Sanità pugliese, PLD: Il disavanzo impone verità e riforme. Non basta chiedere più risorse

Sanità pugliese, PLD: Il disavanzo impone verità e riforme. Non basta chiedere più risorse

Il disavanzo di circa 369 milioni di euro emerso nei conti della sanità pugliese impone una riflessione seria sullo stato e sulle prospettive del sistema sanitario regionale.

«La sanità pubblica universale è uno dei pilastri fondamentali del nostro welfare e un elemento irrinunciabile del patto sociale tra cittadini e istituzioni» dichiara Matteo Viggiani, segretario regionale del Partito Liberaldemocratico Puglia. «Proprio per questo va difesa con serietà e responsabilità, evitando semplificazioni e scorciatoie nel dibattito pubblico».

Secondo il Partito Liberaldemocratico Puglia, il problema della sanità non può essere affrontato limitandosi a chiedere maggiori finanziamenti. «È evidente che servono più risorse per il Servizio sanitario nazionale – prosegue Viggiani – ma è altrettanto evidente che senza riforme organizzative profonde il rischio è quello di aumentare la spesa senza migliorare realmente i servizi per i cittadini».

Il disavanzo registrato oggi, sottolinea il PLD Puglia, non è un evento improvviso ma il risultato di criticità strutturali che da anni caratterizzano il sistema sanitario regionale. «L’attuale amministrazione guidata dal presidente Antonio Decaro si trova a gestire un sistema costruito durante la lunga stagione di governo regionale di Michele Emiliano. La vera questione oggi è capire se questa sarà una fase di continuità oppure l’inizio di un percorso di riforma». Per il Partito Liberaldemocratico la priorità deve essere quella di intervenire sull’organizzazione del sistema sanitario, rafforzando la sanità territoriale, migliorando la programmazione e la gestione delle risorse e valorizzando il personale sanitario.

«Chi crede davvero nella sanità pubblica – conclude Viggiani – deve avere il coraggio di riformarla. È su questo terreno che il Partito Liberaldemocratico Puglia intende aprire un confronto serio e responsabile sul futuro della sanità regionale, con l’obiettivo di garantire servizi di qualità ai cittadini e allo stesso tempo conti pubblici sostenibili».

Partito Liberaldemocratico Puglia
Segreteria regionale


Fonte: Dauniacom.it Il Portale di Foggia e Provincia


Liberaldemocratici, Marattin: "Sorpreso da quel 2% nel nostro primo anno. Nati senza una lira abbiamo 4000 iscritti. L’appoggio a chi vorrà fare riforme liberali"

Luigi Marattin, 47 anni, è il più giovane segretario di partito in Parlamento. E il soggetto politico di cui è leader, il Partito Liberaldemocratico, è il più giovane in assoluto: festeggia il primo compleanno. Il momento giusto per fare un primo tagliando e capire con il suo leader come sta crescendo.

Un anno fa nasceva il Pld. Che anno è stato, arrivato alla vigilia del primo compleanno?
«Organi nazionali che si riuniscono con regolarità, organi locali eletti in tutte le regioni dall’Alto Adige alla Sicilia e nel 80% delle province, più di 4.000 iscritti (online e con 25 euro obbligatori), 120 amministratori locali, 14 gruppi tematici permanenti, un webinar e una newsletter settimanali, una scuola di formazione politica, un comitato referendario e – pur senza una lira – ci avviciniamo secondo molti istituti al 2% nei sondaggi. Se me lo avesse detto un anno fa non ci avrei creduto».

Che cosa l’ha colpita di più, tra i fatti inaspettati che hanno accompagnato questo primo anno di vita?
«La passione che abbiamo generato. In chi ci scrive dicendoci che da anni non votava, e solo grazie a noi ha trovato la motivazione per riprendere a far politica. Nei cittadini che vengono, incuriositi, a sentire le nostre iniziative perché “alla Tv di voi non parlano”. I nostri meravigliosi dirigenti (nazionali e locali), che sacrificano il proprio tempo libero, da soli e a mani nude, per la ragione più bella e dimenticata del far politica: perché ci credono, senza volere nulla in cambio».

I sondaggi sembrano premiare la sua scelta. Una base di consenso c’è. Basterà a superare la soglia della legge elettorale?
«Secondo diversi istituti autorevoli (come Piepoli o Emg) abbiamo ormai lo stesso livello di consenso di alcuni piccoli partiti che stanno in tutti i Tg e tre o quattro volte la settimana e ogni giorno sui quotidiani e nelle principali trasmissioni tv. Noi invece siamo per lo più ignorati, ma fa parte del gioco e non mi turba. Il nostro è un progetto di lungo periodo. Non ci spaventa costruire con calma e con serenità».

A proposito, anche se ancora è in bozza, la nuova legge privilegia le coalizioni. C’è ancora spazio per il terzo polo?
«Tutto quello che potevano fare per disincentivare progetti esterni alle due coalizioni lo hanno fatto: la soglia bassa al 40%, il premio elevato, il ballottaggio, la norma che permette ai piccoli di essere eletti pure con lo 0,01% purché siano dentro le coalizioni. Ma qualsiasi legge elettorale ci sia, non può eludere il punto principale: c’è un pezzo di Paese che, col proprio voto, non vuole contribuire a portare né Conte (o Landini) né Salvini (o Vannacci) a fare i ministri. E quel pezzo di paese potrà votare solo noi, o meglio l’offerta politica che spero costruiremo con altri in quest’area».

Quali misure servono al Paese, per tornare a crescere?
«Che lo Stato faccia meno cose, ma in maniera eccellente. Che si cambi il modo in cui i soldi pubblici vengono spesi, non la loro quantità. Che il fisco sia leggero e semplice. Che il settore pubblico sia impregnato di innovazione e meritocrazia, non di conservatorismo, appiattimento e protezione politica. Che l’università esca dal diritto amministrativo e diventi libera di innovare e di pagare un giovane ricercatore quanto merita, non quanto dice una tabella ministeriale».

Tra pochi giorni si vota per il referendum giustizia, lei è schierato per il Sì. Cosa può cambiare dal giorno dopo il referendum?
«Si può realizzare, in concreto, la riforma che fece un partigiano socialista – che era stato rinchiuso dai fascisti in Via Tasso – nel 1988 con il consenso generale. E quello che tutte le forze politiche, insieme, scrissero in Costituzione nel 1999: dare al cittadino la certezza che, se dovesse capitare nell’ingranaggio della giustizia, chi lo giudica non ha niente, ma proprio niente, a che vedere con chi lo accusa».

E quali, tra le idee del Pld, possono risultare utili a riformare davvero l’Italia?
«In un anno abbiamo lanciato una dozzina di idee che nessun altro partito propone. Dal monocameralismo alla riforma della contrattazione collettiva, dagli asili nido aziendali alle proposte per gli affitti, dalla privatizzazione della Rai alla rivoluzione concorrenziale in tutti i settori, dalla riforma della scuola alla sanità, dalla riduzione fiscale per il ceto medio al contrasto dell’anonimato in rete, passando per le proposte coraggiose su energia e, a breve, su università e immigrazione».

Energia, difesa, sicurezza. C’è molto da fare. Avete gioco facile, vista la concorrenza in campo…
«Le nostre proposte sono “liberismo selvaggio” per i populisti di sinistra e “al servizio dei poteri forti” per i populisti di destra. Per noi sono, semplicemente, le ricette liberali di cui ha bisogno l’Italia. Che, si dimentica troppo spesso, negli ultimi 30 anni è stato il paese al mondo che è cresciuto di meno. E senza crescita, non si può realizzare nessuna condizione che permetta alle persone di cercare la propria felicità».

Serve un’Europa più forte. Qual è l’idea del Pld, un federalismo più forte, la caduta dell’unanimità?
«Elezione diretta del presidente della Commissione, potere di iniziativa legislativa al Parlamento, trasformazione del Consiglio in una “camera alta” con voto a maggioranza, devoluzione di alcune materie dagli stati nazionali alla Ue, unione del mercato dei capitali, eurobond, realizzazione del rapporto Draghi. Ma la sostanza è una: gli stati devono capire che o cedono parte della propria sovranità per costruirne una condivisa e democratica, o spariranno».

È stato di recente in Israele. Ed è tra i pochi a difendere risolutamente lo Stato ebraico. Una scelta che le costa?
«No, fare le cose giuste non costa mai. Molti politici ormai assumono questa o quella posizione solo sulla base di ciò che sembra andare di moda. Io non sono mai riuscito a farlo. Penso che la politica debba offrire prospettive ideali all’elettorato, non seguire le mode o a volte persino, come in questo caso, le campagne di disinformazione».

Finalmente è stato approvato il ddl antisemitismo dal Senato. Da liberale, servono regole e leggi più severe?
«Quel disegno di legge non introduce nessun nuovo reato, si limita a sistematizzare una cosa che in un paese normale non dovrebbe neanche essere oggetto di riflessione o dubbio: coordinare le attività di contrasto ad una pratica odiosa come l’antisemitismo, adottando le definizioni accettate a livello internazionale. Il fatto che alcune forze politiche si siano astenute è davvero incomprensibile».

Cosa pensa dell’operazione israelo-americana sull’Iran?
«Che può certamente andar male, e allora quella martoriata regione rimarrà preda del terrore e dell’instabilità. Ma se dovesse andar bene, e cioè se l’Iran fosse liberato da quel regime criminale e instradasse su un cammino di libertà e democrazia, allora cambierebbe il mondo intero».

E l’Italia deve dare il suo contributo, le basi, il supporto ai confini europei e agli alleati Nato?
«Lo ha spiegato bene Crosetto l’altro giorno in Parlamento. Le attività che sono attualmente in corso sono già regolate dagli accordi internazionali vigenti, non serve nessuna autorizzazione aggiuntiva. Se dovesse arrivare una richiesta di supporto ulteriore, il governo la discuterà col parlamento come è giusto che sia».

In uno scenario post-elettorale aperto, darebbe sostegno più volentieri a un governo di centrodestra o di centrosinistra?
«Siamo in un sistema proporzionale, e lo saremo ancor di più dopo la riforma. Quindi ci comporteremo come in tutti i sistemi del genere. Daremo il nostro supporto a chiunque si impegnerà a realizzare le riforme liberali di cui l’Italia ha bisogno. Sicuramente alcuni punti: la riduzione nell’arco della prossima legislatura di 3 punti di spesa pubblica da destinare integralmente al taglio delle tasse; una politica di liberalizzazioni e concorrenza in tutti i settori; l’immediato ritorno al nucleare. Poi, se gli elettori ci daranno più forza, anche altro: in primis la riforma radicale della scuola».


Fonte: Il Riformista


Newsletter#46 - Il problema dell’Italia

Newsletter

#46

Se non produci ricchezza, distribuisci debiti


Il vero problema dell’economia italiana non è lavorare troppo ma produrre troppo poco. Senza produttività non esiste redistribuzione sostenibile. È ora di invertire la rotta

Negli ultimi giorni il dibattito politico si è concentrato sulla proposta di ridurre l’orario di lavoro a parità di salario. È una proposta che parte da un presupposto semplice: l’innovazione tecnologica aumenterebbe la produttività e permetterebbe quindi di lavorare meno mantenendo lo stesso livello di reddito.

Il problema è che in Italia questo aumento di produttività non si è verificato. Secondo i dati ISTAT, negli ultimi trent’anni la produttività del lavoro è cresciuta in media dello 0,3% all’anno, contro circa l’1,5% della media europea. Cinque volte meno.

In un Paese dove la produttività non cresce, ridurre l’orario di lavoro a parità di salario non significa distribuire meglio la ricchezza. Significa semplicemente crearne meno.

Per questo il Partito Liberaldemocratico propone un grande Patto per la produttività tra forze politiche, sindacali e imprenditoriali. Alcune priorità sono chiare: riformare un sistema di contrattazione collettiva fermo da oltre trent’anni dando più spazio alla contrattazione decentrata; rendere strutturale la detassazione dei premi di produttività e degli aumenti retributivi decisi a livello aziendale; rimuovere gli ostacoli alla crescita dimensionale delle imprese.

La crescita economica richiede anche un altro elemento spesso dimenticato nel dibattito pubblico: mercati aperti e libero scambio. Per un Paese come l’Italia, che vive di esportazioni e integrazione economica, il protezionismo non è una soluzione ma un problema.

Se non torniamo a discutere seriamente di produttività, competenze e competitività internazionale, continueremo a inseguire slogan invece di affrontare il vero nodo della crescita italiana.

👉 Le nostre considerazioni sul rapporto lavoro - salario -produttività richiamate anche da questo articolo su TAG24

👉 Tasse e spesa pubblica

 


 

Le regole della democrazia

In Italia la legge elettorale è stata cambiata più volte negli ultimi trent’anni, spesso a ridosso delle elezioni e sulla base delle convenienze del momento. È un errore. La legge elettorale non è uno strumento tattico: è una scelta che definisce che tipo di democrazia vogliamo essere.

Il Partito Liberaldemocratico lo dice con chiarezza: servono sistemi coerenti. O un proporzionale con soglia di sbarramento e preferenze, oppure un maggioritario a doppio turno di collegio. Gli ibridi tra i due modelli non funzionano, perché finiscono per sommarne i difetti.

Lo stesso principio vale per la giustizia. Il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo nasce dall’esigenza di correggere distorsioni che negli anni hanno indebolito la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Anche qui la questione è semplice: rafforzare l’imparzialità e il buon funzionamento delle istituzioni.

Le regole della democrazia non dovrebbero essere oggetto di propaganda o di scontro quotidiano. Dovrebbero essere il terreno comune su cui si confrontano visioni politiche diverse.

👉 Le nostre idee sulla legge elettorale

👉 Il ruolo del Parlamento e quello della Magistratura

 


 

Dalla parte della libertà

In questi giorni siamo scesi in piazza a Roma insieme a tanti cittadini iraniani che chiedono una cosa semplice: poter vivere in libertà.

Le società occidentali, con tutti i loro difetti, restano il miglior sistema che l’uomo abbia costruito per permettere a ciascuno di cercare la propria felicità. Per questo la difesa dei diritti civili, dei diritti umani e della libertà non può essere oggetto di divisione politica.

Il Partito Liberaldemocratico continuerà a sostenere chi combatte per questi valori, in Iran come ovunque nel mondo. Perché le liberal-democrazie non si difendono solo a parole: si difendono anche prendendo posizione.

👉 L'intervento di Luigi Marattin alla manifestazione a Roma

👉 Alcune considerazioni sulla manifestazione

 


 

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.

📺 Riguarda la puntata del 6 marzo  "Perché SI - comprendere il referendum oltre gli slogan" su Youtube

📺 Riguarda tutte le nostre live su temi come Nucleare, Difesa Europea, Giovani, Economia e molto altro cliccando qui.

 


 

DAI TERRITORI

  • Campania
    • Salerno: Bruno D’Isanto, operatore sportivo professionista e membro del direttivo del PLD e Antonluca Cuoco, segretario del PLD cittadino denunciano la disorganizzazione, nonché la carenza di spazi e di impianti sportivi.  (🔗 Dove e come si può fare sport?) © SalernoToday
  • Lombardia
  • Emilia Romagna 
  • Puglia

 


 

PARLANO DI NOI

  • Intervista a Marattin sua L’Altra Voce-Il Quotidiano Nazionale. L’attacco all’Iran e le possibili conseguenze sul mondo, l’Europa, Israele, Milei, ma anche politica interna: la legge elettorale, la folle proposta del Pd sul lavoro, le proposte delPartito Liberaldemocratico sulla produttività, le cose che il governo sta facendo bene e quelle che sta sbagliando. (👉 L’Altra Voce-Il Quotidiano Nazionale
  • Riviera. Referendum Giustizia: a Siderno un incontro pubblico per approfondire le ragioni del SÌ. (👉 Riviera
  • Gaiatalia Firenze. Il Partito Liberaldemocratico appoggia convintamente la campagna per il SI al referendum costituzionale sull’ordinamento giudiziario. (👉 Gaiatalia
  • Gazzetta di Manduria. Manduria 2026 il Partito Liberldemocratico ufficializza la candidatura di  Sammarco a Sindaco. (👉 Gazzetta di manduria
  • La Nuova Riviera. Alessandro Maria Bollettini, 29 anni, primo candidato sindaco a San Benedetto (👉 La Nuova Riviera)
  • Carosello informativo Referendum Verona e Rimini. Un carosello semplice ed essenziale per arrivare pronto al voto (👉 Carosello Referendum Verona) (👉 Carosello Referendum Rimini)
  • Comitato Giustiazia Si Marche. La verità sulla riforma della magistratura: perché è giusto votare Si(👉 Giustizia Si Marche)

 


 

APPUNTAMENTI

  • Torino. Il futuro energetico dell’Italia va discusso con dati, scienza e competenze. “Nucleare: oltre la paura”, un confronto tra esperti per parlare di tecnologie, sicurezza e prospettive dell’energia nucleare.(👉 Nucleare oltre la ragione)
  • Salerno. Venerdì 13 marzo nel Palazzo della Provincia di Salerno  un confronto pubblico per parlare di Referendum (👉 Le Ragioni del Si Salerno)
  • Marche. La verità sulla riforma della magistratura: perché è giusto votare Si(👉 Giustizia Si Marche)

 


 

SCUOLA DI FORMAZIONE COMPETERE

La politica non è improvvisazione.

È studio, competenza e responsabilità. Per questo nasce Competere, la scuola di formazione del Partito Liberaldemocratico. Un luogo dove giovani, amministratori e cittadini possono approfondire economia, istituzioni, politiche pubbliche e cultura liberaldemocratica. Perché un Paese migliore non si costruisce con gli slogan, ma con idee solide e persone preparate.(👉 Scuola di Formazione Competere).

 


 

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#PLDTalks – PERCHÉ SÌ: COMPRENDERE IL REFERENDUM OLTRE GLI SLOGAN

Parliamo di REFERENDUM con il Prof. Claudio Martinelli , l’Avv.ta Rosanna Credendino e Pamela Fatighenti. 

Una live dove cerchiamo di comprendere il referendum oltre gli slogan.

Torna l’appuntamento di approfondimento con i #PLDTalks!
🎤 Ospiti e interventi

Ecco chi partecipa alla diretta:

  • Rosanna Credentino – Avvocato, delegata nazionale delle Avvocate Per il Sì
  • Claudio Martinelli – Costituzionalista, Professore ordinario di Diritto Comparato presso l’Università di Milano Bicocca
Modera Pamela Fatighenti – Responsabile Organizzazione PLD


🎙️ #PLDTalks – PERCHÉ SÌ: COMPRENDERE IL REFERENDUM OLTRE GLI SLOGAN

📅 Data Live: 06/03/2026

🕒 Ora: 18:30

📍 Dove vederla: YouTube


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