L' EUROPACHE VOGLIAMO
L’Europa è a un bivio: cambiare o perire. Dopo decenni di relativa stabilità, il peso della storia torna a scuotere le certezze del futuro, e oggi l’Unione europea rischia di essere condannata all’irrilevanza, se non alla scomparsa. L’avanzata di forze populiste e nazionaliste è contraddistinta da un euroscetticismo volto a smantellare la nostra casa europea. Nel frattempo, l’Europa è diventata sempre più bersaglio delle politiche di potenza di ostili attori esterni sul piano economico e commerciale, politico e militare, con rischi enormi per la sua tenuta.
Noi abbiamo una posizione convintamente europeista di stampo federalista. Crediamo che un futuro diverso sia possibile, in cui l’Europa torni ad essere baluardo di pace, progresso, democrazia, prosperità e rispetto della dignità umana. Crediamo fermamente nel bisogno di un’Unione europea (UE) forte e sovrana, capace di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e alle grandi sfide della storia. Ci proponiamo dunque di rafforzare il processo di costruzione europea nel nome di un europeismo ambizioso e tenace, che sappia fronteggiare le minacce provenienti da chi, sia dentro che fuori dall’Europa, tenta sempre più attivamente di minarla. Serve più che mai un’Europa protagonista nel mondo, e un’Italia all’altezza del suo ruolo di Paese fondatore. Anche per scongiurare tutti insieme il rischio di una sempre più grave crisi industriale europea, alla cui origine ci son anche errori commessi dall’Europa negli ultimi anni e che vanno oggi rapidamente corretti.
L’UE deve andare verso una sempre maggiore integrazione, sia sul piano politico che su quello economico. Nessun paese europeo da solo, tantomeno l’Italia, dispone delle risorse necessarie per gestire efficacemente i rischi legati ai fenomeni globali del nostro tempo. Oggi più che mai, l’interesse nazionale degli Stati Membri e l’interesse europeo sono due facce della stessa medaglia.
Uno spazio democratico consolidato per assumere responsabilità comuni. L’UE deve procedere verso una maggiore integrazione politica secondo il paradigma della democrazia liberale rappresentativa, fondata sul pluralismo e sullo stato di diritto. Nella stessa ottica, l’UE deve sempre più attivamente promuovere la democrazia, lo stato di diritto e le libertà fondamentali in tutte le sedi, nazionali e internazionali.
Uno spazio economico rafforzato per rilanciare la crescita. L’UE deve procedere verso una maggiore integrazione economica e finanziaria secondo il paradigma del mercato libero e inclusivo, fondato sui principi della libera concorrenza e delle pari opportunità. Questo è necessario per tornare ad essere uno spazio di slancio economico, che offra alle persone l’opportunità di perseguire le proprie ambizioni.
Proposte relative all’architettura istituzionale UE
- ELEZIONI EUROPEE Uniformare la legge elettorale tra gli Stati Membri per garantire maggiore coerenza, equità e rappresentatività nell’assegnazione dei seggi. Introdurre criteri comuni, come soglie minime armonizzate, un’unica età minima di partecipazione, e liste elettorali transazionali che includano candidati per tutta l’UE. Servono misure di maggiore trasparenza nel finanziamento dei partiti e delle attività di campagna elettorale, prevedendo meccanismi istituzionali volti a proteggere le elezioni da ingerenze estere.
- PARLAMENTO EUROPEO Rafforzare il ruolo del Parlamento europeo come organo rappresentativo dei cittadini, conferendogli il potere di iniziativa legislativa e aumentando il controllo che esercita sull’operato della Commissione europea, ad esempio applicando il meccanismo della fiducia/sfiducia nei confronti della/del Presidente e dei singoli Commissari. Inoltre, è necessario ampliare gli ambiti in cui si applica la procedura legislativa ordinaria dell’UE (“co-decisione”), che vede i poteri del Parlamento europeo equiparati a quelli del Consiglio dell’Unione europea, procedendo quindi verso un modello legislativo sempre più bicamerale, adattato alle specificità del paradigma giuridico europeo.
- COMMISSIONE EUROPEA La Commissione europea deve evolvere verso un vero e proprio “Governo dell’UE” sotto il controllo politico del Parlamento europeo. A questo scopo, è necessario aumentare la legittimità democratica della Commissione, ad esempio tramite l’elezione diretta della/del Presidente. Inoltre, la Commissione europea deve acquisire poteri esecutivi più incisivi e una struttura più efficiente, che preveda un numero ridotto di Commissari con deleghe più ampie. Nell’ottica di tali sviluppi, il Consiglio europeo riduce il suo ruolo di indirizzo politico e assume le funzioni di un organo di coordinamento intergovernativo su tematiche non ricoperte dall’UE.
- EUROPA A PIÙ VELOCITÀ Utilizzare appieno e rafforzare i meccanismi di integrazione a più velocità (“cooperazione rafforzata”) che consentono a gruppi di Stati Membri interessati di raggiungere un grado maggiore di integrazione rispetto agli altri in determinate aree. Questo è necessario per garantire una risposta rapida ad urgenti bisogni comuni, a partire dalla Difesa comune. Ma anche in altri ambiti in cui l’Europa e la sua competitività sono oggi sotto scacco.
- COMPETENZE DELL'UE Devolvere maggiori competenze all’UE in primis nelle seguenti materie: politica estera e difesa, energia, gestione dell’immigrazione, ricerca scientifica e tutela dell’ambiente, valutando poi un maggiore ruolo per l’UE anche in altre aree come salute pubblica e istruzione.
- DIRITTO DI VETO Rimuovere il voto all’unanimità (e quindi il diritto di veto) nel Consiglio dell’UE negli ambiti in cui è oggi applicabile e sostituirlo con il meccanismo di voto a maggioranza (qualificata), in particolare sui temi della politica estera, delle sanzioni e della difesa.
- BILANCIO EUROPEO Accrescere la dimensione del bilancio europeo senza nuove tasse, devolvendo al bilancio europeo la quota di gettito IVA che attualmente finanzia a livello nazionale le funzioni che saranno devolute a livello Ue.
- DEBITO COMUNE EUROPEO Istituire un meccanismo per l’emissione di debito comune permanente, destinato a finanziare la fornitura di beni pubblici europei e gli investimenti strategici nelle grandi politiche di competitività e di accrescimento della produttività. Insieme a un bilancio ampliato, questo strumento rafforzerebbe anche le possibilità di intervento fiscale da parte dell’UE per rispondere agli shock economici asimmetrici tra gli Stati Membri.
- MECCANISMO EUROPEO DI STABILITÀ (MES) E BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI (BEI) L’Italia deve ratificare il MES. Va poi ampliato in sede comunitaria il ruolo della BEI per sostenere più efficacemente programmi di investimento di lungo termine in aree strategiche per l’UE.
Proposte relative alle politiche interne dell'Unione europea
- SUPPORTO ALLE IMPRESE Introdurre un codice unico europeo di diritto commerciale (Regime 28) applicabile su base volontaria alle grandi e medie imprese con attività transfrontaliere, semplificando la normativa e riducendo la frammentazione nazionale. Creare un fondo europeo per l’innovazione destinato a start-up e scale-up. Rivedere l’approccio normativo al controllo delle fusioni e delle acquisizioni per consentire l’emergere di “campioni europei”, in particolare nei settori strategici. Promuovere una politica industriale coordinata per sostenere settori strategici, inclusa la produzione di materie prime critiche per tecnologie avanzate e sostenibili.
- MERCATO UNICO DEL CREDITO E DEL RISPARMIO Completare l’integrazione al livello europeo dei mercati dei capitali a sostegno della crescita economica. Ciò consente di semplificare l’accesso al capitale, di diversificare le fonti di finanziamento per le imprese e progetti ad alto rischio ma con grande potenziale di innovazione, e di ampliare le opportunità di investimento per i risparmiatori nel nome di una maggiore libertà finanziaria. Completare l’Unione bancaria introducendo un meccanismo europeo di assicurazione sui depositi per garantire stabilità e fiducia nel sistema bancario europeo. Introdurre un Regime 28 anche per l’industria finanziaria, semplificando la normativa per le attività transfrontaliere.
- MERCATO UNICO DELL'ENERGIA L’unione energetica deve andare oltre l'interconnessione delle infrastrutture, includendo una politica comune per l'approvvigionamento energetico (acquirente unico) e la diversificazione delle fonti. Un mercato unico dell’energia garantirebbe sicurezza energetica, riduzione dei costi per i cittadini e le imprese, e maggiore efficienza nella transizione verso energie rinnovabili. È essenziale investire in reti intelligenti, infrastrutture di stoccaggio e progetti innovativi come la fusione nucleare e gli SMR (reattori modulari di piccole dimensioni), garantendo anche l'accelerazione delle procedure autorizzative per le energie rinnovabili.
- AGENDA PER LA SOSTENIBILITÀ L’UE deve perseguire la transizione ecologica attraverso un approccio pragmatico fondato sul principio della neutralità tecnologica, per cui la regolamentazione si concentra sui risultati da raggiungere in termini di decarbonizzazione, lasciando al mercato la scelta delle specifiche tecnologie da utilizzare a questo scopo. Tale regolamentazione neutrale va accompagnata da piani di investimento mirati e incentivi fiscali per favorire lo sviluppo di tecnologie pulite (incluse quelle di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio) e di un mercato ad esse connesso, insieme a fondi di supporto diretto alle imprese per affrontare i costi della transizione.
- AGENDA PER LA DIGITALIZZAZIONE Rafforzare il Mercato Unico Digitale attraverso l’armonizzazione delle normative nazionali al livello europeo, in particolare riguardo all’accesso e all’utilizzo dei dati, evitando che un’eccessiva burocrazia soffochi l’innovazione tecnologica in Europa. Supportare gli investimenti in aree strategiche come l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza, la connettività ultraveloce (5G e 6G) e il calcolo ad alte prestazioni. Promuovere la digitalizzazione delle imprese, con particolare attenzione alle PMI, attraverso incentivi fiscali e accesso agevolato ai finanziamenti.
- SPAZIO EUROPEO DELLA RICERCA E DELL'INNOVAZIONE Creare una nuova libertà di circolazione per ricerca e innovazione, favorendo la mobilità dei talenti, la condivisione delle conoscenze e il rafforzamento delle capacità tecnologiche e accademiche dell’UE. Istituire una piattaforma unica per l’accesso a dati e ricerche scientifiche e un sistema di crediti riconosciuti a livello europeo per progetti accademici. Riorganizzare i programmi di ricerca puntando su priorità strategiche e innovazioni dirompenti, con investimenti in settori chiave come Intelligenza Artificiale, batterie e idrogeno.
- ISTRUZIONE E CITTADINANZA EUROPEA Introdurre un curriculum comune su educazione civica, storia dell’UE e multilinguismo, per favorire la diffusione di una consapevole cittadinanza europea. Ampliare programmi di mobilità studentesca come Erasmus+ anche alla scuola secondaria e alla formazione professionale. Semplificare il processo per il riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche professionali per favorire l’integrazione del mercato del lavoro.
- UNIONE DELLA SANITÀ Sviluppare una strategia comune per la prevenzione e la gestione delle crisi sanitarie, tramite la creazione di scorte europee di medicinali e attrezzature mediche essenziali e il ricorso ad all’approvvigionamento comune in caso di crisi. Garantire una maggiore difesa della proprietà intellettuale e investire maggiori risorse nella ricerca biomedica, nella produzione autonoma di farmaci e vaccini e nella digitalizzazione.
- AGRICOLTURA Intervenire attraverso la Politica Agricola Comune (PAC) per rendere il settore agricolo europeo più resiliente, sostenibile e competitivo, con incentivi per pratiche agricole innovative e a basso impatto ambientale. Investire in ricerca e sviluppo per l’agricoltura di precisione, l’uso di biotecnologie e l’efficienza delle filiere agroalimentari. Adottare politiche che promuovano una maggiore interconnessione su scala europea del settore agricolo con i settori secondario e terziario.
- SPAZIO MEDIATICO EUROPEO Creare un ecosistema mediatico europeo di servizio pubblico libero e indipendente, basato su piattaforme multimediali e digitali accessibili a tutti, promosso e coordinato dalle istituzioni europee. È importante che questo servizio si focalizzi sulle tematiche e gli eventi di interesse europeo, promuovendo allo stesso tempo il dibattito democratico e rafforzando il senso di appartenenza a una comunità europea di valori.
Proposte relative al ruolo internazionale dell'Unione europea
- POLITICA ESTERA COMUNE Introdurre il voto a maggioranza qualificata per decisioni di politica estera dell’UE. Rafforzare il ruolo della diplomazia europea, in particolare nelle organizzazioni regionali e internazionali, e favorire il riconoscimento della personalità giuridica dell’UE come attore internazionale. Portare il Servizio Europeo per l’Azione Esterna pienamente all’interno della Commissione europea, sotto un vero e proprio Commissario europeo per la politica estera e di sicurezza, come figura potenziata rispetto a quella attuale di Alto Rappresentante.
- DIFESA UNICA EUROPEA Promuovere un’industria della difesa europea integrata, basata su standard comuni, centri di ricerca congiunti e un sistema di appalti centralizzato al livello UE. Uniformare i processi militari, in particolare per quanto riguarda il reclutamento, la formazione e le dotazioni militari. Creare gradualmente delle Forze Armate europee permanenti partendo da una Forza Comune di Intervento Rapido adeguatamente munita di forze militari e piattaforme tecnologicamente avanzate, da finanziare con un budget europeo pari al 2% del PIL dell’UE, indipendenti dai singoli Stati Membri e gestite direttamente da un organo politico-militare in seno alle istituzioni UE.
- GESTIONE COMUNE DEI FLUSSI MIGRATORI Adottare una politica migratoria comune basata sul rispetto dei diritti umani, sulla distribuzione equa dei migranti tra gli Stati Membri e su standard europei di integrazione sul piano culturale, linguistico e lavorativo. Nello spirito del “diritto di rimanere”, è necessario aumentare le risorse per realizzare dei partenariati efficaci con i paesi di origine e transito, per reprimere il crimine e affrontare le cause profonde della migrazione nel rispetto dei diritti fondamentali.
- POLITICA COMMERCIALE Negoziare accordi di libero scambio sempre più estesi verso l’area ASEAN, EMEA e BRIC, che includano clausole sul rispetto dei diritti umani e sulla sostenibilità ambientale, utilizzando il peso del mercato unico per incentivare pratiche responsabili a livello globale.
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