SCUOLA
La riforma del sistema educativo è la madre di tutte le riforme: istruzione e cura della crescita delle giovani generazioni sono le chiavi del futuro di un paese. Per questo vogliamo fin dai primi anni dell’infanzia mettere al centro i bambini, il loro diritto di accedere a istruzione di qualità in una scuola in cui la conoscenza venga promossa in un percorso di crescita sicuro, in cui infanzia e adolescenza vengono protette, valorizzate, rispettate e stimolate alla creatività.
Per molti, la scuola è l’unica opportunità non solo per raggiungere un’indipendenza economica, ma anche per crescere in un ambiente sano che può fornir loro gli strumenti necessari per scoprire il proprio talento. Per noi la scuola è motore del futuro della società civile, la più importante delle start-up su cui investire competenze e risorse. Ci ribelliamo all’idea di bimbi condannati a non realizzare il proprio potenziale, o spesso addirittura trascorrere una vita in povertà, sin dal momento in cui erano nel grembo materno. Istruzione e cultura siano il più grande strumento di libertà e di ascesa sociale, la chiave per redistribuire opportunità e consentire l’emancipazione personale, sociale ed economica di ogni individuo. La conoscenza è conquista; la libertà accademica e la ricerca condizioni essenziali del progresso.
La riforma del sistema educativo che proponiamo è complessa, deve mettere in conto molte difficoltà per l’impatto tra gli equilibri delle parti coinvolte, per la durata dell’offerta scolastica e per il necessario constante aggiornamento di essa in relazione ad un mondo in continuo cambiamento. Però è assolutamente necessaria: l’obiettivo è una società italiana più istruita, consapevole e dotata di pensiero critico, una società più sicura, resiliente e felice.
La nostra proposta mira a rispondere alla necessità di ammodernamento della scuola in linea con le direttive europee dei curriculum scolastici, adeguata alle esigenze di mercato e della società contemporanea al fine di ridurre drasticamente la perdita di talenti. In questo percorso, è prezioso ruolo degli insegnanti e intendiamo promuovere il riconoscimento della loro figura di educatori esemplari all’interno della società civile.
Diamo forte rilevanza e spazio ai cosiddetti “Early Years”, i primi anni dell’infanzia, come un bacino inesauribile di possibilità oggi trascurate per i bambini di sviluppare competenze e interazione sociale ed emotiva, e attraverso di queste imparare a rapportarsi con il mondo circostante.
Sosteniamo la necessità di una forte autonomia scolastica, che attribuisca a ogni istituto la gestione dei processi di assunzione, vigilanza e valutazione degli insegnanti attraverso criteri oggettivi e con metriche verificabili. Tale scelta libera molte risorse finanziarie per la scuola oggi gestite a livello nazionale, devolvendole a sostegno delle competenze affidate all’autonomia degli istituti.
La sostenibilità della proposta si articola su piani diversi: maggiore efficienza nella gestione delle risorse in essere; opportunità di maggiore offerta formativa dovuta all’aumento della denatalità; nel medio e lungo periodo, come nel settore sanitario, una vera campagna di investimenti sulle infrastrutture e formazione per ora non facilmente quantificabili, ma necessari per il miglioramento del sistema.
La nostra proposta investe quattro aspetti: ordinamenti, curriculum, modello istituzionale, personale.
1- ORDINAMENTI
Scuola obbligatoria 3-18 anni. Tempo pieno 3-15 anni (40 ore incluso tempo mensa) con opzione bilinguismo.
Proponiamo una scuola dell’infanzia obbligatoria dai 3 ai 6 anni di almeno 25 ore settimanali. che se integrata a 40 ore può prevedere in maniera facoltativa l’opzione bilingue. Ogni scuola dell’infanzia deve sviluppare una piccola biblioteca dove i bambini trascorrono parte del loro tempo e si abituano alla cultura dell’uso del libro e manuali e alla lettura quotidiana proporzionata alle proprie conoscenze e capacità. I 3-6 anni rappresentano un bacino immenso di potenzialità ed influiscono profondamente sullo sviluppo emotivo e cognitivo della persona.

SCUOLA PRIMARIA
Primo ciclo da 6 a 11 anni, prevede il tempo pieno e l’insegnamento di tre materie del core curriculum in lingua inglese
SCUOLA SECONDARIA
Secondo ciclo da 11 a 18 anni, divisa in tre fasi:
- Prima fase (3 anni a tempo pieno): prevede un programma generale con l’obiettivo di offrire un’educazione generale e completa per tutti, esplorando diverse discipline e sviluppando un’ampia gamma di competenze attraverso attività laboratoriali interdisciplinari.
- Seconda fase (1 anno a tempo pieno): è un anno comune di orientamento dove le studentesse e gli studenti scelgono di avvicinarsi a materie verso le quali sentono proclività.
- Terza fase (3 anni): rivolta a una specializzazione personalizzata che può trovare sbocco nei licei, negli istituti tecnici, nelle scuole professionali o in attività di apprendistato o di alternanza scuola-lavoro.
All’interno di questo sistema, le studentesse e gli studenti sono tenuti a seguire un percorso scolastico obbligatorio fino a 18 anni.
L’anno scolastico ha inizio la prima settimana di settembre e termina a fine giugno garantendo condizioni infrastrutturali scolastiche adatte a tale calendario.
Welfare Scolastico
L’attuale sistema scolastico presenta una frammentazione degli interventi educativi e un’integrazione insufficiente tra scuola, servizi sociali e sanitari, con un impatto negativo su studenti, famiglie e docenti. Per rispondere a queste criticità, si propone l’istituzione delle Equipe di Educatori Scolastici di Plesso (EESP), composte da professionisti privati altamente qualificati, selezionati tramite bandi pubblici e operanti in sinergia con il sistema scolastico.
Queste figure multidisciplinari – educatori, psicologi, mediatori relazionali ed esperti in didattica inclusiva – forniranno un supporto integrato, migliorando l’inclusione, prevenendo la dispersione scolastica e riducendo il disagio giovanile. Il progetto rappresenta un investimento strategico sul futuro, trasformando l’educazione in un motore di crescita sociale ed economica.
2 CURRICULUM
In sede europea, fin dai primi anni 2000 è stato proposto un Sillabo di otto competenze-chiave, recepito dal Decreto ministeriale n. 139 del 22 agosto 2007 “Regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione”, del quale un Allegato presenta i “quattro assi culturali”: Linguaggi, Matematica, Scienze, Storia. La logica delle competenze-chiave è quella del core curriculum, che deve essere percorso da ogni ragazzo entro l’età di 18 anni. Si deve concentrare su “quattro laboratori/dipartimenti delle competenze-chiave”, Il monte-ore annuale degli insegnanti si organizza su base annuale. Gli insegnanti sono al servizio del Dipartimento e della scuola; organizzati dentro una comunità professionale educante.
La scuola è concepita creando una struttura poli-scolastica dove i ragazzi possono trascorrere l’intera giornata e vivere all’interno della loro comunità generazionale dedicandosi allo sport, al gioco, all’arte, allo studio. Il primo ciclo si concentra sulle competenze fondamentali come la lettura, la scrittura, la matematica, le scienze, le lingue, l’educazione civica e la programmazione.
I primi tre anni del secondo ciclo accompagnano gli adolescenti attraverso un’età di trasformazione, fondamentale per lo sviluppo di capacità cruciali per la formazione della persona. Occorre costruire una specificità didattica e formativa pensata per i giovani di questa età, privilegiando un approccio induttivo che superi quello deduttivo e mnemonico, e che sia mediato da docenti e figure professionali specificamente formate. L’insegnamento deve puntare sulla scoperta, la costruzione e il consolidamento per poter affrontare le fasi successive della scuola. Gli studenti svolgeranno lavori di gruppo che sviluppino, tramite attività laboratoriali interdisciplinari attraverso alternanza di team work e lavoro singolo indipendente, ma ‘assistito nella supervisione’. Le materie studiate coprono aree scientifiche come materie STEAM e programmazione, e si estendono a Design Technology, Data litteracy, laboratori artistici e musicali e produzione di manufatti. Saranno aggiunte materie tecniche quali diritto, integrazione europea e studi economici per la comprensione dell’impresa, del mercato e della finanza che compongono la realtà del mondo del lavoro. Il rafforzamento del bilinguismo tramite la metodologia CLIL va reso parte integrante della scuola. Queste materie, aggiuntive al core curriculum, saranno supportate tramite la creazione di aule di materia attrezzate in modo da stimolare la creatività e la curiosità. Per il successo di questa offerta formativa, si dovrà puntare sulle strategie meta-cognitive (pensare a come pensare/ apprendere ad apprendere) per sviluppare la capacità emergente degli adolescenti di sviluppare pensieri formalizzati.
Il quarto anno comune di orientamento vedrà l’introduzione del tutor specifico che si rapporta allo studente settimanalmente e segue le scelte formative facendo da intermediario tra docenti, genitori e studente stesso.
Gli ultimi 3 anni combinano un core curriculum fisso – approfondendo materie dei cicli precedenti – e materie specifiche al percorso scelto dalle studentesse e dagli studenti favorendo una formazione mirata e personale. Le materie insegnate nel ciclo secondario devono essere finalizzate a un curriculum interconnesso e interdisciplinare.
Lo studio della programmazione informatica (Computing) per due ore settimanali, sin dal primo anno del primo ciclo basata su progetti come la creazione di giochi e storie interattive, è una leva fondamentale per sviluppare competenze trasversali quali il pensiero critico, la creatività e la collaborazione. Il pensiero computazionale insegna il cosiddetto problem-solving tramite la scomposizione, l’astrazione e il riconoscimento degli schemi. A questo corso sarà integrata la sicurezza informatica, la protezione dei dati personali e l’utilizzo di strumenti digitali per la produttività come l’intelligenza artificiale. La scuola deve fornire gli strumenti per poter navigare i mari del sapere in un mondo in cui ogni aspetto della vita è collegato alla tecnologia.
Data la denatalità, è da superare la norma vigente che fissa come parametro numerico delle classi di scuola primaria la soglia di almeno 15 bimbi. Classi a numero inferiore saranno sempre più comuni anche nei cicli successivi. Il declino demografico comporta molti rischi a forte impatto sul PIL potenziale, ma presenta anche l’aspetto di creare nella scuola un migliore e più ravvicinato rapporto insegnanti-studenti.
3. ASSETTO ISTITUZIONALE: LA SCELTA DELL’AUTONOMIA
- La definizione del curriculum essenziale delle discipline (non oltre il 50% dell'intero curriculum)
- Il finanziamento pro capite di ogni ragazzo che entra nel sistema educativo;
- La valutazione degli istituti, dei dirigenti, dei docenti.
- La conoscenza del Portfolio di ciascun ragazzo in ingresso,
- I piani di studio personalizzati,
- L'organizzazione dell'attività didattica e del lavoro dei docenti. Istituzione di un piano triennale della gestione e dell’organizzazione delle attività con distinzione tra funzione docente e funzioni organizzative e di servizio diverse dalla docenza. Il dirigente scolastico determina un fondo per il piano organizzativo al fine di definire le figure di sistema necessarie nell’ambito di coordinamento e progettazione didattica.
- Monte-ore degli insegnanti annuale, non obbligatoriamente diviso per 18/24 ore alla settimana, a loro volta da distribuire su 5 giorni.
- La ricerca di fondi ulteriori rispetto a quelli provenienti dal Ministero
- La gestione, attraverso i fondi statali (e/o ulteriori) dell'edilizia scolastica;
Quanto alla governance del sistema: al livello delle singole scuole autonome, tutte le componenti della comunità educante elaborano uno Statuto, dal quale risultino chiare la titolarità e la responsabilità delle decisioni.
Il Consiglio di Gestione (formato da Dirigente, Docenti e rappresentanti della componente genitori ed alunni) delibera sulla gestione economico finanziaria della scuola; il Collegio dei Docenti, in collaborazione coi Dipartimenti disciplinari, delibera sulle scelte che riguardano i curricula personalizzati, i quadri orari, i progetti e più in generale sugli indirizzi didattici e la funzione docente.
Le scuole autonome svolgono funzione di:
- assunzione dei dirigenti e dei docenti (già dotati di laurea abilitante e che abbiano superato una selezione nazionale) da destinare alle singole scuole attraverso la costituzione di Commissioni apposite (vedasi punto sul Reclutamento e assunzione docenti).
- vigilanza e controllo per garantire il rispetto da parte delle scuole autonome delle regole nazionali (legalità) e dei principi di buona amministrazione, efficienza ed efficacia.
A livello nazionale servono due organi:
- l’Autorità del curriculum, con il compito della ricerca, dell’innovazione didattica e dell’elaborazione permanente del Sillabo delle competenze-chiave. Essa potrebbe coincidere con l’attuale INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) opportunamente rifunzionalizzato;
- il Sistema nazionale di valutazione (INVALSI), che si avvalga, analogamente a quello inglese, di un corpo di ispettori, composto da dirigenti, docenti, esperti in scienze dell’educazione, che vengono periodicamente inviati nelle scuole e che utilizzano test, colloqui, osservazioni dirette per accertare la qualità dell’offerta educativa.
Il Ministero dell’Istruzione avrà un’attività molto ridotta rispetto all’attuale e ridefinita in maniera sussidiaria, liberando risorse finanziarie da destinare all’autonomia scolastica. A livello nazionale e internazionale, esercita ruolo sussidiario di ciò che le reti delle autonomie non riescono a fare da sole.
Tutta la governance scolastica (nazionale ed autonoma degli istituti) richiede una drastica riduzione degli adempimenti burocratici e una semplificazione della normativa lasciando spazio alla didattica ed interventi educativi individualizzati.
4. FORMAZIONE, ASSUNZIONE E CARRIERA PROFESSIONALE
Formazione
- Scuola primaria e dell’infanzia: percorso formativo di 5 anni con laurea magistrale abilitante in Scienze della formazione;
- Scuola secondaria di 1° e 2° grado: percorso formativo di 5 anni con laurea magistrale abilitante.
- A partire dal quarto anno, dopo un test psicoattitudinale, l’aspirante docente accede a un’area pedagogico-didattica, a numero programmato, nella quale:- si continuano gli studi della disciplina fino al quinto anno;- si integrano gli studi con insegnamenti di psicologia dell’età evolutiva, di storia della scuola, di legislazione scolastica, di metodologia e tecniche didattiche;- si fanno esperienze tri-quadrimestrali di apprendistato nelle scuole, sotto la guida di insegnanti esperti-tutor.
- La laurea abilitante all’insegnamento viene conferita per duplice giudizio, quello dell’Università e quello delle scuole in cui il candidato ha fatto esperienze di apprendistato.
Assunzione
- La domanda di assunzione viene indirizzata direttamente dal laureato alle Scuole che mettano a disposizione dei posti;
- Le Scuole istituiscono un Comitato per l’Assunzione, composto dal Dirigente scolastico, da un tutor, da due docenti della disciplina, sorteggiati da un elenco stilato dall’Unione Scolastica Territoriale;
- Il docente viene assunto in prova-tirocinio della durata di 1 anno, al termine del quale il Comitato per l’Assunzione decide o no per l’assunzione definitiva.
Carriera Professionale
- Progressione mista di carriera (minima per anzianità, massima per merito) con 3 livelli di docenza successivi (iniziale, ordinario, esperto) che consentono l’accesso agli step retributivi superiori. Il passaggio da un grado all’altro è richiesto dall’interessato, non è legato all’anzianità ma solo al riconoscimento del merito;
- Applicazione dei criteri meritocratici per la progressione di carriera anche al personale già in ruolo in modo progressivo (senza intaccare quanto già maturato ma applicandolo agli scatti successivi).
- Un Comitato di valutazione, composto dal Dirigente scolastico, da un insegnante esperto interno e da uno esterno all’Istituto, decide della richiesta.
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