalmente il cuneo fiscale e l’aliquota effettiva sul lavoro, soprattutto sui redditi medi, si continua a penalizzare chi produce, lavora e resta in Italia.
Lo stesso vale per le tasse ideologiche riesumate ciclicamente come soluzione miracolosa. La Tobin Tax è l’esempio perfetto. Marattin lo ha ricordato più volte: è una tassa che promette molto e incassa poco, che colpisce soprattutto i mercati più regolati e nazionali, spingendo attività e capitali altrove. Non riduce la speculazione, non finanzia politiche redistributive significative, ma produce un effetto certo: rendere il sistema finanziario italiano meno competitivo. Una tassa che fa sentire virtuosi, ma non funziona.
Il nodo politico resta banale.
O si portano fino in fondo le scelte necessarie, spostando davvero risorse verso lavoro, crescita e giovani, oppure si continua a fare e disfare fingendo che tutto sia compatibile con tutto. È esattamente questa ambiguità che il PLD rifiuta, dentro e fuori dal Parlamento.
Questa ambiguità non riguarda solo i conti pubblici o la manovra. Riguarda il rapporto con la libertà. In molti contesti, anche lontani da noi, la libertà diventa un problema nel momento in cui prende voce, soprattutto quando a pretenderla sono donne**. Narges Mohammadi in Iran e María Corina Machado in Venezuela** ne sono esempi evidenti: colpite non per ciò che fanno, ma per ciò che rappresentano. La libertà è contagiosa, e i regimi lo sanno. È per questo che difendere lo stato di diritto, la coerenza delle istituzioni e le libertà individuali non è un esercizio retorico, ma una scelta politica concreta.
👉 Marcucci: storie di libertà e corraggio
Lo stesso vale per la giustizia.
Il PLD è il primo partito ad aver promosso un comitato per il sì al referendum, “Giustizia Sì”, scegliendo di esporsi quando altri preferiscono l’ambiguità. Una scelta coerente con un’idea semplice: una giustizia lenta e imprevedibile è un freno economico prima ancora che un problema giuridico. Di questo percorso avremo modo di entrare nel merito nelle prossime settimane.
Il nostro impegno non è rinviabile per una ragione molto concreta. Ogni anno oltre 100.000 giovani lasciano l’Italia, in larga parte diplomati e laureati. Non per vocazione all’estero, ma per stipendi più alti, carriere meno bloccate, istituzioni più affidabili. È un’emorragia continua di capitale umano, competenze e futuro fiscale. Un Paese che perde i suoi giovani non sta costruendo il futuro. Lo sta consumando.
Ecco perché diffidiamo dei politici che continuano a evocare ossessivamente “la dimensione del futuro”. Nella maggior parte dei casi lo fanno perché non riescono a governare il presente. Parlare del futuro costa poco. Mettere mano a pensioni, giustizia, burocrazia e tasse sul lavoro costa consenso.
Il PLD ha scelto la linea meno comoda e più onesta.
Lo dobbiamo a noi che abitiamo il presente, a chi lavora, produce e paga oggi.
E lo dobbiamo alle nuove generazioni, che non hanno bisogno di promesse ma di un Paese che funzioni.
Meno storytelling, più numeri.
Perché difendere il presente è facile. Governare il futuro richiede decisioni vere.
La diatriba sul Mercosur
Sul commercio internazionale si ripete lo stesso schema visto nella manovra: a parole si difende l’interesse nazionale, nei fatti si cede alla paura e alle rendite. Il dibattito sull’accordo UE–Mercosur è esemplare. Da mesi la politica chiede “ancora garanzie”, rinvia, alza barriere simboliche, come se il commercio fosse una minaccia da neutralizzare e non una leva da usare, confondendo la prudenza con l’immobilismo.
Eppure i dati raccontano altro. Le tutele per l’agricoltura europea sono già state rafforzate più volte, con clausole di salvaguardia, controlli sanitari e strumenti di compensazione. Non siamo davanti a un far west commerciale, ma a un accordo negoziato per anni, rivisto, corretto, limato. Come abbiamo ricordato anche nei nostri approfondimenti pubblicati in questi giorni, affossare il Mercosur non significa difendere l’agricoltura o l’industria italiana, significa rinunciare a opportunità di export, a mercati in crescita, a un posizionamento strategico dell’Europa nel mondo
Vedi gli approfondimenti dei nostri interventi sul Mercorsur:
Il punto, come sempre, non è teorico ma politico. Ogni accordo di libero scambio firmato dall’Unione Europea ha prodotto benefici netti anche per l’economia italiana, soprattutto per le imprese esportatrici e le filiere ad alto valore aggiunto. Bloccare o rinviare il Mercosur non rende il Paese più sicuro, lo rende più isolato. In un mondo in cui Stati Uniti, Cina e grandi blocchi regionali occupano spazi economici e geopolitici, l’Italia che dice no per paura non diventa più sovrana. Diventa solo più marginale.
Anche qui il nodo è lo stesso che vediamo su pensioni, giustizia e burocrazia: scegliere se governare la realtà o inseguire il consenso immediato. Rinviare non è neutralità. È una scelta precisa. E, come spesso accade, non è una scelta a nostro favore.
UK ed Erasmus +
A riprova dei danni causati da Brexit, Il Regno Unito rientra nel programma Erasmus+. L’isolazionismo promette controllo, ma alla fine produce solo perdita di opportunità. La cultura ignora i confini che la burocrazia vorrebbe rendere invalicabili e, quando si torna a fare i conti con la realtà, apertura e cooperazione riemergono come scelte razionali.
Non per ideologia. Perché funzionano.
👉 Leggi e condividi il post del PLD
Ucraina: Salvinovskij e la geopolitica da bar
Anche sulla questione ucraina il nodo è sempre lo stesso: chi ci governa riesce a farlo con responsabiltà?
Quando il vicepremier Matteo Salvini si produce in paragoni storici fuori luogo, ammiccanti e confusi, e quelle parole vengono applaudite e rilanciate dalla propaganda russa, non siamo davanti a una gaffe folcloristica. Non è colore locale. Non è “libertà di opinione”. È un problema politico serio per un Paese che fa parte dell’Unione Europea e della NATO.
Questa è geopolitica da bar, ma praticata dai piani alti. E la geopolitica da bar, quando diventa messaggio pubblico di governo, indebolisce l’Italia. La rende ambigua, poco affidabile, esattamente nel momento in cui servirebbero chiarezza e solidità.
C’è poi il cortocircuito più grottesco.
Si sventola il tricolore, si parla ossessivamente di patria e sovranità, salvo poi assumere posture di piaggeria verso chi oggi si muove con prepotenza nello spazio europeo, politico ed economico. Patrioti a favore di telecamera, accomodanti con chi lavora apertamente per dividere l’Europa.
Nel mondo reale, quello fatto di alleanze, trattati e responsabilità, certe uscite non sono opinioni da talk show. Sono scelte politiche. E ogni scelta che semina ambiguità sull’Ucraina e sull’aggressione russa fa comodo a chi vuole un’Europa debole, divisa e litigiosa.
La politica estera non è un palco per l’applauso facile.
È il luogo dove si misura se un Paese sa stare in piedi.
Ogni volta che Salvini gioca con la storia come fosse un meme, l’Italia non guadagna autonomia. Perde credibilità.
👉 Leggi e condividi il post del PLD
👉 L’intervento del nostro segretario Luigi Marattin
TESSERAMENTO 2026
È ufficiale: è aperta la campagna di tesseramento 2026 del Partito Liberaldemocratico.
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PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
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DAI TERRITORI
- Lombardia: 10 forum tematici aperti per contribuire in modo concreto alla proposta politica del Partito Liberaldemocratico in Lombardia. Partecipazione aperta, anche ai non tesserati. 🔗Leggi il post
- Milano: Grande partecipazione all’evento promosso lo scorso 14 dicembre. Tanti giovani presenti, con i quali il PLD ha discusso ed affrontato le loro problematiche 🔗Leggi il post e guarda le foto
- Pisa: è stata presentata la proposta di riforma della scuola del Partito Liberal Democratico: autonomia, formazione dei docenti e rilancio del ruolo sociale dell’istruzione. 🔗 Leggi l’articolo
- Bergamo: il PLD denuncia ritardi gravi e prevedibili nei lavori RFI per la gestione degli interventi relativi al treno per Orio e il raddoppio della linea. 🔗Leggi l’articolo
- Puglia: il PLD sostiene i lavoratori di Casa Sollievo della Sofferenza contro ipotesi di contratti peggiorativi. Difendere i diritti del personale significa tutelare la qualità e la sicurezza delle cure. 🔗 Leggi l’articolo
PARLANO DI NOI
- Sondaggi il PLD continua a crescere
- Corriere della Sera - Marattin “Meno norme, più concorrenza”
- AGI - Deepfake e politica: il PLD dice basta
- Affari Italiani - Mararttin: Ucraina e necessità di una terza forza politica
- Affari Italiani - Serino: Difendersi dalla guerra ibrida
- Formiche Tv - Serino: la Difesa nelle crisi permanenti e difesa comune europea
- Giuseppe Gravela, Componente della Segreteria Nazionale del PLD con delega Energia-Ambiente apre nuovi spazi social 🔗 Leggi il post e segui gli aggiornamenti
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#34
La politica non è un videogioco
Scegliere la realtà significa affrontare i problemi per come sono, non per come tornano comodi alla politica
Scegliere la realtà, oggi, è un atto politico. In un tempo in cui la politica assomiglia sempre più a un videogioco, fatto di simulazioni rassicuranti, scorciatoie narrative e avversari immaginari, guardare i problemi per come sono, e non per come tornano comodi, è diventato controcorrente.
Il Partito Liberaldemocratico sceglie il mondo reale. Quello in cui le decisioni hanno conseguenze, la competenza è necessaria e la libertà non si difende con le scenografie, ma con la serietà. Scegliere la realtà significa chiamare le cose con il loro nome: guardare all’Europa per ciò che è davvero, assumersi la responsabilità della difesa, portare ordine nello spazio digitale e affrontare l’economia senza scorciatoie. Il dibattito europeo degli ultimi giorni mostra con chiarezza quanto spesso la politica preferisca rifugiarsi nei simboli invece di confrontarsi con la sostanza. Le bandiere postate sui social hanno fatto rumore, ma non hanno risposto alla sola domanda che conta: che cosa serve davvero all’Europa per non dipendere più dagli equilibri decisi altrove?
Le parole di Luigi Marattin, Del Prete e Serino vanno tutte nella stessa direzione.
Il tempo delle illusioni è finito. Senza una difesa comune, senza istituzioni capaci di decidere, senza una vera integrazione economica che superi i confini nazionali, l’Europa resterà un continente che commenta le scelte altrui invece di prenderle.
Marattin lo ha detto con chiarezza: la sovranità europea non nasce dalle dichiarazioni, ma dalla capacità di assumersi responsabilità politiche e militari.
Del Prete ha richiamato la necessità di smettere di fingere che basti evocare l’Europa per renderla forte.
Serino ha ricordato che senza decisioni comuni, l’Unione resta vulnerabile, divisa, esposta alle pressioni esterne.
Scegliere la realtà significa accettare che l’Europa non può più permettersi ambiguità: o diventa adulta, autonoma e responsabile, oppure continuerà a essere spettatrice in un mondo che non aspetta.
In un Paese in cui i due poli oscillano tra sovranismi di occasione e bandierine tattiche, il PLD sceglie ancora una volta il mondo reale: un’Europa che non vive di narrativa, ma della capacità di proteggere i suoi cittadini, difendere la libertà e sostenere il peso delle decisioni difficili.
La politica non è un videogioco e noi non abbiamo mai creduto alle simulazioni.
Il digitale non è un mondo finto
Anche nel digitale la politica continua a comportarsi come se si trattasse di uno spazio senza conseguenze, un ambiente virtuale in cui tutto è reversibile e nulla è davvero responsabile. Ma il confine tra rete e mondo reale non esiste più: online si organizzano campagne d’odio, si diffondono notizie false, si commettono reati che colpiscono persone vere.
La proposta del Partito Liberaldemocratico, presentata da Matteo Montagner, parte da questa realtà. Garantire libertà di espressione e anonimato pubblico, ma affiancarli a un riconoscimento dell’identità in background, che consenta di chiamare alla responsabilità chi usa la rete per danneggiare gli altri.
Non è censura. È riconoscere che lo spazio digitale è ormai parte integrante della vita civile e che non può continuare a funzionare con regole diverse da quelle del resto della società. Anche qui, scegliere la realtà significa smettere di trattare internet come un gioco e costruire strumenti seri per tutelare diritti, libertà e sicurezza.
👉 Il Video di Matteo Montagner
Economia: dalla narrativa all’efficienza
Il dibattito economico italiano continua a oscillare tra scorciatoie e narrazioni facili.
Le discussioni sull’oro di Bankitalia, sul golden power o sulla sanità pubblica ne sono la dimostrazione.
L’emendamento sul patrimonio aureo, definito da Luigi Marattin un esercizio a metà tra Robin Hood e La Casa di Carta, è un esempio lampante di populismo economico: ignora regole, trattati e buon senso, ma produce titoli e applausi.
Lo stesso schema si ripete sulla sanità. Da anni si risponde a ogni problema con la stessa formula: “servono più soldi”. Eppure, in venticinque anni, il Fondo sanitario nazionale è più che raddoppiato, mentre i risultati non sono migliorati in modo proporzionale.
La posizione del PLD è netta: le risorse contano, ma non bastano.
In un Paese in cui la spesa cresce e gli indicatori peggiorano, la vera riforma non è aggiungere fondi senza criterio, ma spendere meglio, valutare ciò che funziona, correggere ciò che non funziona.
Scegliere la realtà, anche in economia, significa passare dalla retorica all’efficienza e accettare che governare non è raccontare storie rassicuranti, ma prendere decisioni che producano risultati.
Apriamo la campagna tesseramento 2026: costruisci con noi il futuro liberale dell’Italia
È ufficiale: è aperta la campagna di tesseramento 2026 del Partito Liberaldemocratico.
Dopo appena pochi mesi di vita e, nonostante le difficoltà di avviare un progetto politico nuovo in un tempo segnato da polarizzazione e retorica facile, il PLD ha già dimostrato che esiste una domanda reale di serietà, responsabilità e capacità di proposta.
Come ha ricordato Luigi Marattin nel lancio della campagna, il PLD nasce con l’obiettivo di rendere l’Italia un posto in cui sia più facile per ciascuno scoprire le proprie attitudini, svilupparle e costruirci una vita che abbia un senso personale e collettivo. Un’Italia in cui il rapporto tra impegno individuale e risultato sia evidente, dove merito e opportunità siano reali, non slogan.
Il tesseramento è un passo concreto per entrare nella comunità politica che vuole cambiare il paese, che non si accontenta delle lamentele quotidiane ma propone soluzioni strutturali e coerenti. Significa aderire a una visione liberale che mette al centro:
- la libertà individuale e l’economia di mercato
- la competenza e il merito come motore di opportunità sociali
- un’Europa autonoma e responsabile
- istituzioni efficienti e una giustizia che funziona.
⠀Il tesseramento 2026 è aperto a tutti coloro che si riconoscono in questi valori e vogliono contribuire con il proprio tempo, le proprie idee e il proprio impegno.
👉 Per iscriverti clicca qui e diventa parte del cambiamento
Referendum sulla Giustizia
In vista del referendum il Partito Liberaldemocratico ha costituito il comitato “Giustizia Sì”. La nostra battaglia non è identitaria: è la richiesta di un sistema più rapido, più giusto e più vicino ai cittadini. E dimostra che, quando si costruiscono contenuti seri, le alleanze si fanno sui temi e non sulle convenienze.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
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📺 Riguarda la puntata del 2 dicembre
“L’AI Act ostacola l’innovazione: le proposte del PLD per riformarlo.”
Con Oscar Giannino (giornalista economico); Carlo Alberto Carnevale Maffè (SDA Bocconi School of Management); Alessandro Pulidori (Business Process re-engineering). Coordina: Manuela Arata (esperta di innovazione)
👉 Guarda la puntata su YouTube
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IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA
Continuano i congressi regionali per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
- Abruzzo - congratulazioni a Luciano Monticelli
DAI TERRITORI
- Provincia di Como: Il segretario provinciale del PLD, Peppino Titone si è espresso sull’attività turistica lariana: “I dati del 2024 parlano chiaro: il turismo nella nostra provincia e nell’area lariana è in crescita del 9%, trainato soprattutto dai visitatori stranieri. È un risultato straordinario, ma che porta con sé una sfida urgente: l’overtourism.”, sottolineando che: “Solo attraverso un approccio unitario e strategico potremo trasformare l'overtourism in opportunità di sviluppo diffuso”. Perciò propone di: 1 istituire un Ente Unico di Promozione Lariana, unendo Como e Lecco; 2) Valorizzare le aree interne (Val d’Intelvi, Alto Lago, Triangolo Lariano, Valsassina); 3) Copiare il modello vincente del Trentino: unire panorami mozzafiato a servizi di qualità e sostegno alle aziende agricole. (🔗 Vedi post su Facebook)
- Lombardia: Il PLD chiede una completa e trasparente ricostruzione del caso San Raffaele, poiché esso è soltanto la punta di un iceberg che investe tutta la sanità. Sono quindi doverosi alcuni interventi come: la valorizzazione reale (economica e professionale) degli infermieri; controlli seri e uguali per tutti; trasparenza per smontare le false narrazioni e la revisione strutturale del personale sanitario. (🔗 Vedi post su Facebook)
- Marsala: Il PLD sostiene la candidatura di Andreana Patti a sindaco: “Le esigenze del territorio rappresentano per noi il primo criterio di scelta” - affermano Salvo Liuzzo e Gianfranco Valenti - Nel caso di Marsala, la decisione di sostenere la Dott.ssa Patti è stata fortemente voluta e condivisa, in piena sintonia con il gruppo che il partito sta consolidando in città con grande impegno. Questa scelta definisce con chiarezza la nostra linea politica: puntare sulla competenza e sulle risposte concrete da dare alla città.” (🔗 Leggi su Itaca Notizie)
- Valenza: Nasce il Centro Riformista che comprende Azione, Moderati, Italia Viva e il Partito Liberaldemocratico, rappresentato da Mauro Milano. All’evento, molto partecipato, sono intervenuti Gianluca Chiesa, vicesegretario provinciale del Partito Liberaldemocratico Alessandria, e Barbara Baino, segretaria regionale del Partito Liberaldemocratico Piemonte. (🔗 Leggi su Radio Gold)
- Puglia: Paola Tagariello, delegata a Giustizia e Diritti Civili nella Segreteria Regionale auspica la separazione delle carriere per rendere più chiari i ruoli, più forte la fiducia, più credibile lo Stato di diritto, poiché una giustizia liberale non teme le garanzie, le pretende. “La riforma non è contro qualcuno, ma è per qualcuno” (🔗 Vedi post su Facebook)
- Bari: Si terrà sabato 20 dicembre l’apericena di Natale del PLD Puglia (🔗 Per i dettagli vedi post su Facebook)
PARLANO DI NOI
- L’intervista di Luigi marattin a Milano Finanza sulle vere ragioni dell’assurda “caccia all’oro di Bankitalia”, l’eterno dibattito sul tetto al contante, l’errore madornale della Tobin Tax.(Leggi)
- L’editoriale di Luigi Marattin su L’Altra Voce-Quotidiano Nazionale. (Leggi)
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Newsletter#33 - Uno di quei punti sei tu
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#33
La rete che stiamo costruendo insieme
Assemblea e territori: un’alternativa liberaldemocratica per cambiare l’Italia
L’assemblea all’Hotel Quirinale di Roma ha segnato per il PLD un punto di arrivo, ma anche di partenza. Arrivo perchè ha chiuso uno step, iniziato lo scorso giugno con il congresso fondativo del partito. Partenza perché dà il via ad una nuova fase, che ci accompagnerà fino alle prossime elezioni politiche.
Un appuntamento che ha evidenziato la maturità politica del PLD, frutto di un lavoro collettivo che chiarisce identità, metodo e direzione. In un panorama in cui i due poli continuano a sovrapporre slogan e riposizionamenti, l’assemblea rappresenta una scelta opposta: discutere contenuti, costruire una comunità e mettere a fuoco una linea chiara.
L’intervento introduttivo del presidente Andrea Marcucci, la relazione del segretario Luigi Marattin e il contributo del senatore Carlo Calenda delineano un progetto serio, riformista, occidentale, radicato nella responsabilità fiscale e nell’efficienza dello Stato. L’obiettivo non è “mettere insieme” sigle, ma dare forma a una casa liberal-democratica credibile, capace di parlare al Paese senza tatticismi e senza paura di dire la verità. L’assemblea di Roma fotografa esatta di tutto questo. Il PLD sta consolidando una comunità politica che cresce e si costruisce giorno per giorno, attraverso un progetto serio, credibile, veramente alternativo.
👉 L'intervento del segretario Marattin
La nostra forza non sta nei numeri del momento - che comunque secondo tutti i sondaggi ci vedono in crescita - bensì nella qualità di chi sceglie di esserci e costruire un’Italia più libera, più seria, più responsabile.
👉 Le dichiarazioni di Marattin e Calenda
Tesseramento: una scelta di campo per cambiare il Paese
Il tesseramento 2026 non è una formalità amministrativa, ma un gesto politico che racconta più di quanto possano fare i sondaggi. In un tempo in cui molti ripetono che “non c’è spazio per noi”, che “conviene scegliere il male minore”, che “i risultati sono già scritti”, la nostra comunità dimostra il contrario: esiste un’Italia che non si rassegna e che continua ad accendere una luce, anche quando tutto sembra spingere verso l’apatia. La forza del PLD non sta nei numeri del momento, ma nella qualità di chi sceglie di fare un passo avanti. Tessera dopo tessera, persona dopo persona.
Scegliere il Partito Liberaldemocratico, in questo momento in cui l’Italia è schiacciata fra due differenti populismi, oltretutto anche spaccati al loro interno su questioni cruciali come il sostegno all’Ucraina, ad Israele, la politica economica e anche un differente modo di concepire la giustizia, vuol dire tenere la barra dritta verso un solo obiettivo: un’Italia moderna e competitiva, ancorata nei valori dell’Occidente democratico, che costruisce il cambiamento con gesti concreti e senza slogan.
👉 Perché tesserarsi? Te lo spieghiamo qui
Per tesserarsi basta poco: 👉 Clicca qui
Se invece vuoi essere anche protagonista attivo nella tua regione o nel tuo territorio, i nostri segretari regionali e provinciali sono a disposizione e potranno darti tutte le indicazioni: costruiamo insieme l’Italia del futuro, ma facciamolo già adesso.
La democrazia non è un valore negoziabile
Gli episodi di questi giorni mostrano un clima preoccupante verso alcuni presidi fondamentali della nostra vita democratica. Il vandalismo contro la sede de La Stampa non è solo un gesto violento, ma un attacco alla libertà di informazione. 👉 La posizione del PLD
Nello stesso contesto si inseriscono le parole di Francesca Albanese, che contribuiscono a delegittimare chi svolge un lavoro delicato come quello dei giornalisti, alimentando un clima di ostilità invece che di confronto. 👉 Leggi il nostro post
L’informazione è presidio di libertà e nessuno può permettersi di metterla in discussione o attaccarla solo perché fa il suo dovere, che è quello di raccontare i fatti così come sono senza condizionamenti. Le parole di Francesca Albanese sono ancora più gravi perché suonano come una minaccia e richiamano situazioni analoghe in Paesi dove ai giornalisti è impedito di svolgere il loro lavoro.
Un segnale analogo arriva dalla decisione dell’Università di Bologna di escludere gli Allievi Ufficiali dell’Esercito da un Career Day: un gesto che rivela diffidenza verso professionisti che servono lo Stato e che, come ricordiamo spesso, meritano rispetto e non pregiudizi.
👉 Leggi le dichiarazioni di Pietro Serino
👉 Pietro Serino su Bee Magazine
Il gesto di Bologna è solo l’ultimo di una serie di episodi avvenuti all’interno dei nostri atenei: le università non possono cedere al ricatto politico di pochi che vogliono trasformarle in laboratori politici anti-Occidentali.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
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“L’AI Act ostacola l’innovazione: le proposte del PLD per riformarlo.”
Con Oscar Giannino (giornalista economico); Carlo Alberto Carnevale Maffè (SDA Bocconi School of Management); Alessandro Pulidori (Business Process re-engineering). Coordina: Manuela Arata (esperta di innovazione)
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IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA
Continuano i congressi regionali per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
- Campania - congratulazioni a Pasquale Antonio Lauri (Leggi anche su Il Denaro e su TV Luna)
- Veneto - congratulazioni a Beppe Mauro
DAI TERRITORI
- Milano - Si è svolto il 4 dicembre al Teatro Franco Parenti un dibattito organizzato dal PLD dal titolo: “Milano al centro. Un centro per Milano” dove politici di vari schieramenti ed esperti del settore si sono confrontati sullo scandalo riguardante la vicenda urbanistica locale e sulle sue conseguenze. Si è trattato di un importante evento di confronto su un tema caldo ma estremamente attuale
📺 Riguarda l’evento live 👉 Guarda la fotogallery 👉 Guarda il nostro post di sintesi - Orvieto - Paolo Cianfoni, del direttivo regionale PLD Umbria ha rappresentato il partito ad un evento organizzato dall’Alleanza per l’Umbria Riformista per la costruzione di un centro liberal. Era presente anche il segretario di Azione Carlo Calenda. (Leggi su Terni Tomorrow)
- Bari - Il mercato coperto di Japigia perde esercenti e sempre più box restano chiusi. L’appello del segretario provinciale del PLD Giuseppe Muscio: “Impedire nuove chiusure”. (Leggi su Borderline24)
- Sicilia - Il giornalista Mattia Madonia sta subendo attacchi e minacce dopo aver denunciato la campagna disinformativa a favore della Russia di Putin messa in atto da Il Fatto Quotidiano. La solidarietà del PLD Sicilia (Leggi il post)
- Piemonte - Il PLD Piemonte aspetta iscritti e simpatizzanti, giovedì 18 dicembre a partire dalle 19.30, nella suggestiva cornice del "Museo del Ruché di Casa Ferraris" a Castagnole Monferrato (AT), per un piacevole e ricco aperitivo, cogliendo l'occasione per brindare insieme al Natale (dettagli in questo post)
PARLANO DI NOI
- Linkiesta parla dell’evento di Milano. Il futuro di Milano dipende da una politica che sappia scegliere (Leggi su Linkiesta). Anche Il Riformista tratta l’evento, con una intervista al nostro segretario Marattin (Leggi su Il Riformista)
- Grande risalto anche all’assemblea nazionale del PLD su molti quotidiani nazionali. Il Riformista parla esplicitamente di “convergenza al centro” (Leggi), il Quotidiano di Sicilia si concentra sulla lista unica per le elezioni 2027 (Leggi); Il Corriere della Sera intervista il segretario Marattin: “Io e Calenda costruiremo insieme un’area liberaldemocratica per sconfiggere i populismi” (Leggi); Il Messaggero dà il resoconto dell’assemblea (Leggi)
- Un’intervista a Victor Rasetto, della segreteria nazionale, in seguito alle indagini che hanno coinvolto Federica Mogheri (Guarda il video)Mogherini indagata per frode, Rasetto (PLD): "Siamo garantisti". E se la prende con la Russia
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Newsletter#32 - Tre crepe
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#32
Segnali di fragilità
La giustizia ferma, l’affluenza in caduta e la violenza contro le donne ancora troppo diffusa rivelano le fragilità del nostro Paese.
In un edificio che mostra le prime crepe, la stanza della giustizia è quella dove il muro cede da più tempo. Da anni se ne parla solo per convenienza, per equilibri interni alle coalizioni o per calcoli di governo, mentre nessuno si assume la responsabilità di dire chiaramente cosa serve davvero al Paese. È in questo contesto che abbiamo lanciato il comitato “Sì Giustizia”, il primo promosso direttamente da un partito: un comitato aperto, che coinvolge giuristi, radicali, riformisti, moderati e associazioni, e che mette finalmente al centro il merito del referendum sulla separazione delle carriere.
Mentre molti giocano a nascondersi, temendo le conseguenze politiche del voto, noi abbiamo scelto di metterci la faccia. La separazione delle carriere non è un totem ideologico, ma una riforma liberale che serve a rendere la giustizia più imparziale, più rapida e più credibile. Accusa e difesa devono stare su piani distinti, davanti a un giudice davvero terzo: è un principio costituzionale, non un favore a qualcuno.
Come ha ricordato Luigi Marattin, «finora tutti stanno giocando a nascondino», mentre per noi «quando le battaglie sono giuste bisogna metterci la faccia». E Andrea Marcucci lo ha detto con chiarezza: «La separazione delle carriere è una battaglia liberale, non un’arma politica». È da qui che scegliamo di partire: da una riforma che non divide il Paese ma lo rafforza, e da un impegno che non cerca convenienze ma restituisce credibilità alle istituzioni.

Un voto sempre più vuoto
Se la giustizia mostra una prima crepa del sistema, il voto di questa settimana ne rivela una seconda, forse ancora più preoccupante: l’affluenza è crollata ovunque, fino a scendere sotto il 45%. In Campania undici punti in meno, in Puglia quindici, in Veneto diciassette. Mentre una parte della politica si concentra su titoli e retroscena, ignorando il problema vero, noi abbiamo scelto di partire dai dati. Non per commentarli, ma per guardarli, come ha scritto Luigi Marattin: “Ecco i numeri, senza interpretazioni. Prima i fatti, poi le opinioni”.👉 (link)
Dietro quei numeri c’è un malessere profondo. Lo si vede nel senso di distanza che molti cittadini provano verso la politica, che non riesce più a coinvolgerli in un progetto collettivo e finisce per parlare a platee sempre più ristrette. Lo si vede negli appelli al voto che insistono sul valore della partecipazione e nelle analisi che descrivono il silenzio delle urne come un segnale culturale prima ancora che politico. In troppe realtà locali il potere cambia poco, o non cambia affatto, e questo rafforza l’idea che il voto serva a poco.
Un’astensione così profonda non è un fenomeno passeggero: è un segnale politico, sociale e culturale. In un Paese abituato a leggere le elezioni come scontri tra leader, la vera questione è che sempre meno cittadini trovano un motivo per partecipare. Per noi il punto non è un vincitore o un perdente, ma capire dove ricostruire il legame spezzato tra istituzioni e persone.
La Legge sul femminicidio non basta
La terza crepa riguarda un problema che ritorna con una regolarità che non dovrebbe più sorprenderci, e che invece continua a lasciare ferite profonde: la violenza contro le donne. La nuova legge sul femminicidio è un passo importante, ma non è sufficiente a invertire una tendenza che nasce molto prima dell’ultimo gesto di violenza. Perché non basta inasprire le pene se gli strumenti che dovrebbero proteggere non funzionano con continuità.
Lo conferma l’ennesimo caso recente, avvenuto a Verona, dove una donna che aveva denunciato, seguito le procedure e chiesto aiuto allo Stato non è stata messa in sicurezza. Un episodio che non è isolato, ma che mostra ancora una volta le falle di un sistema che spesso non intercetta il rischio e non garantisce una protezione efficace.
Su questo punto sono intervenuti anche Valeria Pernice e Patrizio Del Prete, che hanno descritto con chiarezza il cortocircuito tra ciò che la legge prevede e ciò che accade nella realtà quotidiana.
👉 Leggi gli interventi di Valeria Pernice (link) e Patrizio Del Prete (link)
Per il Partito Liberaldemocratico, affrontare il problema significa agire molto prima dell’ultimo atto: investire nell’educazione affettiva, formare forze dell’ordine capaci di leggere i segnali, far funzionare davvero strumenti come i braccialetti elettronici, sostenere i centri antiviolenza, garantire autonomia economica a chi decide di denunciare.
Uno Stato credibile si misura anche – e soprattutto – dalla capacità di tenere al sicuro chi è più vulnerabile.

📹 Un breve video per informare e
ricordare a chi è in difficoltà che esistono
strumenti immediati come il 1522*
Cominciamo a costruire, tutti insieme
L’assemblea nazionale del partito si è svolta oggi, sabato 29 novembre, a Roma.


Ascolta l’intervento del segretario Luigi Marattin (video)
Nel frattempo il Partito Liberaldemocratico e il suo segretario risultano nuovamente presenti nelle rilevazioni settimanali, questa volta con EMG. È un segnale di continuità: il lavoro che stiamo portando avanti sui territori e nelle istituzioni inizia a tradursi in una presenza politica riconoscibile e monitorata con regolarità. La costruzione di una forza credibile passa anche da questo, passo dopo passo.

Milano al centro. Un centro per Milano
Si terrà il 4 dicembre al Teatro Franco Parenti un dibattito organizzato dal PLD dal titolo: “Milano al centro. Un centro per Milano” dove politici di vari schieramenti ed esperti del settore si confronteranno sullo scandalo riguardante la vicenda urbanistica locale e sulle sue conseguenze.

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Riguarda la puntata del 27 Novembre
“Due chiacchiere su Europa e politica internazionale”
Dall’America di Trump, ai cambiamenti politici nel vecchio continente fino al rapporto tra USA, Cina e Europa. Quanto e come stanno cambiando le democrazie dei due continenti?
Con Camille Chenaux (ricercatrice in relazioni internazionali all'università di Roma Tre), Elena Buratti (responsabile Politica interna-Europa PLD), Alessandra Franzi (responsabile Esteri PLD). Modera Victor Rasetto, Segreteria nazionale PLD.
👉 Guarda la puntata su YouTube
IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA
Continuano i congressi regionali per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
- Toscana – congratulazioni a Elena Cardiello
- Friuli Venezia Giulia – congratulazioni a Alessandro Tronchin
- Basilicata – congratulazioni a Nicola Zaccara
DAI TERRITORI
- Roma - Il vice segretario regionale, Gabriele Volpi, è intervenuto alla manifestazione per ricordare l’Holodomor e riaffermare che il “PLD sta accanto all’Ucraina sempre e soprattutto oggi che la sua dignità è messa a dura prova a fronte delle irricevibili proposte ricevute per porre fine all’invasione russa.” (🔗 Vedi post su Instagram)
- Firenze - Intervento del PLD ad analoga manifestazione a Roma (🔗 Vedi post su Facebook)
- Sicilia - Il PLD regionale è intervenuto sulle nomine Sac (la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso), denunciando la vecchia pratica della spartizione partitica: “In una fase così delicata — con vicende giudiziarie ancora aperte e un clima istituzionale che richiederebbe sobrietà e prudenza — ci si sarebbe aspettati, dicono dal Pld Sicilia, l’esatto opposto: evitare ogni forma di lottizzazione, non praticarla” (🔗 Leggi su La Sicilia)
- Lamezia Terme - Il segretario nazionale del PLD Luigi Marattin ha visitato alcune realtà imprenditoriali del territorio e poi è intervenuto a margine sull’economia dell’area e nazionale: “Serve un nuovo sistema, con stipendi più alti e meno tasse”
(🔗 Leggi su Calabria 7) - Umbria - Il neo segretario Enrico Bartoccioni interviene sulla situazione economica della regione, criticando fortemente le voci entusiastiche per l’inserimento dell’Umbria nella ZES e invitando a riforme drastiche per salvare una economia in declino (🔗 Leggi su UmbriaJournal)
PARLANO DI NOI
- Nel programma “Dieci minuti con Nicola Porro”, Luigi Marattin racconta la sfida del Partito Liberaldemocratico su tasse, pensioni, spesa pubblica e ceto medio.
(📺Guarda l’intervento) - Il RIformista pubblica un’intervista a Luigi Marattin sulle proposte liberal-democratiche e sulla costruzione di un nuovo spazio politico riformista.
(🔗Leggi l’intervista completa nelle storie del PLD) - Adnkronos riprende l’analisi del PLD sugli spostamenti di voto nelle regionali di Campania, Puglia e Veneto, con i dati partito per partito. (🔗Leggi l’articolo)
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Cambiamo l’Italia insieme!
Newsletter#31 - Roma, ore 10.30: si parte.
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#31
Cominciamo a costruire, tutti insieme.
Unire sulle riforme, dire la verità, cambiare l’Italia.
Il Partito Liberaldemocratico sta costruendo passo dopo passo l’unica vera alternativa ai due poli: un’Italia che funziona, spende bene, difende l’Europa e mette le persone al centro delle istituzioni. Utopia? No, non siamo dei romantici sognatori.
Il primo esperimento del genere ha detto che uno spazio per un’alternativa vera ai bipopulismi esiste: c’è una fetta di Italia che non si riconosce in un centrodestra sovranista ed in una sinistra-centro sempre più populista, oltrechè nello statalismo che in modo diverso caratterizza sia maggioranza che opposizione. La sfida allora, è costruire un’alternativa che parta dai programmi e poi dalle persone, per costruire un’Italia competitiva e che torni a contare davvero.
Da tempo il dibattito politico italiano procede senza una direzione chiara: i due poli oscillano su tutto – Europa, giustizia, sanità, conti pubblici – alternando slogan e riposizionamenti che non offrono al Paese un progetto coerente.
È in questo vuoto che si inserisce la nostra Assemblea Nazionale: non un appuntamento formale, ma l’avvio di un lavoro politico serio per costruire la forza liberal-democratica che oggi manca. Con l’introduzione del Presidente Marcucci, la relazione del Segretario Marattin e l’intervento del senatore Calenda, l’Assemblea mette al centro un’idea semplice: responsabilità fiscale, Stato efficiente, riforme vere e un posizionamento occidentale senza ambiguità. Il centro non è la somma di sigle, ma la casa politica di chi vuole un’Italia moderna e capace di dire la verità. A Roma iniziamo a costruirla, insieme.
👉 Guarda il programma nel nostro post
La sfida per una giustizia davvero giusta
Il dibattito sulla giustizia è fermo da anni tra slogan e veti incrociati, mentre i cittadini continuano a fare i conti con tribunali lenti, procedure opache e un sistema che non tutela davvero né vittime né imputati. In questo stallo, il comitato “Giustizia Sì” nasce come un fatto politico nuovo: un comitato per il Sì al referendum costruito dal Partito Liberaldemocratico, ma capace di unire competenze e sensibilità diverse — radicali, riformisti, moderati, liberali.
La conferenza stampa alla Camera, con la guida di Giammarco Brenelli e la partecipazione di figure autorevoli del mondo giuridico e parlamentare, mostra che esiste uno spazio reale per una riforma profonda e condivisa. La nostra battaglia non è identitaria: è la richiesta di un sistema più rapido, più giusto e più vicino ai cittadini. E dimostra che, quando si costruiscono contenuti seri, le alleanze si fanno sui temi e non sulle convenienze.

👉 Guarda l'intervento di Valeria Pernice
👉 Guarda la conferenza di presentazione
Sanità: non conta quanto si spende, ma come si spende
Destra e sinistra hanno un grande cavallo di battaglia, da anni: quanti soldi mettere sulla sanità. Perchè la sanità porta voti. Nessuno che si preoccupi invece, che il denaro venga speso bene e che la sanità funzioni davvero
I numeri non mentono. Dal 2000 a oggi il Fondo sanitario nazionale è più che raddoppiato, aumentando molto più dell’inflazione, e tuttavia la qualità del servizio non è migliorata. Questo paradosso non si risolve invocando ulteriori risorse, ma affrontando il vero nodo: la frammentazione in venti sistemi sanitari regionali che generano sprechi, ritardi e disuguaglianze, come dimostra il recente caos sulle liste d’attesa.
Per questo il segretario del PLD Luigi Marattin ha chiesto al Governo di valutare una riforma del Titolo V che riporti la gestione sanitaria allo Stato, con deleghe solo eccezionali. Un’unica regia nazionale renderebbe la spesa più efficiente, garantirebbe standard uguali per tutti e permetterebbe finalmente di parlare di qualità, non soltanto di quantità. È una proposta ambiziosa, ma necessaria se vogliamo un servizio sanitario che torni a mettere il cittadino al centro.
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.
📺 Riguarda la puntata del 20 Novembre “Salari, produttività...il calabrone italiano che non dovrebbe volare ma che vola ancora un pò?”, con Andrea Garnero, economista del lavoro all’Ocse ed autore de ‘La questione salariale’; Emilio Rossi, Senior Advisor di Oxford Economics e Direttore Osservatorio Terziario Manageritalia. Modera Antonluca Cuoco
👉 Guarda la puntata su YouTube
IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA
Continuano i congressi regionali per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
- Lazio – congratulazioni a Giulia Candelori,
Per rafforzare la presenza delPLD tra gli italiani all’estero, abbiamo eletto anche i coordinatori per i continenti: l’Europa, per il Nord America, per il Sud America e per Africa-Asia-Oceania.
E nella UE abbiamo eletto anche i coordinatori per Belgio, Francia e Regno Unito/ Irlanda.
- Europa - congratulazioni a Luca Malosti
- Nord America - congratulazioni a Fabio Stefanini
- Africa, Asia e Oceania - congratulazioni a Natalia Conestà
- Sud America - congratulazioni a Francesco Casteller
- Belgio - congratulazioni a Luca Boccardo
- Francia - congratulazioni a Luca Marioni
- Regno Unito e Irlanda - congratulazioni a Marta Giacomini
DAI TERRITORI
- Umbria - In occasione dell’ultimo rapporto della Camera di Commercio umbra, il PLD ha denunciato la profonda crisi che sta attraversando sia il settore industriale che il terziario nella Regione. Una situazione che si inserisce nel quadro nazionale in cui gli investimenti sono insufficienti e la pressione fiscale è sempre più insostenibile/soffocante (🔗 Leggi su Umbria Journal e Leggi su Perugia Tomorrow)
- Calabria - Si è tenuta a Lamezia Terme, presso il Palazzo Greco Stella, la presentazione del libro di Luigi Marattin: “La missione possibile” alla quale sono intervenuti Antonino Costantino, Dirigente nazionale del PLD ed ex assessore al Comune di Lamezia Terme; Angelo Montalto, Segretario Regionale del PDL; Gianluca Gallo, Consigliere Regionale di Forza Italia; Ernesto Madeo, Sindaco di San Demetrio Corone e imprenditore; Annita Vitale, Segreteria cittadina di Azione per Lamezia Terme; Joseph Veneziano, Segretario per la Provincia di Cosenza del PLD. L’iniziativa del 20 novembre aveva l’obiettivo di stimolare un dialogo costruttivo su sviluppo economico, innovazione, governance e coesione sociale, elementi chiave per un rilancio duraturo della regione. (🔗 Vedi su Lametino Vedi articolo)
- Calabria - Sempre a Lamezia Terme Antonino Costantino è intervenuto in giunta comunale per denunciare il taglio di fondi da destinare alla cultura e chiedere che si spenda per far riconoscere il suo valore strategico come pilastro irrinunciabile del futuro di una comunità. Si dovrebbe invece, incrementare la lotta all’evasione fiscale e «adoperarsi per una più attenta ed efficiente riduzione della spesa improduttiva». (🔗 Leggi su Lamezia informa)
PARLANO DI NOI
- Il quotidiano La Verità intervista il segretario Luigi Marattin: si parla di manovra ma anche del centro sinistra: “La manovra non aiuta i ricchi, riformare il centrosinistra è impossibile (🔗 Leggi l'articolo)
- Rai News 24 ha chiesto al segretario Marattin di intervenire sulle parole di Mattarella e su bipolarismo e legge di bilancio (🔗 Guarda l'intervento)
- A SkyNews economia, Marattin è intervenuto ancor sulla legge di bilancio definita “prudente” e le sue proposte (🔗 Guarda l'intervento)
- Italia Oggi parla delle proposte del PLD e sottolinea come queste siano giuste per affrontare i problemi del Paese (🔗 Leggi l'articolo)
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#30
L’Italia ha bisogno di chiarezza
In un Paese diviso e confuso, servono idee nette su economia, libertà e democrazia.
Un’Italia pienamente occidentale
L’Italia oggi è bloccata tra due poli che, al di là delle dichiarazioni di facciata, non credono davvero nei valori occidentali. La democrazia liberale, l’economia di mercato, l’alleanza atlantica, l’Europa: per loro non sono priorità, ma variabili dipendenti dal consenso del momento. Lo si vede nelle posizioni ambigue su Ucraina, Israele, NATO, concorrenza, globalizzazione, sicurezza digitale. Lo si vede nella facilità con cui entrambi gli schieramenti sacrificano i principi per un titolo in più sui social o per inseguire un pezzo di elettorato arrabbiato. Per questo il Partito Liberaldemocratico è l’unica vera alternativa: liberale, occidentale, riformatrice.
Non stiamo con il centrosinistra:
- siamo con l’Ucraina senza se e senza ma
- rifiutiamo gli slogan estremisti o anti-israeliani,
- non voteremo mai una patrimoniale
- vogliamo ridurre la spesa pubblica improduttiva per abbassare le tasse e liberare l’economia.
⠀E non stiamo con il centrodestra:
- non saremo mai con i no-vax,
- né con nostalgie tossiche come quelle della Decima MAS,
- né con chi ostacola il mercato, la concorrenza e l’integrazione europea.
- né con chi pensa che il sovranismo sia una strategia invece che un vicolo cieco.
⠀La nostra proposta è chiara: un’Italia pienamente occidentale, che sceglie la verità invece della propaganda e il merito invece del risentimento. Un’Italia che punta su meno tasse e meno sprechi, più concorrenza, ritorno al nucleare, scuola moderna, sicurezza digitale, economia aperta e competitiva. È questo che serve al Paese: non oscillare, ma scegliere. E noi abbiamo già scelto.
La favola dei “ricchi” e la realtà del ceto medio
Da giorni il dibattito fiscale italiano gira a vuoto. Istat e Banca Italia ricordano una banalità matematica: se tagli un’aliquota, chi paga di più risparmia un po’ di più. Una verità elementare che, puntualmente, viene trasformata in titolo scandalistico: “La manovra aiuta i ricchi.” La politica e una parte dei media inseguono questa narrazione senza mai dire la verità:in Italia, i famosi “due quinti più ricchi” iniziano da 1.900 euro lordi al mese.Cioè il ceto medio (leggi il post).
Cioè persone che non hanno yacht, trust o conti offshore, ma un affitto da pagare, bollette in salita, figli a scuola e un lavoro che spesso non basta. È quello che denunciamo da tempo e che la nostra responsabile economia Aurora Pezzuto (leggi il post) ha spiegato con grande chiarezza: chi guadagna 2.000 o 2.500 euro al mese spesso già in difficoltà è trattato come se fosse benestante, regge da solo quasi metà dell’IRPEF nazionale (leggi il post) . Questo è il vero scandalo italiano, non il taglio di due punti di aliquota.
Mentre qualcuno invoca una patrimoniale ignorando che una patrimoniale già esiste (si chiama IMU, e si paga pure sulla prima casa in molti comuni), i capitali possono spostarsi con un click e il ceto medio è spremuto come in nessun altro Paese occidentale, noi continuiamo a indicare la strada seria, non quella urlata: ridurre la spesa pubblica improduttiva, alleggerire il prelievo fiscale sul lavoro,costruire un sistema più equo per il ceto medio che tiene in piedi il Paese.
Non è una questione ideologica.
È una questione di realtà: senza un ceto medio forte, nessuna economia occidentale sta in piedi.
🔗 I tre step del baratro italiano
Un web libero e sicuro
Viviamo online. Parliamo, lavoriamo, facciamo acquisti, gestiamo soldi, salute, identità sempre connessi. Eppure il luogo in cui trascorriamo metà della nostra vita è ancora esposto a bot, profili falsi, truffe, campagne coordinate di odio e contenuti dannosi per i minori.
Per questo proponiamo una riforma semplice e liberale: l’accesso alle piattaforme deve passare da unriconoscimento in background, un token invisibile che certifica che sei una persona reale, senza rivelare chi sei e senza condividere dati personali con nessuno.
Sei anonimo, ma autentico. L’identità rimane protetta. Nessuno vede il tuo nome. Nessuna piattaforma può profilarti attraverso questo strumento. Solo in caso di reato, e solo su ordine dell’autorità giudiziaria, si può risalire all’identità reale dell’utente che ha abusato della rete. È un sistema semplice, che usa strumenti già esistenti come CIE, SPID, eIDas europea e che obbliga anche le piattaforme straniere a rispettare le regole del nostro spazio digitale.
L’obiettivo è netto:
• più libertà e privacy per gli utenti,
• più sicurezza per minori e famiglie,
• più responsabilità per chi usa la rete
Questa è la via liberaldemocratica alla sicurezza digitale: proteggere gli innocenti, non sorvegliare e garantire l’anonimato.
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📺 Riguarda la puntata di Martedi 12 Novembre
“Accordo sul Mercosour”, con Paolo Garzotti e Renata Bueno e la nostra responsabile Esteri PLD Alessandra Franzi
👉 Guarda la puntata su YouTube
FORUM TEMATICI: ISTITUITO UN NUOVO TAVOLO
Sono ripartiti i forum tematici del PLD. I tavoli di lavoro rappresentano spazi di partecipazione attiva, in cui il confronto tra idee e competenze si traduce in proposte politiche concrete per costruire l’Italia e l'Europa di domani. Sono stati istituiti da poco quelli su Agricoltura, Sport, Turismo, Pubblica Amministrazione e Digitalizzazione.
Vuoi essere dei nostri e dare il tuo contributo per costruire un Paese migliore?
IL PERCORSO CONGRESSUALE CONTINUA
Come ha scritto la nostra responsabile Territorio Valeria Pernice, ci sono momenti in cui il lavoro fatto prende forma e si capisce che la politica può ancora essere spazio di costruzione, partecipazione e comunità.
Il nostro percorso congressuale è proprio questo: un cammino condiviso che sta attraversando tutta l’Italia, fatto di confronto, entusiasmo e responsabilità.
Dalle prime assemblee alle giornate di voto, stiamo costruendo passo dopo passo un partito vivo, aperto, capace di unire energie e competenze diverse attorno a un progetto comune.
Ogni congresso regionale è un tassello di questo mosaico, un’occasione per rafforzare la nostra presenza sui territori e valorizzare le persone che, con passione e impegno, scelgono di mettersi in gioco.
È un percorso che non si ferma, ma che cresce grazie a chi ogni giorno dedica tempo e idee alla costruzione di una casa liberaldemocratica sempre più solida, plurale e partecipata.
- Trentino - Alto Adige – congratulazioni a Giorgio Martini
- Calabria – congratulazioni a Angelo Montalto (🔗Leggi su Radio AKR e This is Acri)
- Sicilia – congratulazioni a Salvo Liuzzo (🔗Leggi su La Sicilia)
- Umbria – congratulazioni a Enrico Bartoccioni (🔗Guarda le linee programmatiche nell’intervista di Perugia Tomorrrow e 🔗 Leggi su Umbria 7)
DAI TERRITORI
- Torino - Abbiamo partecipato alla manifestazione “Torino non russa” organizzata da Pina Picierno, Gianni Vernetti, Europa Radicale, Azione, Comunità Ucraina Torino, Italia Viva e +Europa per denunciare il convegno “Russofobia e russofilia” e commemorare le vittime ucraine della guerra (🔗 Vedi i filmati e le immagini Vedi articolo)
- Pisa - A Pisa, è stato annullato invece un evento filo putiniano, dove sarebbero stati presenti due noti propagandisti filorussi, e dove avrebbero trasmesso un documentario propagandistico del canale “Russia Today”, sanzionato dall’UE, grazie all’intervento di Azione Pisa, Più Europa, PRI, grazie all’aiuto della nostra coordinatrice Toscana Elena Cardiello, e di politici illustri come Pina Picierno, sempre attiva su questo tema. (🔗 Leggi il post)
PARLANO DI NOI
- Su Media Line l’intervista al nostro segretario nazionali Luigi Marattin
- Luigi risponde sul assurdo dibattito del tema dei 1400€
- Luigi ospite a Zapping
- Intervista su Legge di Bilancio: anche il ceto medio piange, su Radio Radicale
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