#PLDTalks – OLTRE LE LISTE D'ATTESA: STRATEGIE E POLITICHE PER UNA SANITA' PIU' EFFICIENTE
🎙️ #PLDTalks – OLTRE LE LISTE D’ATTESA: STRATEGIE E POLITICHE PER UNA SANITA’ PIU’ EFFICIENTE
📅 Data Live: 12/06/2025
🕒 Ora: 18:30
📍 Dove vederla: YouTube
🎤 Ospiti e interventi
Ecco chi parteciperà alla diretta:
- Prof. Matteo Bassetti – Professore ordinario e Direttore della scuola di specializzazione in Malattie infettive dell’Università di Genova
- Dr. Franco Ancona – esperto in economia e gestione dei sistemi sanitari, coordinatore nazionale del Gruppo sanità Pld
- Dr.ssa Simona Delmastro – Fisioterapista – componente del gruppo sanità Pld
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Assemblee per il Primo Congresso del Partito Liberaldemocratico
📅 Assemblee per il Primo Congresso del Partito Liberaldemocratico 10 – 21 Giugno
In tutta Italia, ci troviamo per Elezione del Nostro Segretario Nazionale tramite le liste Territoriali affiliate al candidato scelto
Ecco dove trovarci:
📍 Abruzzo
🗓 Data: 14/06/2025
🕒 Orario: 09:00 – 13:00
📫 Indirizzo: via Firenze, 273 – Pescara
📍 Calabria
🗓 Data: 13/06/2025
🕒 Orario: 16:00 – 20:00
📍 Luogo: Sala delle Colonne del Palazzo Sanseverino Falcone
📫 Indirizzo: Piazza Giovanni Falcone, 1 – Acri (CS)
📍 Campania
🗓 Data: 11/06/2025
🕒 Orario: 17:00 – 20:00
📍 Luogo: Fondazione S. Giuseppe dei Nudi
📫 Indirizzo: Via S. Giuseppe dei Nudi, 72 – Napoli
📍 Emilia-Romagna
🗓 Data: 14/06/2025
🕒 Orario: 10:00 – 13:00
📍 Luogo: Sala Consiliare di Quartiere Vinka Kitarović
📫 Indirizzo: Piazza Spadolini, 7 – Bologna
📍 Friuli Venezia Giulia
🗓 Data: 13/06/2025
🕒 Orario: 18:00
📍 Luogo: Mulino delle Tolle
📫 Indirizzo: Via Julia – Sevegliano (UD)
📍 Lazio
🗓 Data: 14/06/2025
🕒 Orario: 10:00 – 14:00
📍 Luogo: Sala del Circolo Mazzini
📫 Indirizzo: Via La Spezia, 83 – Roma
📍 Liguria
🗓 Data: 16/06/2025
🕒 Orario: 18:00
📍 Luogo: BIBI Service
📫 Indirizzo: Via XX Settembre, 41 – 3° Piano – Genova
📍 Lombardia
🗓 Data: 14/06/2025
🕒 Orario: 10:30 – 16:30
📍 Luogo: CAM Falcone e Borsellino (ex CAM Garibaldi)
📫 Indirizzo: Corso Garibaldi, 27 – Milano
📍 Marche
🗓 Data: 14/06/2025
🕒 Orario: 15:00 – 18:00
📍 Luogo: Coworking – Innovation Campus Ancona centro
📫 Indirizzo: Via Montebello, 71 – Ancona
📍 Provincia Autonoma di Trento
🗓 Data: 18/06/2025
🕒 Orario: 16:00 – 20:00
📍 Luogo: Hotel America
📫 Indirizzo: Via Torre Verde, 50 – Trento
📍 Toscana
🗓 Data: 14/06/2025
🕒 Orario: 09:00 – 13:00
📍 Luogo: Art Hotel Museo
📫 Indirizzo: Viale della Repubblica, 289 – Prato
📍 Veneto
🗓 Data: 14/06/2025
🕒 Orario: 10:00 – 14:30
📍 Luogo: Sala BNI
📫 Indirizzo: Via Savelli, 102 – Padova
(Riferimento: Bar “Sorsi e Morsi”, Via Savelli 100)
pagina in aggiornamento in base alle comunicazioni ricevute
Partito Liberaldemocratico

17 GIUGNO 2025 - VERONA - ENZO TORTORA: IL CASO CHE INTERROGA LA GIUSTIZIA DI OGGI
ENZO TORTORA: IL CASO CHE INTERROGA LA GIUSTIZIA DI OGGI
Introduce:
Valeria Pernice Comitato Nazionale PLD
Francesco Hellmann, avvocato penalista e responsabile Forum Giustizia PLD
Modera:
Giuditta Bolognesi Giornalista
Partecipano:
- Francesca Scopelliti già Senatrice e presidente Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora
- Paolo Mastropasqua Avvocato e Presidente della Camera Penale Veronese
- Andrea Marcucci già Senatore e Cofondatore del PLD
17 giugno 2025, ore 20:45 | VERONA
Presso Sala San Giacomo | Piazzale Scuro (di fianco al Policlinico G.B. Rossi – Borgo Roma)
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Un evento del Partito Liberaldemocratico

#PLDTalks – BRIGATE RUSSE E DEMOCRAZIA EUROPEA: DIFENDERE L'INFORMAZIONE, PROTEGGERE LA LIBERTA'
🎙️ #PLDTalks – BRIGATE RUSSE E DEMOCRAZIA EUROPEA: DIFENDERE L’INFORMAZIONE, PROTEGGERE LA LIBERTA’
📅 Data Live: 05/06/2025
🕒 Ora: 18:00
📍 Dove vederla: YouTube
🎤 Ospiti e interventi
Ecco chi parteciperà alla diretta:
- Marta Ottaviani – Giornalista e analista di politica estera
- Enrico Peroni – Direzione nazionale Movimento federalista europeo
- Elena Buratti – EU affairs expert e membro del PLD
- Alessandra Franzi – Coordinatore comitato PLD Estero
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10 GIUGNO 2025 - ROMA - DALL'UNIONE ECONOMICA ALL'EUROPA POLITICA: VERSO UNA DIFESA COMUNE
DALL’UNIONE ECONOMICA ALL’EUROPA POLITICA: VERSO UNA DIFESA COMUNE
Un incontro dedicato all’analisi delle principali dinamiche geopolitiche contemporanee.
Un’occasione per comprendere meglio il mondo che cambia e il ruolo dell’Europa nel contesto internazionale.
Ne parleranno con noi:
- Gen. Vincenzo Camporini (già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e della Difesa)
- Gen. Pietro Serino (già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano)
- Prof.ssa Emanuela Pistoia (Ordinaria di Diritto Europeo dell’Università di Teramo)
- On. Giulia Pastorella (Deputato della Repubblica per Azione)
- On. Luigi Marattin (Deputato della Repubblica per il Partito Liberaldemocratico)
Modera Giulia Pompili – Giornalista (Il Foglio)
10 giugno 2025, ore 18:00 | Roma
Presso HOTEL RIPA Via degli Orti di Trastevere 3 (LINK)
Un evento del Partito Liberaldemocratico e Azione

#PLDTalks – DAL CASO TORTORA ALLE PROSPETTIVE FUTURE: COSTRUIRE UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NECESSARIA
🎙️ #PLDTalks – DAL CASO TORTORA ALLE PROSPETTIVE FUTURE: COSTRUIRE UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NECESSARIA
📅 Data Live: 27/05/2025
🕒 Ora: 18:00
📍 Dove vederla: YouTube
🎤 Ospiti e interventi
Ecco chi parteciperà alla diretta:
- Giandomenico Caiazza – Avvocato e già Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane
- Luigi Marattin – Parlamentare e Co-Fondatore Partito Liberaldemocratico
- Francesca Scopelliti – Già Senatrice e Presidente Fondazione Internazionale per la Giustizia “Enzo Tortora”
Moderatore: Francesco Hellman – Avvocato penalista e iscritto Partito Liberaldemocratico
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Parlano di Noi | Pietro Serino | Formiche | 21/05/2025
🗞️ Parlano di Noi | Pietro Serino | Formiche | 21/05/2025
La spesa militare al 2% non sia solo una formalità. Il commento di Serino
Data: 21/05/2025
Testata: Formiche

L’annuncio del raggiungimento del 2% del Pil in spesa militare da parte del governo rappresenta una potenziale svolta per le Forze armate e per il posizionamento del Paese in ambito Nato. Tuttavia, la mancanza di dettagli sulle modalità con cui tale obiettivo sarà raggiunto alimenta dubbi sulla reale portata dell’iniziativa. Solo il Dpp per il triennio 2025-2027 potrà chiarire se si tratta di una scelta strutturale volta a colmare i gap o di un’operazione formale. L’analisi del generale Pietro Serino, già capo di Stato maggiore dell’Esercito
Il recente annuncio dei ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e della Difesa, GuidoCrosetto, circa il raggiungimento del 2% del Pil di spese militari già a partire dall’anno in corso ha sicuramente sorpreso gli addetti ai lavori, trattandosi di un incremento del bilancio intorno ai dieci miliardi di euro che non trova precedenti.
Ma la sorpresa più grande consiste nel fatto che, ad oggi, non è dato sapere come questa spesa si concretizzerà: se attraverso una rivalutazione dei settori di spesa da includere nel cosiddetto Bilancio integrato in chiave Nato, che già oggi comprende parte del bilancio dei Carabinieri riferito ad attività militari, le spese per programmi finanziati dal Mimit, quelle per le missioni fuori dal territorio nazionale e le pensioni per il personale già militare; oppure attraverso nuove risorse da reperire con una manovra di bilancio; ovvero un mix delle due.
Presumibilmente, per saperne di più bisognerà attendere la presentazione in Parlamento del Documento Programmatico Pluriennale per il triennio 2025 – 2027, che anche quest’anno è in ritardo rispetto alla data del 30 aprile prevista dal Codice dell’Ordinamento Militare. Documento che chiarirà anche se il raggiungimento del 2% migliorerà, ed in che tempi, la situazione di forte ritardo capacitivo che lo Strumento militare nazionale presenta in taluni settori, con particolare riferimento al settore terrestre, ma non solo.
Il target di spesa individuato dalla Nato, per oggi ancora il 2%, non è infatti un fine, ma il mezzo per impegnare le Nazioni alleate a conseguire i target capacitivi definiti dal processo di pianificazione operativa dell’Alleanza, piano che definisce nel dettaglio cosa deve essere messo a disposizione, da parte di chi ed in quali tempi.
Se il piano del governo prevede risorse aggiuntive, allora sarà possibile, citando il DPP 2024 – 2026, dare soluzione allo “ipo-finanziamento del settore Esercizio, che ha raggiunto livelli ormai insostenibili, incidendo in maniera importante sia sui livelli di efficienza dei mezzi e sistemi sia sulla possibilità di effettuare le attività addestrative necessarie”, ovvero avviare una parte dei programmi indicati come “non meno rilevanti e necessari, che risultano oggi in attesa di prossimi finanziamenti utili”; se invece, si rivelasse una mera operazione contabile, allora il raggiungimento del 2% del Pil sarà un solo fatto formale e all’Alleanza Atlantica ed alle nostre Forze armate non resterà che attendere, come ormai fanno da lungo tempo.
Questo articolo è stato realizzato da Formiche
il contenuto è disponibile a questo link
Partito Liberaldemocratico

#PLDTalks – FINE VITA E DIGNITA': L'ITALIA TRA VUOTI NORMATIVI E INIZIATIVE REGIONALI
🎙️ #PLDTalks – FINE VITA E DIGNITA’: L’ITALIA TRA VUOTI NORMATIVI E INIZIATIVE REGIONALI
📅 Data Live: 21/05/2025
🕒 Ora: 18:30
📍 Dove vederla: YouTube
🎤 Ospiti e interventi
Ecco chi ha partecipato alla diretta:
- Alessandro Gentiletti – Associazione Luca Coscioni Terni
- Pamela Fatighenti – Componente Comitato PLD Toscana
- Andrea Marcucci – Già Senatore della Repubblica e Componente Comitato Nazionale PLD
Moderatore: Cristiano De Vergori – Partito Liberaldemocratico
📺 Rivedi la live
Se ti sei perso la diretta, puoi rivederla qui:

Intervista | Luigi Marattin | Il Dubbio | 18/05/2025
🗞️ Intervista | Luigi Marattin | Il Dubbio | 18/05/2025
Marattin: “Ora approviamo il ddl sugli errori giudiziari: non è un’offesa all’Anm“
Data: 18/05/2025
Testata: Il Dubbio
Autore: Giacomo Puletti

Luigi Marattin sul rinvio del ddl errori giudiziari confessa di non capire «perché difendere, anche solo simbolicamente, chi ha passato l’inferno avendo subito un errore dover “irritare” qualcuno, tanto più un corpo dello Stato»
Luigi Marattin, che a giugno terrà a battesimo il primo Congresso del Partito Liberaldemocratico, sul rinvio del ddl errori giudiziari confessa di non capire «perché difendere, anche solo simbolicamente, chi ha passato l’inferno avendo subito un errore deve “irritare” qualcuno, tanto più un corpo dello Stato».
Onorevole Marattin, il ddl errori giudiziari ha subito uno stop in Parlamento, per volere della maggioranza: come si è arrivato a ciò?
La versione più accreditata è che la maggioranza non vuole acquisire il clima di contrapposizione con la magistratura, trovandoci alla vigilia (o presunta tale) della modifica costituzionale sulla separazione delle carriere. Ma il ddl di cui si parla si limita a istituire una giornata per ricordare le vittime degli errori giudiziari. Si figuri, io sono anche contrario a riempire il calendario di “giornate del”, le considero del tutto inutili. Ma qui il discorso è simbolico: non capisco perché difendere, anche solo simbolicamente, chi ha passato l’inferno avendo subito un errore deve “irritare” qualcuno, tanto più un corpo dello Stato.
Lo stop si inserisce all’interno di un elenco più lungo di mancate tutele per chi entra nel sistema giustizia e ne esce poi con le ossa rotte e di mancate responsabilità per chi in quel sistema ha sbagliato: pensa si deve fare di più?
Qualche passo avanti lo si è fatto negli anni scorsi, per merito del collega Enrico Costa che ha fatto approvare leggi come quelle che stanziano un po’ di soldi per pagare le spese legali a chi viene riconosciuto innocente. E ha ragione quando dice che chi esce innocente da un procedimento giudiziario deve essere la stessa persona – nella dignità e nel portafoglio – che ci è entrata. Quello che non capisco è come faccia a portare avanti queste sacrosante battaglie presentandosi agli italiani assieme ai peggiori giustizialisti di Lega e FdI. Stessa cosa penso per i garantisti del centrosinistra, sia chiaro.
In che modo potrebbero e dovrebbero essere tutelati i presunti innocenti che finiscono in carcere e poi si dimostrano tali, magari dopo anni di processi?
L’elenco delle anomalie è noto: abuso della carcerazione preventiva, lunghezza eccessiva dei processi, cortocircuito mediatico che amplifica le indagini e sminuisce le assoluzioni, mancati risarcimenti a coloro che sono riconosciuti innocenti.
Pensa che in Italia manchi, a destra ea sinistra, quella cultura garantista necessaria affinché provvedimenti del genere vedano la luce?
In Italia ci sono politici garantisti, a partire da Enrico Costa, ma il punto è che, quando si tratta di imbastire una proposta politica, insistono a volersi mischiare con i manettari. Sia a destra che a sinistra il garantismo è ininfluente, perché si annacqua all’interno di due schieramenti (io le chiamo le “curve ultrà”) a salda guida populista e giustizialista. Ecco perché abbiamo fatto nascere il Partito Liberaldemocratico, che a fine giugno terrà il suo primo congresso nazionale. Perché abbiamo capito che i populismi ei giustizialismi non si moderano: si combattono. Chi crede in una società liberale, e oggi sono sparsi in entrambe le curve ultrà, tra due anni deve presentarsi alle elezioni all’interno di una unica proposta politica, autonoma dai populismi di destra e di sinistra.
Come giudica l’operato del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che sta portando avanti la separazione delle carriere ma anche aumentando i reati e rimanendo piuttosto inerme sulla questione carceri?
Si vede a vista d’occhio che vorrebbe fare di più e meglio, ma è frenato da quello che dicevo prima: la golden share dello schieramento di centrodestra ( così come quello di centrosinistra) non vuole una vera riforma della giustizia. Come su tutto il resto, hanno creato un finto derby tra “chi difende i magistrati” e “chi difende i delinquenti”. Noi del Partito Liberaldemocratico invece crediamo che difendere la sacralità del ruolo della magistratura e del perseguimento della giustizia non sia affatto in contraddizione con il valutare i magistrati, separare le carriere, garantire i diritti della persona evitando i processi mediatici e tutelare appieno gli innocenti. Insomma, per noi vale la definizione di Luigi Ferrajoli: «L’essenza del garantismo è assolvere in mancanza di prove quando l’opinione comune vorrebbe la condanna, e condannare in presenza di prove quando l’opinione comune vorrebbe l’assoluzione».
Questa intervista è stata realizzata da Il Dubbio
il contenuto è disponibile a questo link
Partito Liberaldemocratico

Parlano di Noi | Luigi Marattin | Il Foglio | 17/05/2025
🗞️ Parlano di Noi | Luigi Marattin | Il Foglio | 17/05/2025
Marattin: “Forza Italia sul MES è troppo appiattita su Salvini”
Data: 17/05/2025
Testata: Il Foglio
Autore: Gianluca De Rosa

“Mi dispiace, ma anche Forza Italia sul MES segue la linea populista della maggioranza”, dice sospirando Luigi Marattin, deputato e leader del Partito liberal democratico. Dopo un po’ di silenzio sul tema, alcuni giorni fa, in vista della riunione di giugno dei ministri dell’Economia della zona euro, il presidente dell’Eurogruppo, l’irlandese Paschal Donohoe, é tornato a fare pressione sull’Italia per la ratifica del trattato. L’Italia continua a essere l’unico paese a non averlo fatto.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lo scorso 13 maggio, durante I’Ecofin, ha spiegato ai suoi colleghi che dentro il Parlamento italiano non ci sono i numeri. La Lega é molto contraria. Ma anche FI, sulla carta favorevole allo strumento, ne contesta la governance: “Risponderebbe direttamente alla Commissione, non c’é sufficiente controllo”, é la linea del partito di Tajani. “L’organo decisionale del MES – dice invece Marattin – é il Consiglio dei governatori, ed è composto dai ministri delle finanze dei paesi membri. Affermare che un organo del genere non abbia sufficiente accountability nei confronti degli stati nazionali va oltre il ridicolo”.
Intanto, come denunciato dal direttore del Consiglio direttivo del MES, Pierre Gramegna, il rischio é che lo strumento rimanga sospeso. Spiega Marattin: “La principale conseguenza sarebbe l’impossibilita di usarlo come ‘paracadute di ultima istanza’ in caso di crisi bancarie. Ad oggi se una banca di un paese Ue andasse in crisi, e il Fondo di risoluzione (finanziato dalle banche private) fosse insufficiente a risolvere il problema, l’onere del salvataggio ricadrebbe sulle finanze pubbliche di quel paese Ue”, ragiona Marattin.
“Cosi facendo, i suoi titoli perderebbero valore. Ma quasi sempre questi titoli si trovano in pancia alla banca in crisi, aggravando quindi il problema. Ne deriva un circolo vizioso pericoloso per quel paese e per l’Europa. Con la riforma, invece, l’onere di intervenire in casi del genere sarebbe del MES. Contribuendo quindi a realizzare la condivisione dei rischi, un passo necessario per completare l’unione bancaria, una cosa alla quale, sulla carta, FI tiene molto, ma purtroppo da tempo si trova imprigionata in una coalizione che di liberale non ha nulla, perché guidata da sovranisti e populisti. Ogni tanto prova ad alzare la testa, più che altro simbolicamente, ma poi si accoda senza fiatare.
Il MES é solo un esempio: pensiamo all’aumento della pressione fiscale, alla completa dimenticanza del ceto medio, al golden power della Lega su Unicredit e Bpm, alle timidezze Il loro messaggio politico é ‘se non volete la sinistra ma non volete neanche un centrodestra sovranista, votate noi’. Ma é un messaggio perdente: i populismi non si moderano, si combattono. Per questo spero che nei prossimi due anni FI abbia il coraggio di costruire un’opzione politica liberale lontana dai populismi, sarebbe interessante”.
La Lega, come detto, é contrarissima al MES. Salvini dice “mai i soldi dei contribuenti italiani per salvare le banche tedesche”. “E deprimente pensare che la Lega Nord, che in economia aveva liberali veri come Gianluca Pagliarini e Roberto Maroni, sia diventata il cortile di casa di sovranisti come Borghi e Bagnai, che hanno fatto diventare il programma economico della Lega la fotocopia di un volantino dei Cobas degli anni 80: prepensionamenti, stampa di moneta, deficit illimitati. E slogan senza alcun senso come questo”.
Quali effetti ha sulla credibilità del nostro governo in Europa questa scelta? “Si perde tutta la credibilità che, eventualmente, si guadagna schierandosi a favore dell’Ucraina o gestendo bene il rapporto con Trump. Ma Meloni, anche lo volesse, non potrebbe contrastare Salvini. Questo bipolarismo all’italiana non compete sull’elettore mediano, ma sull’elettore estremo. Salvini, Meloni e Vannacci competono sull’elettore pil sovranista; Schlein e Conte su quello più radicale. Ecco perché noi del Partito liberal democratico siamo convinti che questo sistema vada scardinato”.
Questo articolo è stato realizzato da Il Foglio
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Partito Liberaldemocratico



















