di Enzo Tieri

‘Siamo tutti popperiani’: sono grato ad un – non conosciuto –  amico Libdem per questa espressione, in cui mi riconosco pienamente. Se c’è possibilità d’incontrarlo ne sarò lieto.

 

Karl Raimund Popper, uno dei più grandi pensatori liberali di tutti I tempi, è particolarmente noto per “La società aperta e I suoi nemici”, testo con affermazioni di valore perenne in cui polemizza tra l’altro con grandi personaggi della filosofia greca di tremila anni fa. Dalla sua opera citiamo: “La domanda Chi deve governare? presuppone  tacitamente che il potere politico è essenzialmente incontrollato…ma ciò porta ad un nuovo approccio al problema della politica perchè ci costringe a sostituire alla vecchia domanda la nuova domanda Come possiamo organizzare le istituzioni politiche in modo da impedire che i governanti cattivi o incompetenti facciano troppo danno?…L’autoritarismo tende in genere a scegliere coloro che obbediscono, che soggiaciono alla sua influenza. Ma, per fare ciò, è costretto a scegliere I mediocri” (dal cap.7, il principio della leadership),

La famiglia politica liberale si distingue per il suo focus preminente sulla liberta, la libertà personale. E questo è assolutamente connesso al principio di responsabilità individuale. Quindi, è un approccio con una priorità favorevole all’iniziativa individuale, piuttosto che all’jnvocazione – o all’attesa passiva – dell’operare di pubbliche autorità.

 

Il Partito Liberaldemocratico è membro dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa – ALDEparty. Per parte mia, sono ALDEparty Supporter, cioè membro – dalla fondazione nel gennaio 2024 – dell’organizzazione collaterale del partito europeo. Guardare alla politica a livello di Unione Europea significa mettere in comune le migliori esperienze, le migliori prassi nazionali; ciò, a beneficio di tutti i cittadini (è il concetto di ‘stronger together’, più forti insieme). Dobbiamo mettere in comune a livello di Unione Europea più competenze: se alziamo lo sguardo a livello internazionale, vediamo un mondo molto più instabile di appena poco tempo fa, in cui la logica di potenza (degli USA, della Cina) travolge gli equilibri costruiti a partire dal 1945. In un mondo in veloce cambiamento, l’Europa deve muoversi, se non vuole semplicemente subire le politiche altrui. Come scrive l’ex-presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi nel suo Report presentato il 09.09.2024, “Se l’Europa non è in grado di divenire più produttiva…non saremo in grado di finanziare il nostro modello sociale. Dovremo ridimensionare alcune delle nostre ambizioni. se non tutte”.

Nella prefazione del Report, Draghi usa l’espressione “popolo dell’Unione Europea” al singolare (cioè, non dice: popoli). Purtroppo, dobbiamo constatare, questo popolo unico NON esiste. Esistono almeno 27 popoli nell’Unione, 27 classi politiche che parlano ciascuna un linguaggio nazionale, 27 pubbliche opinioni a cui i mass media parlano in una logica nazionale; Bruxelles non è mai definita “capitale europea” ma “capitale del Belgio”.

Costruire l’Europa ci conviene perchè ci rende più resilienti in un mondo più instabile.

Costruire l’Europa significa non aspettare semplicemente le Elezioni Europee del 2029 per portare avanti i valori comuni.

Costruire l’Europa significa approfondire la conoscenza reciproca tra i popoli; in questo, l’iniziativa della Capitale Europea della Cultura per le confinanti Gorizia (Italia) e Nova Gorica (Slovenia) è un luminoso esempio. “Sul confine, per anni, filo spinato, guardie armate, spari, morti”: è la testimonianza riportata sulla City Map 2025 per  l’epoca in cui la Slovenia non era indipendente, prima che si liberasse della dittatura comunista. Ora le 2 città, italiana e slovena, sono affratellate in amicizia.

Questa è una strada giusta per costruire l’Europa, avanti così! 

Enzo Tieri
30.07.2025


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