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#45

Le fondamenta della libertà


Riformare le istituzioni, formare la classe dirigente: il nostro impegno per un’Italia più forte

Le istituzioni non sono un palcoscenico E la politica non dovrebbe essere una campagna pubblicitaria permanente.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un copione che si ripete: annunci solenni, conferenze stampa, slogan sotto i flash. Poi, settimane dopo, arrivano i testi veri. A volte diversi. A volte ridimensionati. A volte silenziosamente corretti. Quando il dibattito pubblico si fonda sugli annunci e non sulle norme scritte, la legge perde centralità e la propaganda prende il sopravvento. Il Parlamento discute a valle. I cittadini giudicano sulla base delle narrazioni. La fiducia si erode.

Una liberal-democrazia funziona se il primato della legge viene prima del primato della comunicazione: se le regole sono chiare. Se le riforme si discutono nel merito. Se le istituzioni sono più forti degli slogan. 

Funziona anche se la separazione dei poteri non è solo un principio scritto nei manuali, ma una garanzia concreta per i cittadini: chi fa le leggi, chi governa e chi giudica devono essere distinti, autonomi, reciprocamente bilanciati. È questo equilibrio che impedisce agli abusi di diventare sistema.

Non basta indignarsi per il degrado delle istituzioni. Quando serve bisogna avere il coraggio di riformarle. Per questo è importante prima di tutto andare a votare per il referendum: proprio perché questa consultazione non prevede quorum, far sentire la propria voce dà legittimazione maggiore al cambiamento che vogliamo costruire.

In questi mesi stiamo assistendo ad una campagna elettorale vuota, dove gli slogan e la personalizzazione del referendum prevalgono sulla spiegazione dei quesiti. Ma il Referendum non è un voto pro o contro il Governo, bensì un voto sulla Giustizia e la Magistratura, sulla necessità di rendere davvero efficace il processo accusatorio, completando quella riforma che volle proprio un uomo di sinistra, Giuliano Vassalli.

Il fronte del No arruola comici, artisti, intellettuali per portare acqua alla propria narrazione. Noi rispondiamo spiegando con i fatti

👉 Le nostre risposte al fronte del NO

La posizione del PLD sul referendum per la separazione delle carriere è chiara e netta dall’inizio: votare Sì per restituire finalmente al Paese una giustizia davvero indipendente.

 


 

Il giudice deve essere davvero terzo

Significa che chi accusa e chi giudica non appartengono alla stessa carriera. Significa che la legge è davvero uguale per tutti. Significa che il processo non è un confronto tra parti sbilanciate, ma una garanzia per il cittadino.

Oggi in Italia la separazione delle funzioni esiste solo in parte. Ma le carriere restano intrecciate: pubblici ministeri e giudici condividono concorso, organo di autogoverno e progressioni. È un'anomalia che indebolisce la percezione di imparzialità e alimenta sfiducia.

Il referendum sulla separazione delle carriere non è una battaglia contro qualcuno. È una riforma a favore dello Stato di diritto. Due concorsi distinti. Due percorsi professionali autonomi. Un giudice pienamente terzo, come previsto dallo spirito delle riforme del 1988 e del 1999.

In questi giorni circolano semplificazioni e confusioni volute: si parla di “separazione delle funzioni” per evitare di discutere della vera questione. Ma il punto è semplice: chi giudica non deve essere legato, direttamente o indirettamente, a chi accusa

Depotenziare le correnti è una questione che riguarda tutti.

👉 L'intervento di Patrizia De Grazia dei Radicali

Un altro tassello della narrazione del NO è che chi sostiene questa riforma faccia il gioco della destra o ne sia parte. Eppure c’è tutta una fetta della sinistra riformista che voterà SI convintamente e ne sta spiegando le ragioni. Votare SÌ è una battaglia per la libertà, che serve anche a restituire fiducia nella magistratura.

👉 L'intervento di Anna Paola Concia

Ciò che viene raccontato dal fronte del NO per smontare le ragioni della riforma è spesso parziale, incompleto, quando non addirittura falso. In queste settimane noi del PLD stiamo rispondendo punto su punto.

👉 Leggi il post di Luigi Marattin

 


 

La nostra scuola di politica

Le riforme sono indispensabili. Ma da sole non bastano. Le istituzioni funzionano se chi le guida ha competenza, cultura delle regole, senso dello Stato. Se la politica torna ad essere studio, responsabilità, capacità di decidere — non solo comunicazione. 

Per questo è nata COMPETERE, la scuola di formazione politica del Partito Liberaldemocratico.

Vogliamo formare una nuova classe dirigente liberaldemocratica capace di governare processi complessi: economia, giustizia, politica internazionale, organizzazione dello Stato. Con metodo, con rigore, con spirito critico.

In un tempo in cui le liberal-democrazie sono sotto pressione, non possiamo limitarci a difenderle a parole. Dobbiamo prepararci a guidarle. Non basta denunciare il degrado delle istituzioni.
Non basta chiedere riforme.

Serve una generazione pronta a farle funzionare meglio. Serve soprattutto, una generazione che abbia chiaro come per problemi complessi, servono soluzioni complesse. Senza slogan vuoti, né populismi, ma conoscenza reale dei problemi e delle possibili strategie per affrontarli, ciascuna diversa a seconda del contesto.

👉 Il programma della scuola di formazione politica

👉  Guarda il nostro post

 


 

Con l’Ucraina, senza se e senza ma

Quattro anni dopo l’invasione russa, una cosa è chiara: la libertà non è garantita per sempre.Il Partito Liberaldemocratico è stato,e resta, dalla parte dell’Ucraina, senza distinguo. Perché quando una democrazia viene aggredita, la neutralità non è equilibrio: è resa.

In queste settimane siamo scesi in piazza in molte città italiane, accanto alla comunità ucraina, per ribadire che la sovranità e la libertà dei popoli non sono negoziabili.

Le liberal-democrazie si difendono riformando le istituzioni, si difendono anche sostenendo chi combatte per esse. Da questa posizione non ci spostiamo.

👉  Leggi il nostro post

Il PLD era presente alla manifestazione promossa a Roma dalla comunità ucraina e in molte altre piazze italiane dove sono stati ricordati i 4 anni dall’invasione russa.

👉  Il saluto di Marattin alla comunità ucraina

👉  Il Pld alla manifestazione di Roma 👉  Il PLd nelle altre manifestazioni in Italia

 


 

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.

📺 Riguarda tutte le nostre live su temi come Nucleare, Difesa Europea, Giovani, Economia e molto altro cliccando qui.

 


 

DAI TERRITORI

 


 

PARLANO DI NOI

  • Il segretario Luigi Marattin in una intervista a Il Foglio parla dell’intervento militare in Iran e non solo: “Rileggere tutti la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Riserva molte sorprese” (👉 Leggi qui
  • Il PLD con Marattin unico a intervenire positivamente sul board of peace. Ne parla l Riformista (👉 Leggi qui
  • Il Riformista raccoglie la posizione di Giuseppe Gravela, componente della segreteria PLD sul tema del DL Energia (👉 Leggi qui)
  • IL PLD è schierato contro il taglio dei fondi a Radio Radicale. Il segretario Marattin ne parla proprio ai microfoni dell’emittente (👉 Ascolta l'intervista)
  • Sul Corriere Toscano, Luigi Marattin interviene sul tema della spesa previdenziale e spiega come agire senza aumentare il debito pubblico  (👉 Leggi qui)

 


 

APPUNTAMENTI

  • Luigi Marattin, segretario del PLD presenta a Trento il suo libro “La via Liberaldemocratica” (👉 Guarda il post

 


 

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