Dal programma dell'Ulivo al massimalismo: perché siamo diversi

L’altro giorno abbiamo pubblicato il programma con cui L’#Ulivo vinse nel #1996: riduzione della spesa pubblica, riduzione #tasse al ceto medio, Stato minimo, liberalizzazioni e concorrenza.
Sono cose che il centrosinistra di oggi vede come il fumo negli occhi, bollandole come “di destra” o “liberismo selvaggio”, e che invece come sapete sono i principali elementi identitari del Partito Liberaldemocratico.
Il centrosinistra oggi è diventato una formazione di sinistra radicale e massimalista, con cui un partito come il nostro non ha niente a che vedere. Ma non per motivazioni tattiche: semplicemente, perché abbiamo un’idea radicalmente diversa di cosa serva all’Italia per invertire il declino.
Il radicalismo e il massimalismo del #centrosinistra (dalla politica estera al fisco, dal mercato del lavoro all’energia, dalla giustizia alla scuola) non cambiano a seconda di chi lo guida : altrimenti si cede all’idea che la politica sia determinata da simboli, “figurine” e convenienze, e non dalle idee.
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I tentativi di spending review finora sono tutti falliti per un motivo molto sem






I tentativi di spending review finora sono tutti falliti per un motivo molto semplice: nessun partito si era presentato alle elezioni promettendo di tagliare la spesa pubblica.
E senza un forte ed esplicito mandato politico, non si ha la forza politica di rompere quel patto collusivo su cui si basa la spesa pubblica italiana.
Il Partito Liberaldemocratico chiederà agli #italiani esattamente questo mandato: tagliare in 5 anni un po’ più del 5% della spesa pubblica.
Con cui tagliare le tasse in modo che le famiglie e le aziende se ne accorgano davvero.
#Respiralibertà #fisco #tasse
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