
Mancano due anni e mezzo alla fine di quest’incubo. Ma già tra sei mesi, con le elezioni legislative di metà mandato, potrà fare un po’ meno danni, se il popolo americano lo vorrà.
A noi nel frattempo rimangono un po’ di incombenze:
1) capire che non è arrivato al potere con un colpo di Stato, ma perché lo hanno votato i cittadini del suo paese.
E questo è accaduto, secondo noi, soprattutto perché sia nel 2016 che nel 2024 la politica non è stata in grado di schierare un’alternativa valida e innovativa.
2) imparare la lezione, sia di politica interna (se la politica non si rinnova, il pericolo populista è sempre dietro l’angolo) che estera (con o senza di lui, l’Europa deve diventare grande, autonoma, responsabile).
3) cercare quanto più possibile di ignorare le sue parole. Anche se, come oggi, si riferiscono in modo inqualificabile al Santo Padre.
Ps. Sì, pensiamo ancora che gli Usa e Israele siano meglio (incommensurabilmente meglio) di qualsiasi autocrazia, teocrazia o regime dittatoriale.
Si, pensiamo ancora che l’Iran sia un regime criminale senza il quale il mondo sarebbe un posto migliore.
Si, pensiamo ancora che senza un intervento della comunità internazionale (quello sancito dalla risoluzione 2803 dell’Onu il 17 novembre scorso), a breve a Gaza scoppierà una nuova guerra (e noi siamo quelli che la vogliono evitare). #respiralibertà #politicaestera #trump
📱 Vedi il post originale su Instagram
Condividi veloce su uno di questi social: