11 settembre 2001. Venticinque anni dopo.

Quasi 3.000 vite innocenti spezzate. Un attacco che cambi

11 settembre 2001. Venticinque anni dopo.
Quasi 3.000 vite innocenti spezzate. Un attacco che cambiò il mondo e mostrò fino a dove può arrivare il fanatismo quando trasforma le persone in nemici da eliminare.
Oggi il terrorismo non è scomparso. Ha cambiato forma.
Il jihadismo resta la principale minaccia terroristica in Europa, mentre radicalizzazione e reclutamento corrono sempre più attraverso la rete, raggiungendo anche giovanissimi e trasformando individui isolati in potenziali attentatori.
Per questo ricordare l’11 settembre non può essere soltanto commemorare il passato. Significa guardare al presente senza ingenuità.
Difendere le nostre democrazie significa contrastare senza ambiguità terrorismo, fanatismo e radicalizzazione. Ma significa farlo senza rinunciare a ciò che vogliono colpire: libertà, Stato di diritto e società aperta.
È questa la lezione che quelle quasi 3.000 vittime ci consegnano ancora oggi.
La libertà non è garantita per sempre. Va difesa.


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