🗞️ Parlano di Noi | Luigi Marattin | Il Messaggero | 08/05/2025
“Irpef, tempi lunghi per il ceto medioL’italia chiede di ritoccare il PNRR”
Data: 08/05/2025
Testata: Il Messaggero

Il ministro dell’Economia, Giorgetti: «Orizzonte pluriennale per abbattere la pressione fiscale»
Presentata a Bruxelles una revisione tecnica per la settima rata. Cambi per Transizione 5.0
ROMA La linea della prudenza prevale anche su un fronte politicamente delicato come il tagliodelle tasse. Dopo l’intervento con il quale il governo ha ridotto il modo strutturale il cuneo fiscale sui redditi fino a 40 mila euro, servira pit tempo per fare il passo successivo. Valea dire ridurre la pressione fiscale sulla “classe media”, quei contribuentiche dichiarano trai 40 mila e i 50 mila euro e per i quali, da tempo, il Tesoro e Palazzo Chigi studiano una riduzione delle ali quote dal 35 al 33 per cento oltre a un innalzamento del secondo scaglione Irpef fino a 60 mila euro. Ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo a un’interrogazione presentata da Luigi Marattin, ha confermato che il governo intende arrivare a un «progressivo abbattimento della pressione fiscale anche per i redditi medi». Ma questo obiettivo, ha aggiunto «presuppone un orizzonte temporale ‘pluriennale». Ci vorra tempo insomma. Del resto sul fronte del Fisco i partiti della stessa maggioranza hanno diversi progetti e sensibilita. Sul taglio dell’ Irpef alia classe media spinge in particolar modo Forza Italia, ma la misura é appoggiata anche da Fratelli d’Italia. La Lega ha altri dossier fiscali sul suo tavolo, dalla quinta operazione di rottamazione delle cartelle fiscali fino all’innalzamento della flat tax per le Partite Iva. Bisognera insomma prima di tutto riuscire a fare una sintesi tra le stesse forze di governo. Sintesi che sara necessaria, ma a livello internazionale, per capire come affrontare la tassazione delle Big Tech. L’Italia, come Francia e Spagna, ha una sua imposta sui servizi digitali con un’aliquota al 3% che colpisce le imprese con ricavisopra i 750 milioni. Lo scorso anno a portato incassi per 455 milioni di euro. Tuttavia la misura é entrata nel mirino dell’amministrazione statunitense. Era contestata gia dalla Passata presidenza Biden, ma con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca é entrata nel no-vero delle misure contestate e che Washington vorrebbe fossero cancellate nella trattativa sui dazi.
Tutta da chiarire anche la portata di un’eventuale richiesta di flessibilita per sostenere le spese in difesa. L’Italia non é tra i Paesi
che, entro il 30 aprile, hanno chiesto di attivare la clausola di salvaguardia che permette di scorporare dal conto del deficit i costi per la sicurezza e il riarmo. Roma attende di capire cosa sara deciso nel vertice Nato di giugno ese ai Paesi alleati sara chiesto di arrivare a una cifra superiore al 2% del Pil, che I’Italia raggiungera quest’anno.
IL PNRR
Bruxelles ha nel frattempo confermato di aver ricevuto una richiesta di revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza che include anche «modifiche tecniche» sugli obiettivi della settimana rata, il cui termine era alla fine dello scorso anno e oggi é in fase di verifica. Richiesta partita lo scorso 21 marzo. Roma lavora infatti a una quinta riscrittura del piano da 194,4 miliardi. Entreraé con molta probabilita un correttivo a Transizione 5.0, misura che nelle intenzioni avrebbe dovuto dare uno sprint alla spesa, impegnando circa 6 miliardi. Nelle previsioni c’é anche la creazione di fondi che permetteranno di far vivere le risorse oltre la scadenza del piano nel 2026. Il fondo diventa l’obiettivo da raggiungere e i soldi potranno essere spesi per progetti extra Pnrr, vincolati al rispetto di scadenze. Al momento non c’é invece Ia richiesta di spostare obiettivi del Piano alla Politica di Coesione.
Questo articolo è stato realizzato da Il Messaggero
Partito Liberaldemocratico

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