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#42

C’è un problema nello spazio pubblico


Nei social, nel mondo dell’informazione e nella politica, il dibattito pubblico sta diventando sempre più fragile

Una democrazia liberale vive di libertà di parola, ma si indebolisce quando lo spazio pubblico diventa irresponsabile, opaco o manipolato. Difendere la libertà significa renderla praticabile: distinguere fatti e propaganda, garantire responsabilità, proteggere il confronto democratico.

Lo spazio pubblico non è una zona franca: è il luogo in cui si forma il consenso, si prendono decisioni e si misura la credibilità delle istituzioni. Quando diventa opaco, anonimo o manipolato, la libertà si indebolisce e la democrazia perde forza.


Difendere la libertà non significa vietare o censurare, ma renderla praticabile. Serve un approccio liberale che rafforzi la responsabilità individuale, tuteli il pluralismo e impedisca che il dibattito venga ridotto a slogan, delegittimazione morale e disinformazione.
Questo vale per lo spazio digitale, per l’informazione e per il confronto politico. Senza regole condivise e senza rispetto dei fatti, la libertà di espressione smette di essere uno strumento di progresso e diventa un fattore di degrado istituzionale.

Ciò che rende il PLD diverso dagli altri partiti è il modo di affrontare le questioni: senza urlare, senza slogan vuoti e senza semplificazioni eccessive. Cercando di spiegare e ascoltando le posizioni di ciascuno, rispettandole, per poi solo dopo intervenire.

🔗 Il post di Luigi Marattin

 


 

Il dibattito sul referendum corto circuito della politica

Il dibattito sul referendum sulla separazione delle carriere è un esempio concreto di come lo spazio pubblico possa degradarsi quando il confronto politico viene sostituito dalla delegittimazione morale dell’avversario. Come già successo nel 2016, non si propone di votare SI o NO al quesito entrando nel merito, bensì “perchè gli altri votano diversamente”. 

Non si propone di votare Sì o NO ad una riforma che può cambiare la giustizia italiana argomentando ma delegittimando le scelte del fronte avverso e quindi sminuendo il senso stesso della consultazione referendaria.

 Ridurre una riforma discussa da decenni a una contrapposizione caricaturale – fino ad accomunare chi vota SÌ al fascismo – non è solo scorretto (ci sono tantissimi esponenti anche della sinistra riformista schierati a favore della riforma): è un segnale di impoverimento del dibattito democratico.  Al tempo stesso e per par condicio va detto che una parte di coloro che sostengono il Sì sta usando lo stesso metodo contro chi vota No, rilanciando le immagini degli scontri di Torino

 Il Partito Liberaldemocratico sostiene il SÌ non per appartenenza o convenienza, ma per completare una riforma liberale coerente con il passaggio al sistema accusatorio iniziato nel 1988.

🔗 Perchè il Csm attuale non funziona

🔗 La giudice del tribunale dei minori di Catania schierata per il Sì

🔗 Giandomenico Caiazza a 5 Minuti su Rai 1

 


 

Una visita nei luoghi del 7 Ottobre

Il racconto della guerra a Gaza non è esente da questo tipo di narrazione semplificata, dove quello che conta è dividere il mondo in amici e nemici.

A chi raccontava unilateralmente di un genocidio che non esiste il PLD ha preferito toccare con mano. Il segretario del PLD Luigi Marattin è andato in missione sui luoghi del 7 Ottobre, scegliendo di riportare il dibattito dal piano delle narrazioni a quello dei fatti. 

Visitare i luoghi del 7 ottobre, ascoltare i testimoni, osservare il lavoro concreto di cooperazione internazionale per la ricostruzione di Gaza significa sottrarsi alla propaganda e confrontarsi con la realtà.


Dai kibbutz colpiti dagli attacchi di Hamas al lavoro del CMCC, emerge una verità spesso ignorata: la difesa della vita, della sicurezza e dell’autodeterminazione passa da scelte difficili, da alleanze chiare e da un impegno concreto per una Palestina libera dal terrorismo.

🔗 Guarda il racconto del segretario

🔗 Immagini e racconto della visita al CCMC

🔗 La visita al Nova Festival Memorial

🔗 La visita alla base navale di Nahal OZ

 


 

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PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.

📺 Riguarda tutte le nostre live su temi come Nucleare, Difesa Europea, Giovani, Economia e molto altro cliccando qui.

 


 

DAI TERRITORI

  • Umbria. Terni il PLD è fra i promotori, all’interno di un coordinamento delle forze liberali per il Sì al Referendum Giustizia, di un evento che riunisce tutti i comitati locali. (🔗 Leggi su Terni Tomorrow)
  • Macerata Prove di terzo polo nella città marchigiana. Il PLD è in una formazione di orientamento liberale che si prepara alle prossime comunali (🔗 Leggi su Cronache Maceratesi) ⠀
  • Sicilia - Nasce il comitato regionale Giustizia Si per il referendum costituzionale: a coordinarlo sarà l’avvocato Stefano Giordano
    (🔗 Leggi su TP24) ⠀
  • Trieste- Confronto video sul mondo Liberale fra iL PLD  e Forza Italia: interviene il nostro Alessandro Tronchin 🔗 Guarda il video su Trieste Cafè) ⠀
  • Monza- Il PLD locale interviene sulla mozione presentata in consiglio comunale per chiedere il boicottaggio dei farmaci israeliani: “Operazione di marketing politico”(🔗 Leggi su Monza Todat

 


 

PARLANO DI NOI

  • Il TG5 e il servizio sulla visita di Marattin in Israele, con le sue dichiarazioni contro la presenza di Albanese in Parlamento (🔗 Guarda il servizio)
  • Orizzonti Politici intervista il nostro responsabile difesa Pietro Serino su Guerra ibrida e autonomia strategica o (🔗 Leggi la sintesi)
  • A Coffee Break di La 7 il segretario Luigi Marattin come tagliare le tasse e rendere più efficiente il Paese.(🔗 Guard ail video)

 


 

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