Newsletter

#47

Per il referendum costituzionale si vota domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15. Per votare basta presentarsi nel proprio seggio con tessera elettorale e documento: non c’è quorum, ogni voto è decisivo.

Se non voti, decidono gli altri


È arrivato il momento. Il 22 e 23 marzo 2026, si vota il referendum costituzionale sulla giustizia.

Non è un passaggio come gli altri. Non solo per il tema - che riguarda uno dei pilastri dello Stato di diritto - ma anche per le modalità: trattandosi di un referendum confermativo, non è previsto quorum. La riforma sarà approvata o respinta sulla base dei voti validi.

Questo significa che ogni voto conta davvero.

Sappiamo bene che, anche tra persone che condividono valori e battaglie comuni, su questo tema possano emergere sensibilità diverse. È giusto che sia così. Quando si parla di giustizia, istituzioni e regole democratiche, è naturale interrogarsi con particolare attenzione.

Proprio per questo vogliamo partire dal merito.

 


 

Il merito della riforma

Oggi la magistratura è organizzata come un unico ordine: giudici e pubblici ministeri condividono la stessa carriera e sono governati dallo stesso organo.

La riforma interviene su questo assetto con tre scelte precise.

La prima è la separazione delle carriere tra chi accusa e chi giudica. Non cambiano le funzioni, ma si introduce una distinzione ordinamentale chiara, coerente con un processo accusatorio.

La seconda è la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti, ciascuno competente per la propria carriera. Non cambia l’equilibrio tra membri togati e laici, ma cambia il meccanismo di selezione, con l’obiettivo di ridurre il peso delle correnti.

La terza è l’istituzione di una Alta Corte disciplinare autonoma, separando chi governa le carriere da chi giudica le responsabilità.

Il punto di fondo è rafforzare la terzietà del giudice, rendendo più chiari i ruoli e più credibile il sistema.

E c’è un chiarimento essenziale: non cambia l’indipendenza della magistratura, né l’obbligatorietà dell’azione penale .
Non c’è alcuna subordinazione al potere politico, né alcuna modifica delle regole del processo per i cittadini.

 


 

Perché riguarda tutti

Questa non è una riforma tecnica, ma una riforma che incide sulla fiducia dei cittadini nella giustizia. Perché senza un giudice percepito come davvero terzo, il giusto processo resta incompiuto.

Come ha scritto Francesco Hellmann, Tesoriere nazionale del PLD:

«Il referendum del 22 e 23 marzo è molto più di un voto: è una scelta di libertà. Da troppo tempo il sistema giustizia in Italia fatica a garantire ciò che invece dovrebbe essere un pilastro fondamentale: un giudice davvero terzo e imparziale.»

È anche una questione di responsabilità e merito, perché oggi - come ha osservato Basilio Milio, del Comitato Giustizia Sì, «il merito di tanti magistrati viene mortificato dalle degenerazioni correntizie».

Ridurre il peso delle correnti, distinguere le funzioni, separare i ruoli: sono scelte che vanno tutte nella stessa direzione, quella di una giustizia più credibile e più equa.

 


 

Non si vota su un governo

Una parte del dibattito si è concentrata su un punto diverso: la sfiducia verso chi ha promosso questa riforma.

È una posizione comprensibile, ma non può essere il criterio decisivo. Perché qui non si vota su un governo. Si vota su un assetto istituzionale.

Condividiamo le parole di Emanuela Pistoia, del Comitato Giustizia Sì: «fidiamoci dello stato di diritto e dei contenuti di questa riforma, che è liberale nonostante chi l’ha proposta non lo sia».

Guardare alle norme significa riconoscere che questa riforma non limita l’autonomia dei magistrati, ma interviene su meccanismi che nel tempo hanno prodotto distorsioni evidenti.

 


 

Cosa fare adesso

Il primo passo è semplice: partecipare.

Il 22 e 23 marzo andiamo a votare.
Perché in questo referendum ogni voto è determinante.

Se sei indeciso, fermati sul merito:
leggi, confrontati, valuta senza pregiudizi. Non per appartenenza, ma per convinzione.

Se sei già convinto, fai un passo in più:
parlane, condividi, coinvolgi. Porta qualcuno a votare con te.

Perché in un referendum senza quorum, la differenza la fanno le persone che si attivano.

 


 

Una campagna fatta di persone

Il Comitato Giustizia Sì vuole innanzitutto dire grazie a tutte le volontarie e i volontari che, in queste settimane, hanno contribuito a portare questa campagna nelle piazze, nei territori, nelle discussioni quotidiane.

Un impegno fatto di tempo, confronto e responsabilità, che ha reso possibile un dibattito vero su un tema complesso e spesso divisivo.
Termina una campagna segnata anche da una apparente contrapposizione tra politica e magistratura, spesso raccontata come se qualsiasi intervento fosse un attacco a un potere “buono” per definizione e dunque indiscutibile. Ma non è una sfida tra politica e magistratura. È una discussione su come rendere la giustizia più credibile e più equilibrata.

La riforma interviene su un assetto che risale all’ordinamento del 1941 e che, nonostante fosse già allora considerato provvisorio, è rimasto sostanzialmente invariato per decenni. Come osserva Giammarco Brenelli, Presidente del Comitato Giustizia Sì, «da allora sono passati 79 anni»: una continuità che nel tempo ha consolidato anche dinamiche interne — in particolare il peso delle correnti — che incidono sulla gestione delle carriere.

È su questo punto che la riforma interviene: distingue in modo più netto chi accusa da chi giudica, separa le funzioni di governo delle carriere da quelle disciplinari e contribuisce a rafforzare il giudice, sottraendolo a meccanismi che possono indebolirne la credibilità.

È un passaggio coerente con l’evoluzione del processo penale e con il principio del giusto processo previsto dall’articolo 111 della Costituzione. Non a caso, nelle parole di Brenelli, «la Riforma conclude il percorso del processo liberale».

Il 22 e 23 marzo, quindi, andiamo a votare.
E portiamo convintamente anche un nelle urne.

 


 

PLD TALKS: LE LIVE DEL PARTITO

PLD Talks è lo spazio settimanale del Partito Liberaldemocratico dedicato al confronto sui temi che contano davvero: economia, istituzioni, diritti civili.
Senza slogan, senza tifoserie. Solo idee, dati e proposte.

📺 Riguarda la puntata del 19 marzo "È il momento di scegliere" su Youtube

📺 Riguarda la puntata del 6 marzo "Perché SI - comprendere il referendum oltre gli slogan" su Youtube

📺 Riguarda tutte le nostre live su temi come Nucleare, Difesa Europea, Giovani, Economia e molto altro cliccando qui.

 


 

DAI TERRITORI

  • Umbria
    • Perugia: Dibattito organizzato da Azione Umbria e Civici x e Europa Radicale e ORA! Umbria e Partito Liberal Democratico ‘Si al referendum giustizia’ (🔗Sì al referendum sulla giustizia).
  • Toscana
    • Firenze: L'iniziativa promossa da +Europa, Partito Socialista Italiano, Azione, Partito Liberaldemocratico, Radicali Italiani, Libertà Eguale, ORA! e Federazione Giovani Socialisti ‘ Riformisti per il Si’. (🔗Riformisti per il Si).
  • Veneto
    • Verona Le mistificazioni arrivano ogni giorno da destra e da sinistra, togliendo il focus su ciò che davvero conta: il contenuto della Riforma.(🔗Il contenuto della Riforma)
  • Emilia Romagna
    • Rimini Il sorteggio è uno degli elementi qualificanti della riforma perché il Csm (due con la riforma) non è un organo di rappresentanza ma di alta amministrazione.(🔗Il Sorteggio)
  • Campania
    • Napoli Al Referendum giustizia io voto Si (🔗Io Voto Si)

I nostri eventi informativi per il Referendum, in tutta Italia. Queste immagini raccontano incontri e dialoghi, ma soprattutto l’impegno di tante persone che, con dedizione e rispetto, hanno portato il confronto tra i cittadini con toni sempre corretti e costruttivi. (🔗La scelta di oggi può influenzare il futuro della giustizia nel nostro Paese.)

 


 

PARLANO DI NOI

 


 

APPUNTAMENTI

  • SCUOLA DI FORMAZIONE COMPETERE La politica non è improvvisazione. È studio, competenza e responsabilità. Per questo nasce Competere, la scuola di formazione del Partito Liberaldemocratico. Un luogo dove giovani, amministratori e cittadini possono approfondire economia, istituzioni, politiche pubbliche e cultura liberaldemocratica. Perché un Paese migliore non si costruisce con gli slogan, ma con idee solide e persone preparate.(👉 Scuola di Formazione Competere).
  • 26 Marzo - Milano - GOVERNARE LA METROPOLI Questo incontro è il secondo appuntamento del ciclo Milano al Centro – Un Centro per Milano, il progetto del Partito Liberaldemocratico per rilanciare lo sviluppo della città e renderla più accogliente e sostenibile.(👉 GOVERNARE LA METROPOLI).

 


 

NON SEI ANCORA TESSERATO?

Cosa aspetti? Entra a far parte della nostra famiglia. Basta poco:

clicca qui

 


🤝 Partecipa, condividi, restiamo connessi!

🔹 Seguici sui nostri canali social per restare aggiornato su eventi, iniziative e novità.

Qui i tre link: 

Sul nostro sito abbiamo aperto un blog, dove puoi mandare tuoi articoli, commenti, riflessioni su qualsiasi argomento. Mandalo a info@partitoliberaldemocratico.com

🔹 Condividi questa newsletter con chi, come te, crede in un progetto nuovo, aperto, liberaldemocratico.

Cambiamo l’Italia insieme!


Condividi veloce su uno di questi social:

Privacy Preference Center