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#22

Il coraggio contro il caos


Per vivere in un tempo soffocato dalla violenza servono scelte coraggiose

Viviamo in un mondo sempre più polarizzato, dove la voce più forte non è quella delle idee ma quella della violenza. Violenza politica, che tenta di intimidire la libertà di parola; violenza cieca, quella del terrorismo internazionale; violenza di Stati autocratici che minacciano sicurezza e stabilità.

L’omicidio di Charlie Kirk, attivista MAGA americano ucciso mentre parlava agli studenti in un’università dello Utah, ci ha ricordato in modo crudele quanto sottile possa essere il confine tra il confronto politico e la sua degenerazione. Ogni volta che la politica vede il passo alla violenza, si logorano le fondamenta della convivenza civile. 

È un monito che riguarda tutti noi, anche in Europa. La democrazia vive solo se le idee possono scontrarsi senza che siano le persone a soccombere, se la parola resta l’arma più forte, se il dissenso non diventa pretesto per l’odio.

👉 Il nostro intervento sul tema

E purtroppo episodi gravi si vedono anche in Italia. A Pisa, il professor Rino Casella è stato aggredito da un gruppo di studenti che lo accusavano di essere “sionista”, interrompendo la sua lezione. Un gesto gravissimo, perché quando la violenza entra nelle aule universitarie non colpisce solo una persona, ma l’intera libertà di insegnamento e di pensiero. 🔗 Il nostro messaggio di solidarietà

Su questa vicenda il nostro segretario Luigi Marattin ha interrogato il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, chiedendo quali iniziative intendano intraprendere per prevenire episodi come questo.

Le università devono essere sede primaria del libero confronto, basato sul rispetto e sulla voglia di ascoltare chi non la pensa come noi. Senza confronto vero non c’è crescita democratica, ma solo scontro sterile. E senza rispetto reciproco, ogni parola rischia di diventare miccia per altra violenza.

Lo vediamo anche nel conflitto israelo-palestinese, dove la voce del dialogo è spesso soffocata dall’odio e dalla contrapposizione cieca.
Per questo serve rimettere pesantemente in campo gli strumenti della democrazia e della diplomazia: il dialogo, il rispetto, la forza delle idee che si scontrano senza abbattere chi le porta. Sono questi gli unici antidoti contro il caos.

👉 Leggi l’intervento di Alessandra Franzi, responsabile esteri del PLD

Umberto Eco in “Sulle spalle dei giganti” (lectio magistralis, 2001, poi libro 2017) trasmetteva il messaggio la memoria storica serve a evitare gli stessi errori, non a coltivarli. Conoscere il passato serve a leggere il presente con lucidità, a non farsi trascinare da tifoserie o slogan. Vale anche per il Medio Oriente: qui troppo spesso assistiamo a schieramenti contrapposti che agitano bandiere ideologiche senza mai sfiorare le soluzioni concrete. Così il dibattito si trasforma in una rissa permanente, e chi dovrebbe risolvere i problemi preferisce litigare su chi abbia più torto o più ragione. 📹 La situazione mediorentale in 12 minuti

 


 

Un momento di confronto

Ma la violenza non è solo frutto di contrapposizioni: c’è quella più pericolosa, figlia di ideologie totalitarie e progetti di terrore. Per cercare di comprendere meglio il mondo che ci circonda, il 5 ottobre a Verona il PLD promuove levento nazionale “Il terrorismo è dolore”, una giornata di confronto per denunciare e analizzare il fenomeno del terrorismo internazionale, dall’Islam politico a Hamas. Un’occasione per riaffermare un principio semplice: il terrorismo è la negazione di ogni convivenza democratica.

 


 

Quando il futuro chiama, servono scelte

Davanti a un mondo attraversato da violenza politica, terrorismo e aggressioni degli Stati autocratici, l’Europa non può limitarsi a osservare. Serve più integrazione, più rapidità nelle decisioni e la capacità di usare il proprio peso per difendere sicurezza e prosperità. Mario Draghi lo ha detto chiaramente a Bruxelles: “L’inazione minaccia competitività e sovranità” (🔗l’intervento completo).
Restare fermi non è un’opzione e nessuno Stato nazionale può salvarsi da solo: solo un’Europa capace di muoversi compatta può proteggere i cittadini e restare protagonista sullo scenario globale. Come ha detto il Presidente Andrea Marcucci (🔗 link), ascoltare le parole di Mario Draghi è un obbligo per chiunque abbia a cuore l’Europa, casa nostra.
📹 Marattin: ecco cosa serve all’Europa

E l’Italia? Non può restare indietro. Dalla Russia alla Cina gli stati autocratici alzano la tensione e mettono in discussione l’ordine internazionale. A proposito di sicurezza nazionale, il ministro Guido Crosetto ha detto chiaramente che «le nostre Forze Armate non sono pronte». Una verità scomoda, ma necessaria: meglio riconoscerla oggi che subirne le conseguenze domani. 

Senza sicurezza non c’è libertà, e senza libertà non c’è futuro. Per questo il PLD chiede al governo un rafforzamento serio di uomini, mezzi e addestramento, dentro l’Europa e dentro la NATO. Solo così l’Italia potrà essere davvero all’altezza delle sfide che ci attendono. 

👉 Leggi l’intervento del Responsabile Difesa del PLD

 


 

Una nuova scuola per l’Italia

L’ultima vera riforma della scuola italiana risale al 1974. Da allora il mondo è cambiato radicalmente, ma la scuola – come il fisco o il welfare – è rimasta ferma, spesso trattata come terreno di scontro ideologico o come ammortizzatore sociale per raccogliere consenso.

Eppure è dalla scuola che parte tutto. Se si trascura la scuola, si trascura il futuro del Paese.
Troppo spesso in questi anni si è provato a riformarla con prove di forza, oppure si è scelto di non cambiare nulla per convenienza politica. Entrambe strade sbagliate.

Per questo il Partito Liberaldemocratico presenta una proposta di radicale riforma della scuola italiana: frutto di mesi di lavoro insieme a docenti, dirigenti ed esperti del settore, coordinati dal nostro responsabile scuola Patrizio Del Prete.
Durante tutto l’autunno porteremo questa proposta nelle scuole, nei luoghi di confronto, in Parlamento.

Perché il vero rifacimento dell’Italia non può che partire dalla sua base: la scuola.

👉 Leggi la proposta del PLD per la scuola italiana

 


 

DAI TERRITORI

  • Trieste, Il porto come Motore di Crescita e Sviluppo: Azione e Partito Liberaldemocratico presentano il primo appuntamento del ciclo di incontri dedicati al ruolo di Trieste nell’ecosistema regionale. 👉 Trovi qui tutti i dettagli dell’evento
  • Messina, otto formazioni riformiste ed europeiste, tra cui il Partito Liberaldemocratico, hanno avviato a Messina un laboratorio politico comune che, partendo dalla Sicilia, presenterà liste e programmi condivisi alle comunali 2026 come alternativa al populismo. 👉 Leggi l’articolo
  • Roma, Liberalizzazione del commercio – Opportunità, Sfide, Prospettive: dibattito pubblico a Roma il 1° ottobre 2025 sulla liberalizzazione del commercio, promosso dal PLD, per analizzarne opportunità e sfide economico-sociali. 👉 Iscriviti all’evento

 


 

PARLANO DI NOI

  • Il Riformista riprende la nostra posizione sul conflitto Mediorientale (leggi l’articolo)
  • RadioRadio intervista al Segretario Luigi Marattin sul tema del crescente clima di intolleranza e degrado del dibattito pubblico (aggressione all’Università di Pisa, l’Intervento di Enzo Iacchetti a Carta Bianca ecc.)  (ascolta l’intervista)
  • IlSole24Ore l’intervento del PLD sulle questioni pensionistiche e di solidarietà intergenerazionale (leggi il post)
  • Ansa l’intervento del PLD sulla Legge di Bilancio per arginare la tendenza della Lega a operare solo sulle pensioni senza mettere in campo vere misure di defiscalizzazione che rilancino la produttività del Paese (leggi l’articolo)
  • Il Riformista riprende la nostra posizione sulla riforma della Scuola (leggi l’articolo)
  • La riforma della scuola proposta dal PLD approda su Orizzonte Scuola (leggi l’articolo)

 


 

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