#PLDTalks – FINE VITA E DIGNITA': L'ITALIA TRA VUOTI NORMATIVI E INIZIATIVE REGIONALI

🎙️ #PLDTalks – FINE VITA E DIGNITA’: L’ITALIA TRA VUOTI NORMATIVI E INIZIATIVE REGIONALI

📅 Data Live: 21/05/2025

🕒 Ora: 18:30

📍 Dove vederla: YouTube


🎤 Ospiti e interventi

Ecco chi ha partecipato alla diretta:

  • Alessandro Gentiletti – Associazione Luca Coscioni Terni
  • Pamela Fatighenti – Componente Comitato PLD Toscana
  • Andrea Marcucci – Già Senatore della Repubblica e Componente Comitato Nazionale PLD

Moderatore: Cristiano De Vergori – Partito Liberaldemocratico

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Referendum: strumento fondamentale, da riformare

Referendum: strumento fondamentale, da riformare

di Franco Cibin (Padova)

 

Referendum: strumento fondamentale, da riformare

L’8 e 9 giugno prossimi saremo chiamati ad esprimerci in 5 referendum (4 in materia di lavoro e 1 sulla cittadinanza). Si tratta di consultazioni su temi importanti ma che quasi sicuramente finiranno in un nulla di fatto per il mancato raggiungimento del quorum. Basti pensare che l’ultimo referendum abrogativo ad avere superato il quorum risale ormai al 2011.

Al di là del merito dei quesiti, si pone un problema serio: pressoché l’unico strumento di democrazia diretta previsto dalla nostra Costituzione è di fatto inutilizzabile a causa del quorum come oggi strutturato (art. 75, comma 5: “La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.”).

L’origine del quorum

L’articolo 75 (come il resto della nostra Costituzione) è stato scritto nel biennio 1946-1948 dall’Assemblea costituente. In tale contesto, il referendum è stato introdotto come innesto di democrazia diretta in un impianto basato sulla democrazia rappresentativa: in altri termini, se i parlamentari (democrazia rappresentativa) votano una legge che i cittadini ritengono sbagliata, a certe condizioni, i cittadini stessi possono votare per abrogare quella specifica legge (democrazia diretta). Chiaramente, non si poteva (né si può ora) prevedere che una consultazione poco partecipata abroghi una norma voluta da chi (il Parlamento) rappresenta tutti i cittadini: ecco che allora si deve prevedere una partecipazione minima per la validità del referendum (il quorum, appunto).

La domanda è allora: posto che l’idea alla base della previsione di un quorum è sacrosanta, ha senso oggi tenere la “soglia” al livello del 1946? E calcolarla con le stesse meccaniche?

Contesto diverso?

Partiamo da un dato di contesto: alle elezioni del 1946 per eleggere l’assemblea costituente, l’affluenza fu del 89%, alle elezioni politiche del 1948 fu del 92 (e ancora nel 1992 era dell’87%).

Nel 1946-48 (quando fu scritto l’articolo 75 della Costituzione) prevedere che una consultazione cui prendesse parte meno di un italiano su due fosse invalida aveva una sua logica. Si poteva assumere che tutti i cittadini fossero interessati “di base” (vista anche l’affluenza sopra evidenziata), ergo se metà non andava a votare ad un referendum quel certo tema posto non era di interesse e, di conseguenza, non potevano quei “pochi” andati a votare stravolgere una norma votata dal Parlamento (che rappresentava tutti i cittadini- come oggi si intende, ma con quelle affluenze anche la rappresentatività del Parlamento aveva un peso diverso nella sostanza).

Oggi, la situazione è decisamente diversa. Alle ultime elezioni politiche (2022) l’affluenza è stata del 64%. Alle europee del 2024 siamo scesi addirittura sotto il 50%.

Posto che ovviamente il problema più importante è come portare tanti che non votano oggi a partecipare nuovamente, non si può non riconoscere che una parte di questa “disaffezione” è fisiologica in una democrazia matura (in Gran Bretagna, per fare un esempio, l’affluenza non supera l’80% dagli anni ’60 e dal 2000 ha superato il 70 solo in occasione del referendum sulla Brexit).

Oggi non si può più assumere che i cittadini siano “di base” tutti interessati (come si poteva fare con un’affluenza vicina al 90%) e quindi prevedere che un’affluenza sotto il 50% sia di per sé indice che il quesito posto sia di scarso interesse.

Regole strumentalizzabili

Un’affluenza di base bassa (vicina al 60% per le politiche), sommata alla meccanica del quorum attuale, porta anche a degli inevitabili comportamenti “strategici”: chi è contro il quesito posto, non ha alcun interesse ad andare a votare. Lo sappiamo tutti, ma l’aritmetica rende ancora più plastica l’idea: se so che un 35% dei cittadini non va a votare “a prescindere”, è sufficiente che “solo” il 15% sia contrario al quesito. Se questo 15% non si reca alle urne, il gioco è fatto: il 35% di non voto si somma al 15% di contrari e il quorum non si raggiunge. In altri termini, perché un quesito referendario passi serve che una maggioranza gigantesca (vicina all’80% con un po’ di calcoli) di chi partecipa alla vita politico-elettorale (partecipanti alle elezioni politiche) sia favorevole alla modifica proposta dal referendum.

Oltre al comportamento strategico degli elettori poi vi è anche quello dei comitati: chi è per il “No” non ha molto interesse a fare campagna referendaria, in quanto “rischia” di far conoscere il referendum anche a chi magari non ne sapeva nulla e non sarebbe quindi andato a votare. Il che crea situazioni paradossali per cui organizzare anche un semplice dibattito tra ragioni del Sì e del No a volte diventa impossibile per assenza “tattica” (ma perfettamente legittima) di uno degli schieramenti.

Chiariamoci: le regole sono queste, quindi chi non va a votare e chi non fa campagna per far fallire il quorum fa una scelta perfettamente legittima e sensata.

Come cambiare?

Stanti i problemi sopra evidenziati, se non vogliamo nei fatti azzerare l’unico strumento di democrazia diretta previsto dalla nostra Costituzione, l’articolo 75 della Costituzione va modificato.

Qui, si può recuperare la proposta di riforma del 2016 (cd “Riforma Renzi-Boschi”), che prevedeva di ri-scrivere il comma 5 dell’articolo 75 nel seguente modo: “La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”.

Altro elemento da modificare sarebbe la previsione che il quorum si misuri sul numero di “Sì” (voti favorevoli all’abrogazione) e non sull’affluenza totale, in modo da “liberare” finalmente le campagne referendarie: chi vuole votare “No” può andare a votare tranquillamente e chi vuole sostenere il “No” può fare campagna apertamente, in quanto la validità della consultazione non dipende dall’affluenza complessiva ma dal numero di “Sì”. Ovviamente, questo può comportare di rivedere le soglie (per esempio, prevedendo che i “Sì” debbano superare il 40% dei votanti delle ultime elezioni della Camera dei Deputati).

Conclusione

La nostra è e deve restare una democrazia di stampo rappresentativo. Pensare che tutti i cittadini abbiano il tempo, le energie e le competenze per dedicarsi in prima persona alle decisioni è irrealistico, e anzi rischia di diventare la strada per la dittatura di piccole minoranze organizzate.

Nonostante ciò, qualunque sistema di democrazia rappresentativa necessita di innesti di democrazia diretta. In Italia questi sono già particolarmente limitati: l’articolo 75 vieta il referendum su molte materie, le proposte di iniziative popolare non sono obbligatoriamente oggetto di discussione parlamentare, non esiste il referendum propositivo, ecc.

La democrazia di stampo liberale si basa sull’idea che chi vince le elezioni non ha un potere illimitato: uno dei pesi e contrappesi sono anche i referendum. A patto che siano utilizzabili.

Fonti:


⚠️ Disclaimer – Sezione Blog

I contenuti e le opinioni espressi nei post della sezione Blog sono responsabilità esclusiva degli autori e non riflettono necessariamente la linea politica o le posizioni ufficiali del Partito Liberaldemocratico.


Riepilogo Scadenze Primo Congresso

20 maggio 2025

Termine iscrizioni

Ultimo giorno utile per iscriversi al partito per avere diritto all'elettorato passivo e far parte delle liste congressuali.

  • Essere inseriti nell’elenco degli aventi elettorato passivo
  • Candidabilità a delegato
  • Far parte delle liste regionali
Entro il 21 maggio 2025

Verifica iscritti

  • Certificazione elettorato passivo
  • Elenco per regione, provincia autonoma, estero
  • Sezione A elettorato attivo
  • Comunicazione numero delegati
  • Convocazione congressi locali (11–20 giugno)
21–29 maggio 2025

Candidature a segretario

  • Invio candidatura con:
    • Mozione politica
    • Dichiarazione iscrizione
    • 150 sostenitori (email e regione)
    • Rappresentante comitato di garanzia
  • Facoltà di invio mozione via newsletter
30 maggio 2025

Partecipazione al comitato di garanzia

I rappresentanti dei candidati iniziano a partecipare (senza diritto di voto).

Entro il 30 maggio 2025

Verifica candidature

  • Verifica regolarità
  • Pubblicazione candidature valide
  • Consegna elenco iscritti ai rappresentanti
10 giugno 2025

Termine elettorato attivo

Ultimo giorno utile per votare nei congressi locali.

Entro l’11 giugno 2025

Certificazione iscritti attivi

  • Certifica iscritti dal 21 maggio al 10 giugno
  • Sezione B elettorato attivo
  • Comunicazione elenchi ai candidati e comitati territoriali
11–20 giugno 2025

Congressi regionali/provinciali/estero

  • Presentazione e votazione liste
  • Voto e spoglio
  • Proclamazione e invio verbali
28 giugno 2025

Congresso nazionale

  • Evento finale
  • Elezione del segretario 2025–2028

Regolamento per la composizione del Primo Congresso e presentazione candidature a Segretario Nazionale.

Regolamento per la composizione del Primo Congresso e presentazione candidature a Segretario Nazionale.


Art.1. Oggetto del regolamento

  1. Ai sensi dell’articolo 25 dello Statuto e, in applicazione degli articoli 8, 8 bis, 11 e 25 dello stesso Statuto, il presente regolamento disciplina le procedure per la composizione del primo Congresso nazionale (d’ ora in poi “congresso”) del Partito Liberaldemocratico (d’ora in poi “partito”) convocato per la data del 28 giugno 2025; la presentazione delle candidature alla carica di segretario nazionale (d’ ora in poi “segretario”) per il triennio 29 giugno 2025-30 giugno 2028.

Art.2. Istituzione del comitato di garanzia

  1. Per assicurare un corretto e imparziale svolgimento delle procedure indicate all’art. 1 che precede, il “nucleo ristretto regolamenti”, istituito con delibera del Comitato del congresso del 18 marzo 2025, dall’entrata in vigore del presente regolamento, assume le funzioni di “comitato di garanzia” ed è titolare dei poteri assegnati a esso dal regolamento stesso.
  2. Con atto distinto dal presente regolamento, i Presidenti delle quattro Associazioni Libdem Europei, Orizzonti liberali, Nos, Liberal Forum, conferiscono al comitato di garanzia le funzioni di presidenza del congresso.
  3. I componenti del comitato di garanzia, a pena di decadenza, non possono presentare la loro candidatura né per l’incarico di segretario nazionale né per l’elezione quali delegati del congresso. Essi, inoltre, non possono essere eletti nell’assemblea nazionale.
  4. Subito dopo la scadenza del termine per la presentazione della candidatura a segretario, il comitato di garanzia è integrato da un solo rappresentante per ciascun candidato. Resta ferma la possibilità per il candidato segretario di sostituire il proprio rappresentante nel comitato di garanzia, durante l’esercizio del mandato. Non è ammessa, tuttavia, la nomina di supplenti, né la delega, per una o più sedute, a persona diversa da quella indicata quale rappresentante.
  5. I rappresentanti dei candidati alla segreteria partecipano alle riunioni del comitato di garanzia, senza diritto di voto, a partire dal 30 maggio 2025, giorno successivo alla scadenza per la presentazione delle candidature, come fissato dall’articolo 4, comma 1, che segue.

Art.3 Formazione dell’elettorato passivo e distribuzione dei delegati tra le regioni e le province autonome.

  1. Secondo quanto previsto dall’art. 25, comma 1, dello Statuto, entro e non oltre le 24 ore successive alla scadenza del 20 maggio 2025, il comitato di garanzia:
    1. certifica l’elenco degli iscritti aventi elettorato passivo;
    2. redige l’elenco degli iscritti distinto per ciascuna regione e provincia autonoma e per il collegio estero;
    3. forma la sezione A dell’elenco degli iscritti aventi elettorato attivo, distinto per ciascuna regione e provincia autonoma e per il collegio estero;
    4. secondo i criteri indicati dagli articoli 8 bis, comma 3, lettere g e h, e 25, comma 5, dello Statuto, determina il numero dei delegati spettanti a ciascuna regione, a ciascuna provincia autonoma e al collegio estero e ne dà immediata comunicazione ai comitati transitori rispettivamente competenti;
    5. sentiti i relativi comitati transitori, convoca i congressi delle regioni, delle province autonome e del collegio estero, per l’elezione dei delegati al congresso nazionale in una data compresa tra l’11 giugno e il 20 giugno 2025;
    6. dispone modalità semplificate per lo svolgimento dei congressi delle regioni e delle province autonome nei quali il numero degli iscritti consente di eleggere un solo congressista.

Art. 4. Presentazione della candidatura a segretario.

  1. La candidatura a segretario deve essere presentata, tramite mail inviata al comitato di garanzia all’indirizzo congresso@partitoliberaldemocratico.com, nell’intervallo di tempo intercorrente tra il 21 e il 29 maggio.
  2. La candidatura deve essere accompagnata da:
    1. una mozione politica;
    2. la dichiarazione del candidato stesso di essere iscritto al partito;
    3. la lista di 150 iscritti, con l’indicazione dei relativi indirizzi e-mail e della regione di provenienza, che hanno dichiarato, tramite mail inviata al candidato segretario, il proprio sostegno alla candidatura stessa. A richiesta del comitato di garanzia, il candidato segretario dovrà inviare gli originali delle mail ricevute a sostegno della candidatura.
    4. la designazione del proprio rappresentante nel comitato di garanzia, ai sensi dell’art. 2, comma 3, che precede.
  3. Entro e non oltre le 24 ore successive alla scadenza prevista nel comma 1 che precede, il comitato di garanzia:
    1. verifica la regolarità della presentazione delle candidature;
    2. in caso di esito positivo della verifica di cui alla lettera a), dispone l’immediata pubblicazione sul sito della candidatura;
    3. consegna l’elenco degli iscritti con elettorato passivo, di cui all’art. 3, comma 1, lettera b che precede, ai rappresentanti dei candidati segretari nel comitato di garanzia.
  4. Chiunque intenda presentare la propria candidatura a candidato segretario può, a partire dal 21 maggio, inviare mail al comitato di garanzia,
    all’indirizzo congresso@partitoliberaldemocratico.com, chiedendo di rendere nota la propria mozione politica a tutti gli iscritti tramite newsletter del partito che sarà prontamente inviata, unitamente alle istruzioni sulle modalità con cui ciascun iscritto/a potrà notificare il proprio supporto. Tali modalità dovranno includere l’invio di una mail diretta dell’iscritto/a al candidato/a segretario/a contestualmente ad eventuale altro strumento di notifica che potrà essere messo a punto e indicato nella newsletter. Le mail raccolte dall’aspirante candidato alla segreteria andranno a comporre la lista necessaria delle sottoscrizioni prevista dall’art. 4 co. 2 lett. c del presente regolamento.

Art. 5. Elenco degli iscritti aventi il diritto di elettorato attivo.

  1. Ai sensi dell’art. 25, comma 3, dello Statuto, entro e non oltre le 24 ore successive alla scadenza del 10 giugno 2025, il comitato di garanzia integrato con i rappresentanti dei candidati segretari:
    1. certifica l’elenco degli iscritti tra il 21 maggio e il 10 giugno;
    2. forma la sezione B dell’elenco degli iscritti aventi elettorato attivo, distinto per ciascuna regione e provincia autonoma e per il collegio estero;
    3. forma l’elenco definitivo degli iscritti aventi elettorato attivo e ne dà comunicazione ai rappresentanti dei candidati segretari nel comitato di garanzia, e, limitatamente agli iscritti nei relativi territori, ai comitati transitori delle regioni, delle province autonome e del collegio estero.

Art. 6. Congressi regionali e delle province autonome. Adempimenti preliminari.

  1. I congressi regionali, delle province autonome e quello del collegio estero si svolgono nelle date fissate ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera e che precede e vengono convocati dalla Commissione di garanzia nazionale;
  2. I congressi di cui al comma 1 che precede, sono presieduti da appositi comitati di presidenza, dei quali fanno parte, rispettivamente, i componenti dei comitati transitori costituiti in ciascuna regione, in ciascuna provincia autonoma e nel collegio estero, e un rappresentante designato dal comitato di garanzia con funzione di presidente.
  3. Le liste regionali sono presentate, anche via e-mail all’indirizzo del partito regionale, ai comitati di presidenza dei congressi di cui al comma 2 che precede, fino a un’ora prima dell’ora fissata per l’inizio del congresso.
  4. Ai sensi di quanto stabilito dall’articolo 8 bis, comma 4 dello Statuto, per presentare una lista di candidati congressisti sono necessari i seguenti requisiti:
    1. la dichiarazione di adesione alla mozione politica nazionale ed ai relativi indirizzi politici che, secondo i proponenti, dovrebbero informare l’azione del partito nel successivo triennio e un elenco di candidati per il Congresso non superiore a quello assegnato alla regione o alla provincia autonoma o al collegio estero;
    2. la dichiarazione di collegamento con un candidato segretario nazionale e la relativa accettazione da parte di questo ultimo;
    3. la composizione della lista deve assicurare la parità di genere; ove questo non sia possibile, deve comunque essere assicurata la presenza in ciascuna lista di almeno un terzo di candidati di ogni genere;
    4. la composizione della lista deve assicurare la presenza di almeno un quinto di iscritti di età inferiore ai 36 anni;
    5. possono far parte della lista solo quanti sono iscritti al partito entro il 20 maggio 2025;
  5. Il comitato di presidenza:
    1. riceve le liste presentate tempestivamente attenendosi alle istruzioni del comitato nazionale del congresso e redigendo il verbale di tutte le operazioni su moduli predisposti ed inviati dal comitato nazionale medesimo;
    2. verifica in via preliminare la sussistenza in capo a esse dei requisiti di cui al comma 4 che precede;
    3. se la verifica di cui alla lettera b) che precede ha un esito positivo, ammette la presentazione della lista stessa al congresso;
    4. decide circa le eventuali contestazioni riguardanti le decisioni adottate in merito all’ammissione della presentazione delle liste e qualora ve ne siano i presupposti concede termine entro il quale integrare il nominativo e/o nominativi non ammessi o eventuali difformità prima dell’inizio delle operazioni di voto;
    5. nomina una commissione elettorale, con il compito di sovrintendere a tutte le fasi dell’elezione dei delegati al congresso nazionale e garantirne uno svolgimento imparziale e trasparente. La commissione è composta da un numero di membri variabili tra i tre e i cinque, in ragione della complessità prevista degli adempimenti elettorali del congresso, ed è presieduta dal rappresentante designato dal comitato di garanzia;
    6. prepara le schede elettorali, secondo un format predisposto a livello nazionale;
    7. assicura la presenza nei locali del congresso o in quelli immediatamente limitrofi di un congruo numero di cabine elettorali, o, in subordine, organizza gli spazi a disposizione per lo svolgimento del congresso in modo da garantire la segretezza del voto di ciascun iscritto.

Art. 7. Congressi regionali, delle province autonome: la presentazione delle liste e la discussione.

  1. I congressi regionali e delle province autonome si svolgono in presenza, nel giorno fissato nell’atto di convocazione; hanno una durata compresa tra le quattro e le sei ore, nella fascia oraria stabilita dal comitato di garanzia all’atto di convocazione dei congressi, su proposta dei comitati regionali e delle province autonome. Le operazioni elettorali hanno una durata pari alla metà della durata complessiva del congresso e si svolgono, senza interruzioni, dall’inizio della seconda metà fino alla fine dei lavori congressuali.
  2. 1.bis) Per le province con almeno 20 iscritti, sarà possibile aprire presso la sede delle province stesse un seggio elettorale in concomitanza con lo svolgimento del congresso regionale, le cui modalità verranno concordate tra il comitato di garanzia ed i comitati provinciali e regionali. La presenza di tali seggi sarà indicata nella convocazione del congresso regionale.
  1. I congressi del comma 1 che precede iniziano con la presentazione delle liste collegate a ciascun candidato segretario, secondo un ordine che viene sorteggiato dal comitato di presidenza del congresso stesso, alla presenza dei rappresentanti di tutte le liste. Il comitato di presidenza stabilisce altresì la durata massima di ciascuna presentazione.
  2. Alla presentazione delle liste, segue la discussione da parte del congresso, con la possibilità accordata a ciascun iscritto di intervenire entro i limiti di tempo massimo indicati dal comitato di presidenza. Al termine della discussione, è consentito a un rappresentante di ciascuna lista di replicare, in un ordine inverso rispetto a quello iniziale, ed entro i limiti di tempo massimo indicati dal comitato di presidenza.

Art. 8. Elezione dei delegati al congresso nazionale

  1. Ai sensi dell’art. 25 dello Statuto, limitatamente al primo congresso, l’elettore può votare per la lista, ma non esprimere preferenze.
  2. 1.bis In via eccezionale, in caso di impossibilità a essere presente di persona al congresso regionale o della provincia autonoma convocato per l’elezione dei delegati al congresso nazionale, l’iscritto può delegare l’esercizio del diritto di voto a un altro iscritto. A tale fine, in sede di apertura dell’assemblea regionale, prima dell’apertura del dibattito, il delegato esibisce alla commissione elettorale la delega ricevuta; verificata la regolarità della delega, la commissione consegna al delegato due schede. Per essere valida, la delega deve contenere nome, cognome, numero di iscrizione, sottoscrizione e copia di un documento identità del delegante. Deve contenere altresì il nome e il cognome del delegato. Ciascun iscritto può ricevere solo una delega e non può, a sua volta, subdelegare ad altri l’esercizio della delega ricevuta.
  1. La commissione elettorale, di cui all’art.6, comma 5, lett. e, che precede, si riunisce immediatamente dopo la nomina per provvedere all’organizzazione dei propri lavori.
  2. Tra l’altro, la commissione elettorale:
    1. procede alla identificazione personale degli iscritti aventi il diritto di elettorato attivo nel congresso;
    2. all’orario stabilito per l’inizio delle votazioni, provvede alla consegna delle schede elettorali a ciascun iscritto, fatto salvo quanto previsto dal comma 1 bis che precede, garantendo l’ordinato svolgimento del voto e il rispetto del principio della segretezza del voto;
    3. alla scadenza del termine assegnato per il voto, la commissione elettorale provvede allo spoglio delle schede. Lo spoglio avviene pubblicamente e alla presenza di rappresentanti delle liste, previamente comunicati al comitato di presidenza del congresso.
    4. durante lo spoglio, i rappresentanti delle liste hanno la facoltà di contestare le decisioni prese dalla commissione elettorale in ordine alla validità delle schede. La commissione elettorale decide immediatamente sulle contestazioni presentate;
    5. contro le decisioni della commissione elettorale in merito alle contestazioni presentate può essere fatto ricorso al comitato di presidenza del congresso, entro i 30 minuti successivi alla conclusione dello spoglio;
    6. il comitato di presidenza decide sui ricorsi presentati ai sensi della lettera e) che precede entro il termine massimo dei 30 minuti successivi alla loro presentazione e, in ogni caso, non oltre un’ora dopo la conclusione dello spoglio;
    7. completate le operazioni di spoglio e dopo che il comitato di presidenza abbia deciso le eventuali contestazioni, il presidente della commissione elettorale proclama i risultati del voto;
    8. il comitato di presidenza predispone i verbali del congresso, secondo un format predisposto a livello nazionale, e li trasmette immediatamente alla commissione di garanzia, per mezzo di posta elettronica all’indirizzo congresso@partitoliberaldemocratico.com

Art. 9. Il congresso del collegio estero.

  1. Lo svolgimento del congresso estero avviene in modalità on line. A esso si applicano gli articoli 6, 7 e 8 che precedono, in quanto compatibili con la suddetta modalità di svolgimento.

Art. 10. La proclamazione dei risultati dei congressi e la formazione dell’elenco dei congressisti.

  1. Sulla base dei verbali ricevuti dai comitati di presidenza dei congressi e delle relazioni dei suoi rappresentanti nei congressi stessi, il comitato di garanzia, verificata la correttezza delle operazioni elettorali, provvede a dichiarare eletti, per ciascuna regione, provincia autonoma e per il collegio estero, i delegati al congresso, in applicazione degli articoli 8 bis, comma 5, e 25, comma 5 dello Statuto. I candidati nelle liste presentate ai congressi regionali, delle province autonome e del collegio estero, collegate a un candidato segretario che non abbia raggiunto le soglie stabilite dall’art. 11, comma 3, dello Statuto, sono eletti quali delegati al congresso nazionale, solo se la lista nella quale hanno presentato la propria candidatura abbia raggiunto almeno l’8% dei voti validi nel relativo congresso regionale, della provincia autonoma e del collegio estero.
  2. Immediatamente dopo la dichiarazione degli eletti quali delegati al congresso, il comitato di garanzia accerta quali siano i candidati segretari che, ai sensi dell’art.11, comma 3, dello Statuto, avendo presentato liste nel 50% delle regioni e raggiunto in media almeno il 10% dei voti validi nell’intero territorio nazionale e nel collegio estero, hanno l’elettorato passivo nel congresso nazionale.

Art 11. Disposizioni finali

  1. Con successivo regolamento, sono dettate le disposizioni per lo svolgimento del congresso nazionale.
  2. Per quanto non regolato espressamente dallo Statuto e dal presente regolamento, provvede il comitato di garanzia.
  3. Il presente regolamento entra in vigore a decorrere dal momento della pubblicazione sul sito del partito.


Intervista | Luigi Marattin | Il Dubbio | 18/05/2025

🗞️ Intervista | Luigi Marattin | Il Dubbio | 18/05/2025  

Marattin: “Ora approviamo il ddl sugli errori giudiziari: non è un’offesa all’Anm

Data: 18/05/2025

Testata: Il Dubbio

Autore: Giacomo Puletti


Luigi Marattin sul rinvio del ddl errori giudiziari confessa di non capire «perché difendere, anche solo simbolicamente, chi ha passato l’inferno avendo subito un errore dover “irritare” qualcuno, tanto più un corpo dello Stato»

Luigi Marattin, che a giugno terrà a battesimo il primo Congresso del Partito Liberaldemocratico, sul rinvio del ddl errori giudiziari confessa di non capire «perché difendere, anche solo simbolicamente, chi ha passato l’inferno avendo subito un errore deve “irritare” qualcuno, tanto più un corpo dello Stato».

Onorevole Marattin, il ddl errori giudiziari ha subito uno stop in Parlamento, per volere della maggioranza: come si è arrivato a ciò?

La versione più accreditata è che la maggioranza non vuole acquisire il clima di contrapposizione con la magistratura, trovandoci alla vigilia (o presunta tale) della modifica costituzionale sulla separazione delle carriere. Ma il ddl di cui si parla si limita a istituire una giornata per ricordare le vittime degli errori giudiziari. Si figuri, io sono anche contrario a riempire il calendario di “giornate del”, le considero del tutto inutili. Ma qui il discorso è simbolico: non capisco perché difendere, anche solo simbolicamente, chi ha passato l’inferno avendo subito un errore deve “irritare” qualcuno, tanto più un corpo dello Stato.

Lo stop si inserisce all’interno di un elenco più lungo di mancate tutele per chi entra nel sistema giustizia e ne esce poi con le ossa rotte e di mancate responsabilità per chi in quel sistema ha sbagliato: pensa si deve fare di più?

Qualche passo avanti lo si è fatto negli anni scorsi, per merito del collega Enrico Costa che ha fatto approvare leggi come quelle che stanziano un po’ di soldi per pagare le spese legali a chi viene riconosciuto innocente. E ha ragione quando dice che chi esce innocente da un procedimento giudiziario deve essere la stessa persona – nella dignità e nel portafoglio – che ci è entrata. Quello che non capisco è come faccia a portare avanti queste sacrosante battaglie presentandosi agli italiani assieme ai peggiori giustizialisti di Lega e FdI. Stessa cosa penso per i garantisti del centrosinistra, sia chiaro.

In che modo potrebbero e dovrebbero essere tutelati i presunti innocenti che finiscono in carcere e poi si dimostrano tali, magari dopo anni di processi?

L’elenco delle anomalie è noto: abuso della carcerazione preventiva, lunghezza eccessiva dei processi, cortocircuito mediatico che amplifica le indagini e sminuisce le assoluzioni, mancati risarcimenti a coloro che sono riconosciuti innocenti.

Pensa che in Italia manchi, a destra ea sinistra, quella cultura garantista necessaria affinché provvedimenti del genere vedano la luce?

In Italia ci sono politici garantisti, a partire da Enrico Costa, ma il punto è che, quando si tratta di imbastire una proposta politica, insistono a volersi mischiare con i manettari. Sia a destra che a sinistra il garantismo è ininfluente, perché si annacqua all’interno di due schieramenti (io le chiamo le “curve ultrà”) a salda guida populista e giustizialista. Ecco perché abbiamo fatto nascere il Partito Liberaldemocratico, che a fine giugno terrà il suo primo congresso nazionale. Perché abbiamo capito che i populismi ei giustizialismi non si moderano: si combattono. Chi crede in una società liberale, e oggi sono sparsi in entrambe le curve ultrà, tra due anni deve presentarsi alle elezioni all’interno di una unica proposta politica, autonoma dai populismi di destra e di sinistra.

Come giudica l’operato del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che sta portando avanti la separazione delle carriere ma anche aumentando i reati e rimanendo piuttosto inerme sulla questione carceri?

Si vede a vista d’occhio che vorrebbe fare di più e meglio, ma è frenato da quello che dicevo prima: la golden share dello schieramento di centrodestra ( così come quello di centrosinistra) non vuole una vera riforma della giustizia. Come su tutto il resto, hanno creato un finto derby tra “chi difende i magistrati” e “chi difende i delinquenti”. Noi del Partito Liberaldemocratico invece crediamo che difendere la sacralità del ruolo della magistratura e del perseguimento della giustizia non sia affatto in contraddizione con il valutare i magistrati, separare le carriere, garantire i diritti della persona evitando i processi mediatici e tutelare appieno gli innocenti. Insomma, per noi vale la definizione di Luigi Ferrajoli: «L’essenza del garantismo è assolvere in mancanza di prove quando l’opinione comune vorrebbe la condanna, e condannare in presenza di prove quando l’opinione comune vorrebbe l’assoluzione».

 


Questa intervista è stata realizzata da Il Dubbio

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Partito Liberaldemocratico


Parlano di Noi | Luigi Marattin | Il Foglio | 17/05/2025

🗞️ Parlano di Noi | Luigi Marattin | Il Foglio | 17/05/2025  

Marattin: “Forza Italia sul MES è troppo appiattita su Salvini”

Data: 17/05/2025

Testata: Il Foglio

Autore: Gianluca De Rosa


“Mi dispiace, ma anche Forza Italia sul MES segue la linea populista della maggioranza”, dice sospirando Luigi Marattin, deputato e leader del Partito liberal democratico. Dopo un po’ di silenzio sul tema, alcuni giorni fa, in vista della riunione di giugno dei ministri dell’Economia della zona euro, il presidente dell’Eurogruppo, l’irlandese Paschal Donohoe, é tornato a fare pressione sull’Italia per la ratifica del trattato. L’Italia continua a essere l’unico paese a non averlo fatto.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lo scorso 13 maggio, durante I’Ecofin, ha spiegato ai suoi colleghi che dentro il Parlamento italiano non ci sono i numeri. La Lega é molto contraria. Ma anche FI, sulla carta favorevole allo strumento, ne contesta la governance: “Risponderebbe direttamente alla Commissione, non c’é sufficiente controllo”, é la linea del partito di Tajani. “L’organo decisionale del MES – dice invece Marattin – é il Consiglio dei governatori, ed è composto dai ministri delle finanze dei paesi membri. Affermare che un organo del genere non abbia sufficiente accountability nei confronti degli stati nazionali va oltre il ridicolo”.

Intanto, come denunciato dal direttore del Consiglio direttivo del MES, Pierre Gramegna, il rischio é che lo strumento rimanga sospeso. Spiega Marattin: “La principale conseguenza sarebbe l’impossibilita di usarlo come ‘paracadute di ultima istanza’ in caso di crisi bancarie. Ad oggi se una banca di un paese Ue andasse in crisi, e il Fondo di risoluzione (finanziato dalle banche private) fosse insufficiente a risolvere il problema, l’onere del salvataggio ricadrebbe sulle finanze pubbliche di quel paese Ue”, ragiona Marattin.
“Cosi facendo, i suoi titoli perderebbero valore. Ma quasi sempre questi titoli si trovano in pancia alla banca in crisi, aggravando quindi il problema. Ne deriva un circolo vizioso pericoloso per quel paese e per l’Europa. Con la riforma, invece, l’onere di intervenire in casi del genere sarebbe del MES. Contribuendo quindi a realizzare la condivisione dei rischi, un passo necessario per completare l’unione bancaria, una cosa alla quale, sulla carta, FI tiene molto, ma purtroppo da tempo si trova imprigionata in una coalizione che di liberale non ha nulla, perché guidata da sovranisti e populisti. Ogni tanto prova ad alzare la testa, più che altro simbolicamente, ma poi si accoda senza fiatare.

Il MES é solo un esempio: pensiamo all’aumento della pressione fiscale, alla completa dimenticanza del ceto medio, al golden power della Lega su Unicredit e Bpm, alle timidezze Il loro messaggio politico é ‘se non volete la sinistra ma non volete neanche un centrodestra sovranista, votate noi’. Ma é un messaggio perdente: i populismi non si moderano, si combattono. Per questo spero che nei prossimi due anni FI abbia il coraggio di costruire un’opzione politica liberale lontana dai populismi, sarebbe interessante”.

La Lega, come detto, é contrarissima al MES. Salvini dice “mai i soldi dei contribuenti italiani per salvare le banche tedesche”. “E deprimente pensare che la Lega Nord, che in economia aveva liberali veri come Gianluca Pagliarini e Roberto Maroni, sia diventata il cortile di casa di sovranisti come Borghi e Bagnai, che hanno fatto diventare il programma economico della Lega la fotocopia di un volantino dei Cobas degli anni 80: prepensionamenti, stampa di moneta, deficit illimitati. E slogan senza alcun senso come questo”.

Quali effetti ha sulla credibilità del nostro governo in Europa questa scelta? “Si perde tutta la credibilità che, eventualmente, si guadagna schierandosi a  favore dell’Ucraina o gestendo bene il rapporto con Trump. Ma Meloni, anche lo volesse, non potrebbe contrastare Salvini. Questo bipolarismo all’italiana non compete sull’elettore mediano, ma sull’elettore estremo. Salvini, Meloni e Vannacci competono sull’elettore pil sovranista; Schlein e Conte su quello più radicale. Ecco perché noi del Partito liberal democratico siamo convinti che questo sistema vada scardinato”.


Questo articolo è stato realizzato da Il Foglio

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Partito Liberaldemocratico


Verbale n. 5 del Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico

Verbale n. 5 del Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico

In data 17/05/2025, alle ore 18.30, il Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico, così composto: Andrea Marcucci, Luigi Marattin, Roberto Bellia, Piero Ruggi, Valeria Pernice, Giulio Vesperini, Emanuela Pistoia, Mauro Antonetti, Chiara Fauda Pichet, Anselmi Luca, e Ruggero Buongiorno e Lamberto Dolci, questi ultimi due quali invitati permanenti dal legale rappresentante in via transitoria del PLD, Andrea Marcucci, chiamati a deliberare sul seguente ordine del giorno

Approvazione regolamento “per la composizione del primo congresso e presentazione candidature a segretario nazionale”.

 Il Presidente, nomina segretaria Pernice Valeria, in relazione all’unico punto dell’Odg, dà atto che il detto regolamento e la presente delibera sono stati a disposizione di ogni componente del Comitato dalle ore 17.20 del giorno 16/05/2025 mediante pubblicazione nella chat del comitato stesso, con meccanismo di voto interno alla chat, ne certifica l’approvazione all’unanimità.

La presente delibera ed il relativo regolamento sono immediatamente operativi.

Della presente delibera e del regolamento, si dispone l’immediata pubblicazione sul sito del partito, alla sezione Congresso.

Verbale n. 5 del Comitato per il Congresso del Partito Liberaldemocratico

Regolamento Primo Congresso


Newsletter#5 - Più tasse, meno concorrenza: indovina chi ci rimette?

Newsletter

#5

Ceto medio, concorrenza, privilegi: da che parte sta il Governo?


IL CETO MEDIO È IL BANCOMAT DELLO STATO

Durante il Question Time alla Camera (VIDEO), Luigi Marattin ha chiesto al Ministro Giorgetti perché l’Italia continui a essere il Paese occidentale con la più alta pressione fiscale sui redditi del ceto medio.

La risposta? Una difesa d’ufficio, basata su dati parziali e promesse vaghe. Il Governo parla di riduzioni fiscali, ma gli interventi sono quasi esclusivamente sui redditi bassi – indicativamente sotto i 1.800 euro al mese – che però pagano già poca IRPEF. Il loro problema non sono le tasse, ma un lordo troppo basso dovuto a scarsa produttività.

Il vero macigno fiscale grava sui redditi medi, quelli che superano i 35.000 euro lordi annui, ma che continuano a essere dipinti – da destra e da sinistra – come “ricchi”, quando in realtà sono il motore economico e sociale del Paese.

📉 Un single con 35.000 euro lordi trattiene solo 68 euro ogni 100 guadagnati in più*.
La media OCSE è* 85*.
Una coppia con figli? Appena* 50 euro*.
La media OCSE è* 81*..* 

(GUARDA IL VIDEO)

Questa situazione non è più sostenibile: chi ha un reddito medio non è un privilegiato, è una persona che lavora, paga tutto e riceve sempre meno.

Eppure, continua a essere trattato come il bancomat dello Stato, chiamato a coprire una spesa pubblica spesso inefficiente e fuori controllo. Uno Stato che tratta così il ceto medio sarà destinato a non crescere mai.

 


 

CHI HA PAURA DELLA CONCORRENZA?

Una proposta al giorno per liberalizzare davvero

In Parlamento si sta discutendo il nuovo DDL Concorrenza, un provvedimento che dovrebbe aprire i mercati, favorire l’innovazione e tutelare davvero i consumatori.
Ma rischia di essere l’ennesima occasione sprecata, annacquata da veti e interessi corporativi.

Siccome il Governo non ha le idee molto chiare su come liberare le energie del paese, fino al varo del DDL Concorrenza il Partito Liberaldemocratico presenta ogni giorno una proposta concreta per trasformare quel testo da occasione persa a vera spinta per giustizia e libertà economica.

Ecco fin’ora le nostre proposte:

Libera concorrenza (LINK)

Licenze Taxi (LINK)

Concessioni balneari (LINK)

Trasporto pubblico (LINK)

Raccolta e smaltimento dei rifiuti (LINK)

Certo che se qualcuno ha paura della concorrenza…

Ma dato che siamo anche generosi, ecco anche un piano B: una proposta di legge parlamentare (leggi qui) che non risolve tutto, ma migliorerebbe tanto.

🎥 Intanto, guardate il nostro video:
👉 [Guarda il video]“Concorrenza vera, niente privilegi” 

 


 

INIZIANO I PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è il nuovo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto su temi chiave di politica, economia e società, con esperti e protagonisti del nostro tempo.

🎥 Riguarda la prima puntata"Energia: rinnovabili, ma a che prezzo?"
con Chicco Testa, Oscar Giannino, Alexandra Lucia Casu e Massimiliano Saladino
Vai al Video

📌 Prossimo appuntamento: mercoledì 21 maggio, ore 18:30
Tema: FINE VITA
Con Andrea Marcucci, l’avvocato Alessandro Gentiletti dell’associazione Luca Coscioni e Pamela Fatighenti.
Live sul canale YouTube del PLD

 

 


 

DAI TERRITORI

Legge sul fine vita: il PLD Umbria sostiene la raccolta firme regionale

Una rappresentanza del Partito Liberaldemocratico Umbria era presente nelle giornate di giovedì e venerdì all’avvio della campagna “Liberi subito”, a cura dell’Associazione Luca Coscioni, per l’istituzione di una Legge Regionale per l'applicazione con tempi e modi certi della sentenza della corte costituzionale che ha sancito, in assenza di una normativa nazionale, il principio diritto ed i criteri oggettivi per accedere al fine vita.

Marco Cappato ha visitato Perugia, Terni e Orvieto per avviare la raccolta firme. L’iniziativa prende le mosse dalla condizione di Laura Santi, giornalista perugina affetta da sclerosi multipla, che ha ottenuto dopo lunga battaglia, l’ok della Regione Umbria al  suicidio assistito.  Ma non riesce effettivamente ad accedervi perché manca il decreto attuativo che definisca modalità e tempistiche.

GUARDA IL POST SUI SOCIAL DEL PLD UMBRIA

Di fine vita parleremo anche nella prossima puntata di PLD TALKS sul canale Youtube del Partito

 

L’Europa nelle strade: tre giorni per sentirci più uniti.

In occasione della Festa dell’Europa, 9 maggio, abbiamo portato l’Europa nelle piazze e nelle strade di tutta Italia. Tre giorni — venerdì, sabato e domenica — per celebrare ciò che ci unisce e rendere l’Europa qualcosa di vivo, concreto, quotidiano. Un sentito ringraziamento va a tutte e tutti i nostri militanti, che grazie al loro entusiasmo hanno colorato di blu l’Italia.

 


 

FORUM TEMATICI

🗓️ Lunedì 19 maggio alle ore 20 si terrà un incontro online promosso dal Forum Tematico Scuola del Partito Liberaldemocratico. L’incontro è dedicato a un tema di grande attualità:
“Social media e il loro effetto sui ragazzi dai 10 ai 18 anni”

L’incontro è aperto alla partecipazione di tutti.
Interverrà il Professor Massimo Melchiori, docente a contratto di Digital Marketing presso l’Università degli Studi di Verona ed esponente del Movimento Etico Digitale.

Porterà un saluto iniziale l’On. Luigi Marattin.

Si può partecipare usando questo LINK

 


 

PARLANO DI NOI

  • Elena Buratti del Partito Liberaldemocratico su Il Riformista scrive di quello che secondo noi serve all’Europa per diventare grande (LINK)
  • Taranto verso le amministrative, il partito Liberal Democratico a sostegno Bitetti (LINK)
  • L’editoriale di Luigi Marattin su Il Riformista (LINK)

 


 

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Cambiamo l’Italia insieme!


ASSEMBLEA REGIONALE precongressuale del LAZIO

Lunedì alle 18 a Roma militanti, simpatizzanti, iscritti, dirigenti del Partito Liberaldemocratico del Lazio si vedono per un’assemblea regionale a poche settimane dal congresso nazionale.
Faranno una discussione politica aperta, inclusiva, forte. Senza sconti, senza paura.
Io andrò ad ascoltarla tutta e a concludere l’evento con qualche mia considerazione.



🎉 Vieni a trovaci

Costruiamo il futuro assieme.

Ti aspettiamo!

Partito Liberaldemocratico


#PLDTalks – ENERGIA: RINNOVABILI, MA A CHE PREZZO?

🎙️ #PLDTalks – ENERGIA: RINNOVABILI, MA A CHE PREZZO?

📅 Data Live: 15/05/2025

🕒 Ora: 18:30

📍 Dove vederla: YouTube


🎤 Ospiti e interventi

Ecco chi ha partecipato alla diretta:

  • Chicco Testa – Ex Presidente Legambiente e Già Deputato della Repubblica
  • Oscar Giannino – Giornalista
  • Alexandra Lucia – Imprenditrice e Coordinatrice PLD Cuneo

Moderatore: Massimiliano Saladino – Partito Liberaldemocratico

📺 Rivedi la live

Se ti sei perso la diretta, puoi rivederla qui:

👉 Guarda la registrazione su YouTube


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