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#23

La strada più difficile


Le crisi internazionali non si risolvono con gli slogan, ma con il coraggio di affrontarne la complessità

Le manifestazioni pro-Gaza di questi giorni hanno mostrato un doppio volto.
Da una parte ci sono tanti cittadini sinceramente mossi dal dolore per la tragedia umanitaria di Gaza, che scelgono di scendere in piazza per chiedere pace e giustizia. Una partecipazione che nasce da sentimenti autentici, spesso condivisi anche da chi non manifesta, e che rappresenta una delle espressioni più alte della democrazia.
Dall’altra, però, abbiamo assistito a episodi di violenza, intolleranza e strumentalizzazione politica che nulla hanno a che fare con la pace: immagini di leaders bruciate in piazza, scontri con le forze dell’ordine, blocchi di città e infrastrutture. Atti che non portano alcun contributo alla causa che dichiarano di sostenere, ma che rischiano solo di gettare discredito e paura, minando la convivenza civile e trasformando la protesta in caos. 

A Napoli e Torino abbiamo visto foto della premier Meloni e del primo ministro Netanyahu date alle fiamme. A Milano e Bologna scontri e blocchi stradali che hanno paralizzato la vita dei cittadini. A Marghera la polizia è stata costretta a usare gli idranti per impedire l’assalto al porto commerciale. Scene che trasformano una manifestazione in un atto di violenza e divisione.

Il PLD non ha esitazioni: la democrazia si fonda sul diritto di manifestare, ma non può tollerare che il dissenso diventi minaccia, caos o disordine civile. La protesta pacifica è un diritto. La violenza non lo sarà mai. Lo abbiamo detto anche in Parlamento chiedendo che i nostri atenei e i nostri spazi pubblici rimangano sempre luoghi di confronto e mai di intimidazione (🔗 link). La libertà di parola e il dissenso sono linfa vitale della democrazia, ma bruciare simboli, impedire lezioni, diffondere odio antisemita o attaccare le istituzioni significa indebolire quel tessuto democratico che tutti dovremmo difendere.

Abbiamo sempre sostenuto che il riconoscimento dello Stato di Palestina senza condizioni sarebbe stato un errore politico enorme. Perché senza prima il rilascio degli ostaggi, la fine dell’operazione militare a Gaza, il disarmo di Hamas da parte dei Paesi arabi e l’estromissione dei fanatici dal governo israeliano, non ci sarà mai un negoziato vero. Solo una leadership palestinese nuova, capace di riconoscere finalmente il diritto di Israele ad esistere, potrà guidare il processo verso la creazione di uno Stato palestinese sovrano e riconosciuto a livello internazionale.

È questa la nostra linea da sempre, contro ogni slogan e semplificazione. E oggi anche la presidente Meloni, dopo mesi di esitazioni, ha dovuto riconoscere pubblicamente che questa è l’unica strada realistica (📹 guarda il video). È un segnale importante: dimostra che, quando si abbandonano slogan e scorciatoie, le scelte serie si impongono da sole. Per questo, se la mozione annunciata dalla maggioranza sarà coerente con questi principi, noi la sosterremo senza esitazioni. Perché la politica estera non può essere un derby tra curve contrapposte, ma una questione di responsabilità nazionale ed europea.

Gaza è infatti solo l’ultimo tassello di un mosaico che riguarda il terrorismo internazionale, gli equilibri geopolitici, e la narrazione di questi eventi plasma le opinioni pubbliche e la sicurezza globale. Una complessità che va compresa, non semplificata, perché non resta confinata in Medio Oriente, ma inevitabilmente entra nelle nostre piazze, nei nostri social, perfino nelle nostre università.

È per questo che il PLD ha scelto di promuovere il 5 ottobre a Verona l’evento nazionale “Il terrorismo è dolore”. Una giornata di analisi e testimonianze, dalle voci di chi ha vissuto in prima persona la tragedia del 7 ottobre, agli esperti che studiano la storia di Israele fino toccare il ruolo dell’informazione di fronte a eventi così complessi.
Un’occasione per ribadire un principio semplice ma fondamentale: il terrorismo è la negazione di ogni convivenza democratica, e si combatte solo con più democrazia, più confronto e più responsabilità politica.

 

👉 Il programma della giornata (🔗 link)

Clicca qui per registrarti all’evento

In questa stessa prospettiva il 23 settembre a Londra Luigi Marattin ha dialogato con Sir Robert Neill (Conservative Party, UK) e l’eurodeputato Brando Benifei in “The Power of Strategy and Diplomacy”, moderato da Alessandra Franzi. Al centro: il Rapporto Draghi su competitività e governance UE, mercato dei capitali, innovazione e IA, difesa/NATO e il ruolo della diplomazia in un ordine mondiale che cambia.
Se a Verona ribadiremo la necessità di denunciare il terrorismo come minaccia globale, a Londra abbiamo ricordato che la risposta non può fermarsi alla condanna ma deve tradursi in diplomazia, nel coraggio di costruire ponti e strategie comuni.

Chi volesse rivedere gli interventi e seguire il dibattito nella sua interezza può trovare la registrazione integrale 👉 a questo link

 


 

Italia: vecchie logiche che soffocano futuro e crescita

Come denunciato dal PLD Campania (🔗 link), la scena delle regionali 2025 non è un bello spettacolo. Dinastie familiari a destra e a sinistra, sorelle e cognati da una parte, figli e ricatti dall’altra. Non è merito, è successione. Sembra di tornare a quando negli enti pubblici chi andava in pensione “passava il posto” al figlio, una prassi bollata come incostituzionale perché contraria ai principi di uguaglianza. Oggi, quella stessa logica clientelare riemerge nelle liste elettorali: non contano più competenze e visione, ma parentele e fedeltà di casato.

A questo si aggiunge la solita giostra di personalismi e veti incrociati, con il “reddito di cittadinanza regionale” riesumato come arma elettorale (👉 il commento del Segretario Marattin). Una scorciatoia comoda: distribuire sussidi invece di rimuovere le barriere che impediscono a cittadini e cittadine di competere ad armi pari. Non è così che si crea futuro. La risposta non può essere un assegno a vita: la risposta è valore reale, formazione, occupazione duratura.

👉 La posizione del PLD Campania sul tema reddito di cittadinanza regionale

Questa politica ridotta a patrimonio privato svuota la democrazia della sua linfa vitale: partecipazione libera, confronto vero, scelte dei cittadini. Non è un dettaglio locale, è un segnale d’allarme per tutto il Paese.

Che si tratti di politica clientelare o di burocrazia soffocante, il risultato non cambia: si chiude la porta al rinnovamento e si frena la crescita. Il Partito Liberaldemocratico crede invece in un’Italia che premia merito, responsabilità e libertà di scelta. Solo così si costruisce un futuro che non sia la fotocopia del passato.

Di come creare un’Italia che premi merito e responsabilità, non cognomi e clientele, parleremo il 1° ottobre a Roma, nel nostro evento a Montecitorio con la presenza del governo, delle principali organizzazioni di categoria e con la moderazione di Luciano Capone.

👉 Clicca qui per registrarti all’evento

 


 

PIÙ RIFORME, PIÙ LIBERTÀ

Quando si discute con chi non la pensa come noi lo si deve fare con passione ma rispetto, educazione e civiltà. Luigi Marattin è stato invitato alla festa nazionale di Forza Italia a Telese Terme, in provincia di Benevento, e ha lanciato un messaggio chiaro: i populismi di destra e di sinistra non si moderano, si combattono. 📹 Guarda il video dell’intervento

 


 

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto aperto sui grandi temi della politica, dell’economia e dei diritti civili. Un’occasione per discutere con esperti, protagonisti della società e rappresentanti istituzionali.

I prossimi appuntamenti

 

 👉 Guarda le Live su youtube.com/@partitoliberaldemocratico  

 


 

DAI TERRITORI

  • Taranto - Il PLD propone di trasformare il porto in un hub strategico tra Mediterraneo e Sud America, rafforzando logistica e collegamenti ferroviari. Un progetto che può generare nuove opportunità per imprese locali e lavoro qualificato. 🔗Leggi qui
  • Comiso - Salvo Liuzzo (PLD Sicilia) denuncia il calo dei voli e l’inefficienza dello scalo, con ricadute negative su cittadini e imprese. Il piano di rilancio passa da rotte internazionali, tariffe calmierate e infrastrutture più moderne. 🔗Leggi su Radio RTM
  • Grosseto - Il PLD ha respinto le “grandi distese” energetiche, proponendo invece soluzioni diffuse e sostenibili nelle aree rurali. Energia più vicina ai cittadini, meno dipendenza e più visione strategica per il futuro. 🔗Leggi su La Nazione
  • Rimini - L’esclusione dello stand di Israele al TTG divide l’opinione pubblica. Una scelta che, secondo il PLD, non aiuta la pace ma alimenta intolleranza. 🔗Leggi su Il Resto del Carlino
  • Pisa - Dopo l’aggressione subita durante una lezione, il professor Rino Casella è tornato in aula accompagnato da una “scorta simbolica” di colleghi. Il PLD esprime solidarietà e condanna un atto che sostituisce la violenza al confronto democratico. 🔗Leggi su QuiNews Pisa
  • Terni - In questi giorni è partita nella città umbra lanciata da Arci la campagna di boicottaggio dei farmaci Teva, leader mondiale nei generici e delle sue controllate Cephalon, Ratiopharm e Dolon. Il PLD ribadisce il suo no al boicottaggio dei farmaci israeliani: non è una campagna contro il Governo di Israele ma contro i cittadini, giocando sulla loro salute e chiedendo loro di privarsi di alcune tipologie di farmaci salvavita prodotti esclusivamente in Israele. Inoltre, boicottare Teva significa mettere a rischio il lavoro di circa 1200 persone impiegate nelle aziende italiane che li producono.

 


 

PARLANO DI NOI

  • Il Riformista ha raccolto l’appello di Luigi Marattin per un vero taglio dell’IRPEF, che dia respiro al ceto medio italiano invece di limitarsi a un “caffè al giorno”. 🔗Leggi su Il Riformista
  • Il Tempo ha riportato la posizione del PLD sul voto in Parlamento a sostegno della mozione del Governo sulla Palestina. 🔗Leggi su Il Tempo
  • Ancora su Il Riformista la risposta di Marattin dopo i fatti di Pisa: gli episodi violenti non sono opinioni politiche ma reati, e come tali vanno trattati. 🔗Leggi su Il Riformista

 


 

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