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#44

Liberare energia


La proposta del PLD in materia energetica per bollette più stabili, meno dipendenza e più sicurezza energetica

L’energia è la misura concreta della libertà di un Paese. Senza autonomia e stabilità restiamo vulnerabili a crisi, tensioni internazionali e ricatti geopolitici. Senza energia non c’è libertà. Significa bollette che cambiano ogni volta che esplode una crisi internazionale. Significa imprese che non riescono a programmare investimenti. Significa famiglie che non sanno quanto pagheranno il prossimo inverno. Oggi l’Italia importa oltre il 70% dell’energia che consuma. 

Questa dipendenza si traduce in volatilità dei prezzi, trasferimento di ricchezza all’estero e minore autonomia nelle scelte politiche. Ogni shock internazionale — dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente — si riflette direttamente sulle bollette italiane. Il Partito Liberaldemocratico ha presentato “Liberare Energia”, un piano organico che affronta il problema alla radice. Sicurezza degli approvvigionamenti, stabilità delle bollette, competitività industriale e transizione ambientale non sono obiettivi alternativi: devono procedere insieme. Serve un mix realistico. Rinnovabili sì, ma integrate in un sistema stabile e programmabile. Gas nazionale nella fase di transizione, per ridurre la dipendenza esterna. Mercati più trasparenti e meno distorsioni regolatorie. 

Comunità energetiche efficienti, non solo simboliche, e il ritorno del nucleare di nuova generazione, come fonte programmabile e a basse emissioni, capace di garantire continuità e ridurre la volatilità. Non è una scelta ideologica. È una scelta di responsabilità. L’energia non è un tema per addetti ai lavori. È ciò che permette alle famiglie di vivere con meno incertezza e alle imprese di crescere senza temere la prossima crisi. Per questo servono regole stabili, tempi certi e una strategia di lungo periodo. Perché un Paese che non controlla la propria energia non controlla davvero il proprio destino.

👉 Proposta in materia di Energia

👉 Liberare Energia

 


 

Lo Stato che tassa o lo Stato che governa?

Quando si parla di politica economica, troppo spesso la risposta più semplice è anche quella più immediata: aumentare le tasse per recuperare risorse e dire “abbiamo fatto qualcosa”.

Nel settore energetico questa tentazione è emersa chiaramente con il recente Decreto Energia/Bollette, approvato dal Consiglio dei ministri, che prevede tra le misure urgenti anche un aumento di due punti dell’aliquota IRAP per le imprese del comparto energetico (👉 IRAP)  per il 2026 e il 2027, destinando le maggiori entrate alla riduzione degli oneri di sistema sulle bollette delle imprese non energivore. Intervenire con un aumento di imposte ogni volta che un comparto realizza utili non risolve però il problema strutturale. Quando le banche realizzano profitti elevati, c’è chi propone di tassarle di più Quando un settore cresce, scatta subito l’idea che “stia guadagnando troppo”. 

Questa logica rischia di trasformare lo Stato da regolatore a esattore reattivo. Se esistono distorsioni o rendite di posizione, la risposta non è automatica tassazione: è necessario intervenire con regole migliori e con autorità di regolazione efficaci che garantiscano trasparenza, concorrenza e stabilità dei mercati. 

Se il problema è la concorrenza, si rafforza la concorrenza. Se il problema sono le tariffe, si rivedono le tariffe con criteri chiari. L’aumento dell’IRAP deciso per il comparto energetico è un esempio di come misure episodiche possano essere impiegate per obiettivi specifici, in questo caso, ridurre oneri di sistema alle imprese, ma non possono sostituire una visione strutturale di lungo periodo. Secondo le stime, l’incremento porterà l’aliquota dal 3,9% al 5,9% per le imprese energetiche nel 2026-27, con l’obiettivo di finanziare la riduzione degli oneri per oltre 4 milioni di imprese, ma senza affrontare la fragilità di fondo del mercato energetico italiano.  

La linea liberaldemocratica è chiara: meno interventi episodici, più regole stabili. Lo Stato deve fare meno cose, ma farle bene. Anche, e soprattutto,  quando si parla di energia, banche e settori strategici. La politica economica non è improvvisazione fiscale: è costruzione di un quadro normativo coerente dove tasse, investimenti e concorrenza producano crescita reale, non reazioni emotive.

👉 Aumento IRAP

 


 

Equilibri fragili, decisioni serie

La politica estera richiede serietà di giudizio e realismo, non slogan e semplificazioni. In Medio Oriente il rischio di una nuova escalation è concreto. Nonostante gli sforzi internazionali per stabilizzare la regione, la tregua a Gaza rimane fragile e il tessuto geopolitico è instabile. Il piano negoziato dagli Stati Uniti per la Striscia di Gaza è stato recepito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come documento di legittimazione internazionale, con l’obiettivo di stabilire una forza di stabilizzazione e creare condizioni per la pace.  

Questa iniziativa non è perfetta - nessuna soluzione diplomatica lo è -  ma rappresenta oggi l’unico percorso concreto condiviso dalla comunità internazionale per evitare un ritorno al conflitto, smantellare le strutture di violenza e avviare una gestione civile e cooperativa della Striscia. Non si tratta di sostenere posizioni ideologiche a favore o contro un attore specifico, ma di riconoscere che la stabilità e la pace richiedono un approccio multilaterale, vincoli chiari e un processo negoziale sostenibile. Il rischio opposto, trasformare ogni tensione in uno scontro ideologico, è la via più facile e la più pericolosa: alimenta polarizzazioni interne senza produrre soluzioni concrete. La stessa serietà che chiediamo in materia di politica energetica, visione, stabilità, realismo, è imprescindibile anche nella politica estera.Perché la libertà e la sicurezza dei cittadini non sono valori astratti: dipendono dalle scelte che i governi e le istituzioni internazionali assumono oggi, nel quadro di equilibri fragili e complessi.

👉 Equilibri Fragili

👉 Hamas si schiera con Francesca Albanese

 


 

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PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.

📺 Riguarda la puntata del 10 febbraio  “Il nuovo (dis)ordine mondiale e multilateralismo'' su YouTube

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DAI TERRITORI

  • Lombardia
    • Milano: Adriana Pepe, funzionaria di banca neo pensionata e nuova segretaria della sezione milanese, è stata intervistata sulle prossime elezioni comunali (🔗 Il Giorno)
    • Monza: Leonardo Canesi, segretario provinciale del partito, è intervenuto nella polemica su Liberbar: “Non è un bar come gli altri (...), è un bene pubblico e non una zona franca (🔗 Monza Today)
    • Legnano: Elezioni, Radice rinnova la sua “promessa” per Legnano. E apre al centro (🔗 Malpensa24)
  • Campania - Avellino: Il segretario, Salvatore Pastore, ha rilasciato un’intervista nella quale esprime offre una prima lettura dell’attuale scenario politico cittadino (🔗 Ottopagine)
  • Piemonte - Fossano (CN): all’incontro organizzato dal PLD il 13 febbraio u.s.,  il medico attivista Khosro Nikzat, presidente dell’Associazione medici e farmacisti iraniani in Italia ha affermato: "Siamo molto vicini alla fine del regime. Ma da solo non cade. Non ha scrupolo a uccidere e può far leva sulla forza”.    (🔗 Incontro a Fossano sulla Resistenza Iraniana)
  • Liguria
    • La Spezia: Il PLD ha rilasciato un comunicato sull’aggressione ad un agente di polizia da parte di un carcerato (🔗 Città della Spezia)
    • Genova: Il PLD si è fatto portavoce delle istanze dei residenti e commercianti del centro storico sul tema della sicurezza (🔗 Genova24)
  • Emilia Romagna: Ravenna: Il PLD è intervenuto sulle concessioni balneari di Cervia che, secondo il Segretario, Nicola Cavina, devono essere messe a gara (🔗 Ravenna Web)
  • Trentino: Matteo Montagner è intervenuto sul turismo locale: “Il vero problema non è ‘quanto turismo (ma) che tipo”: “se non cambiamo rotta il turismo rischia di diventare una monocultura, e come tutte le monoculture può impoverire e desertificare il terreno" (🔗 Il dolomiti)
  • Toscana: Pistoia: Incontro sul referendum del prossimo 22-23 marzo venerdì 20 febbraio al quale, fra gli altri, interverrà Pamela Fatighenti della segretaria nazionale(🔗 Val di Nievole oggi)

 


 

PARLANO DI NOI

  • Il Riformista: con Azione una proposta comune per dare sostegno all’occupazione femminile e contrastare il calo demografico (🔗 Leggi l'articolo)
  • AdnKronos: Sondaggio elezioni, centrodestra e centrosinistra quasi pari (🔗 Leggi l'articolo)
  • Il Riformista: Dall’Ue 90 miliardi per l’Ucraina, centrodestra unito alla Camera: il campo largo va in frantumi, M5S e Avs prestano il fianco a Vannacci (🔗 Leggi l'articolo)
  • Il Tempo: Banche: Marattin, 'Salvini molto meglio con Conte e Fratoianni' (🔗 Leggi l'articolo)
  • Formiche: Jfc Napoli e il fianco Sud, perché il nuovo ruolo dell’Italia è una prova geopolitica. Scrive Serino (🔗 Leggi l'articolo)

 


 

APPUNTAMENTI

  • Friuli Venezia Giulia: manifestazioni di domenica 22 febbraio a Trieste, Udine e Pordenone in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia.(🔗 Manifestazione FVG)
  • Abruzzo: Lavoro Impresa e Futuro: lunedì 23 febbraio alle 18 a Chieti, con  i candidati a sindaco nelle prossime elezioni amministrative e tutto il gruppo abruzzese del partito. (🔗 Lavoro Impresa e Futuro)

 


 

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