09 - 10 - 11 MAGGIO 2025 - L'EUROPA NELLE STRADE - SARDEGNA
📅 L’Europa Nelle Strade – Iniziative in Sardegna – 9, 10 e 11 Maggio
Per la festa dell’Europa come Partito Liberaldemocatico faremo iniziative in tutta Italia, in Sardegna abbiamo organizzato:
OLBIA – VENERDI’ 9 MAGGIO – Aperitivo L’Europa nelle Strade presso “Il molo food & drink” – Via Piovene 28 ore 17.00

09 - 10 - 11 MAGGIO 2025 - L'EUROPA NELLE STRADE - LIGURIA
📅 L’Europa Nelle Strade – Iniziative in Liguria – 9, 10 e 11 Maggio
Per la festa dell’Europa come Partito Liberaldemocatico faremo iniziative in tutta Italia, in Liguria abbiamo organizzato:
GENOVA – VENERDI’ 9 MAGGIO – Evento “L’EUROPA NELLE STRADE” – presso “Bibi Service” Via XX Settembre, 41/3p, ore 18.00

LA SPEZIA – DOMENICA 11 MAGGIO – gazebo Piazza Mentana ore 15.00

Newsletter#3 - 50 manifestazioni per l’Europa e quattro proposte sul lavoro
Newsletter
#3
L’Italia alla sfida dell’Europa
L'EUROPA NELLE STRADE
Il 9, 10 e 11 maggio manifesteremo per un’Europa più forte. Noi ci siamo. Tu ci sarai?

Il 9 Maggio è la Giornata dell’Europa. Una data simbolica e importante perchè ricorda il giorno del 1950 nel quale l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman gettò le basi per una cooperazione europea, un documento che di fatto è considerato l’atto di nascita di quella che oggi è l’Unione Europea: “L'Europa non potrà farsi in una volta sola, nè sarà costruita tutta insieme: essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto"
Dopo 75 anni da quel giorno, l’Unione Europea rischia di apparire distante, debole o marginale, schiacciata da due opposti populismi antieuropei: per questo è fondamentale riaffermare la sua centralità.
Non come riflesso del passato, ma come scelta per il futuro.
Nel fine settimana del 9, 10 e 11 maggio i nostri iscritti, militanti e amici saranno presenti in tutta Italia con iniziative nelle strade per l’Europa.
Ma non ci basta essere presenti. Vogliamo esserlo insieme.
Per questo, come atto politico chiaro, abbiamo lanciato un appello (Qui il Link) a tutte le forze democratiche, liberali ed europeiste a unirsi alle iniziative pubbliche del 9 maggio. Un appello rivolto agli altri partiti e a realtà associative come il Movimento Federalista Europeo (MFE), la Gioventù Federalista Europea (GFE).
Perché la battaglia per un’Europa più coraggiosa, unita e protagonista non si fa in solitudine. Si fa costruendo alleanze, sui territori e nelle idee.
Sul sito del Partito trovate l’elenco degli eventi in giro per l’Italia(Qui il Link) in aggiornamento continuo.
Il Partito Liberaldemocratico c’è. E c’è con chi condivide la stessa visione.
Perché oggi più che mai, l’Europa non va solo celebrata. Va costruita.
DIRETTA STREAMING
Mercoledì 7 maggio alle ore 17, a Roma, abbiamo organizzato un’importante iniziativa nazionale dal titolo:
“Difendersi dai dazi: aprire nuovi mercati al nostro export”. (Qui il Link)
Parleremo del tema del momento: come rispondere alle mosse protezionistiche di Trump non con la stessa moneta — il protezionismo — ma con una risposta liberale, fatta di apertura, competitività e innovazione.
All’evento interverranno Luigi Marattin, Barbara Cimmino (vicepresidente di Confindustria con delega all’export), Alberto Zerbinato (vicepresidente di Anima) e Tommaso Monacelli (professore di economia all’Università Bocconi).
Chi non potrà essere presente a Roma potrà seguire l’evento in diretta streaming. Il link di collegamento verrà pubblicato sui social del partito.
DAL CANADA UN SEGNALE FORTE
Il mondo sta cambiando. L’Europa deve esserci.
Le recenti elezioni in Canada, vinte a sorpresa dal Partito Liberale guidato da Mark Carney, raccontano di un Paese che ha scelto di non piegarsi alle pressioni esterne degli Stati Uniti, alle minacce di dazi, ai tentativi di disintegrare legami storici in nome di un nuovo isolazionismo aggressivo. Una vittoria della ragione contro la paura.
Durante il discorso della vittoria, Carney è stato netto: “Trump vuole spezzarci, per poterci possedere” e ha dichiarato che l’epoca di un ordine mondiale fondato sul commercio globale con gli Stati Uniti al centro è finita. “Abbiamo superato lo shock del tradimento americano. Ma non dimenticheremo mai la lezione”.
È una dichiarazione che vale anche per l’Europa.
In un mondo sempre più segnato da tensioni economiche, guerre commerciali e nazionalismi rampanti, nessun Paese può pensare di contare davvero da solo. La tentazione di chiudersi, di inseguire soluzioni facili e slogan identitari è forte. Ma rischia di lasciare i cittadini più deboli, non più forti. Soltanto all’interno di una Unione Europea forte, i singoli Stati possono diventare forti e in grado di tenere testa all’ondata populista e nazionalista che sta travolgendo non solo il Vecchio Continente. Una lezione che vale per tutti: per i grandi Paesi locomotiva d’Europa, per l’Italia, ma anche per la Ue stessa.
L’Unione Europea non può più permettersi di essere solo un mercato: deve invece diventare una potenza politica e strategica, capace di difendere i suoi interessi, i suoi lavoratori, la sua visione del mondo.
È questo il senso delle tante iniziative che, come partito, porteremo sui territori nei prossimi giorni in vista della Giornata dell’Europa: non una celebrazione astratta, ma un impegno concreto per un’Europa che protegge, che investe, che guida il cambiamento.
Perché se il mondo cambia, anche l’Europa deve cambiare. E deve farlo adesso. Insieme.
PRIMO MAGGIO: QUATTRO PROPOSTE SUL LAVORO
Le nostre idee per favorire davvero lo sviluppo economico del Paese
Il Primo Maggio è stata la festa dei lavoratori. Ma oggi più che mai il lavoro ha bisogno di essere liberato: da regole obsolete, da vincoli che frenano l’iniziativa, da una fiscalità che punisce chi crea valore.
Per questo come Partito Liberaldemocratico proponiamo quattro misure concrete, senza ideologia, pensate per un’Italia che non si accontenta.
1. Detassare completamente i premi di produttività
L’Italia non è un paese abbastanza produttivo, e da troppo tempo chi si impegna di più viene trattato allo stesso modo di chi si limita al minimo. Se vogliamo tornare a crescere davvero, dobbiamo incentivare chi crea valore.
Per questo proponiamo di detassare completamente i premi di produttività: nessun limite, nessuna tassa. Chi lavora di più deve essere premiato davvero, non penalizzato. Via, dunque, anche il tetto dei 3.000 euro annui.
2. Detassare gli aumenti di stipendio frutto della contrattazione territoriale o aziendale
La contrattazione a livello locale o aziendale è spesso la più dinamica, quella che meglio risponde alle esigenze reali dei lavoratori e delle imprese. Quando si raggiunge un accordo sul salario, lo Stato dovrebbe agevolare, non ostacolare.
Per questo vogliamo detassare gli aumenti di stipendio decisi a livello territoriale o aziendale. Dove c’è accordo tra chi lavora e chi investe, la politica deve fare un passo indietro, non mettersi di traverso.
3. Riformare la contrattazione collettiva
Oggi troppi contratti nazionali sono fermi da anni e non riflettono le trasformazioni del lavoro. Serve un modello più flessibile, più vicino ai territori, capace di riconoscere merito e competenze.
Per questo proponiamo di dare più forza alla contrattazione territoriale, il luogo dove produttività, salario e dignità del lavoro possono davvero incontrarsi.
4. Dimezzare le tasse alle microimprese che si fondono
La piccola impresa è la spina dorsale della nostra economia. Ma spesso resta piccola perché crescere è troppo rischioso e costoso.
Vogliamo cambiare questa logica: chi ha il coraggio di crescere va premiato. Per questo proponiamo di dimezzare il carico fiscale alle microimprese che decidono di fondersi. Dimensioni più grandi, più competitività, più lavoro per tutti.
Costruire il futuro significa scegliere: noi scegliamo di stare dalla parte di chi lavora, rischia, innova. In un Paese trainato da piccole e medie imprese, agevolare la crescita dimensionale anche attraverso le fusioni vuol dire dare una spinta all’economia
PARLANO DI NOI
- Luigi Marattin ha rilasciato un’intervista su Il Foglio. Si parla di referendum e di banche. La trovate qui (Link)
- Sempre sul tema bancario, Marattin è stato intervistato dal quotidiano nazionale L’altravoce. Trovate l’intervista qui (Link)
- Qualche giorno fa, sempre Marattin, ha rilasciato un commento su Repubblica sulle prescrizioni del governo sull'offerta di Unicredit per Banco Bpm. Trovate l’intervista qui (Link)
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Intervista | Luigi Marattin | L’Altra Voce – Il Quotidiano Nazionale | 29/04/2025
🗞️ Intervista | Luigi Marattin | L’Altra Voce – Il Quotidiano Nazionale | 29/04/2025
“Il Governo gioca alla finanza con i soldi dei contribuenti”
Data: 29/04/2025
Testata: L’Altra Voce – Il Quotidiano Nazionale
Autore: Giuseppe A. Falci

Luigi Marattin, parlamentare e co-fondatore del partito Liberaldemocratico: come sta cambiando l’assetto del risiko bancario alla luce della mossa di ieri fatta da Mediobanca che ha annunciato un’offerta pubblica di scambio sulla totalità delle azioni di Banca Generali?
«Dal punto di vista strategico è una reazione alla mossa di MPS sulla stessa Mediobanca; lanciata dopo aver vinto la battaglia sulla governance di Generali, dove gli “sconfitti” sono proprio quelli che – con qualche supporto governativo esplicito o implicito – stanno guidando MPS alla conquista di Mediobanca. Dal punto di vista industriale, viste le caratteristiche di Banca Generali, la mossa serve a consolidare la posizione di player nel settore del wealth management. Mentre nel caso di una fusione con MPS, le sinergie tra una banca d’investimento e una banca retail non sono apparse poi così chiare al mercato».
Da un lato c’è il governo che sostiene apertamente Delfin e Caltagirone nella presa di Mediobanca. Dall’altra Mediobanca mette in atto un’offerta di strategia industriale. Qual è dunque la vera posta in gioco: il primato nel settore bancario di alcuni capitani graditi al governo oppure il primato del mercato?
«Riesce difficile distinguere i due aspetti quando il governo assume un atteggiamento così palesemente interventista».
Ecco, qual è il ruolo del governo: arbitro o giocatore tattico?
«Il governo sta giocando al Grande Architetto della Finanza, con i soldi dei contribuenti (che sono ancora parte significativa di MPS). In Italia funziona così, non ci sono destra e sinistra. Governa da decenni il PUAM (Partito Unico Anti Mercato), che per esigenze televisive si divide in due curve ultrà chiamate convenzionalmente “destra” e “sinistra”. Vi è una storica tendenza a pensare che la politica debba guidare, orientare, decidere. Facendo, il più delle volte, disastri epocali, visto che in Italia il concetto di “pubblico” non equivale a “di tutti” bensì a “di nessuno”. È contro questo tipo di tendenza che abbiamo fatto nascere, poco più di un mese fa, il Partito Liberaldemocratico. Che non è per la giungla del mercato, ma solo per riconoscere che su queste vicende il potere pubblico deve intervenire solo tramite le autorità di regolamentazione, per evitare abusi di posizione dominante e garantire la tutela della concorrenza».
Cosa rappresenta oggi Mediobanca?
«Sono da tempo finiti i tempi del “salotto buono”: la globalizzazione ha spazzato via quelle dinamiche, e non sono tra quelli che se ne duole. Oggi Mediobanca è una bella realtà del private banking e della consulenza finanziaria che – come tante altre realtà italiane – ha bisogno di crescere su scala continentale per poter continuare ad avere un ruolo».
Possiamo dire che c’è un potere romano che vorrebbe fare una scalata sulla finanza milanese?
«In Italia soffriamo storicamente di un certo provincialismo, pensiamo che il mondo inizi a Lampedusa e finisca ad Aosta. Ma nel mondo globalizzato le dispute Roma-Milano (che sarebbe bene lasciare al calcio) non hanno nessuna rilevanza, né nessun vantaggio per il sistema-Italia».
Quello che colpisce è che non solo il rapporto Draghi ma tutti consiglierebbero operazioni oltre confine. Perché l’Italia è così restia ad aprirsi ad aggregazioni paritetiche con banche di altri paesi europei?
«Perché la politica in Italia ha sempre mirato a condizionare la finanza e servirsene per acquistare consenso e accrescere la propria sfera di influenza. Lo è stato fino a metà anni 90, quando le banche erano enti di diritto pubblico e per sapere chi era il nuovo amministratore delegato di un istituto non dovevi attendere l’esito di una selezione tra i manager migliori del mercato, ma le conclusioni dei congressi dei partiti della Prima Repubblica. E la stessa tendenza è rimasta anche successivamente. Non si spiegherebbe altrimenti l’ostilità verso l’operazione Generali Investment Holding e Natixis. Due soggetti del risparmio gestito che tentano di fare esattamente quello che dice Draghi nel suo rapporto: creare economie di scala a livello europeo per contribuire a realizzare la tanto auspicata unione del mercato dei capitali e competere con i fondi USA, che ogni anno attraggono 300 miliardi del risparmio europeo oltre atlantico. Ad ostacolare l’operazione sono proprio coloro che ogni giorno si lamentano perché l’Europa non gioca da protagonista, non parla con una sola voce e tutti gli altri vuoti slogan che sentiamo da anni».
L’Italia è dunque ritornata agli anni ’90 quando si lanciavano offerte pubbliche di acquisto una dietro l’altra?
«Sono due fasi diverse. Negli anni ’90 il sistema stava uscendo dalla gestione pubblica, ora invece si tratta di realizzare un consolidamento efficace sul mercato interno. Che, è bene ricordarlo, non è quello italiano. Ma quello europeo».
E adesso veniamo alla questioni di politica interna. Giorgia Meloni sembra essersi ritagliata un ruolo internazionale ma in Italia fatica a imporre le riforme. Resisterà fino alla fine della legislatura o si farà logorare da Matteo Salvini?
«I motivi per cui Meloni non decolla in politica interna è semplice: ha costruito il suo enorme consenso, nel decennio 2012-2022, su temi e classe dirigente diametralmente opposti a quello che ora si rende conto essere necessario fare nell’Italia di oggi. E quindi si trova bloccata: come fa a fare le riforme di mercato con una classe politica cresciuta a pane e destra sociale e con i sovranisti di Salvini in posizione dominante? Comunque, per rompere questa coalizione avrebbe bisogno di qualcosa che oggi solo noi proponiamo: buttare a mare questo pessimo bipolarismo e riorganizzare completamente il quadro politico, con una nuova legge elettorale e con le riforme di sistema (in primis il monocameralismo) che attendiamo da 30 anni. Se avrà forza e coraggio di farlo, non lo so proprio».
In questo contesto di polarizzazione destra-sinistra, quale spazio politico può ritagliarsi una forza politica come il partito Liberal-democratico?
«L’area politica che crede ai concetti della concorrenza e del mercato, che vuole ridurre il peso dello Stato e non vuole saperne di schierarsi a supporto diretto o indiretto delle due curve ultrà di destra e sinistra in Italia vale circa il 15% potenziale. Ad oggi, tra i pochi attori rimasti in quest’area, non c’è nessuno che da solo è in grado di realizzare quel potenziale. Noi nasciamo non per candidarci a quel ruolo, ma per catalizzare un processo di “messa in gioco” di quel pezzo di Italia che oggi è scoraggiato e o vota “turandosi il naso” o non vota per niente. E per costruire un’offerta politica seria che alle elezioni del 2027 offra agli italiani una terza opzione rispetto alle due curva ultrà»
Questa intervista è stata realizzata da L’Altra Voce – Il Quotidiano Nazionale
Partito Liberaldemocratico

Intervista | Luigi Marattin | Il Foglio | 30/04/2025
🗞️ Intervista | Luigi Marattin | Il Foglio | 30/04/2025
“Referendum, banche, Pd, Meloni. Parla il liberaldemocratico Marattin”
Data: 30/04/2025
Testata: Il Foglio
Autore: Marianna Rizzi

I referendum all’orizzonte, i movimenti sullo scenario finanziario dopo la mossa di Mediobanca e il
“Puam, Partito unico antimercato” Il deputato Luigi Marattin, eletto con Italia Viva e oggi cofondatore del neonato partito Libelademocratico, lo descrive così: “Il Puam, per esigenze televisive, si divide in due curve ultra chiamate convenzionalmente ‘destra’ e ‘sinistra”.
“Un’impostazione da curva”, dice al Foglio Marattin, che in vista dell’8 e 9 giugno dilaga: “I referendum sono il riflesso condizionato di una sinistra ideologica che, come ha fatto notare persino la Corte Costituzionale riguardo a uno dei quesiti, preferisce danneggiare i lavoratori piuttosto che ammainare un vessillo ideologico. E il fatto che il Pd abbia addirittura raccolto le firme la dice lunga sul fatto che lo schieramento di centrosinistra sia ormai una classica offerta politica di sinistra radicale, à-la-Bernie Sanders e Alexandra Ocasio Cortez. Andrebbe spiegato a chi ancora si illude di poterli ‘moderare verso il centro”
Il riferimento è agli ex compagni di strada che il Jobs Act lo hanno votato, ma che cosa propongono i Liberaldemocratici?
“C’è bisogno di molto altro”, dice Marattin: “Oltre a sistemare per via legislativa alcune incongruenze che in questi anni gli interventi della Corte costituzionale hanno prodotto, occorre pensare a un Jobs Act2. Se il primo era mirato all’occupazione, e ha avuto pieno successo, come si vede dai dati di questi anni, il secondo deve essere rivolto a un’altra esigenza: aumentare le retribuzioni”.
In pratica, che cosa bisognerebbe fare?
“Detassazione completa sia dei premi di produttività (togliendo il limite dei tremila euro di premio) sia degli aumenti retributivi derivanti dalla contrattazione territoriale e o aziendale. Dove imprese e lavoratori si mettono d’accordo per fare più e fare meglio, lo Stato alza le mani e si ritira. E poi: una riforma della contrattazione, in modo da dare più peso alla contrattazione decentrata – lì si realizza infatti il vero scambio tra produttività e salari. Bisognerebbe inoltre tenere presente il fatto che, con imprese di tre o quattro dipendenti, i salari non cresceranno mai. Mettiamo allora in campo una grande strategia per favorire la crescita dimensionale delle imprese.
Mondo del lavoro fermo, finanza in movimento?
“Nella vicenda di Mediobanca si intravede ancora uno dei difetti originari della nostra politica”, dice Marattin: “Usare la finanza per provare a costruire e consolidare consenso. E’ stato così fino agli anni Novanta, quando le banche erano enti di diritto pubblico e per sapere chi le guidava occorreva aspettare gli esiti dei congressi dei partiti; ma è rimasto così anche dopo – si veda per esempio il celebre “abbiamo una banca” di Piero Fassino sul caso Unipol”
Che cosa dovrebbe fare il governo, secondo voi?
“Esca da Mps”, dice Marattin, “ritiri quel ridicolo provvedimento di golden power sulla vicenda UniCredit –
Bpm, smetta di sostenere implicitamente cordate. In un’economia di mercato moderna, il potere pubblico interviene in queste cose solo tramite le autorità di regolamentazione, per tutelare la concorrenza”.
La soluzione si può trovare a livello europeo?
“Tutti fanno a gara per dire che l’Europa deve parlare con una voce sola’, che ‘deve poter competere con Usa e Cina’, che ‘ci vuole il mercato unico dei capitali’ e poi si alzano le barricate quando due realtà del risparmio gestito – e se so che su questo ci sono idee diverse sul Foglio – provano a fondersi per creare un campione europeo? Si fanno i lamenti sul risparmio della signora Maria’, ma il tema vero è un altro: si teme che non basti più una telefonata di ‘moral suasion’ per far comprare il debito pubblico italiano e tenerlo fino a scadenza, indipendentemente dalle fluttuazioni di mercato. Perché l’altro nome del Puam è il Pusp, Partito unico della spesa pubblica”.
I Libderaldemocratici si presentano nella veste di opposizione costruttiva. Che cosa salvare dell’opera del governo?
“Meloni si muove molto bene in politica estera. Ma dobbiamo chiederci perché, invece, in politica interna stenta così tanto a fare le riforme di cui l’Italia ha bisogno. La risposta è semplice: ha costruito il suo consenso con contenuti e classe dirigente incompatibili con quello che serve all’Italia del 2025. In più, ha i sovranisti populisti di Salvini come seconda forza della coalizione. Ma questi sono anche i risultati di questo pessimo bipolarismo”
Questa intervista è stata realizzata da Il Foglio
il contenuto è disponibile a questo link
Partito Liberaldemocratico

09 - 10 - 11 MAGGIO 2025 - L'EUROPA NELLE STRADE - EMILIA-ROMAGNA
📅 L’Europa Nelle Strade – Iniziative in Emilia-Romagna – 9, 10 e 11 Maggio
Per la festa dell’Europa come Partito Liberaldemocatico faremo iniziative in tutta Italia, in Emilia-Romagna abbiamo organizzato:
BOLOGNA – SABATO 10 MAGGIO – Banchetto in Via Ugo Bassi 25 “Mercato delle Erbe” – Dalle 9.00 alle 12.30
BOLOGNA – SABATO 10 MAGGIO – Evento “L’Europa che vogliamo” – Centro Congressuale CostArena, Via Azzo Giardino 44 – Dalle 11.30 alle 13.00. Dove interverranno:
- Piero Ruggi
- Graham Watson – Docente di Studi Europei alla Monk School of Public Policy Toronto
- Emanuela Pistoia – Docente di Diritto dell’Unione Europea UNITE
- Paquale Brancaccio – Direttore Generale Innovation Hub South Europe
- Giorgia Sorrentino – Seg. Gen. Movimento Giovanile Federalista
- Sharon Amadesi e Daniele Avignone – Giovani Liberali

RIMINI – SABATO 10 MAGGIO – Ponte di Tiberio vicino edicola dalle 9.30 alle 12.30

REGGIO EMILIA – DOMENICA 11 MAGGIO – Piazza del Monte dalle 9.45alle 12.45
9 MAGGIO 2025 - TARANTO - CONFERENZA STAMPA PRESENTAZIONE LISTA CANDIDATI
CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA LISTA DEI CANDIDATI AL COMUNE DI TARANTO
Ci vediamo venerdì 9 maggio alle ore 18.00 presso il Releais Histò via Sant’Andrea Circummarpiccolo, Taranto.
Durante la conferenza stampa interverranno:
- On. Luigi Marattin – Deputato e Co-Fondatore del Partito Liberaldemocratico
- On. Ettore Rosato – Deputato e Vicesegretario di Azione
- Piero Bitetti – Candidato Sindaco per Taranto
insieme a:
- Dott. Matteo Viggiani – Referente Regionale Partito Liberaldemocratico Puglia
- Ruggiero Mennea – Segretario Regionale Azione Puglia
- Antonio Clemente Cavallo – Referente Provinciale Partito Liberaldemocratico Taranto
- Angelita Salamina – Commissaria Provinciale di Azione Taranto
- Fabrizio Manzulli – Coordinatore cittadino Partito Liberaldemocratico Taranto
- Tommy Lucarella – Commissario Cittadino di Azione per Taranto
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Per info puglia@partitoliberaldemocratico.com
Vi aspettiamo!

8 MAGGIO 2025 - FOGGIA - CONFERENZA STAMPA PARTITO LIBERALDEMOCRATICO
CONFERENZA STAMPA DEL PARTITO LIBERALDEMOCRATICO A FOGGIA
Ci vediamo giovedì 8 maggio alle ore 17.00 presso la sede di Confesercenti in via Monfalcone, 46/48 Foggia.
Durante la conferenza stampa del Partito Liberaldemocratico interverranno:
- On. Luigi Marattin – Deputato e Co-Fondatore del Partito Liberaldemocratico
- Dott. Matteo Viggiani – Referente Regionale Partito Liberaldemocratico Puglia
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Per info puglia@partitoliberaldemocratico.com
Vi aspettiamo!

8 MAGGIO 2025 - LUCERA (FG) - INAUGURAZIONE CIRCOLO PARTITO LIBERALDEMOCRATICO
INAUGURAZIONE DEL CIRCOLO DI LUCERA DEL PARTITO LIBERALDEMOCRATICO
Ci vediamo giovedì 8 maggio alle ore 18.00 al nuovo circolo locale del Partito Liberaldemocratico in via Fiorelli, 18 Lucera (FG).
Durante la presentazione del Partito Liberaldemocratico e il suo manifesto interverranno:
- On. Luigi Marattin – Deputato e Co-Fondatore del Partito Liberaldemocratico
- Dott. Matteo Viggiani – Referente Regionale Partito Liberaldemocratico Puglia
- Dott. Giuseppe De Sabato – Consigliere Comunale Lucera
- Rag. Angelo Franco Ventrella – Consigliere Comunale Lucera
- Prof. Carlo Trommacco – Coordinatore Cittadino Partito Liberaldemocratico Lucera
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09 - 10 - 11 MAGGIO 2025 - L'EUROPA NELLE STRADE - CAMPANIA
📅 L’Europa Nelle Strade – Iniziative in Campania – 9, 10 e 11 Maggio
Per la festa dell’Europa come Partito Liberaldemocatico faremo iniziative in tutta Italia, in Campania abbiamo organizzato:
NAPOLI – VENERDI’ 9 MAGGIO – Aperitivo Liberaldemocratico – Incontro iscritti e simpatizzanti – Uscita Metro 1 P.zza Vanvitelli – Ore 19:00





