INNOVAZIONE ECOMPETITIVITÀ

L’Italia, e più in generale l’Europa, affrontano una fase di crescita economica debole e un ulteriore declino della capacità competitiva rispetto ai concorrenti globali, in particolare asiatici e americani.

I principali fattori che limitano produttività e competitività del sistema produttivo italiano:

  • ECCESSO DI BUROCRAZIA Gli oneri e adempimenti burocratici costano a cittadini e imprese circa 150 miliardi l’anno.
  • PUBBLICA AMMINISTRAZIONE INEFFICIENTE L’Italia è al penultimo posto in UE per fiducia dei cittadini verso la Pubblica Amministrazione. Peggio di noi solo la Grecia.
  • COSTO ELEVATO DELL'ENERGIA Gli italiani pagano le bollette, in media, il 23% in più della media UE. Per le aziende, i costi legati all’energia sono il 24% più elevati della media UE, con punte fino al 40% e oltre.
  • DEFICIT DI CONCORRENZA Mercati italiani in numerosi casi regolamentati da barriere all’ingresso che limitano la competizione.  
  • DEFICIT DI INNOVAZIONE E COMPETENZE Le spese in ricerca e sviluppo nei paesi dell’Unione europea sono in media il 2,2% del PIL, in Italia appena l’1,3% mentre in Germania addirittura il 3,1%.
  • ELEVATA FRAMMENTAZIONE DEL SISTEMA PRODUTTIVO A fronte di una media nei paesi dell’Unione europea di 5,1 addetti per impresa, l’Italia ne registra appena 3,9 mentre in Germania addirittura 12,1.

Affrontare queste criticità richiede un’agenda coraggiosa e interventi strutturali. L’Italia ha un enorme potenziale di crescita, ma per esprimerlo pienamente è necessario un cambio di paradigma. Le proposte delineate puntano a:

  • Liberare l’iniziativa imprenditoriale attraverso una vigorosa semplificazione normativa e burocratica.
  • Abbattere il costo dell’energia e promuovere l'autosufficienza energetica.
  • Rilanciare l’innovazione come motore della crescita economica.
  • Accrescere la concorrenza, per creare un sistema di produzione e servizi alle aziende e ai cittadini più dinamico e competitivo.

È fondamentale che queste proposte siano integrate in un’agenda politica coerente e sostenuta da un forte consenso, sia a livello nazionale che europeo.


LE PROPOSTE

1. Semplificazione amministrativa e riforma burocratica


  • Principio di autorizzazione all’attività economica: Introdurre e generalizzare il principio per cui l’impresa può iniziare le proprie attività ed investimenti all’atto del deposito della segnalazione di inizio attività, con facoltà dell’amministrazione di fermare nei soli casi di non conformità sostanziale.
  • Riduzione degli obblighi di reportistica: eliminare tutti gli obblighi di comunicazione previsti dalle normative a carico delle imprese che non siano direttamente collegati all’uso di risorse pubbliche o che non avvengano nell’ambito di processi di verifica avviati dalle amministrazioni. Rafforzare il divieto di richiesta alle aziende di informazioni già in possesso dell’amministrazione prevedendo la non sanzionabilità della mancata risposta in caso di richiesta di dati già in possesso in possesso dell’Amministrazione, o desumibili da dati già in possesso della stessa.
  • Introduzione del principio dell’avviso (warning”/“compliance notice”): Prevedere, nei casi in cui non sussistano dolo o danni quantificati per l’amministrazione o per terzi, che alla prima infrazione l’amministrazione fornisca un avviso all’impresa, illustrando la natura dell’infrazione e concedendo un termine per adeguarsi. 
  • Riduzione delle spese accessorie contrattuali: Sostituire gli obblighi di certificazione notarile dei contratti e degli atti societari con la notifica sotto responsabilità delle imprese a un registro pubblico digitale che ne garantisca l’immutabilità.
  • Digitalizzazione dei processi amministrativi: Implementare un sistema elettronico di tracciamento delle pratiche pubbliche che consenta: - alle imprese di monitorare l’avanzamento delle proprie istanze - alla cittadinanza di controllare i carichi di lavoro degli uffici pubblici, migliorando trasparenza e accountability - alle amministrazioni di interoperare effettivamente tra loro.
  • Integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi pubblici: Ai fini di aumentare prevedibilità e trasparenza dell'azione pubblica, implementare sistemi di intelligenza artificiale per la pre-verifica delle pratiche pubbliche, permettendo a cittadini e imprese di valutare in anticipo la conformità delle proprie istanze alle normative vigenti.
  • Rafforzamento delle sezioni specializzate in materia d’impresa e brevetti nei tribunali: Introdurre giudizi collegiali con competenze multidisciplinari e un percorso di carriera specifico per i magistrati delle sezioni di impresa. Prevedere il reclutamento nei ranghi della magistratura d’impresa di esperti anche non giuristi a metà carriera.
  • Riorganizzazione dei piccoli comuni: la loro frammentazione non consente economie di scala nella gestione dei servizi, le loro inadeguate dotazioni di personale tecnico non consentono la redazione efficace di bandi e gare rivolti a imprese. I forti incentivi monetari all’accorpamento dei comuni hanno prodotto risultati solo marginali (la riduzione da 8100 a 7900 comuni) soprattutto a causa dell’obbligo di referendum. Occorrono procedure diverse di consultazione delle comunità locali e rimodulare gli incentivi, rendendoli ancor più incisivi per le fusioni di due o più comuni che arrivino ad una dimensione compresa tra i 5.000 e i 15.000 abitanti, riducendoli per gli altri. 
  • Blockchain per archiviazione dei documenti per fini pubblici: consentire l’utilizzo della tecnologia blockchain per la produzione e la conservazione di tutta la documentazione relativa a controlli pubblici.
  • Inversione degli oneri di certificazione: eliminare l’analisi controfattuale in capo alle imprese e semplificare il rilascio del DURC e della certificazione antimafia, implementando un sistema automatico periodico di invio da parte delle PA alle imprese.
  • Eliminazione dei regimi fiscali speciali e dei bandi a progetto: Abolire gradualmente i regimi fiscali speciali per le imprese, riducendo in modo corrispondente le aliquote per la generalità delle imprese. Analogamente, destinare a riduzione d’imposta le risorse destinate oggi a bandi a progetto a favore delle imprese.
  • Riduzione del cuneo previdenziale per le giovani generazioni: introdurre progressivamente un sistema contributivo a versamento che consenta alle giovani generazioni di investire una quota dei fondi previdenziali ora versati a INPS a fondi pensione individuali e nominativi, o almeno, per esigenze di equilibrio di finanza pubblica, in buoni del tesoro individuali vincolati a lungo termine. Eliminare l’obbligo di ulteriori versamenti una volta raggiunta una determinata soglia minima.
  • Concorrenza nell’assicurazione sugli infortuni: Affiancare al sistema attuale un sistema di mercato, mettendo INAIL in competizione con operatori di mercato.

2. Riforme nel Settore Energetico


  • Rimozione dei vincoli alla produzione di energia nucleare: Eliminare i divieti per la produzione di energia da fonte nucleare, facendo salve esclusivamente le normative a presidio della sicurezza tecnica.
  • Promozione dell’autoconsumo energetico: Liberalizzare la produzione di energia per autoconsumo fino a 200 kW, con esenzione totale dal regime di accisa. Eliminare il vincolo della medesima cabina primaria dalla configurazione dell’autoconsumo a distanza.
  • Incentivi alla localizzazione degli impianti energetici: Esentare dalla quota relativa alle tariffe di trasporto dell’energia le comunità che ospitano impianti sistemici di produzione.
  • Disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da fonte rinnovabile da quello da fonte fossile: promuovere a livello nazionale una profonda revisione del meccanismo di formazione del prezzo ("market design"), nonchè lo sviluppo di un mercato di lungo termine in modo che il prezzo dell'elettricità sia maggiormente basato sul costo medio delle rinnovabili (LCOE, levelized cost of energy) e non più sul costo marginale del gas.

3. Promozione dell’innovazione e rafforzamento delle competenze


RIFORMA DEL SISTEMA DELLA RICERCA:
  • Completare l’autonomia del sistema della ricerca trasformando gli Enti di Ricerca e le Università in Fondazioni di diritto privato a capitale interamente pubblico sul modello IIT, FBK, e Max Planck Gesellschaft al fine di allinearsi alle migliori pratiche internazionali.
  • Rafforzare gli Uffici di trasferimento tecnologico e di divulgazione (“Knowledge and Technology Transfer Office”) con finanziamenti dedicati per investire su brevetti, prototipi, marketing e reclutamento di professionalità adeguate.
RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE:
  • Rafforzare – eliminando tutti i correttivi ex-post che in questi anni nei fatti ne hanno vanificato gli effetti – l’allocazione del Fondo di Finanziamento Ordinario degli Atenei interamente sulla base dei risultati della valutazione della didattica e della ricerca, e non più su base storica.
  • Potenziare ed estendere l’esperienza degli ITS. Riconoscere la formazione effettuata nelle accademie aziendali.
  • Prevedere espressamente la possibilità per gli ITS Academy di stipulare specifiche convenzioni con le imprese per consentire la partecipazione dei dipendenti delle stesse, dotati della esperienza professionale richiesta, all’erogazione dei percorsi formativi.
  • Creare una forma di contratto stagionale per l’inserimento degli studenti delle scuole superiori in azienda durante il periodo estivo, prevedendo un regime incentivante sia dal punto di vista fiscale, che contributivo.
AMBIENTI REGOLATORI SEMPLIFICATI ("SANDBOX REGOLATORIE")
  • Creare ambienti regolatori semplificati per i settori manifatturiero e digitale, consentendo alle imprese di sperimentare innovazioni per periodi temporanei senza il peso di regolamentazioni eccessive, previa comunicazione alle autorità di controllo rilevanti delle proprie attività.
EURODIGITALE
  • Supportare ed accelerare il progetto della Banca Centrale Europea di introduzione dell’euro digitale, come strumento di semplificazione dei pagamenti (e di lotta all’evasione fiscale) e di contrasto ai pericolosi rischi di utilizzo di monete alternative.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE:
  • Agire a livello europeo per ottenere una riduzione dei vincoli allo sviluppo dell'intelligenza artificiale introdotti dall'AI Act, anche attraverso l'introduzione di apposite sandbox regolatorie. Includere gli investimenti in AI tra quelli ammissibili per i benefici di Industria 4.0 e 5.0.

4. Potenziare l’ecosistema startup italiano


RIFORMA GLI SPIN-OFF UNIVERSITARI:
  • Potenziare i programmi di incubazione e accelerazione nelle università, incentivando la creazione di ecosistemi innovativi e la valorizzazione commerciale della ricerca accademica.
SBLOCCARE I CAPITALI PRIVATI SUL MODELLO FRANCESE:
  • Favorire un accordo tra investitori istituzionali, grandi imprese e attori pubblici, ispirato al modello francese "Initiative Tibi", per canalizzare miliardi di euro nel venture capital italiano.
INCENTIVARE GLI INVESTIMENTI EARLY-STAGE:
  • Introdurre maggiori agevolazioni fiscali per chi investe nel primo aumento di capitale di una startup, tassazione agevolata sulle plusvalenze per incentivare il finanziamento di progetti ad alto potenziale nelle fasi iniziali. 

5. Rafforzamento della concorrenza


  • Gestione concorrenziale dei servizi pubblici: Passare ad un modello di Stato regolatore e non esecutore, con messa a gara generalizzata dei servizi pubblici di tipo esecutivo, e delle concessioni con durata massima degli affidamenti dai 5 agli 8 anni a seconda dei settori. Rafforzamento dei servizi di supporto tecnico alle amministrazioni per la redazione dei bandi di gara e vincolo degli stanziamenti pubblici all’adozione delle buone pratiche individuate. 
  • Eliminazione delle barriere all’ingresso: Vietare limitazioni all’esercizio delle attività economiche basate su numeri contingentati (es. taxi, notai) e garantire che eventuali requisiti tecnici richiesti siano verificati periodicamente in modo non discriminatorio su tutti i titolari e non solo i nuovi entranti.
  • Concorrenza nelle pubbliche concessioni: Limitare concessioni e licenze ai soli casi di utilizzo di risorse pubbliche specifiche. Rendere inderogabile il principio di messa a gara periodico delle      concessioni pubbliche.
  • Concorrenza nelle professioni: nel rispetto della libertà dei professionisti di associarsi liberamente, limitare il riconoscimento pubblico degli ordini professionali ai soli casi in cui risulta strettamente necessario tutelare la fede pubblica e l’asimmetria informativa tra professionisti e cittadini, come ad esempio nel caso dell’avvocatura, dei commercialisti, della sanità, della ingegneria civile.

6. Sostegno alla crescita, aggregazione e patrimonializzazione del sistema produttivo


  • Rafforzare la fiscalità premiale nei casi di reinvestimento degli utili ed introdurre una IRES premiale al 15% di supporto ai processi di crescita delle imprese, con criteri prevalenti l’aumento verificato della produttività e la realizzazione di operazioni di fusione-aggregazione.
  • Affiancare alla legge sulla concorrenza una legge per la produttività, che definisca obiettivi e strumenti per la crescita della produttività e del valore aggiunto.
  • Prevedere la deducibilità fiscale del sovrapprezzo di fusione nei casi di aggregazione industriale.
  • Estendere anche ai casi di aggregazione di impresa le previsioni fiscali previste per i casi di passaggio generazionale delle imprese nell’ambito della stessa famiglia.
  • Eliminare le disparità normative di vantaggio per le PMI che non siano legate alla crescita dimensionale dell’impresa stessa.

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