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#15
Uno stipendio giusto in 5 mosse
Le proposte del PLD per la dignità salariale delle persone
In Italia, gli stipendi sono fermi da oltre trent’anni. Secondo i dati OCSE, siamo l’unico Paese europeo in cui i salari reali, cioè il potere d’acquisto effettivo, sono diminuiti dal 1990 a oggi. Nell’ultimo quinquennio, la perdita media di potere d’acquisto ha superato il 10%. I salari italiani restano ben al di sotto della media dell’Eurozona, mentre il costo della vita, tra bollette, affitti e generi alimentari, continua a crescere più rapidamente delle retribuzioni.
Ne paghiamo il prezzo tutti: i giovani sono spinti a cercare opportunità altrove, fare figli è diventato per molti un lusso, il ceto medio viene progressivamente eroso. Un problema per tutto il Paese perché significa meno crescita, meno coesione sociale e meno opportunità per tutti. Siamo di fronte a una questione nazionale che nessuna forza politica può più ignorare.
Noi crediamo che sia il momento di passare dalle denunce ai fatti.
Per questo, come Partito Liberaldemocratico, abbiamo avanzato alcune proposte concrete alla Presidente Meloni in vista della prossima Legge di Bilancio:
1 detassare gli aumenti salariali ottenuti con la contrattazione aziendale e territoriale; 👉Guarda il video di Luigi Marattin
2 introdurre una legge quadro sul welfare aziendale, perché il benessere in azienda sia una realtà strutturale, accessibile a tutte le imprese e tutti i lavoratori; 👉 Guarda il video di Emanuela Pistoia - responsabile Welfare della segreteria nazionale
3 eliminare ogni limite alla detassazione degli accordi di produttività;
4 dimezzare le tasse per le micro-imprese che si fondono, aiutandole a crescere e diventare più competitive; 👉 Guarda il video di Aurora Pezzuto - responsabile Economia della segreteria nazionale
5 tagliare l’IRPEF per il ceto medio, oggi penalizzato come in nessun altro Paese avanzato.
Proposte semplici, realizzabili. Il tempo delle attese è finito: occorrono scelte responsabili e coraggiose per restituire dignità al lavoro e prospettiva a chi ogni giorno costruisce la ricchezza e la coesione del Paese.
Questo è il nostro modo di fare politica: pragmatico, responsabile, concreto.
👉 Partecipa e condividi la nostra campagna social su:
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Una giustizia giusta
Separazione delle carriere: un passo avanti per la giustizia
La riforma sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, appena approvata in seconda lettura, rappresenta una svolta verso processi più equi e istituzioni più credibili.
Noi liberaldemocratici pensiamo che una giustizia efficace e imparziale sia un pilastro della convivenza civile. Per questo sosteniamo la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti: una riforma liberale, giusta, necessaria per garantire giudici terzi e processi equi.
Chi accusa non può essere collega di chi giudica. Lo Stato di diritto si fonda sulla distinzione reale dei poteri, non su semplici dichiarazioni di principio. Una giustizia più equa, trasparente e imparziale è un diritto di tutti e una condizione essenziale per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Il garantismo, per noi, è una cultura politica. Difendere la legalità significa anche rispettare la presunzione di innocenza e la dignità delle persone. Non accettiamo che un avviso di garanzia venga confuso con una condanna.
Chi ricopre incarichi pubblici deve essere giudicato sulla base dei fatti e delle prove, non di semplici ipotesi o titoli di giornale.
Lo abbiamo detto anche in occasione del caso che ha coinvolto il sindaco di Milano: la presunzione di innocenza e la dignità delle persone vengono prima di ogni strumentalizzazione.
La giustizia va riformata per funzionare meglio, non per essere usata come clava politica. Il Partito Liberaldemocratico resta l’unica forza politica che difende insieme la terzietà del giudice e la dignità delle persone: due pilastri per una società più libera e più giusta.
👉Guarda il video di Luigi Marattin sul caso Milano
Chiediamo una giustizia più giusta, più efficiente, mai strumento di lotta politica.
Vuoi diffondere la nostra posizione?
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Più concorrenza nei trasporti
Come liberaldemocratici, riteniamo che la concorrenza non sia un fine in sé, ma uno strumento fondamentale per garantire qualità, innovazione e tutela dei diritti di tutti: utenti, lavoratori e imprese.
In assenza di concorrenza, i servizi tendono a peggiorare, le tariffe restano alte e le opportunità si riducono. Una regolazione ragionevole, fondata sulla trasparenza e sulla parità di accesso, è la migliore garanzia contro rendite di posizione e privilegi ingiustificati.
Per questo sosteniamo la proposta di legge di Andrea Giuricin per la riforma del settore taxi e NCC.
Chiediamo regole semplici e certe, che permettano a nuovi operatori di entrare sul mercato e agli utenti di scegliere liberamente il servizio migliore. È un modo per premiare chi innova, valorizzare il merito e costruire un sistema più aperto, dove i cittadini possano contare su tariffe eque e maggiore qualità.
Continuiamo la raccolta firme perché crediamo che meno vincoli inutili e più concorrenza siano la strada giusta per un settore moderno, efficiente e al passo con le esigenze delle città e delle persone.
FIRMA ANCHE TU la petizione per una vera riforma dei trasporti: insieme possiamo cambiare le regole e costruire un sistema che mette al centro cittadini, lavoratori e imprese. Ogni firma conta!
👉 Firma ora e fai la differenza
PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO
PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto aperto sui grandi temi della politica, dell’economia e dei diritti civili. Un’occasione per discutere con esperti, protagonisti della società e rappresentanti istituzionali.
📺 Riguarda la puntata del 15 luglio
Dialogo tra Luigi Marattin e Gaetano Quagliariello
Un confronto serrato su istituzioni, liberalismo e riforme. Da due punti di vista diversi, un’unica convinzione: la democrazia ha bisogno di pensiero lungo.
👉 Guarda la puntata su YouTube
📺 Riguarda la puntata del 17 luglio,
Giovani e mercato del lavoro in Italia con Aurora Pezzuto (responsabile economia PLD), Matteo Montagner (manager ed imprenditore IT), Massimo Taddei (direttore del quotidiano online Economika). Modera Massimiliano Saladino (assemblea nazionale PLD)
👉 Guarda la puntata su YouTube
I prossimi appuntamenti
📅 La programmazione riprenderà a settembre
DAI TERRITORI
- Prato - Il Partito Liberaldemocratico si presenta ufficialmente: “A Prato serve vera discontinuità”.👉La notizia su TV Prato
- Bologna - Grazie all’azione del PLD, non c’è stato spazio per chi ha portato la propria musica sulle macerie di Mariupol. Non è censura, è una scelta di campo: noi stiamo sempre dalla parte della libertà e di chi resiste all’oppressione. 👉Leggi e condividi il post
- Umbria - Con rispetto e commozione ricordiamo la giornalista Laura Santi, la prima persona in Umbria ad aver ottenuto il diritto al suicidio assistito secondo le procedure previste dalla legge. Il Partito Liberaldemocratico, dopo aver contribuito al raggiungimento delle 3000 firme per la legge regionale in Umbria continua a sostenere la raccolta firme del’Associazione Coscioni per una vera legge nazionale sull’eutanasia legale, affinché la libertà di scelta e la dignità della persona siano sempre tutelate. 👉Guarda il suo ultimo messaggio sui temi del fine vita e dell’eutanasia👉 Guarda il post del PLD Umbria
PARLANO DI NOI
La puntata di Omnibus del 20 Luglio ha visto protagonista anche Luigi Marattin. Il segretario è intervenuto sui 1.000 giorni del governo Meloni e sul progetto politico del Partito Liberaldemocratico, puntando l’indice sui dati, sulle riforme e sulle scelte necessarie per uscire dalla logica degli slogan.
Anche in questa occasione, Marattin ha riportato il dibattito sul piano della concretezza e del merito, per superare una politica fatta di demagogia e slogan.
L’Espresso dedica una lunga intervista a Luigi Marattin, nella quale il segretario spiega perchè è necessario uscire dalla logica del bipolarismo e perchè il PLD può essere un approdo per gli elettori moderati (LEGGI L’INTERVISTA)
FORUM TEMATICI
- Scuola
Ridiamo dignità agli stipendi dei docenti: detassiamo il FIS!
Il FIS è il fondo accessorio tramite cui vengono pagate tutte quelle attività senza le quali la scuola si blocca: dal coordinamento delle classi ai progetti formativi. Senza una detassazione reale del FIS, non si riconosce il valore aggiunto che ogni docente garantisce ogni giorno. 👉 Approfondisci e condividi la nostra proposta per una scuola che investe sulle persone. - Sanità
La sovranità sanitaria non è la soluzione: i virus non conoscono frontiere.
Il governo italiano, con una lettera del ministro della salute, ha ufficialmente respinto gli emendamenti 2024 al Regolamento Sanitario Internazionale dell’OMS.
Difendere il diritto alla salute vuol dire puntare su efficienza e cooperazione internazionale, non chiudersi dentro i confini.
È solo con scelte aperte, competenti e lungimiranti che possiamo davvero tutelare la salute di tutti.👉 Approfondisci e condividi la nostra posizione.
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