Meno Stato, più libertà: il progetto liberaldemocratico per l'Italia
Uno Stato che faccia (molte) meno cose, ma fatte (molto) meglio.
Piu spazio per la libertà: economica, sociale e civile. Ad ogni persona non deve essere data la felicità, ma essere messa nelle migliori condizioni di cercarla.
Il mercato non è il demonio, ma uno strumento di libertà, di redistribuzione di opportunità, di crescita e di innovazione.
E un paese che ha bisogno di riformare tutto quello che è rimasto al secolo scorso: pubblica amministrazione, scuola, giustizia, fisco, welfare, istituzioni.
Per fare tutto questo non serve la politica delle curve ultra: ma una politica seria che abbia il coraggio di dire la verità agli italiani, e non trattarli come bambini viziati.
Se condividi tutto questo, vieni a darci una mano nel Partito Liberaldemocratico.
Da noi ci si iscrive solo online, a questo link (https://partitoliberaldemocratico.com/tesseramento/): così tutto è più trasparente!
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Digitale per tutti: serve il coraggio di cambiare davvero il Paese
Il punto non è tanto avere nuovi servizi digitali.
Il punto è farli diventare la regola, in tutto il paese.
Ma per farlo serve il coraggio di sfidare la conservazione, l’abitudine, la rassegnazione e le rendite di posizione.
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Un'Italia che vuole crescere: libertà, merito e responsabilità
C’è un’Italia che vuole crescere, innovare, costruire.
Un’Italia fatta di libertà, merito e responsabilità.
Un’Italia europea, aperta, protagonista.
Noi siamo qui per questo.
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Perché hanno scelto di unirsi a noi: le voci degli iscritti
Ci sono un po’ di nostri iscritti - da parti diverse d’Italia - che vi vogliono dire perché hanno deciso di unirsi alla nostra avventura.
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Chernobyl, Ucraina e libertà: un incontro a Roma il 26 aprile

Chernobyl è una ferita dell’Europa.
L’Ucraina oggi è il suo confine.
Tra memoria, guerra e autonomia energetica, c’è una scelta da fare:
difendere la libertà.
Ne parliamo a Roma il 26 aprile.
#RespiraLibertà
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PA: servono coraggio e meritocrazia per cambiare davvero l'organizzazione
Continuiamo a capire come fare una delle cose più difficili di tutte: andare oltre gli slogan quando si tratta di migliorare la pubblica amministrazione, usando come riferimento le soluzioni adottate all’estero.
Oggi il nostro @mattiafantinati ci parla di come cambiare completamente l’organizzazione del lavoro nella PA.
Su questo tema il ministro Zangrillo sta portando avanti qualche novità, ma se vogliamo incidere realmente dobbiamo avere molta meno paura dei sindacati e molto più coraggio nel promuovere meritocrazia e dinamismo.
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Gas russo solo dopo una pace giusta: serve autonomia energetica
Torneremo a comprare il gas dalla Russia quando si raggiungerà una pace giusta in Ucraina.
Altrimenti finanzieremmo una aggressione di una dittatura ad una liberaldemocrazia.
E da questa crisi iraniana cerchiamo di imparare, finalmente, la lezione principale: ridurre la nostra (enorme) dipendenza energetica dall’estero.
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Ceto medio tartassato: serve una riforma fiscale per chi guadagna 2.500 euro







In Italia chi guadagna 2.500 euro viene considerato un ricco.
Perché non ha diritto a nessuna detrazione (e nessuna agevolazione ISEE) e ha un’aliquota marginale - il 43% - che in altri paesi si applica solo quando di euro al mese ne guadagni 10.000, non certo 2.500.
Tartassando in questo modo il ceto medio l’Italia non tornerà più a crescere.
Il Partito Liberaldemocratico non ha paura nel dire che quando si parla di tasse, la vera emergenza non è sui redditi bassi, perché su quelli le tasse ormai sono molto basse (l’ emergenza dei redditi bassi è che bisogna aumentare il lordo, ma servono altri strumenti).
La vera emergenza fiscal è sul ceto medio: i “muli da soma” di questo paese, che vengono spremuti come limoni per mantenere un apparato pubblico famelico e inefficiente.
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Selfie e polemiche: serve una classe dirigente formata dai partiti
Questa cosa dei “selfie”, periodicamente, colpisce tutti.
Perché il selfie è l’equivalente moderno degli autografi: i politici ne fanno centinaia ogni anno.
Ma quando la sfortuna colpisce uno della “curva nord”, la “curva sud” comincia a cantare.
E viceversa.
La soluzione è non solo smetterla con queste sciocchezze, ma lasciare che parlino le sentenze (dei tribunali, non dei quotidiani) e soprattutto tornare a partiti che formano, selezionano e ricambiano la classe dirigente.
In quest’ordine.
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Genova rinuncia allo Sky Metro: una scelta contro lo sviluppo
A #Genova la giunta comunale ha abbandonato il progetto dello Sky metro, che avrebbe migliorato la mobilità pubblica del capoluogo ligure.
Nulla di scandaloso: la sindaca l’aveva annunciato in campagna elettorale e, essendo stata eletta, ha giustamente dato seguito a quella promessa.
Ma per noi si tratta, nel merito, di una scelta sbagliata.
E dovuta a un solo motivo: quello che fu un partito nato per unire i riformismi, è diventato succube dei peggiori populisti e anti-sviluppisti che abbiano mai messo piede in questo Paese. #respiralibertà
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