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#20

Crescere davvero, la sfida italiana


Il PIL italiano è fermo da oltre vent’anni e senza riforme vere non crescono salari, pensioni e investimenti.

Negli ultimi venticinque anni l’Italia ha conosciuto un fenomeno che nessun altro grande Paese avanzato ha vissuto: una crescita piatta. A parte la caduta e il rimbalzo della pandemia, il PIL non si è mai davvero mosso. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: salari fermi, pensioni che non crescono, pochi investimenti in ricerca e innovazione, giovani che cercano altrove opportunità di vita e di lavoro.

La politica discute ogni trimestre se il segno davanti allo 0,1% sia positivo o negativo, ma la verità è che il problema è strutturale e viene da lontano. In Spagna non si approva un bilancio da tre anni e l’economia continua a crescere, in Francia il governo traballa, in Germania i dati restano fragili. Eppure nessuno di questi Paesi vive il declino cronico dell’Italia, che dura da oltre una generazione.

Per invertire questa tendenza, non servono slogan ma scelte radicali e pragmatiche. Come Partito Liberaldemocratico diciamo chiaramente che l’Italia deve finalmente fare ciò che non ha mai avuto il coraggio di fare:

1 ridurre la spesa pubblica per abbassare le tasse e liberare risorse per cittadini e imprese;

2 aprire mercati e settori protetti con liberalizzazioni e concorrenza, premiando il merito e l’innovazione;

3 ritornare al nucleare per avere in prospettiva costi energetici più bassi e competitivi.

⠀Per troppo tempo si è raccontato agli italiani che lo Stato potesse essere la stampella per tutto: sussidi, raccomandazioni, promesse. La verità è che il riscatto non passa dall’assistenzialismo, ma da un mercato aperto e competitivo, dove chi parte da zero può comunque giocarsela grazie al talento e al lavoro. Noi crediamo in un’Italia che dia opportunità vere, non elemosine.

👉 Guarda il video su Instagram

 


 

L’Europa che vogliamo: unita, aperta, protagonista

Negli ultimi decenni l’Europa ha costruito un senso di appartenenza che ha cambiato la vita di milioni di persone. L’Erasmus ne è l’esempio più concreto: milioni di studenti hanno potuto studiare nelle principali città del continente, scoprendo che l’Europa non è solo un’istituzione lontana ma una comunità viva di opportunità, libertà e mobilità. È un bene che anche il Regno Unito, dopo anni di isolamento, si prepara a riaprire le porte ai giovani europei (🔗 link).

Ma l’integrazione non può fermarsi alla politica estera e militare. Per essere più forte deve tradursi anche nella vita quotidiana dei cittadini. Lo abbiamo detto nella nostra proposta (🎥 link) di riconoscimento automatico dei titoli di studio in tutta l’Unione: un diploma o una laurea conseguiti in un Paese membro devono valere subito, senza ostacoli burocratici, in ogni altro Paese. Questa è l’Europa concreta che vogliamo: unita fuori, concreta dentro.

Oggi però non basta guardare al passato o a singole riforme. Mentre sui media campeggiano le immagini dei leader di Russia, Cina e India che provano a costruire un blocco alternativo all’Occidente, l’Europa appare spesso divisa, esitante, ripiegata sull’autocommiserazione. Ma la realtà è un’altra: i BRICS non sono un modello alternativo. A fronte di 86.000 dollari di reddito pro capite negli Stati Uniti e 35.000 in Europa, l’India si ferma a 2.700, la Cina a 13.000, la Russia a 15.000. La forza dell’Occidente non è in discussione, a patto che sappia restare unito.

Per questo la sfida vera non è difendersi ma avanzare. Serve un’Europa che non si limiti a reagire, ma che faccia un passo deciso verso l’unificazione politica, capace di parlare con una voce sola sul piano internazionale, di difendere i suoi interessi e di promuovere la libertà, la democrazia e il commercio aperto. Anche sugli accordi commerciali – come quello con il Mercosur – dobbiamo smettere di avere paura: la storia dimostra che aprirsi significa più export, più tutela del Made in Italy, più possibilità per i consumatori.

Il Partito Liberaldemocratico sostiene con convinzione questa visione: Stati Uniti d’Europa per affrontare le sfide globali e restare protagonisti, non spettatori.

 


 

Onore a Carlo Alberto dalla Chiesa

Il 3 settembre 1982 un commando mafioso uccideva a Palermo il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo.

Un colpo durissimo allo Stato, perché dalla Chiesa era l’uomo che aveva saputo sconfiggere il terrorismo brigatista con metodi investigativi innovativi ed efficaci. Un simbolo di coraggio e dedizione, che la mafia volle colpire proprio per spezzare la fiducia dei cittadini nella forza delle istituzioni.

La sua morte aprì una stagione di sangue che avrebbe avuto altri momenti tragici dieci anni dopo, con le stragi di Capaci e via D’Amelio. Ma il suo esempio resta vivo: un servitore dello Stato che credeva nella libertà e nella giustizia come principi fondamentali della nostra Repubblica.

Noi liberaldemocratici vogliamo onorarne la memoria e ribadire che la lotta a ogni forma di mafia, violenza e sopruso è parte della nostra identità politica.

👉 Leggi i ricordi del PLD Sicilia (🔗 link) e Terracina (🔗 link)

 


 

DAI TERRITORI

  • Taranto – La sezione locale del PLD lancia il progetto “Taranto Gateway Mercosur”: un piano concreto per trasformare il porto in un hub strategico tra Italia e Sud America, con dogana digitale, logistica intelligente e formazione di livello europeo. Una visione che mette la città al centro del Mediterraneo e apre nuove prospettive di sviluppo e lavoro qualificato. 👉 Leggi di più
  • Puglia – Alla vigilia dell’anno scolastico, Giuseppe De Sabato (Direzione Nazionale PLD) denuncia la mancanza di una visione per la scuola italiana: fondi PNRR spesi senza regia, docenti svalutati, nessuna strategia comune. Lancia la proposta per una scuola ripensata dalle fondamenta, con dirigenti preparati, reclutamento trasparente e vera valorizzazione del personale. 👉 Leggi l’intervento
  • Marsala – “La città è al collasso”: il dirigente regionale e nazionale Gianfranco Valenti denuncia il declino economico, infrastrutturale e culturale della città. Dal PLD la proposta di un’alternativa credibile, basata su meno burocrazia, più impresa e un modello di sviluppo sostenibile. 👉Leggi su TP24
  • Foggia – Dopo l’ennesimo assalto a un bancomat nel Foggiano, il PLD denuncia l’“escalation inarrestabile” della criminalità organizzata e chiede più controlli, uomini e mezzi, con un piano serio di prevenzione. “La provincia non può restare ostaggio delle bande.” 👉 Leggi su L'Immediato
  • Verona – Prima cena di ritorno dalle vacanze per la comunità liberaldemocratica veronese. Un’occasione di confronto, amicizia e politica. Valeria Pernice: “Siamo solo all’inizio, ma insieme possiamo riportare liberalizzazioni, concorrenza, merito e sviluppo al centro della vita politica.” 👉 Guarda le foto della serata
  • PLD Estero – Dal volontariato sconti sugli affitti: in diversi Paesi europei ed extraeuropei gli studenti che dedicano ore ad attività civiche ottengono benefici reali, dagli alloggi a prezzi calmierati ai crediti universitari. Il PLD Estero rilancia: anche in Italia serve valorizzare il volontariato come leva per inclusione sociale e diritto allo studio. 👉 Cinque semplici idee

 


 

PARLANO DI NOI

  • Roberto Arditti ha intervistato Luigi Marattin in una lunga conversazione a tutto campo: politica italiana, nascita del PLD, capitalismo nazionale e ruolo dell’Italia in Europa 🎥Guarda l’intervista
  • Il Sussidiario richiama le dichiarazioni di Luigi Marattin nel dibattito sulla riforma pensioni 2025, con particolare attenzione al tema dell’adeguamento all’aspettativa di vita 🔗👉 Leggi l’articolo

 


 

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