
Si pensa che un’intelligence straniera abbia sabotato una fabbrica di armi in Italia, e qual è la reazione nel nostro Paese?
I soliti “pacifisti” a senso unico e gli opinionisti compiacenti, anziché chiedere chiarimenti, si affrettano a minimizzare, a insinuare dubbi, a voltarsi dall’altra parte.
Questa non è libertà di pensiero, è un cavallo di Troia.
Mentre si ritiene che la nostra sovranità nazionale sia stata violata, una parte del dibattito pubblico italiano fa da quinta colonna agli interessi di Mosca, inquinando la realtà con giustificazioni inaccettabili.
Il Partito Liberaldemocratico non tollera questa omertà ideologica. Ignorare o giustificare un sabotaggio sul nostro suolo è un suicidio strategico che rende l’Italia un bersaglio facile.
È ora di smettere di assecondare le illusioni e contrastare chi fa il tifo per chi ci attacca.
Non lasciamo il monopolio della parola a chi svende la nostra sicurezza.
Denunciamo l’ipocrisia della propaganda filorussa in Italia, con buona pace dei patrioti e dei leader del campo largo che ritengono che la minaccia russa sia un’invenzione.
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