Delibera n. 4 della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico

Delibera n. 4 della Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico

Data: 11 Settembre 2025

Ora: 21.00

Oggetto: Costituzione di gruppi di lavoro tematici, ai sensi dell’art. 9, comma 7, dello Statuto, e nomina dei rispettivi coordinatori

       o    Agricoltura
o    Digitalizzazione
o    Sport
o    Turismo

In data 11 settembre 2025, alle ore 21:00, si è riunita in modalità telematica la Direzione Nazionale del Partito Liberaldemocratico per discutere i seguenti punti all’ordine del giorno:

  1.    Relazione del Segretario sulla situazione politica nazionale e internazionale;
    2.    Definizione delle iniziative politiche del Partito per il periodo autunnale;
    3.    Costituzione di gruppi di lavoro tematici, ai sensi dell’art. 9, comma 7, dello Statuto, e nomina dei rispettivi coordinatori:
    o    Agricoltura
    o    Digitalizzazione
    o    Sport
    o    Turismo
    4.    Discussione e deliberazione sulla posizione politica del Partito in merito al DDL per l’istituzione del reato di femminicidio;
    5.    Proposta del Segretario in materia di divieto dell’anonimato in rete e definizione di iniziative per incidere sulla normativa vigente;
    6.    Varie ed eventuali.

Componenti presenti:

Luigi Marattin (Segretario Nazionale), Aiuto Daniela, Ancona Franco, Antonetti Mauro, Bardone Gianluca, Bianchi Annalia, Cardiello Elena, Caruso Riccardo, Casu Alexandra Lucia, Ciarimboli Enrico, Colecchia Giulio, Costantino Antonino, Cucci Monica, De Carolis Alessandro, Di Placido Luigi, Faggio Elisa, Ferlito Alfio, Ferri Riccardo, Francia Cristian, Giaccari Piero, Godina Walter, Grossi Walter, Guadagni Antonella, Guazzo Concetta, Lazzari Enrico, MainardiMichela, Malosti Luca, Montagner Matteo, Montalto Angelo, Musi Adriano, Musso Raul, Nicolai Domenico, Ottaviano William Roberto, Pezzini Alessandro, Pontani Francesca, Scopelliti Francesca, Vesperini Giulio, Vogliotti Gabriella, Zaccara Nicola, Zilio Giammaria, Fasolo MarcoDe Nardis Giovanni,

Componenti assenti:

Bonuomo Gabriele, Bongiorno Ruggero, Cecchinato Piero, De Marchis Maria Paola, Ferrario Matteo, Facchetti Giuseppe , De Sabato Giuseppe, Turco Franco, Neglia Dario

Elenco presenti di diritto, senza diritto di voto:

Francesco Hellmann (tesoriere), Andrea Marcucci (Presidente Assemblea Nazionale), Alessandra Franzi (Responsabile per gli Iscritti residenti all’Estero),

Elenco presenti invitati dal segretario:

Componenti Segreteria Nazionale

 

Sul punto n. 3 – Costituzione di gruppi di lavoro tematici, ai sensi dell’art. 9, comma 7, dello Statuto, e nomina dei rispettivi coordinatori

       o    Agricoltura
o    Digitalizzazione
o    Sport
o    Turismo

Il Segretario nazionale, Luigi Marattin, ha presentato alla Direzione la proposta di nomina dei seguenti coordinatori dei gruppi Agricoltura, Sport e Turismo del Partito Liberaldemocratico:

Gruppo di lavoro Agricoltura: Patrizio del Cero

Gruppo di lavoro Sport: Massimo Carrieri

Gruppo di lavoro Turismo: Franco Turco

In riferimento al gruppo di lavoro sulla

Digitalizzazione,

vista la particolare ampiezza e complessità della materia, che richiede un’approfondita analisi preliminare delle competenze interne e delle specifiche esigenze organizzative, il Segretario propone di rinviare la nomina del coordinatore ad una fase successiva, al fine di consentire una valutazione più accurata delle professionalità e delle modalità operative necessarie per coordinare al meglio il gruppo

A seguito di richiesta del Segretario, si è proceduto con votazione palese.

Esito della votazione:

Unanimità favorevole

La Direzione Nazionale udita la proposta del Segretario nazionale e preso atto della competenza e del profilo dei candidati;

ha approvato la proposta all’unanimità e:

DELIBERA

di nominare: Patrizio del Cero coordinatore gruppo di lavoro Agricoltura, Massimo Carrieri coordinatore gruppo di lavoro Sport e Franco Turco coordinatore gruppo di lavoro Turismo, di rinviare alla prossima Direzione la nomina del coordinatore del gruppo di lavoro Digitalizzazione.

La presente delibera entra in vigore con effetto immediato.

Letto, approvato e sottoscritto.

Il Segretario nazionale
Luigi Marattin


Legge 194, l’emblema del liberalismo… che sia la strada per una legge per il fine vita

Legge 194, l’emblema del liberalismo… che sia la strada per una legge per il fine vita

di Luca Boccardo

Con la premessa che l’attuazione imperfetta della legge non ne compromette la struttura perfetta.

Nei successi legislativi che rappresentano l’essenza dei valori liberali, la Legge 194 è, a mio parere, tra i punti culminanti. Un successo di progressivismo e autonomia, una dimostrazione che il liberalismo è la strada giusta. Attuata nel 1978, questa legge ha legalizzato l’interruzione di gravidanza, garantendo alle donne un loro diritto fondamentale. La Legge 194 è un pilastro dei princìpi di libertà individuale, di libertà di scelta e di responsabilità sociale. Riflettendo su questo successo, è evidente che necessitiamo di una struttura simile per ogni altra legge che riguarda la libertà di scelta individuale su temi a valenza morale e sociale, a cominciare con una libertà che ci è ancora vietata: il diritto all’eutanasia.

Legge 194 come modello per il liberalismo

La Legge 194 fu introdotta in un periodo in cui il bisogno per l’aborto legale e sicuro stava diventando sempre più evidente e urgente. Fu la risposta alle condizioni degradanti e pericolose in cui le donne si trovavano nel tentativo di abortire, ma anche all’obbligo di tenere un bambino non voluto e crescerlo in condizioni precarie. Legalizzando e regolamentando l’aborto, la legge mirava a proteggere la salute e la dignità della donna, garantendo loro il diritto di scegliere.

Nella sua essenza, la Legge 194 incarna il principio fondamentale liberale dell’autonomia individuale poiché emancipa la donna, garantendole la possibilità di decidere autonomamente sulle proprie gravidanze, libera da influenze esterne, assicurandole al contempo pratiche mediche sicure e accessibili. Questa legge, fornendo un quadro legale che rispetta i diritti individuali, protegge la libertà personale, permette alle donne di determinare il proprio percorso di vita e rispetta i valori individuali dei medici, cui è consentita l’obiezione di coscienza in modo da lasciar loro la libertà di operare secondo i propri principi. La struttura di questa legge, non solo offre la possibilità di scegliere l’interruzione della gravidanza, ma prevede anche il supporto concreto alle donne in situazioni di vulnerabilità, offrendo assistenza economica e sociale a chi decide di portare avanti la gravidanza, valorizzando così la dignità e l’autodeterminazione di ciascuna.

I princìpi liberali che sottendono alla Legge 194 sono altrettanto rilevanti per il fine vita. Al centro del dibatti pubblico, emerge la domanda fondamentale legata all’autonomia individuale e il diritto di decidere la propria strada. In entrambi i casi, la legge rappresenta un pilastro della libertà personale, riflettendo l’importanza di garantire a ogni individuo il diritto di autodeterminazione tramite una scelta consapevole.

La strada per le legge per l’eutanasia

Una legge per il fine vita dovrebbe rispecchiare pienamente i princìpi della Legge 194, enfatizzando le decisioni informate, consensuali e guidate, il tutto garantendo la protezione dei diritti individuali. Essa deve tutelare il diritto di scelta, sia da parte del richiedente che da parte del medico. Un percorso strutturato dovrebbe accompagnare le persone nel processo decisionale, garantendo che ogni scelta sia consapevole e convinta. Questo percorso deve includere consulenze mediche, psicologiche e legali per assicurare che tutte le opzioni siano esplorate e comprese appieno. La Legge 194 è un trionfo dei valori liberali e il diritto all’eutanasia rappresenta un’estensione naturale degli stessi valori che ne sono alla base.

È tempo di estendere questi valori a una legge per il fine vita, assicurando che ogni persona abbia il diritto di scegliere consapevolmente la propria strada. Usiamo la struttura della Legge 194 per creare una società più compassionevole che rispetti l’autonomia e la dignità de ciascuno di noi.

Luca Boccardo
07.09.2025


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#20

Crescere davvero, la sfida italiana


Il PIL italiano è fermo da oltre vent’anni e senza riforme vere non crescono salari, pensioni e investimenti.

Negli ultimi venticinque anni l’Italia ha conosciuto un fenomeno che nessun altro grande Paese avanzato ha vissuto: una crescita piatta. A parte la caduta e il rimbalzo della pandemia, il PIL non si è mai davvero mosso. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: salari fermi, pensioni che non crescono, pochi investimenti in ricerca e innovazione, giovani che cercano altrove opportunità di vita e di lavoro.

La politica discute ogni trimestre se il segno davanti allo 0,1% sia positivo o negativo, ma la verità è che il problema è strutturale e viene da lontano. In Spagna non si approva un bilancio da tre anni e l’economia continua a crescere, in Francia il governo traballa, in Germania i dati restano fragili. Eppure nessuno di questi Paesi vive il declino cronico dell’Italia, che dura da oltre una generazione.

Per invertire questa tendenza, non servono slogan ma scelte radicali e pragmatiche. Come Partito Liberaldemocratico diciamo chiaramente che l’Italia deve finalmente fare ciò che non ha mai avuto il coraggio di fare:

1 ridurre la spesa pubblica per abbassare le tasse e liberare risorse per cittadini e imprese;

2 aprire mercati e settori protetti con liberalizzazioni e concorrenza, premiando il merito e l’innovazione;

3 ritornare al nucleare per avere in prospettiva costi energetici più bassi e competitivi.

⠀Per troppo tempo si è raccontato agli italiani che lo Stato potesse essere la stampella per tutto: sussidi, raccomandazioni, promesse. La verità è che il riscatto non passa dall’assistenzialismo, ma da un mercato aperto e competitivo, dove chi parte da zero può comunque giocarsela grazie al talento e al lavoro. Noi crediamo in un’Italia che dia opportunità vere, non elemosine.

👉 Guarda il video su Instagram

 


 

L’Europa che vogliamo: unita, aperta, protagonista

Negli ultimi decenni l’Europa ha costruito un senso di appartenenza che ha cambiato la vita di milioni di persone. L’Erasmus ne è l’esempio più concreto: milioni di studenti hanno potuto studiare nelle principali città del continente, scoprendo che l’Europa non è solo un’istituzione lontana ma una comunità viva di opportunità, libertà e mobilità. È un bene che anche il Regno Unito, dopo anni di isolamento, si prepara a riaprire le porte ai giovani europei (🔗 link).

Ma l’integrazione non può fermarsi alla politica estera e militare. Per essere più forte deve tradursi anche nella vita quotidiana dei cittadini. Lo abbiamo detto nella nostra proposta (🎥 link) di riconoscimento automatico dei titoli di studio in tutta l’Unione: un diploma o una laurea conseguiti in un Paese membro devono valere subito, senza ostacoli burocratici, in ogni altro Paese. Questa è l’Europa concreta che vogliamo: unita fuori, concreta dentro.

Oggi però non basta guardare al passato o a singole riforme. Mentre sui media campeggiano le immagini dei leader di Russia, Cina e India che provano a costruire un blocco alternativo all’Occidente, l’Europa appare spesso divisa, esitante, ripiegata sull’autocommiserazione. Ma la realtà è un’altra: i BRICS non sono un modello alternativo. A fronte di 86.000 dollari di reddito pro capite negli Stati Uniti e 35.000 in Europa, l’India si ferma a 2.700, la Cina a 13.000, la Russia a 15.000. La forza dell’Occidente non è in discussione, a patto che sappia restare unito.

Per questo la sfida vera non è difendersi ma avanzare. Serve un’Europa che non si limiti a reagire, ma che faccia un passo deciso verso l’unificazione politica, capace di parlare con una voce sola sul piano internazionale, di difendere i suoi interessi e di promuovere la libertà, la democrazia e il commercio aperto. Anche sugli accordi commerciali – come quello con il Mercosur – dobbiamo smettere di avere paura: la storia dimostra che aprirsi significa più export, più tutela del Made in Italy, più possibilità per i consumatori.

Il Partito Liberaldemocratico sostiene con convinzione questa visione: Stati Uniti d’Europa per affrontare le sfide globali e restare protagonisti, non spettatori.

 


 

Onore a Carlo Alberto dalla Chiesa

Il 3 settembre 1982 un commando mafioso uccideva a Palermo il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo.

Un colpo durissimo allo Stato, perché dalla Chiesa era l’uomo che aveva saputo sconfiggere il terrorismo brigatista con metodi investigativi innovativi ed efficaci. Un simbolo di coraggio e dedizione, che la mafia volle colpire proprio per spezzare la fiducia dei cittadini nella forza delle istituzioni.

La sua morte aprì una stagione di sangue che avrebbe avuto altri momenti tragici dieci anni dopo, con le stragi di Capaci e via D’Amelio. Ma il suo esempio resta vivo: un servitore dello Stato che credeva nella libertà e nella giustizia come principi fondamentali della nostra Repubblica.

Noi liberaldemocratici vogliamo onorarne la memoria e ribadire che la lotta a ogni forma di mafia, violenza e sopruso è parte della nostra identità politica.

👉 Leggi i ricordi del PLD Sicilia (🔗 link) e Terracina (🔗 link)

 


 

DAI TERRITORI

  • Taranto – La sezione locale del PLD lancia il progetto “Taranto Gateway Mercosur”: un piano concreto per trasformare il porto in un hub strategico tra Italia e Sud America, con dogana digitale, logistica intelligente e formazione di livello europeo. Una visione che mette la città al centro del Mediterraneo e apre nuove prospettive di sviluppo e lavoro qualificato. 👉 Leggi di più
  • Puglia – Alla vigilia dell’anno scolastico, Giuseppe De Sabato (Direzione Nazionale PLD) denuncia la mancanza di una visione per la scuola italiana: fondi PNRR spesi senza regia, docenti svalutati, nessuna strategia comune. Lancia la proposta per una scuola ripensata dalle fondamenta, con dirigenti preparati, reclutamento trasparente e vera valorizzazione del personale. 👉 Leggi l’intervento
  • Marsala – “La città è al collasso”: il dirigente regionale e nazionale Gianfranco Valenti denuncia il declino economico, infrastrutturale e culturale della città. Dal PLD la proposta di un’alternativa credibile, basata su meno burocrazia, più impresa e un modello di sviluppo sostenibile. 👉Leggi su TP24
  • Foggia – Dopo l’ennesimo assalto a un bancomat nel Foggiano, il PLD denuncia l’“escalation inarrestabile” della criminalità organizzata e chiede più controlli, uomini e mezzi, con un piano serio di prevenzione. “La provincia non può restare ostaggio delle bande.” 👉 Leggi su L'Immediato
  • Verona – Prima cena di ritorno dalle vacanze per la comunità liberaldemocratica veronese. Un’occasione di confronto, amicizia e politica. Valeria Pernice: “Siamo solo all’inizio, ma insieme possiamo riportare liberalizzazioni, concorrenza, merito e sviluppo al centro della vita politica.” 👉 Guarda le foto della serata
  • PLD Estero – Dal volontariato sconti sugli affitti: in diversi Paesi europei ed extraeuropei gli studenti che dedicano ore ad attività civiche ottengono benefici reali, dagli alloggi a prezzi calmierati ai crediti universitari. Il PLD Estero rilancia: anche in Italia serve valorizzare il volontariato come leva per inclusione sociale e diritto allo studio. 👉 Cinque semplici idee

 


 

PARLANO DI NOI

  • Roberto Arditti ha intervistato Luigi Marattin in una lunga conversazione a tutto campo: politica italiana, nascita del PLD, capitalismo nazionale e ruolo dell’Italia in Europa 🎥Guarda l’intervista
  • Il Sussidiario richiama le dichiarazioni di Luigi Marattin nel dibattito sulla riforma pensioni 2025, con particolare attenzione al tema dell’adeguamento all’aspettativa di vita 🔗👉 Leggi l’articolo

 


 

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