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#3

L’Italia alla sfida dell’Europa


L'EUROPA NELLE STRADE

Il 9, 10 e 11 maggio manifesteremo per un’Europa più forte. Noi ci siamo. Tu ci sarai?

 

Il 9 Maggio è la Giornata dell’Europa. Una data simbolica e importante perchè ricorda il giorno del 1950 nel quale l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman gettò le basi per una cooperazione europea, un documento che di fatto è considerato l’atto di nascita di quella che oggi è l’Unione Europea: “L'Europa non potrà farsi in una volta sola, nè sarà costruita tutta insieme: essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto"
Dopo 75 anni da quel giorno, l’Unione Europea rischia di apparire distante, debole o marginale, schiacciata da due opposti populismi antieuropei: per questo è fondamentale riaffermare la sua centralità.

Non come riflesso del passato, ma come scelta per il futuro.

 

Nel fine settimana del 9, 10 e 11 maggio i nostri iscritti, militanti e amici saranno presenti in tutta Italia con iniziative nelle strade per l’Europa.

Ma non ci basta essere presenti. Vogliamo esserlo insieme.
Per questo, come atto politico chiaro, abbiamo lanciato un appello (Qui il Link) a tutte le forze democratiche, liberali ed europeiste a unirsi alle iniziative pubbliche del 9 maggio. Un appello rivolto agli altri partiti e a realtà associative come il Movimento Federalista Europeo (MFE), la Gioventù Federalista Europea (GFE).
Perché la battaglia per un’Europa più coraggiosa, unita e protagonista non si fa in solitudine. Si fa costruendo alleanze, sui territori e nelle idee.

Sul sito del Partito trovate l’elenco degli eventi in giro per l’Italia(Qui il Link) in aggiornamento continuo.

Il Partito Liberaldemocratico c’è. E c’è con chi condivide la stessa visione.
Perché oggi più che mai, l’Europa non va solo celebrata. Va costruita.

DIRETTA STREAMING

Mercoledì 7 maggio alle ore 17, a Roma, abbiamo organizzato un’importante iniziativa nazionale dal titolo:
Difendersi dai dazi: aprire nuovi mercati al nostro export”. (Qui il Link)
Parleremo del tema del momento: come rispondere alle mosse protezionistiche di Trump non con la stessa moneta — il protezionismo — ma con una risposta liberale, fatta di apertura, competitività e innovazione.

All’evento interverranno Luigi Marattin, Barbara Cimmino (vicepresidente di Confindustria con delega all’export), Alberto Zerbinato (vicepresidente di Anima) e Tommaso Monacelli (professore di economia all’Università Bocconi).

Chi non potrà essere presente a Roma potrà seguire l’evento in diretta streaming. Il link di collegamento verrà pubblicato sui social del partito.

 


 

DAL CANADA UN SEGNALE FORTE

Il mondo sta cambiando. L’Europa deve esserci.

Le recenti elezioni in Canada, vinte a sorpresa dal Partito Liberale guidato da Mark Carney, raccontano di un Paese che ha scelto di non piegarsi alle pressioni esterne degli Stati Uniti, alle minacce di dazi, ai tentativi di disintegrare legami storici in nome di un nuovo isolazionismo aggressivo. Una vittoria della ragione contro la paura.

Durante il discorso della vittoria, Carney è stato netto: “Trump vuole spezzarci, per poterci possedere” e ha dichiarato che l’epoca di un ordine mondiale fondato sul commercio globale con gli Stati Uniti al centro è finita. “Abbiamo superato lo shock del tradimento americano. Ma non dimenticheremo mai la lezione”.

È una dichiarazione che vale anche per l’Europa.

In un mondo sempre più segnato da tensioni economiche, guerre commerciali e nazionalismi rampanti, nessun Paese può pensare di contare davvero da solo. La tentazione di chiudersi, di inseguire soluzioni facili e slogan identitari è forte. Ma rischia di lasciare i cittadini più deboli, non più forti. Soltanto all’interno di una Unione Europea forte, i singoli Stati possono diventare forti e in grado di tenere testa all’ondata populista e nazionalista che sta travolgendo non solo il Vecchio Continente. Una lezione che vale per tutti: per i grandi Paesi locomotiva d’Europa, per l’Italia, ma anche per la Ue stessa.

L’Unione Europea non può più permettersi di essere solo un mercato: deve invece diventare una potenza politica e strategica, capace di difendere i suoi interessi, i suoi lavoratori, la sua visione del mondo.

È questo il senso delle tante iniziative che, come partito, porteremo sui territori nei prossimi giorni in vista della Giornata dell’Europa: non una celebrazione astratta, ma un impegno concreto per un’Europa che protegge, che investe, che guida il cambiamento.

Perché se il mondo cambia, anche l’Europa deve cambiare. E deve farlo adesso. Insieme.

 


 

PRIMO MAGGIO: QUATTRO PROPOSTE SUL LAVORO

Le nostre idee per favorire davvero lo sviluppo economico del Paese

Il Primo Maggio è stata la festa dei lavoratori. Ma oggi più che mai il lavoro ha bisogno di essere liberato: da regole obsolete, da vincoli che frenano l’iniziativa, da una fiscalità che punisce chi crea valore.

Per questo come Partito Liberaldemocratico proponiamo quattro misure concrete, senza ideologia, pensate per un’Italia che non si accontenta.

 

1. Detassare completamente i premi di produttività

L’Italia non è un paese abbastanza produttivo, e da troppo tempo chi si impegna di più viene trattato allo stesso modo di chi si limita al minimo. Se vogliamo tornare a crescere davvero, dobbiamo incentivare chi crea valore.

Per questo proponiamo di detassare completamente i premi di produttività: nessun limite, nessuna tassa. Chi lavora di più deve essere premiato davvero, non penalizzato. Via, dunque, anche il tetto dei 3.000 euro annui.

 

2. Detassare gli aumenti di stipendio frutto della contrattazione territoriale o aziendale

La contrattazione a livello locale o aziendale è spesso la più dinamica, quella che meglio risponde alle esigenze reali dei lavoratori e delle imprese. Quando si raggiunge un accordo sul salario, lo Stato dovrebbe agevolare, non ostacolare.

Per questo vogliamo detassare gli aumenti di stipendio decisi a livello territoriale o aziendale. Dove c’è accordo tra chi lavora e chi investe, la politica deve fare un passo indietro, non mettersi di traverso.

 

3. Riformare la contrattazione collettiva

Oggi troppi contratti nazionali sono fermi da anni e non riflettono le trasformazioni del lavoro. Serve un modello più flessibile, più vicino ai territori, capace di riconoscere merito e competenze.

Per questo proponiamo di dare più forza alla contrattazione territoriale, il luogo dove produttività, salario e dignità del lavoro possono davvero incontrarsi.

 

4. Dimezzare le tasse alle microimprese che si fondono

La piccola impresa è la spina dorsale della nostra economia. Ma spesso resta piccola perché crescere è troppo rischioso e costoso.

Vogliamo cambiare questa logica: chi ha il coraggio di crescere va premiato. Per questo proponiamo di dimezzare il carico fiscale alle microimprese che decidono di fondersi. Dimensioni più grandi, più competitività, più lavoro per tutti.

 

Costruire il futuro significa scegliere: noi scegliamo di stare dalla parte di chi lavora, rischia, innova. In un Paese trainato da piccole e medie imprese, agevolare la crescita dimensionale anche attraverso le fusioni vuol dire dare una spinta all’economia

 


 

PARLANO DI NOI

  • Luigi Marattin ha rilasciato un’intervista su Il Foglio. Si parla di referendum e di banche. La trovate qui (Link)
  • Sempre sul tema bancario, Marattin è stato intervistato dal quotidiano nazionale L’altravoce. Trovate l’intervista qui (Link)
  • Qualche giorno fa, sempre Marattin, ha rilasciato un commento su Repubblica sulle prescrizioni del governo sull'offerta di Unicredit per Banco Bpm. Trovate l’intervista qui (Link)

 


 

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