10 GIUGNO 2025 - ROMA - DALL'UNIONE ECONOMICA ALL'EUROPA POLITICA: VERSO UNA DIFESA COMUNE
DALL’UNIONE ECONOMICA ALL’EUROPA POLITICA: VERSO UNA DIFESA COMUNE
Un incontro dedicato all’analisi delle principali dinamiche geopolitiche contemporanee.
Un’occasione per comprendere meglio il mondo che cambia e il ruolo dell’Europa nel contesto internazionale.
Ne parleranno con noi:
- Gen. Vincenzo Camporini (già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e della Difesa)
- Gen. Pietro Serino (già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano)
- Prof.ssa Emanuela Pistoia (Ordinaria di Diritto Europeo dell’Università di Teramo)
- On. Giulia Pastorella (Deputato della Repubblica per Azione)
- On. Luigi Marattin (Deputato della Repubblica per il Partito Liberaldemocratico)
Modera Giulia Pompili – Giornalista (Il Foglio)
10 giugno 2025, ore 18:00 | Roma
Presso HOTEL RIPA Via degli Orti di Trastevere 3 (LINK)
Un evento del Partito Liberaldemocratico e Azione

#PLDTalks – DAL CASO TORTORA ALLE PROSPETTIVE FUTURE: COSTRUIRE UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NECESSARIA
🎙️ #PLDTalks – DAL CASO TORTORA ALLE PROSPETTIVE FUTURE: COSTRUIRE UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NECESSARIA
📅 Data Live: 27/05/2025
🕒 Ora: 18:00
📍 Dove vederla: YouTube
🎤 Ospiti e interventi
Ecco chi parteciperà alla diretta:
- Giandomenico Caiazza – Avvocato e già Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane
- Luigi Marattin – Parlamentare e Co-Fondatore Partito Liberaldemocratico
- Francesca Scopelliti – Già Senatrice e Presidente Fondazione Internazionale per la Giustizia “Enzo Tortora”
Moderatore: Francesco Hellman – Avvocato penalista e iscritto Partito Liberaldemocratico
📺 Vedi la live
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Parlano di Noi | Pietro Serino | Formiche | 21/05/2025
🗞️ Parlano di Noi | Pietro Serino | Formiche | 21/05/2025
La spesa militare al 2% non sia solo una formalità. Il commento di Serino
Data: 21/05/2025
Testata: Formiche

L’annuncio del raggiungimento del 2% del Pil in spesa militare da parte del governo rappresenta una potenziale svolta per le Forze armate e per il posizionamento del Paese in ambito Nato. Tuttavia, la mancanza di dettagli sulle modalità con cui tale obiettivo sarà raggiunto alimenta dubbi sulla reale portata dell’iniziativa. Solo il Dpp per il triennio 2025-2027 potrà chiarire se si tratta di una scelta strutturale volta a colmare i gap o di un’operazione formale. L’analisi del generale Pietro Serino, già capo di Stato maggiore dell’Esercito
Il recente annuncio dei ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e della Difesa, GuidoCrosetto, circa il raggiungimento del 2% del Pil di spese militari già a partire dall’anno in corso ha sicuramente sorpreso gli addetti ai lavori, trattandosi di un incremento del bilancio intorno ai dieci miliardi di euro che non trova precedenti.
Ma la sorpresa più grande consiste nel fatto che, ad oggi, non è dato sapere come questa spesa si concretizzerà: se attraverso una rivalutazione dei settori di spesa da includere nel cosiddetto Bilancio integrato in chiave Nato, che già oggi comprende parte del bilancio dei Carabinieri riferito ad attività militari, le spese per programmi finanziati dal Mimit, quelle per le missioni fuori dal territorio nazionale e le pensioni per il personale già militare; oppure attraverso nuove risorse da reperire con una manovra di bilancio; ovvero un mix delle due.
Presumibilmente, per saperne di più bisognerà attendere la presentazione in Parlamento del Documento Programmatico Pluriennale per il triennio 2025 – 2027, che anche quest’anno è in ritardo rispetto alla data del 30 aprile prevista dal Codice dell’Ordinamento Militare. Documento che chiarirà anche se il raggiungimento del 2% migliorerà, ed in che tempi, la situazione di forte ritardo capacitivo che lo Strumento militare nazionale presenta in taluni settori, con particolare riferimento al settore terrestre, ma non solo.
Il target di spesa individuato dalla Nato, per oggi ancora il 2%, non è infatti un fine, ma il mezzo per impegnare le Nazioni alleate a conseguire i target capacitivi definiti dal processo di pianificazione operativa dell’Alleanza, piano che definisce nel dettaglio cosa deve essere messo a disposizione, da parte di chi ed in quali tempi.
Se il piano del governo prevede risorse aggiuntive, allora sarà possibile, citando il DPP 2024 – 2026, dare soluzione allo “ipo-finanziamento del settore Esercizio, che ha raggiunto livelli ormai insostenibili, incidendo in maniera importante sia sui livelli di efficienza dei mezzi e sistemi sia sulla possibilità di effettuare le attività addestrative necessarie”, ovvero avviare una parte dei programmi indicati come “non meno rilevanti e necessari, che risultano oggi in attesa di prossimi finanziamenti utili”; se invece, si rivelasse una mera operazione contabile, allora il raggiungimento del 2% del Pil sarà un solo fatto formale e all’Alleanza Atlantica ed alle nostre Forze armate non resterà che attendere, come ormai fanno da lungo tempo.
Questo articolo è stato realizzato da Formiche
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Partito Liberaldemocratico

#PLDTalks – FINE VITA E DIGNITA': L'ITALIA TRA VUOTI NORMATIVI E INIZIATIVE REGIONALI
🎙️ #PLDTalks – FINE VITA E DIGNITA’: L’ITALIA TRA VUOTI NORMATIVI E INIZIATIVE REGIONALI
📅 Data Live: 21/05/2025
🕒 Ora: 18:30
📍 Dove vederla: YouTube
🎤 Ospiti e interventi
Ecco chi ha partecipato alla diretta:
- Alessandro Gentiletti – Associazione Luca Coscioni Terni
- Pamela Fatighenti – Componente Comitato PLD Toscana
- Andrea Marcucci – Già Senatore della Repubblica e Componente Comitato Nazionale PLD
Moderatore: Cristiano De Vergori – Partito Liberaldemocratico
📺 Rivedi la live
Se ti sei perso la diretta, puoi rivederla qui:

Intervista | Luigi Marattin | Il Dubbio | 18/05/2025
🗞️ Intervista | Luigi Marattin | Il Dubbio | 18/05/2025
Marattin: “Ora approviamo il ddl sugli errori giudiziari: non è un’offesa all’Anm“
Data: 18/05/2025
Testata: Il Dubbio
Autore: Giacomo Puletti

Luigi Marattin sul rinvio del ddl errori giudiziari confessa di non capire «perché difendere, anche solo simbolicamente, chi ha passato l’inferno avendo subito un errore dover “irritare” qualcuno, tanto più un corpo dello Stato»
Luigi Marattin, che a giugno terrà a battesimo il primo Congresso del Partito Liberaldemocratico, sul rinvio del ddl errori giudiziari confessa di non capire «perché difendere, anche solo simbolicamente, chi ha passato l’inferno avendo subito un errore deve “irritare” qualcuno, tanto più un corpo dello Stato».
Onorevole Marattin, il ddl errori giudiziari ha subito uno stop in Parlamento, per volere della maggioranza: come si è arrivato a ciò?
La versione più accreditata è che la maggioranza non vuole acquisire il clima di contrapposizione con la magistratura, trovandoci alla vigilia (o presunta tale) della modifica costituzionale sulla separazione delle carriere. Ma il ddl di cui si parla si limita a istituire una giornata per ricordare le vittime degli errori giudiziari. Si figuri, io sono anche contrario a riempire il calendario di “giornate del”, le considero del tutto inutili. Ma qui il discorso è simbolico: non capisco perché difendere, anche solo simbolicamente, chi ha passato l’inferno avendo subito un errore deve “irritare” qualcuno, tanto più un corpo dello Stato.
Lo stop si inserisce all’interno di un elenco più lungo di mancate tutele per chi entra nel sistema giustizia e ne esce poi con le ossa rotte e di mancate responsabilità per chi in quel sistema ha sbagliato: pensa si deve fare di più?
Qualche passo avanti lo si è fatto negli anni scorsi, per merito del collega Enrico Costa che ha fatto approvare leggi come quelle che stanziano un po’ di soldi per pagare le spese legali a chi viene riconosciuto innocente. E ha ragione quando dice che chi esce innocente da un procedimento giudiziario deve essere la stessa persona – nella dignità e nel portafoglio – che ci è entrata. Quello che non capisco è come faccia a portare avanti queste sacrosante battaglie presentandosi agli italiani assieme ai peggiori giustizialisti di Lega e FdI. Stessa cosa penso per i garantisti del centrosinistra, sia chiaro.
In che modo potrebbero e dovrebbero essere tutelati i presunti innocenti che finiscono in carcere e poi si dimostrano tali, magari dopo anni di processi?
L’elenco delle anomalie è noto: abuso della carcerazione preventiva, lunghezza eccessiva dei processi, cortocircuito mediatico che amplifica le indagini e sminuisce le assoluzioni, mancati risarcimenti a coloro che sono riconosciuti innocenti.
Pensa che in Italia manchi, a destra ea sinistra, quella cultura garantista necessaria affinché provvedimenti del genere vedano la luce?
In Italia ci sono politici garantisti, a partire da Enrico Costa, ma il punto è che, quando si tratta di imbastire una proposta politica, insistono a volersi mischiare con i manettari. Sia a destra che a sinistra il garantismo è ininfluente, perché si annacqua all’interno di due schieramenti (io le chiamo le “curve ultrà”) a salda guida populista e giustizialista. Ecco perché abbiamo fatto nascere il Partito Liberaldemocratico, che a fine giugno terrà il suo primo congresso nazionale. Perché abbiamo capito che i populismi ei giustizialismi non si moderano: si combattono. Chi crede in una società liberale, e oggi sono sparsi in entrambe le curve ultrà, tra due anni deve presentarsi alle elezioni all’interno di una unica proposta politica, autonoma dai populismi di destra e di sinistra.
Come giudica l’operato del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che sta portando avanti la separazione delle carriere ma anche aumentando i reati e rimanendo piuttosto inerme sulla questione carceri?
Si vede a vista d’occhio che vorrebbe fare di più e meglio, ma è frenato da quello che dicevo prima: la golden share dello schieramento di centrodestra ( così come quello di centrosinistra) non vuole una vera riforma della giustizia. Come su tutto il resto, hanno creato un finto derby tra “chi difende i magistrati” e “chi difende i delinquenti”. Noi del Partito Liberaldemocratico invece crediamo che difendere la sacralità del ruolo della magistratura e del perseguimento della giustizia non sia affatto in contraddizione con il valutare i magistrati, separare le carriere, garantire i diritti della persona evitando i processi mediatici e tutelare appieno gli innocenti. Insomma, per noi vale la definizione di Luigi Ferrajoli: «L’essenza del garantismo è assolvere in mancanza di prove quando l’opinione comune vorrebbe la condanna, e condannare in presenza di prove quando l’opinione comune vorrebbe l’assoluzione».
Questa intervista è stata realizzata da Il Dubbio
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Partito Liberaldemocratico

Parlano di Noi | Luigi Marattin | Il Foglio | 17/05/2025
🗞️ Parlano di Noi | Luigi Marattin | Il Foglio | 17/05/2025
Marattin: “Forza Italia sul MES è troppo appiattita su Salvini”
Data: 17/05/2025
Testata: Il Foglio
Autore: Gianluca De Rosa

“Mi dispiace, ma anche Forza Italia sul MES segue la linea populista della maggioranza”, dice sospirando Luigi Marattin, deputato e leader del Partito liberal democratico. Dopo un po’ di silenzio sul tema, alcuni giorni fa, in vista della riunione di giugno dei ministri dell’Economia della zona euro, il presidente dell’Eurogruppo, l’irlandese Paschal Donohoe, é tornato a fare pressione sull’Italia per la ratifica del trattato. L’Italia continua a essere l’unico paese a non averlo fatto.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lo scorso 13 maggio, durante I’Ecofin, ha spiegato ai suoi colleghi che dentro il Parlamento italiano non ci sono i numeri. La Lega é molto contraria. Ma anche FI, sulla carta favorevole allo strumento, ne contesta la governance: “Risponderebbe direttamente alla Commissione, non c’é sufficiente controllo”, é la linea del partito di Tajani. “L’organo decisionale del MES – dice invece Marattin – é il Consiglio dei governatori, ed è composto dai ministri delle finanze dei paesi membri. Affermare che un organo del genere non abbia sufficiente accountability nei confronti degli stati nazionali va oltre il ridicolo”.
Intanto, come denunciato dal direttore del Consiglio direttivo del MES, Pierre Gramegna, il rischio é che lo strumento rimanga sospeso. Spiega Marattin: “La principale conseguenza sarebbe l’impossibilita di usarlo come ‘paracadute di ultima istanza’ in caso di crisi bancarie. Ad oggi se una banca di un paese Ue andasse in crisi, e il Fondo di risoluzione (finanziato dalle banche private) fosse insufficiente a risolvere il problema, l’onere del salvataggio ricadrebbe sulle finanze pubbliche di quel paese Ue”, ragiona Marattin.
“Cosi facendo, i suoi titoli perderebbero valore. Ma quasi sempre questi titoli si trovano in pancia alla banca in crisi, aggravando quindi il problema. Ne deriva un circolo vizioso pericoloso per quel paese e per l’Europa. Con la riforma, invece, l’onere di intervenire in casi del genere sarebbe del MES. Contribuendo quindi a realizzare la condivisione dei rischi, un passo necessario per completare l’unione bancaria, una cosa alla quale, sulla carta, FI tiene molto, ma purtroppo da tempo si trova imprigionata in una coalizione che di liberale non ha nulla, perché guidata da sovranisti e populisti. Ogni tanto prova ad alzare la testa, più che altro simbolicamente, ma poi si accoda senza fiatare.
Il MES é solo un esempio: pensiamo all’aumento della pressione fiscale, alla completa dimenticanza del ceto medio, al golden power della Lega su Unicredit e Bpm, alle timidezze Il loro messaggio politico é ‘se non volete la sinistra ma non volete neanche un centrodestra sovranista, votate noi’. Ma é un messaggio perdente: i populismi non si moderano, si combattono. Per questo spero che nei prossimi due anni FI abbia il coraggio di costruire un’opzione politica liberale lontana dai populismi, sarebbe interessante”.
La Lega, come detto, é contrarissima al MES. Salvini dice “mai i soldi dei contribuenti italiani per salvare le banche tedesche”. “E deprimente pensare che la Lega Nord, che in economia aveva liberali veri come Gianluca Pagliarini e Roberto Maroni, sia diventata il cortile di casa di sovranisti come Borghi e Bagnai, che hanno fatto diventare il programma economico della Lega la fotocopia di un volantino dei Cobas degli anni 80: prepensionamenti, stampa di moneta, deficit illimitati. E slogan senza alcun senso come questo”.
Quali effetti ha sulla credibilità del nostro governo in Europa questa scelta? “Si perde tutta la credibilità che, eventualmente, si guadagna schierandosi a favore dell’Ucraina o gestendo bene il rapporto con Trump. Ma Meloni, anche lo volesse, non potrebbe contrastare Salvini. Questo bipolarismo all’italiana non compete sull’elettore mediano, ma sull’elettore estremo. Salvini, Meloni e Vannacci competono sull’elettore pil sovranista; Schlein e Conte su quello più radicale. Ecco perché noi del Partito liberal democratico siamo convinti che questo sistema vada scardinato”.
Questo articolo è stato realizzato da Il Foglio
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Partito Liberaldemocratico

#PLDTalks – ENERGIA: RINNOVABILI, MA A CHE PREZZO?
🎙️ #PLDTalks – ENERGIA: RINNOVABILI, MA A CHE PREZZO?
📅 Data Live: 15/05/2025
🕒 Ora: 18:30
📍 Dove vederla: YouTube
🎤 Ospiti e interventi
Ecco chi ha partecipato alla diretta:
- Chicco Testa – Ex Presidente Legambiente e Già Deputato della Repubblica
- Oscar Giannino – Giornalista
- Alexandra Lucia – Imprenditrice e Coordinatrice PLD Cuneo
Moderatore: Massimiliano Saladino – Partito Liberaldemocratico
📺 Rivedi la live
Se ti sei perso la diretta, puoi rivederla qui:

08 - 09 - 10 - 11 MAGGIO - L'EUROPA NELLE STRADE
📅 L’Europa Nelle Strade – 8, 9, 10 e 11 Maggio
In tutta Italia, ci troviamo nelle strade per incontrare cittadini, studenti, simpatizzanti e iscritti.
Un’occasione per parlare d’Europa, ascoltare idee e costruire insieme il futuro.
Ecco dove trovarci:
🇮🇹 CALABRIA
📍 Rende (CS)
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Banchetto informativo presso l’Università della Calabria – Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza “Giovanni Anania” (Cubo 0/C, ingresso Campus – Via P. Bucci, Arcavacata)
🕥 Dalle ore 10:30
📍 Diamante (CS)
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Incontro al locale “Il Gigante” – Via Mario Pagano 9
🕖 Dalle ore 19:00
🇮🇹 CAMPANIA
📍 Napoli
🗓 Venerdì 9 Maggio
📌 Incontro con iscritti e simpatizzanti – Uscita Metro 1, Piazza Vanvitelli
🕖 Ore 19:00
🇮🇹 EMILIA-ROMAGNA
📍 Bologna
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Evento “L’Europa che vogliamo” – Centro Congressuale CostArena, Via Azzo Giardino 44
🕦 Dalle 11:30 alle 13:00
📌 Banchetto in Via Ugo Bassi 25 (Mercato delle Erbe)
🕘 Dalle 9:00 alle 12:30
📍 Rimini
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Ponte di Tiberio (vicino edicola)
🕘 Dalle 9:30 alle 12:30
📍 Reggio Emilia
🗓 Domenica 11 Maggio
📌 Piazza del Monte
🕘 Dalle 9:45 alle 12:45
🇮🇹 FRIULI-VENEZIA GIULIA
📍 Pordenone
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Gazebo in Piazza Cavour
🕙 Dalle ore 10:00
🇮🇹 LAZIO
📍 Roma
🗓 Venerdì 9 Maggio
📌 Cena liberaldemocratica – Ristorante Capperi, Via Damiano Chiesa 10
🕗 Ore 20:00
📍 Roma
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Banchetti “L’Europa Nelle Strade” in:
- Largo Argentina (Feltrinelli) Dalle 15:00 alle 20:00
- Piazza Bologna (Poste ) Dalle 16:00 alle 19:00
- Viale Marconi, 176 (Feltrinelli) Dalle 10:00 alle 12:30
- Viale Europa / Tupini Dalle 10:00 alle 12:30
- Via Leonardo Bufalini, 46 (San Barnaba) Dalle 10:00 alle 12:30
- VELLETRI – Piazza Mazzini, 29 Dalle 18:30 alle 20:00
- Ponte Milvio (Torretta Ponte) Dalle 10:00 alle 12:30
🗓 Domenica 11 Maggio
📌 Banchetti “L’Europa Nelle Strade” in:
- Piazza del Popolo / Flaminio Dalle 15:00 alle 18:00
- Largo Ippolito Nievo (Porta Portese) Dalle 10:00 alle 12:30
📍 Viterbo
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Banchetto in Piazza della Repubblica
🕒 Dalle 15:00 alle 20:00
📍 Velletri (RM)
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Incontro in Piazza Mazzini 29
🕠 Ore 18:30
🇮🇹 LIGURIA
📍 Genova
🗓 Venerdì 9 Maggio
📌 Evento “L’Europa nelle strade”, Bi.Bi. Service, Via XX Settembre, 41/3p, Genova
🕡 Ore 18:00
📍 La Spezia
🗓 Domenica 11 Maggio
📌 Gazebo in Piazza Mentana
🕡 Ore 15:00
🇮🇹 LOMBARDIA
📍 Milano
🗓 Domenica 11 Maggio
📌 Gazebo in Piazza 25 Aprile
🕥 Dalle 10:30 alle 20:00
📍 Brescia – Venerdì 9 Maggio: Aperitivo in P.tta Sant’Alessandro (angolo Via Moretto, Corso Cavour di fronte al Mo.Ca.) dalle 18.30
📍 Chiari (BS) – Sabato 10 Maggio: Banchetto al mercato cittadino presso l’area pedonale di Via Carmagnola “Rata” dalle 8.00
📍 Como – Sabato 10 Maggio: Banchetto 9:30–12:30
📍 Cantù (CO) – Sabato 10 Maggio: Banchetto 9:30–12:30
📍 Lecco – Sabato 10 Maggio: Aperitivo presso “Galleria Roma”, Piazza Mazzini 6/C – ore 11:00
📍 Monza – Sabato 10 Maggio: Banchetto in P.za Centemero e Paleari dalle 9:30
📍 Vigevano (PV) – Sabato 10 Maggio: “Colazione a 12 stelle” – Viale Industria 14 – ore 10:00
📍 Voghera (PV) – Domenica 11 Maggio: “Aperitivo a 12 stelle” – Corso Rosselli 58 – ore 11:00
🇮🇹 PIEMONTE
📍 Alessandria – Sabato 10 Maggio: Gazebo in Piazza Marconi (lato portici di Piazza Garibaldi) – 10:00–12:30
📍 Cuneo – Sabato 10 Maggio: Aperitivo in Via Roma 28 – dalle 17:00
📍 Novara – Sabato 10 Maggio: Gazebo in Largo Don Minzoni, angolo Via Dante – 9:30–12:30
📍 Torino – Sabato 10 Maggio: in Piazza Arbarello angolo Via della Consolata – 10:00–13:00 e 15:00–19:00
🇮🇹 PUGLIA
📍 Taranto
🗓 Venerdì 9 Maggio
📌 Aperitivo “L’Europa nelle Strade” con la presenza di Luigi Marattin – presso “Fischio, Info Point & Mini Bar”, Piazza Garibaldi
🕔 Ore 17:00
🇮🇹 SARDEGNA
📍 Olbia
🗓 Venerdì 9 Maggio
📌 Aperitivo presso “Il molo food & drink”, Via Piovene 28
🕔 Ore 17:00
🇮🇹 SICILIA
📍 Catania
🗓 Giovedì 8 Maggio
📌 Evento “Quale futuro per l’UE?” – Libreria “CataniaLibri”, Via Etnea 325
📺 L’evento sarà trasmesso anche in diretta streaming
📌 Ulteriore iniziativa in definizione per il weekend 9–11 maggio
🇮🇹 TOSCANA
📍 Prato
🗓 Sabato 10 Maggio – Piazza del Comune – 🕒 Dalle 15:00 alle 18:00
🗓 Domenica 11 Maggio – Piazza del Comune – 🕙 Dalle 10:00 alle 13:00
📍 Livorno
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Banchetto in Via Grande (angolo Via del Giglio)
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00
📍 Pisa
🗓 Venerdì 9 Maggio
📌 Banchetto in Largo Ciro Menotti
🕓 Dalle 16:00 alle 19:00
🇮🇹 TRENTINO
📍 Trento
🗓 Venerdì 9 Maggio
📌 Aperitivo presso “Hotel America” – Via Torre Verde 50
🕕 Ore 18:00
🇮🇹 VENETO
📍 Verona
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Banchetto a Porta Borsari – 10:00–16:00
📌 Aperitivo europeo con il Prof. Roberto Ricciuti – “Bar Re Carlo”, Via Cattaneo 12 – ore 18:30
📍 Cerea (VR)
🗓 Domenica 11 Maggio
📌 Banchetto in Via Paride – 9:00–12:00
📍 Padova
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Banchetto in Piazza dei Signori – 11:00–15:00
📍 Rovigo
🗓 Sabato 10 Maggio
📌 Presidio davanti al monumento a Matteotti in Corso del Popolo – 12.15
🎉 Vieni a trovaci
Per un’Europa più vicina.
Ti aspettiamo!
Partito Liberaldemocratico

📷 Ci Siamo
Intervista | Luigi Marattin | Affaritaliani | 09/05/2025
🗞️ Intervista | Luigi Marattin | Affaritaliani | 09/05/2025
“Marattin: “Elezioni anticipate? Magari! Ecco come riportare il Centro… al centro”
Data: 09/05/2025
Testata: Affaritaliani
Autore: Marco Scotti

Marattin: “Elezioni anticipate? Magari!”. L’intervista
“Se si vota presto? Non ne ho paura. Anzi, lo auspico: sarebbe l’occasione per rompere il bipolarismo malato che sta soffocando l’Italia”. Luigi Marattin, ex esponente di Italia Viva e ora fondatore del Partito Liberaldemocratico, non si nasconde. Né quando parla della deriva populista dei due poli, né quando lancia la sfida per costruire un’alternativa liberale, riformista, atlantista.
In questa intervista racconta perché ha deciso di fondare un nuovo soggetto politico, quali sono le sue ambizioni e dove vuole arrivare. E non risparmia critiche, dal golden power a Unicredit-Bpm fino al Pnrr, passando per Generali, Mps e la fiscalità “fuori controllo”. Ma ci sono anche parole di apprezzamento: per la premier, “che sta facendo bene in politica internazionale” e per gli altri soggetti al centro, da Calenda a Renzi fino a…
In una politica sempre più bipolare – a volte anche nel senso deteriore del termine – che bisogno c’era di un nuovo partito e che spazio andate a colmare?
Dopo la fine della Prima Repubblica, l’Italia si è voluta illudere di essere un paese in cui fosse utile ed efficiente organizzare il sistema politico su base bipolarista. E in tanti, compreso il sottoscritto, ci hanno creduto. Nonostante fosse chiaro che il tentativo non fosse proprio convintissimo, visto che non sono mai state fatte le riforme istituzionali necessarie per supportare pienamente uno schema del genere (come una legge elettorale pienamente maggioritaria, o la riforma dei regolamenti parlamentari).
Da tempo io invece mi sono convinto che in Italia il bipolarismo abbia fatto solo giganteschi danni. Un paese non può inventarsi a tavolino il proprio DNA politico e culturale. I paesi dove funziona il bipolarismo sono quelli anglosassoni, dove da 200 anni ci sono solo due culture politiche (oltre che una legge elettorale pienamente maggioritaria). Nella nostra storia invece contiamo almeno 5 culture politiche (socialista, comunista, laico-liberale-repubblicana, cattolico popolare, destra sociale): è illusorio pensare di poterle forzatamente ridurre a due. In secondo luogo, almeno negli Anni Novanta e Duemila il fragile bipolarismo italiano competeva per l’elettore mediano: lo faceva con due schieramenti che avevano due leader centristi (Prodi e Berlusconi) e forze politiche tendenzialmente centriste che avevano la guida politica delle due coalizioni.
Da una decina d’anni invece i motori politici delle due coalizioni sono diventati i partiti estremisti e populisti, e si compete per l’elettore estremo, non per quello mediano. Salvini, Meloni, Vannacci fanno a gara a solleticare l’elettore più sovranista. Schlein e Conte fanno la stessa cosa con l’elettore più radicale di sinistra. Questo lascia un pezzo di paese, addirittura potenzialmente maggioritario, senza rappresentanza politica. Non a caso stiamo osservando tassi di astensionismo mai sperimentati nella nostra storia
Il Partito Liberaldemocratico è nato per colmare, assieme a tutti quelli che condividono questa impostazione, questo pericoloso vuoto di rappresentanza. E per dare voce a tutti quelli che credono che l’Italia abbia bisogno di un’ondata di riforme liberali per tornare a crescere e smetterla di essere il paese che, nell’ultimo trentennio, ha registrato il tasso di crescita medio più basso sull’intero Pianeta.
Alla presentazione del Partito Liberaldemocratico c’era molta società civile, qualche nome anche “di peso”: che accoglienza avete ricevuto?
Abbiamo un tesseramento solo digitale, e con pagamento obbligatorio di 25 euro della tessera: questo non aiuta i tesseramenti di massa! Ma ciononostante in meno di 60 giorni abbiamo fatto più di 2.000 tesserati, e stiamo crescendo molto in particolare tra gli amministratori locali. Siamo presenti in tutte le regioni e in quasi la totalità dei capoluoghi di provincia. Abbiamo già fatto una giornata, il mese scorso, di banchetti in piazza in tutta Italia e questo weekend la replicheremo in occasione della festa dell’Europa.
Il 28 e 29 giugno, a Bologna faremo il nostro primo congresso, con l’elezione degli organi dirigenti nazionali. C’è molta curiosità attorno al nostro progetto. Faremo di tutto per meritarci la fiducia che ci viene data. E mi faccia ringraziare di cuore i nostri militanti e i nostri dirigenti, che da mesi lavorano diverse ore al giorno per il nostro progetto, rimettendoci tempo e soldi. Ma lo fanno solo per un motivo: perché credono che la politica in Italia possa tornare a essere una cosa seria, e non la televendita che è diventata in questi anni.
In un’ottica sempre orientata al maggioritario, la vostra casa è il centrosinistra o il centrodestra?
Non siamo certo i soli a credere in una piattaforma liberaldemocratica e riformatrice, fatta di fedeltà alle liberaldemocrazie atlantiche, sostegno all’Ucraina, garantismo, riduzione della spesa pubblica, rivoluzione concorrenziale, meritocrazia nella pubblica amministrazione, ecc.
Ma siamo i soli che pensano che sia fallita la sfida di far vivere questo approccio all’interno di uno dei poli. È fallita la sfida di “temperare” o “condizionare” i populismi. I populismi vanno combattuti sul piano elettorale, non corteggiati. Hanno già fatto abbastanza danni.
Alle elezioni politiche del 2027, chi sostiene una impostazione autenticamente liberal-democratica e riformatrice deve presentarsi con una unica formazione, forte, orgogliosa, autonoma e dalla leadership contendibile. Per far sì che nella prossima legislatura i populisti di destra e di sinistra il governo del paese lo vedano solo col binocolo.
La frattura con Renzi e prima ancora con Calenda è sanabile?
Noi non abbiamo fratture con nessuno. Esistono semmai diverse opinioni politiche. In particolare, Italia Viva l’anno scorso ha deciso di abbandonare la collocazione terzopolista (che aveva tenuto sin dalla sua nascita nel 2019) e schierarsi col centrosinistra, con il M5S e a favore di Elly Schlein premier. Una scelta legittima ma che larga parte di quel partito non ha condiviso, abbandonando Italia Viva e dando vita prima all’associazione “Orizzonti Liberali” e poi – assieme ad altre realtà politiche – al Partito Liberaldemocratico.
Azione invece rimane nell’area liberaldemocratica, e pertanto è ovviamente un interlocutore. Qui semmai la questione è capire se i soggetti rimasti in questa area debbano farsi la guerra tra loro o, come noi speriamo, fare un cammino comune finalizzato ad offrire agli italiani una alternativa unitaria e forte. Del resto tutte le rilevazioni concordano che quest’area vale potenzialmente il 15% dell’elettorato. Se nessuno dei soggetti esistenti, in qualche anno ormai, è arrivato a coprire più di un quinto di tale somma, allora forse dobbiamo fare qualcosa di più grande tutti insieme, invece di intestardirci di essere, da soli, non solo necessari ma anche sufficienti.
Anche perché se gli elettori si troveranno ancora una volta due o addirittura più formazioni che dicono le stesse cose ma sono divise perché ognuno pensa di avercelo più lungo degli altri (il pensiero, ovviamente), penso che manderanno tutti a quel paese. Come già accaduto in passato.
Qualcuno dice che entro l’inizio del prossimo anno si tornerà a votare, con la premier pronta a monetizzare la crescente fiducia di cui gode: voi che cosa pensate? Sareste pronti alle elezioni?
La politica per certe cose è una scienza esatta. Se una coalizione di governo si rompe, non si presenta – 45 giorni dopo – al voto di nuovo insieme. E il centrodestra, con questo politica e di legge elettorale, può vincere solo se si presenta unito. Quindi l’unico caso in cui ritengo possibile che si vada al voto anticipato è una modifica radicale degli assetti politici, in direzione di una rottura di questo malsano bipolarismo. Ed essendo in ultima analisi proprio questo l’esito che auspico, non posso certo averne paura.
In materia economica, qualche giudizio secco: golden power su UniCredit, sì o no? Mps-Mediobanca? E della partita di Generali (appena conclusa ma già di nuovo di attualità)?
Aver utilizzato la golden power in quel modo sull’operazione Unicredit-BPM è stata una delle cose più ridicole che abbia visto ultimamente. Quella disciplina nasce per proteggere settori cruciali per la nostra sicurezza (come la difesa o le telecomunicazioni) da acquisizioni da parte di paesi non alleati. Qui invece viene usata per ostacolare una possibile fusione tra due banche italiane. Pazzesco.
Riguardo MPS, siccome non sono un nostalgico né delle partecipazioni statali né delle banche controllate dalla politica, preferirei che prima lo Stato uscisse completamente dal capitale di MPS e poi che questo istituto, e questi nuovi “capitani coraggiosi”, provino tutti gli “assalti al cielo” che desiderano. Sarà il mercato a decidere. Lo Stato si faccia gli affari suoi: in una moderna economia di mercato, il potere pubblico su queste cose interviene solo tramite le autorità di regolamentazione, che a loro volta devono intervenire solo per tutelare il principio della concorrenza e per evitare la costituzione di posizioni dominanti.
Su Generali infine, mi ha molto sorpreso l’ostilità di buona parte della politica italiana verso l’operazione di fusione tra Generali Investment Holdings e Natixis. Si tratta della stessa politica che si spella le mani quando Draghi dice che all’interno della UE dobbiamo creare l’unione del mercato dei capitali, creare soggetti transazionali di dimensione europea, integrare i mercati nazionali, ecc. Poi quando si tratta di farlo, si spaventano tutti. La verità è che per la politica italiana le cose sono belle solo quando rimangono intenzioni. Nella fattispecie, troppo forte per qualcuno la paura che la classica telefonata di “moral suasion” verso Generali per tenere in pancia i titoli del debito pubblico anche quando perdono di valore sia un po’ più difficile in caso di fusione con i francesi. Perché in Italia in realtà l’unico partito al governo in Italia è il PUSP (il Partito Unico della Spesa Pubblica), che comprende sia la destra che la sinistra.
Come giudica il rapporto tra Giorgia Meloni e Donald Trump?
Immagino che ogni relazione con Donald Trump non sia proprio semplice. Un giorno ti loda, il giorno dopo può dirti che gli devi baciare il culo. Già il fatto che la presidente Meloni sia riuscita a stare nello Studio Ovale (anche dicendo cose molto efficaci, come che a “tornare grande” deve essere l’Occidente, non semplicemente l’America) senza farsi maltrattare mi sembra un ottimo risultato.
Al di là di giudizi di parte, è soddisfatto di questi primi 30 mesi di esecutivo Meloni?
In politica internazionale sì, bisognerebbe essere in malafede per negarlo. In politica interna assolutamente no. La pressione fiscale è salita dal 41,7% del 2022 al 42,6% del 2024 (fonte Istat) e lo stesso governo scrive nei documenti ufficiali che rimarrà a quel livello fino alla fine della legislatura. Di liberalizzazione e concorrenza neanche l’ombra, in Italia abbiamo l’unica destra del mondo che è contro il mercato. Faccio solo un esempio: il governo si appresta a varare un altro disegno di legge sulla concorrenza. Accetta un nostro suggerimento? Liberalizzi completamente i saldi. L’idea che un negozio possa abbassare i prezzi della merce solo quando lo decide il sindaco è un retaggio di un mondo che non esiste più.
E poi: la spesa pubblica continua a essere fuori controllo, non c’è nessuna volontà di innescare un serio meccanismo secondo cui prima di spendere un euro di nuovi soldi pubblici bisogna verificare che i 1.200 miliardi che già spendiamo siano usati nel modo migliore possibile. Il Pnrr arranca: sono rimasto sconvolto quando, poche settimane fa, il Ministro Foti ha candidamente ammesso che ci sono 12 miliardi già impegnati ma che non hanno un soggetto attuatore: cioè ci sono 12 miliardi che sono in giro ma non si sa a chi siano stati dati.
La corsa agli armamenti: giusta e necessaria o frettolosa e fuori dal tempo?
La sicurezza è un bene pubblico. Che non vuol dire gratuito, ma vuol dire che deve essere offerto obbligatoriamente dal potere pubblico. Per 80 anni ne abbiamo usufruito senza di fatto pagarlo, perché ce lo fornivano gli USA. Se è vero, come pare, che non sono più disposti a farlo (perlomeno non nella misura che si è verificata finora), allora dobbiamo fornircelo da soli.
Trovo infantili le polemiche di chi dice “non spendiamo in sicurezza, spendiamo in scuole e ospedali”. Sembrano un gruppo di hyppie. Non capiscono che senza il bene pubblico “difesa e sicurezza”, è inutile parlare di scuole, ospedali, ricerca e tutte le cose che giustamente ci stanno molto più a cuore.
Si può parlare con Putin?
In politica internazionale si deve parlare con tutti. Mi pare però che l’unico modo che il signore di cui sopra utilizza per parlare siano le bombe e i missili. E allora, purtroppo, bisogna stare nella conversazione, diciamo. Mi pare che alla fine se ne sia accorto persino Trump.
Questa intervista è stata realizzata da Affaritaliani
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Partito Liberaldemocratico

Parlano di Noi | Valeria Pernice | Il Riformista | 09/05/2025
🗞️ Parlano di Noi | Valeria Pernice | Il Riformista | 09/05/2025
Europa, Pernice a Calenda: “Lieti di riscoprire nelle sue parole lo spirito col quale siamo nati. Costruiamo insieme quell’area necessaria al Paese”
Data: 09/05/2025
Testata: Il Riformista

“Siamo contenti che lo spirito con il quale siamo nati oggi lo riscopriamo nelle parole di Carlo Calenda, leader di Azione, che ascoltiamo con piacere. Noi ci siamo per costruire quell’area necessaria al Paese ridare voce e rappresentanza a chi non si rassegna al bipopulismo”. Così Valeria Pernice, esponente del Partito Liberaldemocratico, in risposta alle parole di Carlo Calenda, leader di Azione, che durante l’evento “Direzione Nord. L’Innovazione che serve”, in corso alla sede milanese di Assolombarda, rivolgendosi a Luigi Marattin e ad altri esponenti dell’area centrista, ha aggiunto: “Siamo pronti a farlo insieme”, relativamente all’ipotesi di un’area repubblicana, liberale e pragmatica.
“In questi giorni – conclude Pernice – siamo nelle piazze d’Italia con iniziative a cura dei nostri militanti e simpatizzanti, persone che hanno a cuore i valori dell’Europa forte, unita, democratica, nella giornata che proprio l’Europa celebra. Questo il nostro modo di rivolgerci a tutte le forze europeiste, repubblicane, liberali, proprio per costruire un’area comune. Con piacere accoglieremmo Calenda: siamo presenti anche a Roma”.
Questo articolo è stato realizzato da Il Riformista
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