La logistica nel nostro paese è una componente rilevante del PIL: con quasi 118 miliardi di euro, ne
rappresenta l’8%. Il Partito Liberaldemocratico, per sua natura, sceglie di dire sì quando si tratta di
sviluppo del paese ed è contrario alle battaglie di retroguardia, spesso populiste, che creano
immobilismo solo allo scopo di recuperare voti “facili”.
Ben vengano quindi le bocciature del TAR a favore del progetto e a tutela dei piccoli proprietari di
terreno che probabilmente hanno anche investito delle proprie speranze di vita nella vendita dei
propri appezzamenti, troppo piccoli per assicurargli un reddito dall’attività agricola, e che quindi si
sono rivolti al mercato, a maggior ragione per un progetto di sviluppo.
Ben vengano le parole del Sindaco Canelli, il quale si impegna da qui in poi innanzitutto a favorire la
realizzazione del polo logistico, magari ridimensionandolo sia in funzione delle indicazioni emerse in
questi anni circa una maggiore “sobrietà”, ma anche, a causa del tempo perso, tenendo conto di
nuove valutazioni da parte di Develog rispetto al progetto originario.
Grande attenzione dovrà essere messa nelle “opere di compensazione”, che non dovranno essere
semplici palliativi di dubbio gusto: perché ad esempio non immaginare la realizzazione di un vero
boschetto di città, che leghi ma in qualche modo nasconda il polo dalle aree circostanti?
Ma, in particolare, ci chiediamo se esista una pianificazione e uno studio, per noi doveroso, da parte
della provincia, viste anche le sue competenze di “Pianificazione territoriale”, riguardo a un progetto
complessivo sulla logistica, in modo da mettere assieme le proposte dei vari piani regolatori
comunali all’interno di un vero “sistema logistico novarese”.
Infatti, la nostra terra nei prossimi anni potrà assumere un ruolo sempre più importante in questo
settore, come corridoio tra la Lombardia e la Francia. Occorre quindi, e al più presto, che i progetti
futuri siano coordinati, sia perché non nascano slegati da una programmazione che deve essere
lungimirante, sia per evitare che finiscano “impantanati” negli innumerevoli comitati del NO, pronti
sempre a nascere in Italia, a prescindere.
Angelo Rossi
Segretario del Partito Liberaldemocratico
Fonte: Buongiorno Novara
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